23 Luglio 2026
Pietro Parolin, la sua Lectio Magistralis sulla Pace
‘Pasqua di pace. Da Giovanni XXIII a Leone XIV verso il Giubileo 2033’ è l’ultimo libro in ordine cronologico che il Direttore del TG2 Antonio Preziosi dedica al mondo della Chiesa e al mondo dei Papi, e che nessuno forse conosce meglio di lui. Edito dalla San Paolo Editrice il libro – che passa in rassegna l’impegno dei Pontefici nel promuovere il dialogo e la pace- è stato presentato in prima nazionale ieri sera a Roma per iniziativa dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, e ha visto come protagonisti della manifestazione il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistati per l’occasione da Alessandra Ferraro, Direttrice di Isoradio RAI. Una vera e proria festa della RAI in Ambasciata, tanti uomini e tante donne RAI erano presenti. Per l’occasione il Cardinale Pietro Parolin ha tenuto una meravigliosa lezione sulla Pace che vale la pena di rileggere insieme e di fare propria, tanta forza c’è nelle cose che il Segretario di Stato ha raccontato a tutti noi. Una vera e propria Lectio Magitralis sull’impegno che Chiesa Stato e Società civile ogni giorno fanno in difesa della Pace e contro ogni forma di violenza, e che noi abbiamo trascritto e vi riproponiamo qui in maniera integrale.

