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	<title>RaiSenior | TGR RAI Abruzzo, arriva Maria Buono.Paolo Pacitti va in Liguria.</title>
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	<title>RaiSenior | TGR RAI Abruzzo, arriva Maria Buono.Paolo Pacitti va in Liguria.</title>
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		<title>TGR RAI Abruzzo, arriva Maria Buono.Paolo Pacitti va in Liguria.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:31:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, su proposta del Direttore della TGR, Roberto Pacchetti, ha nominato Maria Buono Caporedattrice Responsabile della TGR Abruzzo.Il nuovo incarico -precisa una nota ufficiale dell&#8217;Ufficio Stampa RAI- decorre da ieri, giovedì 6 agosto. Maria Buono subentrerà a Paolo Pacitti, nominato...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, su proposta del Direttore della TGR, Roberto Pacchetti, ha nominato Maria Buono Caporedattrice Responsabile della TGR Abruzzo.</strong><br>Il nuovo incarico -precisa una nota ufficiale dell&#8217;Ufficio Stampa RAI- decorre da ieri, giovedì 6 agosto. <strong>Maria Buono subentrerà a Paolo Pacitti, nominato Caporedattore Responsabile della TGR Liguria dal 24 giugno scorso.</strong> In questo periodo, la TGR Abruzzo è stata guidata ad interim dal <strong>Condirettore Luca Salerno,</strong> che manterrà la delega sulla redazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-1024x576.png" alt="" class="wp-image-10304" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-1024x576.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-300x169.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-768x432.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-700x394.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23-539x303.png 539w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-23.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Direttore della TGR, Roberto Pacchetti, </strong>rivolge a Maria Buono i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, certo che saprà guidare la TGR Abruzzo con competenza, equilibrio e spirito di servizio, assicurando un&#8217;informazione sempre più vicina ai cittadini e ai territori.<br>Giornalista professionista di consolidata esperienza, <strong>Maria Buono</strong> approda alla guida della redazione regionale dopo un lungo percorso professionale all&#8217;interno della Rai. Attualmente ricopre l&#8217;incarico di Caporedattrice di Rai News 24, dove ha maturato una significativa esperienza nella gestione editoriale, nel coordinamento delle attività redazionali e nell&#8217;organizzazione dell&#8217;informazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="447" height="447" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-24.png" alt="" class="wp-image-10306" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-24.png 447w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-24-300x300.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-24-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Entrata in Rai nel 2004 e assunta a tempo indeterminato nel 2010, nel corso della sua carriera <strong>Maria Buono </strong>ha lavorato nelle redazioni di Rai News 24, Tg1, Tg3, Rai Radio1 e RaiPlay, occupandosi di cronaca, politica, economia e informazione istituzionale. Ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità come Caposervizio, Vice Caporedattrice e, dal 2022, Caporedattrice, coordinando le principali edizioni informative e numerosi appuntamenti di approfondimento.<br>Con questa nomina- precisa ancora la nota ufficiale della RAI- <strong>la TGR rafforza ulteriormente il proprio presidio editoriale sul territorio abruzzese, affidando la responsabilità della redazione regionale a una professionista di grande esperienza e di riconosciute capacità organizzative</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maria Buono</strong> entra così a far parte della squadra delle Caporedattrici e dei Caporedattori Responsabili della TGR, contribuendo a rafforzare la presenza femminile nei ruoli di vertice della Testata, nel segno della valorizzazione del merito, delle competenze e della qualità dell&#8217;informazione di servizio pubblico.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="900" height="900" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti.jpg" alt="" class="wp-image-10310" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti.jpg 900w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-300x300.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-150x150.jpg 150w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-768x768.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-570x570.jpg 570w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-500x500.jpg 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-700x700.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/pacitti-650x650.jpg 650w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Paolo Pacitti al cui posto arriva oggi Maria Buono, succede invece a Luca Ponzi che, dopo aver concluso il mandato settennale alla guida della redazione ligure, è stato nominato Caporedattore Centrale a disposizione del Direttore. