5 Settembre 2026
Guido De Maria, con lui scompare il papà del fumetto in TV
Umorista, sceneggiatore, regista, autore televisivo e pubblicitario, Guido De Maria aveva fatto dell’ironia e dell’invenzione il filo conduttore di una carriera lunga e sorprendentemente trasversale.

Si sono svolti in maniera riservata i funerali di Guido De Maria, aveva 93 anni, e passerà alla storia della RAI come, uno dei grandi protagonisti della creatività italiana del secondo Novecento.
Umorista, sceneggiatore, regista, autore televisivo e pubblicitario, De Maria aveva fatto dell’ironia e dell’invenzione il filo conduttore di una carriera lunga e sorprendentemente trasversale.
Nato a Lama Mocogno, sull’Appennino modenese, il 20 dicembre 1932, aveva poi scelto Bologna come città di vita e di lavoro.
Il suo nome, però, è legato soprattutto a una piccola grande rivoluzione della televisione italiana: l’idea di portare i fumetti sul piccolo schermo. Una rivoluzione che avrebbe avuto il volto inconfondibile di Nick Carter, il detective pasticcione creato insieme a Bonvi, e il titolo di una trasmissione diventata negli anni un autentico fenomeno di costume: Gulp! I fumetti in TV, poi Supergulp! I fumetti in TV.
Gli inizi tra vignette e pubblicità
Prima di diventare uno dei padri della televisione a fumetti, De Maria era stato vignettista e autore satirico. Aveva collaborato con testate come Epoca e Il Candido, entrando in contatto con alcuni degli ambienti più vivaci dell’umorismo italiano. Negli anni Sessanta passò alla pubblicità e al mondo di Carosello, contribuendo alla nascita di personaggi e campagne rimasti nella memoria collettiva.
Tra le sue creazioni pubblicitarie ci furono Salomone il pirata pacioccone per Amarena Fabbri, i Brutos e Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per Cera Grey, la celebre “camicia coi baffi” con Maurizio Costanzo e i nanetti della Loacker. Un universo fatto di sketch brevi, personaggi surreali, tormentoni e immagini capaci di raccontare un prodotto attraverso l’umorismo.
È proprio dall’esperienza maturata in quel laboratorio creativo che sarebbe nata l’idea destinata a cambiare la televisione dei ragazzi.
La rivoluzione di Gulp!
All’inizio degli anni Settanta Giancarlo Governi, allora responsabile dei programmi speciali della Rai, cercava un modo nuovo per portare il linguaggio del fumetto in televisione. De Maria e il disegnatore Franco Bonvicini, in arte Bonvi, furono coinvolti nel progetto. La soluzione fu tanto semplice quanto innovativa: non trasformare completamente le tavole in cartoni animati, ma conservare sullo schermo la grammatica stessa del fumetto, con disegni, inquadrature e soprattutto le nuvolette dei dialoghi.
Per quel nuovo linguaggio De Maria e Bonvi inventarono Nick Carter, detective americano dall’aria seriosa ma protagonista di avventure completamente demenziali. Al suo fianco c’erano Ten e Patsy, mentre il cattivo di turno era il geniale e improbabile Stanislao Moulinsky.
La prima puntata di Gulp!
Il fumetti in TV andò in onda il 14 settembre 1972 sul Secondo Programma Rai. Il programma era qualcosa di mai visto prima: il fumetto non veniva semplicemente raccontato o mostrato, ma diventava televisione mantenendo intatti i suoi codici.
Fu una scommessa vinta. E Nick Carter, nato quasi come esperimento, divenne rapidamente il simbolo di quella nuova televisione.
Da Gulp! a Supergulp!
Dopo la prima stagione del 1972, il progetto tornò alcuni anni più tardi con un nome destinato a entrare nella storia della televisione italiana: Supergulp! I fumetti in TV. La nuova trasmissione debuttò nel 1977 e rimase in onda fino al 1981. De Maria ne curò la regia e la realizzazione insieme a Giancarlo Governi, ampliando enormemente l’universo dei personaggi.
