
65 anni di vita e di storia vissuta dalla RAI in Umbria. Oggi un libro importante ripropone tutti questi anni nella loro interezza e nella loro straordinaria attualità.
di Pino Nano
Ad un anno dalla sua prima uscita, prosegue e si rinnova il grande successo del libro “La Rai in Umbria: storia, personaggi, curiosità” di Alvaro Fiorucci e Gino Goti – Morlacchi editore – presentato in prima assoluta nella prestigiosa Sala dei Notari del Palazzo dei Priori di Perugia, sede del Comune, il 3 ottobre del 2024 per la ricorrenza dei 65 anni dall’inaugurazione della Sede regionale RAI.
Un appuntamento che coincideva con i 65 anni dell’apertura della sede regionale della Rai in via Baglioni a Perugia – era il 3 ottobre 1959 – con cui l’azienda di via Mazzini avviò la stagione del decentramento territoriale che, con l’istituzione delle regioni nel 1970 e la conseguente riforma del servizio pubblico radiotelevisivo del 1975, ebbe poi nuovi e decisivi impulsi.
La prima trasmissione del Corriere dell’Umbria vi ricordo andò in onda proprio quel giorno, mentre il giorno successivo, il 4 ottobre, San Francesco, i tecnici furono impegnati ad Assisi al Sacro Convento per la radiocronaca della consegna dell’olio per alimentare la lampada votiva di San Francesco, radiocronaca con la stupenda voce di Amerigo Gomez venuto da Firenze.

Pubblicato da Morlacchi Editore, 305 pagine, il libro propone 110 personaggi della sede, da Biagio Agnes a Sergio Zavoli, da Maurizio Costanzo a Paolo Valenti. Ci sono poi i giornalisti, tecnici e impiegati della prima redazione inaugurata in via Baglioni, e quelli che in via Masi, sempre a Perugia, dal 1981 hanno potenziato il radicamento sul territorio. Nel corso della presentazione del libro sonno state proiettate immagini di archivio di assoluto valore storico e culturale.
Paolo Raffaelli, onorevole, già sindaco di Terni e redattore della Redazione regionale della Rai lo racconta in questa maniera.
“Il libro di Alvaro Fiorucci e di Gino Goti sui 65 anni della RAI in Umbria è un contributo importante alla ricostruzione, tra cronaca e storia, del ruolo svolto dal Servizio Pubblico Radiotelevisivo per l’unificazione e la crescita culturale dell’Italia, ma anche per la salvaguardia e la valorizzazione del pluralismo e della diversità dei caratteri e dei patrimoni culturali e di tradizione locale del nostro Paese. Una piccola regione dell’Italia interna, prima raramente oggetto delle cronache nazionali, se non per eventi drammatici come i terremoti o per occasioni legate ai grandi Santi e allo straordinario patrimonio culturale, trovò, a partire dalla fine degli anni ’50, prima attraverso la radio e poi, più di un quarto di secolo dopo, attraverso la Televisione della RAI, la possibilità di raccontarsi e vedersi raccontata nei suoi dettagli e particolari grazie alla presenza di una redazione locale, a una estesa rete informativa sul territorio, a un centro di produzione radicato nella realtà regionale. Il libro è il racconto accurato di questa evoluzione, che è stata a un tempo culturale, tecnologica, identitaria, e per certi versi anche civile e che ha contribuito, anche in coincidenza con la nascita dell’Istituzione Regionale nel 1970, a dare forza e consapevolezza all’identità Umbra. Uno sforzo di ricostruzione e documentazione, quello di Fiorucci e Goti (che sono stati da giornalista e da regista e produttore di programmi tra i protagonisti di questi anni) che costituisce, in maniera vivida, vicende, figure e momenti di una storia professionale e culturale non banale e della crescita di una comunità. Un lavoro che sarebbe certamente interessante vedere replicato con la stessa accuratezza e competenza anche in altre realtà regionali italiane”.

Per Renzo Arbore: “Un libro bellissimo, e grazie per la parte dedicata al primo Arbore a Perugia e a tutte le altre citazioni. Una storia parzialmente vissuta anche da me al tempo di Fuscagni e di tanti altri…vediamo se mi capita di parlarne”.
“Il volume di Gino Goti e Alvaro Fiorucci su “La RAI in Umbria” – aggiunge Leonardo Varasano (già assessore alla cultura del comune di Perugia, docente di Didattica della Storia) – -è un volume prezioso. La ricca ricostruzione che parte dall’ottobre 1959, ci offre un significativo panorama si storie, personaggi, aneddoti. Gli Autori ci conducono sapientemente in un percorso che è al contempo di storia locale, di storia nazionale e di storia del costume. L’esito è un lavoro altamente meritorio”.