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Già dallo scorso mese di luglio, Luca Ponzi ha assunto il coordinamento giornalistico della rubrica nazionale <strong>Buongiorno Italia</strong> e della rubrica <strong>Alta Quota, </strong>quest&#8217;ultima curata dalla <strong>Vicedirettrice Roberta Serdoz</strong>.<br>59 anni, giornalista e dirigente di consolidata esperienza, <strong>Paolo Pacitti</strong> -sottolinea una nota ufficiale dell&#8217;Azienda- approda alla guida della redazione ligure dopo aver diretto per sette anni la TGR Abruzzo, incarico ricoperto dal 23 giugno 2019. Durante il suo mandato a Pescara, alla guida della TGR Abruzzo, la testata regionale ha registrato una significativa crescita degli ascolti, sia nell&#8217;appuntamento quotidiano di <strong>Buongiorno Regione</strong> sia nelle principali edizioni del telegiornale regionale.<br>Nel corso della sua esperienza in Abruzzo ha coordinato la copertura di alcuni tra i più importanti eventi istituzionali e culturali del territorio, tra cui la storica visita di Papa Francesco all&#8217;Aquila in occasione della Perdonanza Celestiniana del 2022, il rinnovamento del format degli speciali della TGR dedicati al Premio Internazionale Flaiano e, più recentemente, la diretta speciale per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno dell&#8217;Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.<br>Laureato in Giurisprudenza presso l&#8217;Università La Sapienza di Roma, Pacitti vanta una lunga carriera professionale all&#8217;interno della Rai. Tra le esperienze più significative figura l&#8217;attività svolta presso RaiNews24, dove ha contribuito allo sviluppo di progetti innovativi legati all&#8217;impiego della realtà aumentata nell&#8217;informazione televisiva, tra le prime sperimentazioni realizzate in Italia.<br><strong>Il Direttore della TGR Roberto Pacchetti </strong>ha rivolto anche a  <strong>Paolo Pacitti </strong>i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, ringraziando <strong>Luca Ponzi</strong> per il prezioso lavoro svolto alla guida della TGR Liguria e formulando a entrambi i giornalisti i migliori auspici per le nuove responsabilità affidate loro, nell&#8217;interesse della crescita e dello sviluppo della <strong>Testata Giornalistica Regionale</strong>.</p>
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		<title>Il cordoglio di RAI Senior per la morte di Stefano Marcelli</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/07/il-cordoglio-di-rai-senior-per-la-morte-di-stefano-marcelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FIRENZE – E’ morto a 71 anni Stefano Marcelli, giornalista, già inviato speciale e storico caporedattore della sede Rai in Toscana. Ne danno l’annuncio, affranti, Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana con tutti gli organismi dirigenti del sindacato, Giampaolo Marchini, presidente del Consiglio dell’Ordine dei...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>FIRENZE – E’ morto a 71 anni Stefano Marcelli, giornalista, già inviato speciale e storico caporedattore della sede Rai in Toscana.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne danno l’annuncio, affranti, <strong>Sandro Bennucci,</strong> presidente dell’Associazione Stampa Toscana con tutti gli organismi dirigenti del sindacato, <strong>Giampaolo Marchini,</strong> presidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti toscano, <strong>Maria Adele De Francisci</strong>, attuale caporedattrice della Rai toscana con tutti i colleghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stefano Marcelli </strong>aveva mosso i primi passi nel giornalismo nel 1975, appena ventenne, entrando nella redazione fiorentina di Paese Sera. Da lì era iniziato un percorso intenso e poliedrico: fondò e diresse la rivista culturale Reeds e il telegiornale di Teleregione, distinguendosi per servizi e inchieste sulla vita politica e amministrativa di Firenze negli anni del sindaco Elio Gabbuggiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importanti i suoi servizi e le inchieste sulla politica e l’amministrazione di Palazzo Vecchio al tempo di <strong>Elio Gabbuggiani</strong> sindaco. Approdò poi in Rai dove divenne caporedattore a Firenze e quindi inviato speciale. Si occupò di P2, mafia, terrorismo. Seguì la strage del Moby Prince, la guerra nell’ex Jugoslavia, la nascita dell’integralismo in Algeria, indagò sul traffico di rifiuti tossici in Africa, inchiesta nel corso della quale venne sequestrato in Nigeria. Documentò la caduta del Muro di Berlino, andò fra i naziskin tedeschi, gli ustasha croati e si mise perfino sulle tracce di Al Qaeda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non si fa giornalismo vero senza passione e senza rigore, e <strong>passione</strong> e <strong>rigore</strong> hanno attraversato tutta la lunga esperienza professionale di <strong>Stefano Marcelli</strong> – dice il <strong>presidente della Regione Toscana Eugenio Giani</strong> -. Dai giovanili esordi sulla carta stampata fino all’impegno nel servizio pubblico televisivo, il suo è sempre stato un occhio attento, critico e autorevole sulle cose del nostro Paese e del mondo. Il suo lavoro rimarrà una testimonianza preziosa per chiunque voglia avvicinarsi alla professione giornalistica. Alla famiglia e ai suoi colleghi va la mia affettuosa vicinanza”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al ricco curriculum professionale, <strong>Stefano Marcelli sarà ricordato dai colleghi per quel carattere franco e diretto che non era raro nelle redazioni degli anni ’80 e ’90.