“Buonasera a tutti, buonasera al Ministro Tajani, buonasera al Signor Ambasciatore, buonasera al Dottor Antonio Preziosi e a tutti voi qui presenti, Eccellenze, stimati Ambasciatori, Signori e Signore. Cercherò di rispondere con questa riflessione che ho preparato alla domanda che mi è stata rivolta, e cioè “Che cosa la Chiesa sta facendo per la pace?”.
Credo che è sotto gli occhi di tutti cosa la Chiesa stia facendo per la pace, ma vale la pena anche di ricordarlo ancora una volta.
E nell’attuale situazione di conflitti nel mondo, per i quali la diplomazia e il dialogo cercano con convinta determinazione una soluzione di pace giusta e duratura, voglio ricordare da subito quanto il Santo Padre Leone XIV ha detto a noi Cardinali nella Santa Messa di inizio del concistoro del giugno ultimo scorso.
“La guerra non è mai degna dell’uomo e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi ipertecnologiche. L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e stati, non si tratta solo di un dato biologico, è un principio etico”.
La pace è un dovere di giustizia perché siamo un’unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore. Se come ha ricordato il Papa alla chiesa italiana, ogni comunità è chiamata a diventare una casa della pace, dove si apprende la grammatica per disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono, allora davvero la pace non è un’utopia ma trova inizio e concretezza a partire dai gesti quotidiani.Necessita pazienza e coraggio, ascolto e azione.
Il libro che oggi presentiamo, Pasqua di pace, da Giovanni XXIII al Leone XIV, scritto da Antonio Preziosi, si presenta come un umile ascolto, così lo definirei, un umile esercizio di ascolto del Magistero dei Papi, appunto da Giovanni XXIII in poi, e la ricerca di un filo rosso che lega il cammino verso l’unità dei cristiani e la costruzione della pace mondiale.
Ho accettato di essere qui oggi perché in questi anni ho avuto modo di conoscere e di apprezzare Antonio Preziosi per altri suoi libri che già sono stati ricordati, tra i quali la ricostruzione dell’attentato a Giovanni Paolo II e una biografia di Papa Luciani che ho avuto il piacere di presentare a Loreto.
Penso che quest’ultima opera sulla pace sia davvero molto significativa e attuale, in un momento storico difficile in cui, come ha detto Papa Leone XIV, al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede nel gennaio scorso, preoccupa in modo particolare sul piano internazionale la debolezza del multilateralismo.
A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, ha proseguito il Papa, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli e di gruppi di alleati.
Per questo è quanto mai necessaria una Pasqua di pace, e sono questi concetti che il Papa riprende poi nella magnifica Humanitas, al capitolo dedicato alla cultura della potenza, dove spiega esattamente questo, la sostituzione di una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso alla diplomazia della forza.
Ancora una volta desidero ricordare le parole di Papa Leone nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace all’inizio di quest’anno.
La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince
La pace è il respiro dell’Eterno.
Mentre al male si grida basta, alla pace si sussurra per sempre.
Antonio Preziosi traccia un percorso che parte dal concilio di Nicea del 325 d.C. e si spinge fino alle prospettive del prossimo giubileo straordinario del 2033. L’autore ripercorre il cammino paziente e complesso dell’ecumenismo evidenziando come esso possa essere uno strumento utile a contrastare ciò che oggi impedisce il dialogo e permettere di lavorare perché la diplomazia possa essere finalizzata alla risoluzione dei tanti fronti di guerra che sono aperti in tutto il mondo. Riflettendo sull’impegno della Chiesa post conciliare nella costruzione di questo dialogo per la pace, Preziosi utilizza l’immagine di una staffetta che attraversa i pontificati da Giovanni XXIII fino a Leone XIV soffermandosi in particolare sullo scambio del testimone tra Papa Francesco e Papa Leone XIV mentre era in corso il giubileo della speranza.
Nel volume si analizzano i pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI fino a quelli di Francesco e Papa Leone. Per ciascuno di loro il dottor Preziosi racconta fatti, propone stracci di documenti e condivide aneddoti per mostrare come ciascuno di questi grandi pontefici abbia raggiunto una tessera al mosaico dell’unità.
Giovanni XXIII per iniziare fu il Papa che aprì la stagione del concilio ecumenico Vaticano II, il Papa che firmò l’enciclica Pacem Interris, davvero una pietra miliare, un testamento spirituale lasciato alla Chiesa e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, che ridisegna il concetto stesso di pace e di relazioni internazionali.
È evidente, o almeno dovrebbe esserlo per tutti, si legge nel documento, che i rapporti fra le comunità politiche, come quelli fra i singoli esseri umani, non vanno regolati facendo ricorso alla forza delle armi, ma nella luce della ragione e cioè nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante.
A me ha sempre fatto impressione, leggendo la Pacem Interris, il riferimento che fa Papa Giovanni XXIII alle quattro colonne che sostengono l’edificio della Pace -e forse è la risposta più diretta alla domanda che lei faceva, che cosa la Chiesa propone per costruire la Pace? – che sono appunto la verità, la giustizia, la libertà e l’amore.
Se ci sono queste quattro colonne, allora siamo sicuri che c’è un edificio stabile, altrimenti tutto rischia di crollare e sono questi i cammini che dobbiamo percorrere per costruire la Pace.
La Pace si costruisce attraverso la ricerca e l’adesione alla volontà, attraverso la ricerca della giustizia, della libertà e dell’amore.
A Giovanni XXIII succede Paolo VI che portò a compimento il Concilio e ricordo, già l’ha detto il dottor Preziosi, questo suo grido, il memorabile grido che pronunciò all’ONU, “Mai più la guerra” e anche l’abbraccio per il cammino ecumenico al patriarca ortodosso Atenagora.
Giovanni Paolo I nei 33 giorni del suo pontificato confermò l’impegno della Chiesa per l’ecumenismo, il dialogo tra le religioni e la Pace nel mondo e tra i gesti più importanti una lettera inviata al Presidente americano Jimmy Carter a sostegno dei negoziati di pace di Camp David che vorremmo pubblicare prossimamente. E’ già stata pubblicata credo, mai in un’edizione critica, insieme a tutto il resto del corpus prodotto da Giovanni Paolo I.
