27 Agosto 2026
25 Agosto 1960: hanno inizio le Olimpiadi della Rai
Per la Rai i Giochi della XVII Olimpiade furono una sfida senza precedenti. In un’epoca in cui i collegamenti satellitari erano ancora agli albori e le tecnologie di trasmissione erano lontanissime dagli standard odierni, la Radio Televisione Italiana riuscì a realizzare un’impresa che cambiò il modo di raccontare lo sport.

Roma 1960 fu infatti la prima Olimpiade trasmessa in diretta televisiva su scala internazionale, con circa 120 ore di programmazione distribuite in diciotto Paesi. Fu anche una delle prime grandi occasioni in cui vennero utilizzate le registrazioni su nastro magnetico, una novità che consentì di conservare e diffondere immagini destinate a entrare nella memoria collettiva.
Quell’enorme sforzo tecnico e produttivo contribuì a trasformare i Giochi in un evento globale. Per milioni di spettatori, l’Italia del boom economico si mostrò attraverso le immagini della Capitale, degli impianti sportivi e delle grandi sfide agonistiche. La Rai non fu soltanto una testimone: fu protagonista di una rivoluzione culturale che consolidò il rapporto tra televisione e sport e aprì la strada alla moderna copertura degli eventi sportivi.

A ricostruire in modo puntuale quella straordinaria avventura è il volume “Roma 1960, le Olimpiadi della Tv” di Claudio Ferretti e Barbara Scaramucci, un’opera che attraverso documenti, testimonianze, fotografie e materiali d’archivio racconta come la Rai riuscì a vincere una sfida considerata da molti impossibile. Il libro evidenzia il valore dell’innovazione tecnologica, della competenza professionale e della capacità organizzativa che permisero alla televisione pubblica italiana di entrare nella storia delle comunicazioni sportive.
A distanza di oltre sessant’anni, quelle immagini conservano ancora oggi una forza straordinaria. Le telecamere della Rai fissarono per sempre i volti e le emozioni di campioni destinati a diventare leggende.
Tra quei volti c’era quello di Livio Berruti, scomparso pochi giorni fa. Il 3 settembre 1960, nello Stadio Olimpico di Roma, il giovane velocista torinese conquistò l’oro nei 200 metri, interrompendo il dominio degli sprinter nordamericani. Con i suoi inconfondibili occhiali scuri e la sua corsa elegante, Berruti divenne il simbolo di un’Olimpiade irripetibile e di un’Italia che sapeva sorprendere il mondo, grazie anche alla nostra Rai.
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