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Assostampa Toscana, Ordine Toscano dei Giornalisti e Rai Toscana </strong>partecipano al dolore della famiglia e ricordano <strong>Stefano Marcelli </strong>con quella parola che a lui piaceva tanto anche fuori dalla sfera strettamente professionale: solidarietà. L’ultimo saluto a Stefano Marcelli potrà essere dato alle Cappelle del Commiato di Firenze oggi venerdì 7 agosto, dalle 14.00 -19.00, e domani sabato 8 agosto, dalle 08.00 alle 11.00, per la cerimonia funebre.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche <strong>RAI Senior</strong> manifesta il suo cordoglio alla famiglia Marcelli per la scomparsa immatura di &#8220;questo straordinario collega e compagno di lavoro&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Francesco Giorgino e il racconto della sua estate</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/07/francesco-giorgino-e-il-racconto-della-sua-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 13:51:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A quanto pare Francesco Giorgino, storico e famoso conduttore e giornalista del TG1, ha scelto LinkdIn per raccontare la sua vita professionale, ma non solo, e il modo come lo fa dà per intero di lui un&#8217;immagine serena e rassicurante, che è quello che del...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>A quanto pare Francesco Giorgino, storico e famoso conduttore e giornalista del TG1, ha scelto LinkdIn per raccontare la sua vita professionale, ma non solo, e il modo come lo fa dà per intero di lui un&#8217;immagine serena e rassicurante, che è quello che del resto era da conduttore-principe del TG più visto del Paese. Noi abbiamo messo insieme gli ultimi suoi post per darvi l&#8217;idea di come a volte basta davvero molto poco per stare accanto ai propri amici e al proprio pubblico.Buona estate direttore da tutti noi di RAI Senior.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>5 Agosto 2026. Al lavoro nella sede centrale della Rai sulla Cristoforo Colombo per i nuovi progetti editoriali di Rai Ufficio Studi che ho l’onore di dirigere dal 2023. In questi tre anni ci siamo occupati di “Italiano, lingua internazionale della cultura”, “Trasformazione digitale e Intelligenza Artificiale”, “Lavori del Futuro”, “Linguaggi della diversità culturale”, “Giubilei”, “Educazione finanziaria”, “Media literacy”, “Il valore dei media di servizio pubblico”, “Le nuove generazioni e i media audiovisivi”, “I nuovi pubblici”, “Sport media e società”. E non finisce qui… Presto vi aggiornerò su quello che sto scrivendo proprio in questi giorni d’agosto prima di un breve periodo di ferie. La Rai è anche questo…</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17-768x1024.png" alt="" class="wp-image-10288" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17-768x1023.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17-225x300.png 225w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17-600x800.png 600w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17-700x933.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-17.png 800w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E’ il 31 luglio, un 31 luglio infuocato a Roma, ma noi siamo qui in Luiss a lavorare. Sono tante le domande di iscrizione per l’anno 2027 al Master in Comunicazione e Marketing politico e istituzionale che ho l’onore di dirigere. Oggi abbiamo fatto molti colloqui e finito di selezionare il primo gruppo: e’ bello vedere quanta domanda di conoscenza ci sia da parte di molti giovani, quanta voglia di arrivare alla meta puntando sul merito, sullo studio, sull’acquisizione di una metodologia che consenta di raggiungere gli obiettivi individuati e di performare al massimo nel lavoro. Vi confesso una cosa: il tempo che dedico all’attività didattica, allo studio, alla ricerca applicata, alla riflessione trascorre sempre molto in fretta: la passione che nutro verso questo ambito della mia vita professionale allevia la fatica. Stiamo creando le condizioni affinché la classe 2027 sia all’altezza di quelle che l’hanno preceduta. Siamo arrivati alla settima edizione di questo percorso formativo che riscuote tanta attenzione e considerazione. Il nostro Master è differente…</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18-768x1024.png" alt="" class="wp-image-10289" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18-768x1023.