E poi Giovanni Paolo II, che ha lasciato documenti, discorsi, fatti di importanza storica, impossibili da enumerare tutti in poco tempo.
Tra questi mi piace ricordare la storica convocazione della giornata di preghiera per la pace di Assisi nel 1986 che vide riuniti per la prima volta i leader di tutte le grandi religioni del mondo nella terra di San Francesco. Nel 1995 venne pubblicata l’enciclica Ut Unum Sint, un appello accorato alle comunità cristiane ad abbandonare le divisioni per ricercare e ritrovare l’unità, sospinti anche dalle stesse amare esperienze della divisione.
Non dimentichiamo poi che Papa Voytila fu anche il primo Papa a entrare nella Sinagoga di Roma nel 1986 e nella Moschea degli Omaidi a Damasco nel 2001.
Antonio Preziosi ricorda che Benedetto XVI riprese nel 2011 la giornata ad Assisi a 25 anni dallo storico incontro voluto da Giovanni Paolo II, alla quale invitò anche esponenti del mondo della cultura e non credenti. Tra i gesti di dialogo del suo pontificato restano la preghiera nella Moschea Blu di Istanbul e lo sforzo per la promozione del dialogo con l’Islam con la creazione di un forum cattolico-musulmano.
Con Papa Francesco arriviamo fino ai nostri giorni.
L’immagine della guerra mondiale a pezzi, da lui per primo evocata, lo ha spinto a un impegno quotidiano a favore del dialogo con le religioni e alla costruzione della pace. Pensiamo all’enciclica Fratelli Tutti, nella quale Francesco pronuncia una ferma condanna di ogni forma di violenza in nome della religione. Infine, quando Francesco ci lascia, il conclave legge come suo successore Leone XIV, che fa della pace e del dialogo le parole chiave del suo pontificato.
Le sue prime parole. Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore, che ha dato la vita per il greggie di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra.
La pace sia con voi.
Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.
L’attuale pontefice conferma questo impegno della Chiesa in tutti i suoi discorsi, nei documenti e nei viaggi. Nell’ultimo viaggio in Africa ha puntato l’indice contro le guerre dimenticate.
Un altro concetto che da parte del Papa e della Chiesa si riprende continuamente.
Le guerre dimenticate. Proprio ai media, come è accaduto in occasione dell’udienza concessa al Tg2 in occasione dei suoi 50 anni, Papa Leone ha ricordato ai giornalisti la necessità di raccontare le guerre con gli occhi delle vittime e di tutti coloro che soffrono a causa di essi.
Nell’opera di Antonio Preziosi si evidenzia come ciascuno di questi grandi papi abbia aggiunto una tessera alla costruzione del mosaico della pace mondiale.
Nella sua introduzione l’autore rivela che l’idea del libro è nata nel giugno del 24, quando Papa Francesco ha annunciato il suo desiderio di recarsi a Nicea per commemorare il 1700° anniversario dell’omonimo concilio insieme al patriarca ortodosso Bartolomeo I.
È’ allora che Preziosi si mette al lavoro fino a scrivere la parola fine di questo volume mentre Papa Leone chiude la porta santa del giubileo del 25.
Tra questi due momenti ci sono la scomparsa di Papa Francesco e il viaggio di Leone XIV in Turchia e Libano. Un anno nel quale accade anche altro.
Il 20 aprile, è già stato ricordato, la Pasqua viene celebrata contemporaneamente da tutte le confessioni cristiane per una coincidenza astronomica che allinea i calendari Gregoriano e Giuliano. La provvidenziale coincidenza offre lo spunto per riflettere sulla necessità di lavorare per superare tutte le difficoltà storiche che hanno complicato il processo di riavvicinamento ecumenico tra le religioni cristiane.
Alla fine di questo percorso, confida Antonio Preziosi nelle sue conclusioni, rimane in chi scrive la convinzione che la ricerca di una data unica per la celebrazione della Pasqua non sia soltanto un esercizio di puro tecnicismo di calendari, ma in maniera più sostanziale la ricerca del superamento di divisioni storiche remote in nome di una fede comune che unisce cristiani ed ortodossi nella celebrazione della Pasqua.
Quello individuato da Antonio Preziosi è un traguardo importante. Il giubileo straordinario del 2033 sarà per la Chiesa un momento fondamentale per celebrare il bimillenario della risurrezione e sarà per tutti un momento di riconciliazione e di grazia. È giusto auspicare che un giorno cattolici ed ortodossi possano celebrare insieme la Pasqua.
Non si tratta di una pura e semplice speranza, ma di un impegno concreto al quale tutti siamo chiamati, riconducibile all’agenda fissata dal Concilio Vaticano II.
Ecco, e qui concludo. Vorrei aggiungere una piccola riflessione.
Spesso mi si domanda, spesso si domanda alla Chiesa, ma la pace è possibile?
La pace è possibile.
In che senso la pace è possibile?
Io vedendo come va il mondo e vedendo la storia direi che non è proprio vero che la pace è possibile.
Allora, in che senso la pace è possibile?
Io credo che la pace è possibile non come assenza di conflitti, perché i conflitti nel mondo ci saranno sempre, e lo vediamo anche nei nostri rapporti personali, ma come superamento dei conflitti.
Come superamento dei conflitti.
Ed è questo un pensiero, sapete, che il Papa Francesco ha sviluppato molto bene nell’Evangelii Gaudium quando dice che il conflitto deve essere un momento di crescita e di maturazione a livello personale e anche a livello di relazioni tra gli uomini, tra i gruppi e tra gli stati.
Quindi credo che il nostro impegno, l’impegno della Chiesa, a vari livelli, l’impegno della Chiesa per la pace si colloca a livello dei pronunciamenti dei Pontefici, che sono ripetuti.
Si colloca a livello della diplomazia diretta, attraverso il dialogo con le varie istanze.
Si colloca anche attraverso l’impegno umanitario, che fa parte anche di questa costruzione della pace.
Ma il nostro compito è proprio quello di lavorare per superare, prevenire se possibile, ma poi soprattutto di superare i conflitti. Ed allora si potrà costruire una vera pace sulla base di quei pilastri, di quelle colonne che ricordavo prima”.

Ti potrebbe interessare anche...

Mondiali di Calcio, la grande vittoria di Giampaolo Rossi.
di Pino NanoGiampaolo Rossi, AD della RAI ci aveva creduto sin dal primo momento e oggi incassa una vittoria dai...

Antonio Preziosi,una vita di ricerca sui Papi della storia
di Pino NanoRieccolo in libreria l’Uomo dei Papi, Antonio Preziosi, il giornalista scrittore che ha da poco festeggiato da direttore...

Paolo Borsellino Forever
di Giovanna Francesca Russo19 luglio 2026 – Trentaquattro anni dopo Via d'Amelio. Paolo Borsellino continua a vivere nelle coscienze libere. Ci...