Questa volta sul piccolo schermo arrivarono alcuni dei più importanti protagonisti del fumetto italiano e internazionale: Tex, Lupo Alberto, Corto Maltese e le Sturmtruppen, oltre naturalmente a Nick Carter e ad altri personaggi. Il fumetto entrava così nella televisione generalista e raggiungeva un pubblico vastissimo, diventando un appuntamento capace di unire bambini, ragazzi e adulti.
La forza di Supergulp! era anche nel suo linguaggio. Le tavole disegnate si muovevano appena, le nuvolette apparivano sullo schermo, le voci degli interpreti davano vita ai personaggi. Era un’animazione povera soltanto in apparenza: in realtà De Maria aveva trasformato i limiti tecnici in uno stile riconoscibile e moderno.
Nel 1978 arrivò anche il riconoscimento professionale con il premio per la regia televisiva nella categoria dei programmi per ragazzi.
Giumbolo e l’ironia come marchio di fabbrica
De Maria non si limitò a portare in televisione personaggi già celebri. Per Supergulp! inventò anche Giumbolo, personaggio legato alla sigla della trasmissione e destinato a diventare un altro elemento iconico di quel mondo. Le sigle, realizzate con il musicista Franco Godi, contribuirono a costruire l’identità sonora del programma.
Era lo stesso principio che De Maria aveva applicato a Carosello: prendere un’idea semplice, vestirla di ironia e trasformarla in un personaggio capace di restare nella memoria.
Bonvi, Guccini e una Bologna creativa
La storia di Guido De Maria è anche la storia di una rete di amicizie e collaborazioni che attraversò la cultura emiliana del secondo Novecento. Con Bonvi condivise il gusto per l’umorismo surreale che avrebbe prodotto Nick Carter e altri personaggi. Con Francesco Guccini, suo amico di lunga data, condivise invece anche l’esperienza del cabaret.
Era un ambiente creativo nel quale fumettisti, musicisti, pubblicitari e autori si incontravano e contaminavano continuamente. De Maria ne rappresentò perfettamente lo spirito: poteva passare da un Carosello a una trasmissione Rai, da una vignetta a un personaggio dei fumetti, senza mai perdere il gusto per la battuta e per l’assurdo.
Dopo Supergulp!, una vita ancora piena di idee
La fine di Supergulp! nel 1981 non coincise con la fine della carriera di De Maria. Continuò a lavorare nella pubblicità, nella televisione e nell’editoria. Negli anni Novanta fu anche condirettore, insieme a Beppe Cottafavi, del settimanale umoristico Comix, pubblicato da Franco Cosimo Panini.
Ma il suo lascito più importante rimase quello degli anni Settanta. De Maria aveva dimostrato che il fumetto poteva funzionare in televisione senza smettere di essere fumetto. Aveva inventato un linguaggio che permetteva alle tavole di “muoversi” davanti agli occhi degli spettatori e aveva trasformato personaggi disegnati in presenze familiari per un’intera generazione.
Per molti italiani, ricordare Gulp! e Supergulp! significa ricordare un modo diverso di stare davanti alla televisione: le nuvolette che comparivano sullo schermo, le voci dei personaggi, le battute di Nick Carter, le Sturmtruppen, Tex e Lupo Alberto.
Guido De Maria aveva fatto qualcosa di più che inventare una trasmissione di successo. Aveva trovato il modo di far parlare il fumetto con la lingua della televisione, senza fargli perdere la propria anima. Ed è anche per questo che, a distanza di decenni, il suo nome resta indissolubilmente legato a quella stagione irripetibile della cultura popolare italiana. (RAI NEWS.it)
Rai Cultura ha reso omaggio ieri sera a Guido De Maria in uno speciale su Rai Storia. Un viaggio imperdibile tra i suoi 1200 caroselli, i retroscena di Supergulp e le interviste con Guccini, Bonvi e tanti amici per celebrare un genio della TV. Cast: di Enrico Salvatori, con la collaborazione di Francesco Russo, produttrice esecutiva Lucia De Angelis.
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