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18-225x300.png 225w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18-600x800.png 600w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18-700x933.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-18.png 800w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Viviamo nell’era del digitale. Facciamo ricerche online a tutte le ore del giorno. Consultiamo motori di ricerca e piattaforme LLM. Ci misuriamo continuamente con gli algoritmi e con tutte le dinamiche legate all’Intelligenza Artificiale. Nulla però è comparabile al piacere della consultazione della vecchia cara Enciclopedia. In questi giorni sto lavorando, come Direttore di Rai Ufficio Studi, ad un nuovo progetto editoriale di grande impatto che tra pochi mesi diventerà un libro. Libro nel quale ci saranno i contributi di diversi direttori Rai. Non vi dico niente per ora. Vi dico solo che per scrivere il primo capitolo, come sempre di inquadramento teorico, ho avuto bisogno di confrontarmi con questa tipologia di sapere e di conoscenza affidata al cartaceo (migliaia di pagine) e alla logica delle tassonomie. Immersi nel presente, proiettati nel futuro ma con attenzione alle migliori pratiche del passato, come studiare sull’enciclopedia.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="720" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-22.png" alt="" class="wp-image-10293" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-22.png 480w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-22-200x300.png 200w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Auguri a mio padre che ha raggiunto il traguardo dei Novant’anni. I tanti amici che lo hanno festeggiato in queste ore gli hanno chiesto quale fosse il segreto della sua longevità. Ha risposto a tutti più o meno così: l’amore di tutta la famiglia, a partire da mia mamma Margherita e noi figli; la frequentazione quotidiana del diritto avendo speso una vita intera per la giustizia e l’avvocatura in particolare; le relazioni sempre ispirate all’altruismo e al rispetto umano. Non a caso sulla torta e’ stato scritto: “Novant’anni. Con gli altri sempre nel cuore”.<br>Avanti così!</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="833" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-20.png" alt="" class="wp-image-10291" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-20.png 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-20-288x300.png 288w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-20-768x800.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-20-700x729.png 700w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Enzo Tortora, guai a dimenticare la sua storia</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/07/enzo-tortora-guai-a-dimenticare-la-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La Camera ha appena approvato l&#8217;istituzione della giornata Enzo Tortora per commemorare le vittime di errori giudiziari. Sarà il 17 giugno, che è il giorno in cui nel 1983 il popolarissimo conduttore di Portobello veniva arrestato, dando inizio al suo calvario giudiziario. Dopo l&#8217;ok arrivato...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Camera ha appena approvato l&#8217;istituzione della giornata Enzo Tortora per commemorare le vittime di errori giudiziari.</strong> <strong>Sarà il 17 giugno, che è il giorno in cui nel 1983 il popolarissimo conduttore di Portobello veniva arrestato, dando inizio al suo calvario giudiziario. Dopo l&#8217;ok arrivato dall&#8217;aula di Montecitorio, si attende l&#8217;approvazione definitiva da parte del Senato: discorso rimandato alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse il 17 giugno diventerà quindi una “Giornata” da segnare in calendario con una sottolineatura speciale, almeno per noi che in RAI abbiamo condiviso con lui anni di emozioni e di storie che solo lui sapeva raccontare in maniera così avvolgente e magistrale. Qui di seguito l&#8217;analisi e l&#8217;opinione scritta da un famoso giurista italiano, l&#8217;avvocato Fabio Viglione, per &#8220;Nuova Agenzia Radicale&#8221;. <strong>(pino nano)</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="493" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/Enzo-Tortora-e-Portobello-e1697030584243.jpg" alt="" class="wp-image-10281" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/Enzo-Tortora-e-Portobello-e1697030584243.jpg 493w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/Enzo-Tortora-e-Portobello-e1697030584243-296x300.jpg 296w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center">Dedicare a lui questa Giornata significa rendere una vicenda personale patrimonio collettivo. </h2>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>di Fabio Viglione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La proposta di legge approvata ieri alla Camera, anche a fronte di un ampio numero di astenuti, ha istituito la “Giornata” nazionale in memoria delle vittime di errori giudiziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Porterà il nome di Enzo Tortora. Un uomo che può, a buon diritto, rappresentarne l’interprete più genuino nella memoria collettiva ancora viva del Paese. Non può essere, o almeno non dovrebbe essere, una giornata di divisioni o di adesioni ispirate ad appartenenze e collocazioni politiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>E’ una “Giornata” che nasce da un atto di sensibilità e di civiltà. È lo Stato di diritto che sceglie di non rimuovere le proprie cicatrici, ma di ricordare e ripartire con consapevolezza. