Pierluca Terzulli “Cambia il look ma il TG3 rimane fedele alla sua storia”

23 Settembre 2026

Pierluca Terzulli “Cambia il look ma il TG3 rimane fedele alla sua storia”

di rai senior

Dall’edizione delle 19.00 di lunedì 21 settembre, il Tg3 ha cambiato logo e veste grafica: un restyling per ammodernare l’immagine, con colori più chiari e luminosi, realizzato con le nuove tecnologie di cui dispone la Rai e rimandi, già nella sigla, all’informazione sui social media. “Sarà l’occasione per rinnovare anche il legame con il pubblico, peraltro sempre saldo come attestano gli indici di ascolto in crescita, restando però sempre fedeli all’identità e ai valori della testata”. Il RadiocorriereTv ha incontrato il direttore Pierluca Terzulli. Vediamo insieme cosa ha detto. (Pino Nano)

Alla domanda “Quale messaggio porta con sé questo cambiamento?”, il direttore Pierluca Terzulli risponde così: “Che non si può rimanere fermi, che la tecnologia troppo spesso precede e travolge schemi e linguaggi consolidati. Tutti, anche i nostri. Restare fermi equivale a spegnersi. Noi, invece, vogliamo rendere il Tg3 sempre più forte e credibile, non ci accontentiamo degli ottimi ascolti che otteniamo. Vogliamo arrivare a un pubblico più ampio, alle persone che non attendono gli orari canonici delle reti generaliste per cercare le notizie, ma le vanno a scovare ovunque quando vogliono informarsi”.

Al Radiocorriere TV Pierluca Terzulli spiega che  “Il TG3 nasce come telegiornale corsaro, testata che ha dato voce alla società civile, usando un linguaggio diretto, quello della “ggente”, come diceva Sandro Curzi, contribuendo a svecchiare, nel corso degli anni, l’informazione del servizio pubblico. Accanto a questo tratto distintivo, che si tramanda nel tempo di collega in collega – e che non ho alcuna intenzione di imbrigliare -, il racconto della politica, delle guerre con il loro riverbero drammatico sulla condizione economica dei cittadini, le piaghe che non guariscono, come i femminicidi e i morti sul lavoro, i cambiamenti culturali che attraversano la società italiana vanno raccontati attraverso strumenti nuovi. Un punto, però, deve essere chiaro: la rapidità, la cura dell’immagine non devono mai andare a detrimento dell’autorevolezza del racconto, dell’analisi e dell’approfondimento. Continueremo a farlo con determinazione. Nuotare controcorrente non è comodo per nessuno, ma noi siamo nati e cresciuti così, ci siamo abituati”.

In questa sua intervista Pierluca Terzulli affronta di petto anche il tema delle nuove tecnologie e dei social media e sottolinea che “Uno dei punti centrali del piano editoriale, approvato dalla redazione a larghissima maggioranza, è stato il rafforzamento dell’informazione sui social. Se andiamo a vedere i ranking delle interazioni, dei video o le migliori performance dei servizi in rete si può rilevare una crescita esponenziale del nostro pubblico. Abbiamo cercato di evitare scorciatoie, puntando non sul gossip, ma su vicende di forte impatto sociale come, ad esempio, la morte di Fakir a Bologna o, ancor prima, il caso di Rami a Milano. Vicende tragiche e vergognose che hanno prodotto milioni di visualizzazioni. Ciò per dire che non ci facciamo dettare l’agenda dai social, ma usiamo le piattaforme per divulgare i nostri contenuti”.

Secondo il direttore del TG3 “Le nuove tecnologie non devono mai sostituire l’elemento umano, il pensiero critico, la responsabilità deontologica del nostro lavoro di giornalisti. Ho la fortuna – dice Terzulli- di dirigere una squadra di colleghi che da questo punto di vista, e da molti altri per la verità, non ha niente da imparare da nessuno. L’obiettivo che ci poniamo è semplicemente quello di fare un buon giornale, chiaro, riconoscibile, coerente e diverso dalla concorrenza”.