13 Settembre 2026
Il Libro. La Schiava greca va in America
di Mimmo Nunnari
Ispirandosi a un fatto realmente accaduto in Grecia nell’Ottocento, Anna Griva, scrittrice e poetessa di origine ateniese, racconta la vicenda di Garifalià Michalvei: bambina esposta come merce su un palco di legno al mercato degli schiavi di Smirne, aspettando che qualcuno, che arrivava in città per acquistare tessuti, tappeti, animali e schiave, la comprasse.
In “La schiava greca” (Crocetti, traduzione Massimo Cazzulo, pagine 188), romanzo ambientato al tempo della guerra per l’indipendenza della Grecia, nel 1824, Griva narra di quel periodo storico quando gli ottomani massacrano gran parte della popolazione dell’isola di Psarà, riducendo in schiavitù i superstiti, poi smistati nei mercati dell’Asia Minore, per essere venduti. In uno di questi luoghi, il mercato di Smirne, un diplomatico americano nota la bambina e decide di prenderla con sé, sottraendola al suo triste destino. La ragazzina, Garifalià, sofferente e malconcia, era stata separata dalla sua famiglia, dopo il massacro operato dagli ottomani. A volte, ancora tanto tempo dopo, le appariva davanti l’orrendo istante del suo rapimento; quando, tra gli incendi, i lamenti umani, e le orribili urla dei soldati, fu trascinata via dall’abbraccio della nonna Efrossini, poi uccisa dagli ottomani. Ora che Philip Curtis, il diplomatico americano, non ebbe dubbi a riscattarla e adottarla, la bambina e’ incredula per la sua improvvisa libertà. L’uomo la porta con sé in America, dove la bambina, in compagnia della moglie e delle figlie del suo salvatore inizia una nuova vita. Ma c’è un imprevisto: accade che una lettera proveniente dalla Grecia informa Curtis che la sorella di Garifalià, creduta dispersa, è stata ritrovata viva, seppure fuori di mente per il trauma subito durante l’assalto ottomano. Un dubbio, assale il diplomatico: rivelare la verità, rischiando di perdere la ex schiava bambina di Smirne, o tenerla nascosta?
Girando intorno a questo dilemma, Griva intreccia due eventi storici: la guerra d’indipendenza greca e il movimento abolizionista americano. Li cuce insieme, con una scrittura chiara e armoniosa, realizzando una storia interessante che parla della Grecia e dell’Europa dell’Ottocento, ma anche dell’America e delle sue contraddizioni; dei grandi ideali di libertà e, allo stesso tempo, delle violenze che hanno accompagnato la costruzione del mondo moderno.

Dice l’autrice – che ha partecipato all’ultimo Salone del Libro di Torino – : “Garifalià è una bambina che subisce la violenza della storia, ma conserva uno sguardo che gli adulti hanno perduto. Mi interessava mostrare come la fragilità possa trasformarsi in una forma di verità morale. Garifalià, non “salva” il mondo, con grandi azioni eroiche, ma con la capacità di conservare umanità, dentro un universo disumano”.
Per quanto ambientato nei primi anni dell’Ottocento, questo bel romanzo di Anna Griva, risulta terribilmente attuale, in tempi di nuove guerre e nuove schiavitù. E’ l’eterno ritorno delle cose e del tempo, che scorre senza alterare la sostanza della realtà.