“A metà degli anni 60 del secolo scorso – nota Gianni Papini Prof. Emerito di filologia italiana dell’Università di Losanna e prof. invitato di storia della lingua italiana dell’Università Cattolica di Milano- si facevano corsi per nuovi annunciatori radiofonici nella nuova sede Rai di Firenze, curando in special modo la corretta e omogenea pronuncia dell’italiano, sciolta e chiara dizione, non certo per imporre un modello unico nazionale, ma per non essere sgraditi in nessuna parte d’Italia con pronunzie e intonazione regionalistiche. Gino Goti partecipò a uno di questi corsi mostrando spiccate doti comunicative e operative. Mi fa molto piacere aver ritrovato nel bel libro “La Rai in Umbria” notizie di quel corso del 1966 a cui Goti partecipò ed io vi insegnai “dizione”. Dolci memorie!”.
“Caro Gino, -scrive invece il grande regista italiano Pupi Avati– ti ringrazio per il bel libro che mi hai inviato sulla “Rai in Umbria”, opera che ha un doppio motivo di interesse per me ritenendomi un umbro onorario ed avendo alle spalle una lunga storia di collaborazioni Rai. Al di là di questi motivi, strettamente personali e degli spunti curiosi e inediti che con Alvaro Fiorucci suggerisci, credo che rendiate un giusto omaggio all’immensa opera di coesione culturale della Rai a livello sia nazionale che regionale. Con tanti auguri per tutto, un mio forte abbraccio”.
Ancora più avvolgente la nota e il commento di Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve. “Una comunità che è tale proprio perché sa custodire con cura la memoria di quanti hanno contribuito a costruirla. Queste pagine, nel ripercorrere la storia della Rai nella nostra regione, danno voce e volto a una galleria di persone: dai protagonisti di primo piano a quanti con il loro lavoro ne hanno assicurato la possibilità. Emergono vicende, racconti, curiosità, tasselli di una evoluzione – anche nel modo di svolgere la professione giornalistica – che giunge fin ad oggi. Nel ringraziare gli Autori, Alvaro Fiorucci e Gino Goti, auguro che questo patrimonio di cultura e di relazioni, che è garanzia di qualità, possa continuare a intessere e arricchire il servizio pubblico per il bene della nostra comunità.”

“Ringrazio gli Autori, Gino Goti e Alvaro Fiorucci – sottolinea invece Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia per l’impegno e la passione che hanno messo nel raccontare la storia della Rai nella nostra regione. La TGR Umbria non è solo una emittente televisiva e radiofonica; è parte della nostra memoria condivisa e una porzione importante della dieta informativa quotidiana di ognuno di noi: oltre ad essere il telegiornale più seguito a livello regionale. In 65 anni di storia la Rai ha svolto una funzione fondamentale, ovvero quella di rafforzare l’identità regionale. In una regione composta da 92 campanili in cui si parlano 4 dialetti che hanno a sua volta decine di varianti. Ogni comunità si sente custode delle proprie radici, delle proprie tradizioni e della propria storia. Anche grazie alla TGR gli umbri hanno imparato a sentirsi orgogliosamente più umbri. Il TG regionale della Rai rappresenta ancora oggi un appuntamento quotidiano, un mezzo attraverso il quale le storie, le tradizioni e le voci del nostro territorio vengono diffuse e soprattutto condivise. Il lavoro di Goti e Fiorucci ci offre un’opportunità unica, ovvero, quella di conoscere e riflettere su come la Rai abbia contribuito a plasmare l’identità culturale dell’Umbria, unendo le generazioni e facendo da ponte tra passato e futuro. Questo libro non è solo una ricostruzione storica della presenza della Rai in Umbria, ma anche un tributo a tutti coloro che hanno contribuito a costruire questo patrimonio, dai giornalisti ai tecnici, dai produttori ai collaboratori che, con il loro talento e il loro impegno, hanno reso possibile tutto ciò”.