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sceglie di riannodare i fili della memoria per dare più credibilità alla comunità ed alle istituzioni che quella comunità sono chiamate a guidare e proteggere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ una memoria secolare, con tante pagine ingiallite ma in grado di stimolare profonde riflessioni, senza dimenticare chi ha ingiustamente patito processi, a volte lunghe detenzioni e, molto spesso, gogne di piazza.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta tornare, in un viaggio a ritroso di qualche secolo, agli sventurati Mora e Piazza di manzoniana memoria. Due innocenti caduti nell’ingranaggio di una giustizia apparentemente rigorosa e credibile ma terribilmente iniqua.&nbsp;Quel monumento eretto nella Milano seicentesca, sulle rovine della bottega del barbiere, il presunto “untore” di Piazza Vetra, rappresenta un monumento al pregiudizio, alla smania di chiudere il caso in fretta, alla&nbsp;necessità di trovare un colpevole ad ogni costo, da esibire ad una comunità scossa ed esasperata dalla devastante pestilenza che stava decimando la popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella Colonna è la metafora di uno Stato che per esibire una giustizia rapida, efficiente ed esemplare finisce per sacrificare l’individuo, le sue garanzie, il suo diritto ad un processo non condizionato dal pregiudizio&nbsp;sull’altare della piazza. A distanza di secoli, il rischio di errare, pur animati dalle migliori intenzioni, non è scomparso. Ha solo cambiato forma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha il volto di Enzo Tortora al quale è giusto conferire il primo piano di questa “Giornata”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Arrestato con grande clamore, condannato in primo grado, a lungo detenuto nel corso del processo e definitivamente assolto perché totalmente innocente, come più volte ebbe modo di affermare con ammirevole determinazione e forza d’animo in un clima inquinato da pregiudizi e demagogie. La Giustizia fece il suo corso e seppe correggere l’errore ma troppo tardi, con conseguenze devastanti sul piano umano per una “persona per bene”, di rara cultura e sensibilità come Enzo Tortora. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dedicare a lui questa Giornata significa rendere una vicenda personale patrimonio collettivo. Significa dare a quel dolore individuale il senso di una memoria condivisa. La memoria che illumina, che deve insegnare soprattutto a praticare prudenza quando si punta l’indice. Anche quando lo si fa con le migliori intenzioni.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La presunzione di non colpevolezza: non è un privilegio, è un argine contro un atteggiamento mentale che rischia di produrre distorsioni individuali e collettive.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-10282" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-1024x576.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-300x169.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-768x432.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-1536x864.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-700x394.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok-539x303.jpg 539w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/enzo-tortora-ok.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la memoria, da sola, non basta. Deve tradursi in pratica quotidiana che una “Giornata” come quella che il calendario dovrebbe consegnarci a breve potrebbe stimolare.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella pratica che porta a ricordare un principio poco praticato, scolpito nell’articolo 27 della nostra&nbsp;Costituzione: “<em>l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva</em>”.&nbsp;La presunzione di innocenza. O, più correttamente, di non colpevolezza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una formula di stile, un tecnicismo di facciata. È un argine. È il confine che separa lo Stato di diritto da uno Stato in cui il sospetto si fa giudizio. Giudizio inappellabile come in una cartolina orwelliana.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi quell’argine è eroso da un altro tribunale. Quello mediatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa sorta di informe Areopago le &#8220;<em>condanne preventive</em>&#8221; non hanno bisogno di sentenze e meno che mai di accertamenti. Basta innescare bene il lancio. La detonazione è debordante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta un bel titolo, una fotografia, qualche frase intercettata. Ed ecco che il Tribunale dei saggi ateniesi viene sostituito dalle prime pagine e dai <em>tolk show</em>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la gogna mediatica dei nostri giorni, una Colonna Infame evoluta, che in pochi istanti può mandare in frantumi una vita intera.