5 Ottobre 2026
Base Tuono, il gioiello museale di Maurizio Struffi
C’è un museo del tutto insolito, in Trentino, che sta riscuotendo un enorme interesse in quanto unico nel suo genere. Si tratta di Base Tuono, fedele riallestimento di una base missilistica della NATO attiva dal 1966 al 1977, anni di alta tensione durante la Guerra fredda.

Non ci crederebbe nessuno, ma l’anima palpitante di questo museo e la macchina organizzativa è uno di noi, Maurizio Struff,i che per anni ha lavorato nella Sede RAI di Trento. Ma qui davvero parliamo di una eccellenza del polo museale italiano.

Il lancio dello Sputnik, il satellite artificiale con cui, il 4 ottobre 1957, l’Unione Sovietica vinse la prima tappa nella corsa per la conquista dello spazio, fu uno shock per gli Stati Uniti. Al di là dell’orgoglio ferito, il successo di quell’impresa dimostrò che la potenza rivale disponeva di vettori che, se capaci di mandare pesanti oggetti in orbita, sarebbero stati in grado anche di coprire la distanza tra Europa e America, ovvero di raggiungere e bombardare il territorio statunitense. Il satellite sovietico fece svanire all’istante la sicurezza che la vastità dell’oceano rendesse impensabili attacchi di nemici lontani.

La capacità offensiva americana era basata sui bombardieri mentre si stavano sviluppando missili intercontinentali (ICBM) di potenza analoga a quelli sovietici ma, da lanciare dai sottomarini (SLBM). Casa Bianca e Pentagono ritennero necessario colmare il pericoloso divario con la massima urgenza e a due mesi dal lancio dello Sputnik, in un vertice NATO a Parigi (dicembre 1957), venne decisa la creazione di due linee missilistiche difensive: una con l’installazione di missili nucleari a medio raggio in Europa, ovvero sessanta Thor in Gran Bretagna, quindici Jupiter in Turchia e trenta in Italia, tra Puglia e Basilicata; la seconda affidata al sistema antiaereo Nike Hercules. Quest’ultimo consisteva in missili teleguidati in grado di portare sia testate convenzionali che nucleari e di annientare bombardieri nemici in alta quota ben prima che potessero arrivare sui loro obiettivi.

Nei primi anni Sessanta furono costruite 106 basi Nike ad ovest della cortina di ferro, dalla Norvegia alla Turchia, passando per Danimarca, Germania, Italia (dodici, tutte nel Nord-est) e Grecia. Complessivamente disponevano di circa duecento missili, metà dei quali armati con grosse bombe convenzionali e metà con testate nucleari. Ogni base aveva tre sezioni di lancio, ciascuna dotata di tre rampe (lanciatori). In totale 318 sezioni di cui la sola testimonianza in tutta Europa è Base Tuono, situata a 1600 metri di altitudine nel territorio comunale di Folgaria. Alla chiusura, nel 1977 dopo undici anni di operatività, seguirono decenni di abbandono e quindi di degrado, ma fu proprio l’amministrazione comunale nel 2009 a proporre all’Aeronautica Militare di riallestire la sezione per raccontare un capitolo di storia di grande importanza, ma, sotto molti aspetti, ben poco conosciuto.

Così, sedici anni fa, quella che era stata un’inquietante e strategica installazione NATO divenne una concreta testimonianza della Guerra fredda però concepita come documento storico, come invito alla riflessione sui valori della Pace. Lo dimostra subito ai visitatori la bandiera che adesso, in un suggestivo contesto montano, sventola assieme a quella europea, quella italiana e quella trentina, sullo sfondo dei missili, dei radar e dei grandi apparati elettronici che mezzo secolo fa erano pronti per situazioni di guerra aerea.
A concepire e a dedicarsi a questa singolare esposizione museale fu Maurizio Struffi, collega della redazione di Trento della Rai, eletto vicesindaco di Folgaria nel 2009, subito dopo il pensionamento. È tuttora il direttore di Base Tuono e da lui apprendiamo che i visitatori sono in continuo aumento e che in questa stagione che chiuderà a fine ottobre arriveranno al traguardo dei 27.000. Tenendo conto dei limitati giorni di apertura (non oltre i 160 all’anno causa il clima a quell’altitudine) questi risultati pongono la ex Base NATO di Folgaria ai vertici dei piccoli musei trentini.

Una visita a Base Tuono appare davvero interessante. Oltre ai missili Nike-Hercules sulle rampe di lancio, ai radar che avrebbero individuato l’eventuale formazione nemica e che contro di essa avrebbero guidato i missili, e agli apparati elettronici di questa potente antiaerea, vi sono video e grandi pannelli che illustrano con chiarezza le strategie difensive dell’Occidente e sintetizzano le potenzialità aeree sovietiche, i cosiddetti “nemici dei Nike”.

Inoltre, in un’area attigua e collegata alle rampe missilistiche, a soffermare la memoria sulla Guerra fredda contribuiscono un iconico F-104S, il cacciabombardiere e intercettore operativo proprio nei primi anni degli Hercules; l’F-86K, il “Kappone” dei primi anni Cinquanta, primo caccia dotato di radar (entrambi gli aerei egregiamente restaurati da appassionati trentini); e il sistema missilistico Spada, dislocato nei primi anni Ottanta per la protezione degli aeroporti militari italiani. Infine, un ulteriore motivo di curiosità, ma più ancora di meditazione sulle tragedie dell’umanità, è rappresentato da una fedele riproduzione in scala 1:1 di Little Boy, l’atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945.


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