12 Agosto 2026
RAI Storia celebra Francesco Guccini
“Francesco Guccini, ‘maestrone’ cantautore”
Il viaggio umano e artistico di un cantautore che ha fatto della memoria, dell’ironia e della libertà di pensiero il proprio marchio distintivo. Lo ricostruisce lo speciale di Rai Cultura realizzato da Jessica Fedele, Ario Giorgino ed Enrico Salvatori “Francesco Guccini, ‘maestrone’ cantautore” – in onda giovedì 13 agosto alle 21.10 su Rai Storia e in replica venerdì 14 agosto alle 23.10, sempre su Rai Storia – per rendere omaggio al cantautore scomparso a 86 anni lo scorso 6 agosto.
Lo speciale -si legge in una nota dell’Ufficio Stampa della RAI- è scandito dalle apparizioni televisive di Guccini a partire dalla prima – il 1° maggio ’67 – a “Diamoci del tu”, spettacolo condotto da Giorgio Gaber e Caterina Caselli, la sua mentore discografica che lo presenta come Francesco e – per distinguerli – presenta invece come Franco l’altro Francesco, anche lui esordiente: Battiato. Il ventisettenne Francesco Guccini, in quella prima apparizione, imbraccia una chitarra ed esegue “Auschwitz”, come farà trent’anni dopo in “Francesco racconta Guccini”.
Scorrono, poi, altri programmi e altre canzoni: “Incontro” da “Ciao torno subito” del ’73; “Adesso musica” del ’75 in un’intervista su Modena come laboratorio creativo perenne per; la struggente “Canzone per un’amica” – con cui per anni ha aperto i suoi concerti – da “Con rabbia e con amore” del ’76.
Sempre nel ’76 Guccini prende parte a uno show giocosamente eversivo “Onda libera”, con un esordiente di grande avvenire, Roberto Benigni: i due animano una Tv “pirata” che interferisce con il segnale Rai da una stalla, stornellando e teorizzando una televisione differente da quella “ufficiale”. Nel ’77, invece, Guccini è ospite di Lucio Dalla nella sua trasmissione “Automobili” dove esegue “Il pensionato”, e nello stesso anno nello speciale “Elisir” si aggiunge a loro Roberto Vecchioni. È una Rai che sta passando dal bianco e nero al colore e che trova nei cantautori, in primis Guccini, personaggi carismatici per trasmettere nuovi linguaggi.
Ci sono poi le interviste sul suo “essere cantautore” successive alla celebre canzone “L’avvelenata” – incisa nel ‘76 in risposta alle critiche dalla stampa e alle aspettative dei fan, che qui canta e commenta in concerto nel 1997 – in cui fa un primo bilancio della sua carriera, come quelle per “Mixer: musica” di Gianni Minà (1980), e per “TG2 Sestante” (1981).
C’è anche un Francesco Guccini in concerto dall’Aula Magna dell’Università di Bologna nel 1990, per il IX Centenario dell’Alma Mater Studiorum, che spiega come nasce una canzone, e un Guccini che conversa con Vincenzo Mollica, in “Taxi” (1995) sulle sue canzoni più celebri, da “Dio è morto” a “Canzone per un’amica”. Infine, un Guccini maturo, che al canto affianca la scrittura narrativa, intervistato su questo in una puntata del 2006 di “Che Tempo Che Fa” da Fabio Fazio, dove esegue anche la sua celebre “La locomotiva”.(pn)
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