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa certo che non si debba parlare di indagini e processi. Ci mancherebbe!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dovere di informare si sposa, inscindibilmente, con il diritto ad essere informati. E’ un caposaldo irrinunciabile della democrazia. Ma tenendo sempre a mente il rispetto della dignità della persona di cui si parla, anche se accusata di condotte esecrabili e praticando una presunzione di non colpevolezza effettiva nella narrazione. Non di facciata, non solo usando qualche condizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riscopriamo il dubbio, la necessità di non lasciarci andare a giudizi sommari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indignazione popolare non può sostenere una prova incerta o, addirittura, sostituirla.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’errore giudiziario accompagnato da campagne mediatiche pantagrueliche ha un costo umano che nessuna causa risarcitoria sarà in grado di riparare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, che questa “Giornata” sia un erigere un nuovo monumento. Non di infamia, ma di responsabilità, di rispetto, di ricordo. Di riflessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo è un procedere, è un cammino. L’accusa non è un dogma. Le cautele servono ad avere più capacità di guardare in modo laico una realtà che, spesso, è più complessa di quanto si potrebbe immaginare. O, a volte, più semplice di quanto una costruzione complicata ci porti ad ipotizzare. Siamo uomini e la nostra è una giustizia umana e, in quanto tale, ontologicamente fallibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella “Giornata” che sarebbe utile poter celebrare, non dovrebbe esserci spazio per divisioni o sterili contrapposizioni, ma per riflessioni. Riflettere aiuta a comprendere, a migliorare e a guardare avanti senza dimenticare.   </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fabio Viglione </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="375" height="617" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/fabio-viglione.jpg" alt="" class="wp-image-10283" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/fabio-viglione.jpg 375w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/fabio-viglione-182x300.jpg 182w" sizes="auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px" /></figure>
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		<item>
		<title>Gianpiero Gamaleri, la mia prima intervista a Enzo Biagi</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/05/gianpiero-gamaleri-la-mia-prima-intervista-a-enzo-biagi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianpiero Gamaleri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 22:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[enzo biagi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incontro con Enzo Biagi a 40 anni: “In fondo la mia generazione non è mai stata giovane”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che di un’intervista, fu un incontro a tutto tondo quello che si svolse&nbsp; nello studio di Enzo Biagi in un giorno di maggio 1960. A ottenerlo ero stato io per una circostanza fortunata: abitavo a Milano in via Bianca di Savoia, proprio nella strada in cui aveva sede la Direzione generale della Mondadori e, batti e ribatti, ci era stato concesso di incontrare l’allora giovane direttore della prestigiosa rivista, EPOCA che avrebbe lasciato dopo pochi mesi, nel luglio successivo. Un settimanale competitivo, per gli ampi servizi fotografici quando ancora non c’era la televisione, per l’ampiezza e l’accuratezza degli articoli, per lo spessore e la preziosità della carta patinata con grandi periodici come era LIFE negli Stati Uniti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="440" height="587" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image.jpeg" alt="" class="wp-image-10272" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image.jpeg 440w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-225x300.jpeg 225w" sizes="auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px" /><figcaption class="wp-element-caption">La copertina del  primo numero  di EPOCA del 14 ottobre 1950 ritrae l’immagine di una ragazza italiana.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Biagi aveva esattamente 40 anni e noi, cinque studenti desiderosi di fare un’esperienza giornalistica di alto livello, 20 anni ciascuno. Eravamo <strong>Mirella Bocchini, Marisa Clerici, Giuliano della Pergola, Gianpiero Gamaleri, Enrico Madera</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi abbiamo la possibilità di ripercorrere quei momenti grazie all’archivio di MILANO STUDENTI, il mensile di cui eravamo redattori e che si riferiva all’esperienza del movimento di Gioventù Studentesca animato da don Luigi Giussani e che vendeva migliaia di copie davanti ai licei e agli istituti superiodi della città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-1024x685.png" alt="" class="wp-image-10274" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-1024x685.