28 Agosto 2026
RAI Cultura e RAI Teche, si torna tutti a Venezia
“Dai nostri inviati – La Rai racconta la Mostra del Cinema di Venezia 2001-2012” è il nuovo capitolo della serie di Rai Cultura con Rai Teche che sarà presentato al Lido di Venezia, ma in attesa della proiezione ufficiale del documentario- precisa una nota ufficiale dell’Ufficio Stampa della RAI- i precedenti capitoli della serie “Dai nostri inviati” saranno pubblicati su RaiPlay, in occasione della cerimonia d’apertura della Mostra del Cinema, mercoledì 2 settembre.
Dopo aver ripercorso e raccontato in cinque tappe, attraverso le cronache della Rai, i 68 anni della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia compresi tra il 1932 e il 2000, Rai Cultura, in collaborazione con Rai Teche, torna a Venezia per raccontare una nuova pagina della Mostra del Cinema, quella del principio del XXI Secolo, con “Dai nostri inviati – La Rai racconta la Mostra del Cinema di Venezia 2001-2012”, sesto capitolo di un quadro composito di storia e di storie dal Lido.
Il documentario di Giuseppe Giannotti, Enrico Salvatori, e Nicoletta Berardi, che sarà presentato al pubblico venerdì 11 settembre in Sala Corinto al Lido, mostra come il servizio pubblico promuova in quegli anni (2001-2012), la kermesse al Lido anche nei programmi dedicati al cinema e sui nuovi canali tematici Rai, che danno alla Mostra veneziana un flusso in presa diretta da “reality show”, il genere televisivo che si stava affermando in tutto il mondo.
Di fronte ai photocall e ai “TV call”, sfilano autori e divi – il record di presenze del decennio spetta a George Clooney, Leone d’oro alla carriera 2026 – che ad ogni edizione animano il Lido per celebrare la più antica e prestigiosa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Il 2001 è l’ultimo anno della prima direzione di Alberto Barbera, in carica dal 1999. Presidente di giuria della 58^ Mostra è Nanni Moretti, che assegna il Leone d’oro al film indiano “Monsoon Wedding” della regista Mira Nahir. Seguono le due edizioni dirette dal compianto Moritz de Hadeln, primo direttore straniero a guidare il festival cinematografico più antico al mondo: la sua esperienza maturata alla Berlinale e a Locarno garantisce un programma degno di nota, messo in piedi in pochi mesi, ma non esente da polemiche, che attraversano le scelte delle giurie per il Leone d’oro a “The Madelein Sisters” di Peter Mullan nel 2002 e a “Il ritorno” di Andrei Zvyagintsev nel 2003.
Nel 2004, prendono il via gli otto anni della Mostra firmata Marco Muller, caratterizzati dalla scoperta totale del cinema asiatico e di quello di genere, che vede come “padrino” il regista Quentin Tarantino. Tra i Leoni d’oro alla carriera di questi anni, il re del musical Stanley Donen, quello dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki e il “nostro” Ermanno Olmi, “non” premiato da Adriano Celentano nel 2008.
L’edizione 69^ del 2012 è la prima del secondo ciclo di Alberto Barbera, che premia con il Leone d’oro il film “Pietà” del coreano Kim Ki-Duk, che ringrazia la giuria con un canto tradizionale, conclusione suggestiva di una Mostra che proprio quell’anno celebra i suoi primi 80 anni. (pino nano)
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