Presente quel giorno tutta la città con rappresentanze delle istituzioni, della cultura, del giornalismo, dell’arte, della politica, il volume è stato consegnato successivamente al vice presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, a Bianca Maria Tagliaferri vice presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria, al Ministro dell’Economia e del Tesoro Giancarlo Giorgetti, titolare del ministero azionista di maggioranza dell’Azienda Rai, al Prefetto di Perugia Francesco Zito, al presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, alla sindaca di Perugia, alla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ad Andrea Romizi già sindaco di Perugia e a Leonardo Varasano già assessore alla cultura del Comune di Perugia, all’Arcivescovo di Perugia Maffeis, a Costantino D’Orazio direttore regionale Musei, a Donatella Tesei, già presidente Regione Umbria, a Luca Benedetti, presidente dell’Ordine della Stampa Regionale.

Inoltre, con un accordo con l’ANCI, la presentazione è stata effettuata in diversi comuni e in numerose località minori dell’Umbria: Terni, Orvieto, Corciano, Pila, Passignano sul Trasimeno, Magione, Città di Castello, Ponte San Giovanni, biblioteca Biblionet, Libreria Grande, Todi, Città della Pieve, Marsciano, Monte Peglia, Circolo Culturale La Piroga, Circolo ARCI Ponte Valleceppi, Scheggino, Norcia, Ponte Felcino, Monte Castello di Vibio, Circolo culturale Società del Gotto.
Prossimamente sarà presentato a Gubbio, Foligno, Spoleto, Trevi, Spello, Tuoro sul Trasimeno, Castiglione del Lago, Panicale, Umbertide, Deruta, Gualdo Tadino, Gualdo Cattaneo e a Roma ospite dell’Associazione Umbri a Roma presieduta da Ada Urbani.

Siamo ora in attesa – dicono gli autori- di una risposta ufficiale per consegnarne ufficialmente una copia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il volume è stato segnalato anche ai dirigenti Rai di ex Viale Mazzini e di Saxa Rubra “senza ricevere alcun segno di risposta, di interesse, di approvazione a testimonianza della scarsa considerazione in cui, a certi livelli, sono considerate le sedi regionali della RAI, indispensabili e apprezzatissimi poli di informazione e di cultura”.
“Carissimo Gino, con il tuo libro ho scoperto l’importanza della Sede Rai di Perugia. Un vero tesoro-commenta Roberto Anselmi, autore delle musiche di “QUARK”-Credo che poche persone e soprattutto i dipendenti Rai non conoscono la storia. Mi auguro fortemente che il libro vada bene, merita. Ho anche visto e letto gli articoli su RAI Senior. Ti auguro il meglio e per il momento posso solo dirti Buona Pasqua a te e ai tuoi cari”.
Intanto per il mese di marzo è prevista una mostra di foto delle immagini del libro arricchita dalla donazione di foto inedite, mostra di oggetti storici (un piccolo museo della radio e della televisione, proiezioni di telegiornali e programmi televisivi, ascolto di programmi e giornali radio, presenze di personaggi e testimoni nelle sale del CERP della Rocca Paolina di Perugia messe a disposizione dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. La mostra si avvarrà della preziosa collaborazione degli iscritti a RAI Senior della Sede regionale dell’Umbria e di artisti ed operatori culturali della città di Perugia.
ECCO GLI AUTORI

Alvaro Fiorucci, giornalista, ha esercitato la professione di cronista nei quotidiani «Paese Sera» e «La Repubblica». In Rai ha ricoperto l’incarico di caporedattore del TGR dell’Umbria. Ha scritto nel 2005 con Edimond Le donne trafficate; successivamente per Morlacchi Editore sono usciti i seguenti titoli: Il cacciatore di bambini. Biografia non autorizzata del mostro di Foligno (2008); Fuorionda. Genesi, cronologia e analisi della questione radiotelevisiva italiana (2008); Un bambino da fare a pezzi. Rapimento e liberazione di Augusto De Megni (2009); 48 small. Il dottore di Perugia e il mostro di Firenze (2012); Il sangue delle donne (2014); con Luca Fiorucci Reperto 36. Anatomia giudiziaria dell’omicidio di Meredith Kercher (2015); Shaken. La bambina che attraversò il muro del pianto (2017); con Raffaele Guadagno Il divo e il giornalista. Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli: frammenti di un processo dimenticato (2018).

