ADDIO A MELO FRENI

31 Luglio 2026

ADDIO A MELO FRENI

di Giuseppe Marchetti Tricamo

ADDOLORA LA NOTIZIA DELLA SUA SCOMPARSA

A MELO HO DEDICATO UN MOMENTO DELLA STORIA RACCONTATA NEL MIO LIBRO “IMPOSSIBILE RINCORRERE IL VENTO” EDITO DA IBISKOS-ULIVIERI.

Fu colmo di suggestioni anche il soggiorno lampo a casa di Melo: là nel paese dove il sole cuoce, per dirla con i versi di Montale. Chissà se, in uno dei suoi libri, aveva descritto l’incanto di questa sua villa bianca immersa nei colori della Sicilia, nel verde della campagna di ulivi e di palmeti, nell’oro dei limoni e della sabbia finissima della spiaggia, e nel blu cobalto del mare che unisce questo luogo alle Eolie, che sono già parte dello stesso paesaggio. Tutto incorniciato dall’azzurro luminoso del cielo. Lì, nella piana alle pendici di Castroreale, Melo non è mai solo. C’è Franca. E ci sono i suoi scrittori preferiti, siciliani anch’essi, con i quali il colloquio non si è mai interrotto. Lì, ha scritto Il giardino di Hamdis, Marta d’Elicona e le sue opere di teatro per Tindari e Taormina. Chissà cosa gli avranno ispirato quel pennacchio di fumo che si vede nel cielo dalla finestra della sua mansarda e qualche volta copre il sole, e quella sciara di fuoco del Mongibello, che raccontano sia scatenata da Polifemo infuriato per la beffa di Ulisse e sdegnato per l’amore di Galatea per Aci. Giò si fermò poco, una chiacchierata, una granita di limone al bar del Gabbiano quasi sulla battigia. Non riuscì a celare a Melo il motivo vero di quella visita improvvisa. Da Melo voleva capire come districarsi tra storia e leggenda; come riconoscere quei personaggi tanto diversi, ospitati per tempi infiniti all’interno della cattedrale di Palermo.

«Benvenuto, amico mio, che sorpresa. Cosa ti porta da queste parti? Il ricordo di me o di questa terra, amata meno di quanto essa meriti?».

«Melo, in verità…».