21 Ottobre 2026
Su RAI1 la tragica storia del giudice Rosario Livatino, 4 puntate da non perdere
La fiction “Livatino il giudice e i suoi assassini” presentata questa sera al Festival del Cinema di Roma -si legge in una nota dell’Ufficio Stampa della RAI- sarà poi messa in onda in due serate diverse – lunedì 9 e martedì 10 novembre – in prima visione, su Rai 1 e su RaiPlay.

Quattro puntate in tutto. Scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile, Michele Placido, la fiction- precisa ancora la nota dell’azienda- racconta i due percorsi, quello di Livatino e quello dei giovani malavitosi, che si avvicinano fino al 21 settembre 1990, giorno in cui un commando della Stidda uccide il magistrato. Grazie al lavoro svolto dall’Ufficio Stampa della RAI siamo in grado di darvi il quadro completo delle quattro puntate che andranno in onda.

Episodio 1 – Il seme della giustizia
Rosario Livatino è un giovane magistrato di Agrigento, mite nella vita privata ma inflessibile in aula. Dopo aver sfidato il boss Antonio Gagliano, capisce che la mafia non va colpita solo con le condanne, ma anche nel patrimonio e nel potere economico. L’omicidio del giudice Saetta e di suo figlio Stefano sconvolge la Procura e apre uno squarcio sulla violenza di Cosa Nostra nella provincia agrigentina. Intanto, ai margini di quel mondo, un gruppo di giovani emergenti comincia a trasformare l’umiliazione in rabbia e la rabbia in violenza: li chiamano stiddari, sono giovani mafiosi pronti a giocarsi tutto pur di tentare una vertiginosa scalata criminale. Accanto a Livatino ci sono l’amico Roberto Rizzo e il maresciallo Guazzelli, l’amore protettivo dei genitori e il legame nascente con Nina. Intorno a lui, nello stesso tempo, cominciano a muoversi però uomini pericolosi e il suo nome diventa sempre più scomodo.
Episodio 2 – Il cerchio si stringe
Livatino e Guazzelli seguono le tracce di una riunione mafiosa alla Cantina Sociale Gattopardo, dove vecchi boss e nuovi criminali ridisegnano gli equilibri della provincia. I fratelli Miceli, violenti e ambiziosi, conquistano spazio negli affari più ricchi, mentre Giuseppe Sciortino paga sulla propria pelle lo scontro interno a Cosa Nostra. Rosario indaga tra silenzi e minacce, intuendo il ruolo ambiguo di Giuseppe Campisi, rispettabile possidente e vicino di casa della sua famiglia. La sua determinazione porta a risultati importanti, ma anche a un isolamento crescente dentro e fuori il tribunale. Quando arriva un proiettile come avvertimento, Livatino rifiuta la scorta: per lui il rischio è parte del lavoro di magistrato.
Episodio 3 – Nel cuore del conflitto
Mentre il rapporto con Nina si fa più profondo e apre a Rosario la possibilità di una vita familiare, il lavoro continua a strapparlo alla normalità. Intanto, le indagini su Campisi e sui patrimoni mafiosi si stringono, ma la provincia agrigentina precipita in una guerra sanguinosa tra Cosa Nostra e i giovani criminali emergenti. Tano, Mimmo, Paolo e gli altri ragazzi della Stidda si illudono di poter diventare padroni del territorio sfidando i vecchi boss. Rosario comprende che dietro quella violenza non ci sono solo regolamenti di conti, ma un potere criminale che sta cambiando forma e che travolgerà tutto.
Episodio 4 – Il prezzo del coraggio
Rosario è ormai giudice e firma i decreti di confisca contro Gagliano e altri mafiosi, colpendo Cosa Nostra nel punto più sensibile: il denaro, i beni, il prestigio. Le minacce diventano sempre più esplicite, anche contro la sua famiglia, ma Livatino continua a rifiutare la scorta e ogni logica di paura. Nel rapporto con Nina affiora tutto il peso della sua scelta: amarlo significa condividere una vita esposta al pericolo. Quando i mandanti decidono infine che il giudice ha “superato il segno”, i giovani killer vengono chiamati a colpire. Sulla strada per Agrigento, Livatino paga fino all’ultimo il prezzo del suo coraggio, lasciando dietro di sé l’esempio di un uomo che ha scelto di essere credibile prima ancora che vincente.

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