Gino Goti, toscano di nascita, umbro di convinta adozione, dopo esperienze teatrali come attore al Piccolo Teatro La Fonte Maggiore di Perugia, e come regista e direttore della Compagnia del Teatro Dialettale, vince (nel 1966) un concorso per annunciatore radiofonico ed è assunto in RAI, Sede Regionale per l’Umbria. Qui ha inizio anche l’attività di regista radiofonico per molte trasmissioni in onda sui programmi nazionali, ma realizzate a Perugia col meglio degli artisti di alto livello. Fra le trasmissioni: “Buon Pomeriggio”, “Gambero”, “Arrivano i Nostri”, “Sorella Radio”, “Bandiera Gialla”, “Radio per le Scuole”. Programmista-regista televisivo dal 1976, ha realizzato documentari per la Sede Regionale dell’Umbria e per le Reti Nazionali, curando la regia per i più importanti Festival nazionali. Collegamenti esterni per Uno Mattina, Domenica In, Italia Sera, Samarcanda, Alla ricerca dell’Arca, 90° Minuto, La Domenica Sportiva, Il Processo del Lunedì, Dribbling, Fantastico. Ha firmato la regia di filmati istituzionali per Aziende operanti a livello internazionale e di numerosi documentari per Enti Pubblici, Aziende di Promozione Turistica, Comuni, Province, Regioni, vincendo un “Airone d’argento” all’International Tourfilm Festival di Montecatini Terme. È iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti pubblicisti. È Direttore del giornale on-line “Passione Bicicletta” e dell’agenzia di informazioni “Astravideo”.
Moltissimi “inviati” di “Quelli…che il calcio” (condotto da Fabio Fazio) hanno avuto come regista Gino Goti: Everardo Dalla Noce, Nando Martellini, Idris, Lamberto Sposini, Suor Paola, Stefano Carloni, Fiona May, Vittorio Citterich, Piero Pelù, Orietta Berti, Dody Battaglia dei Pooh, Piero Barucci, Gino Bartali, Marcolino e Padre Buozzi, Il Trioreno, Ceccherini e Paci, Gaspare, I Tenores di Bitti, Enrico Vaime, Paolo Brosio, Antonello Venditti, Renato Pozzetto, Teo Teocoli, Michele Cucuzza.

Indice
Parte Prima
Radici
Che Santa Chiara ci aiuti 9
“Qua e là per l’Umbria” 23
I protagonisti ricordano 38
Annunciatori cercasi 43
Violetta, la mattatrice 47
Parte Seconda
A scuola da Gigli, Tortora, Angela, Costanzo e Arbore
Le radio squadre 55
Rita Dottorini e gli altri 59
Gigli, Villa, Costanzo, Arbore e il Nagra 62
Il primo quiz al telefono 82
Bestiario Privato 86
Amo la radio che si vede 90
Parte Terza
Il governo passa la palla
La grande riforma 95
Lottizzati per forza? 98
Il TG che non c’è e il noleggiatore Brugalossi 104
Un TG da inventare 108
Sigle Rai nel tempo… 116
I quarti di nobiltà 118
Parte Quarta
La TV delle marionette?
Lamberto e gli altri 127
Compagni d’avventura 142
On Air 158
Via Masi 2 164
L’orrida terza rete 173
Esami di riparazione? 178
Il teatro diventa TV 192
Il bagaglio per Roma 197
Le mille e una regia 203
La squadra 208
Parte Quinta
La TV maggiorenne
La scuola di Ponte Felcino 213
La bella jointventure senza futuro 220
Direttori e grandi firme 230
Premiati dagli ascolti 235
Persone e passioni 238
Raccontare il quotidiano 241
Parte Sesta
La rivoluzione digitale
…e tutto o quasi diventa un file 251
Stagione dentro una nuova stagione 257
La terza gamba 261
Arrivi e partenze 264
Unicum e unicità 272
Parte Settima
Fotogrammi
I nostri agenti all’Avana 279
Freelance 282
Il relais 284
Le mazzette 285
Col radiotelefono è più fico 287
La popolarità di un Sindaco 289
L’aiutino 291
Black out 293
La coppa disciplina 295
I non luoghi 297
Tutti o quasi da Vissani 299
Appendice 300
Ringraziamenti 303
Indice dei nomi 305



