5 Novembre 2026
GIGI PROIETTI, L’ULTIMO APPLAUSO AL GLOBE THEATRE
5 Novembre di sei anni fa. Il ricordo di una giornata speciale, vissuta dirigendo la regia dell’ultimo saluto al suo pubblico.

Il 5 novembre 2020 è una data che porterò sempre con me. Al Globe Theatre di Villa Borghese, a Roma, ho avuto l’onore e la responsabilità di curare la regia dell’ultimo saluto di Gigi Proietti a tutti i suoi amici. Un’esperienza professionale che si è trasformata in un’emozione profonda, difficile da raccontare.

“Giggi”, come lo chiamavano tutti, non era soltanto un grande attore: era un artista completo, un mattatore capace di passare dal teatro al cinema, dalla televisione alla musica, conquistando generazioni di italiani. Indimenticabile in “Febbre da cavallo”, la cui ricorrenza dei 50 anni dalla prima proiezione è stata proprio in questi giorni, amatissimo nei panni del Maresciallo Rocca, straordinario interprete teatrale, aveva fatto della sua romanità un linguaggio universale. Ma soprattutto era un uomo di teatro, un Maestro che aveva dedicato parte della propria vita alla formazione dei giovani e alla valorizzazione della cultura. E sono stati proprio loro a ricordarlo, tra le lacrime, in quella indimenticabile giornata.
Il Globe Theatre, da lui diretto e profondamente amato, rappresentava il luogo più naturale per il suo ultimo saluto. Ed è proprio lì che Roma si è stretta attorno al suo Maestro.

Per me dirigere quella cerimonia ha significato molto più che coordinare una regia. Significava accompagnare un momento storico, rispettare il dolore di chi lo aveva amato e contribuire a rendere omaggio a un protagonista straordinario della cultura italiana. Ricordo la concentrazione, il senso di responsabilità e, soprattutto, l’emozione di quei momenti. Perché anche quando sei chiamato a mantenere il controllo della situazione, ci sono occasioni in cui è impossibile non lasciarsi coinvolgere.
Il lunghissimo applauso che accompagnò il suo ultimo ingresso al Globe Theatre sembrò racchiudere tutto: gratitudine, affetto, riconoscenza e la difficoltà di accettare la sua scomparsa.
A distanza di anni, considero quella regia uno dei momenti più significativi del mio percorso professionale e umano. Ho avuto il privilegio di dirigere l’ultimo saluto a un uomo che aveva fatto del palcoscenico la propria vita.
Perché alcuni artisti non escono mai davvero di scena. E Gigi Proietti continuerà a ricevere, idealmente, quell’applauso che al Globe Theatre sembrava non voler finire mai.
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