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-300x201.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-768x514.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-700x468.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Appena arrivati Biagi ci accoglie immediatamente: ci fa entrare nel suo studio arredato con gusto sobriamente moderno: tavolo ovale e numerose poltroncine di legno scuro e opaco. In una specie di scaffale sono allineate riviste di ogni genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste le nostre prime impressioni. Ma subito dopo nasce il dialogo. Biagi si informa con umorismo ed efficienza delle nostre vendite e di particolari tipografici. Subito comincia a sfogliare le pagine con un interessamento venato di una sottile nostalgia: di certo rivede i suoi anni di ragazzo e le sue prime esperienze di giornalista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; nota la rubrica «Lettere al Direttore » che Enzo Biagi tiene su «Epoca». Dalle risposte ai problemi che gli vengono posti, qualcuno potrebbe pensare che egli sia «il tipo accomodante che vuol mandare a letto tutti contenti » (son parole sue). Invece sappiamo che la sua vita è stata tutt&#8217;altro che facile, avendo egli preferito seguire il cammino più aspro per non compromettere i suoi principi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ora che l&#8217;abbiamo conosciuto personalmente abbiamo capito che la sua serenità è una continua conquista così come l’obiettivo equilibrio dei suoi articoli è frutto di una comprensiva presa in considerazione dei vari aspetti di ogni questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché le opinioni circa la pagina letteraria, sia tra noi redattori sia tra i nostri lettori, sono discordi, gli chiediamo se secondo lui vale la pena di tenerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Perché non fare pagine letterarie? La funzionalità di queste cose è molto opinabile. E&#8217; giusto parlare di tutto: cinema, teatro, letteratura: tutte le esperienze. Del resto si fa così in tutti i giornali; non spaventatevi se qualcuno protesta, c&#8217;è sempre chi la vuol cotta e chi la vuol cruda».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediamo allora se sarebbe meglio trattare solo argomenti di attualità, ma la risposta è decisa, e ci consola molto, poiché è quello che abbiamo sempre pensato: «Il giornale studentesco deve essere sincero, deve dire quel che ha da dire; ce ne sono tanti di giornali leggeri&#8230; Un articolo ovviamente è fatto per essere letto (altrimenti uno può scrivere libri e saggi). Bisogna trovare un equilibrio tra idee e modo di esprimerle, ma il modo non è da attuarsi attraverso lenocinii, ma attraverso lo stile, acuto, chiaro e preciso&#8230; Ciò che importa è di ammettere di aver sbagliato, quando occorre: questa è la più grande fatica e conquista: pensare che si è come tutti gli altri: l&#8217;umiltà, in fondo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il discorso viene così a portarsi non solo sul giornalismo in generale, ma su qualcosa di ancora più profondo. Capiamo di trovarci dinanzi a una concezione della vita, a qualcosa in cui Enzo Biagi crede veramente e che è il senso delle sue azioni o almeno quello che egli cerca di dargli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il giornalista è un professionista, perciò deve avere la sua serietà professionale, che è il dire la verità. Il giornalista deve dire la verità anche sul piano morale. Occorre diventare uomini, prima e più che diventare giornalisti. In Italia sentiamo la mancanza di personalità morali ancor più che culturali. E&#8217; un problema di morale: capire cos&#8217;è il bene e il male e insegnarlo. Ci sono peccatori senza passione, non c&#8217;è nemmeno più il gusto del peccato: poi naturalmente non ci sono pentimenti. »</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci dichiariamo vigorosamente d&#8217;accordo e cerchiamo di dargli un&#8217;idea della nostra posizione e degli scopi del nostro giornale. Quasi con rammarico egli ci spiega di essere sì sostanzialmente religioso (e ce ne eravamo accorti per quel suo modo discreto ed apertissimo di accettare il dialogo con gli altri) ma non cattolico praticante: « Forse è qualcosa che impegna troppo totalmente&#8230; ».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; vero: noi che lo abbiamo scoperto non possiamo stare mai in pace; e glielo diciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La retorica della svagata giovinezza è una cretineria bella e buona&#8230; – ci risponde &#8211; &nbsp;Ora io vedo il mondo da questa scrivania, tutte le prospettive quindi sono alterate; l&#8217;incontrarmi con dei giovani è un regalo. In fondo tutta la vita è una serie di incontri: un albero, un bambino, una coppia di innamorati, una notte, possono essere uno spunto per il ripensamento di tutte le proprie prospettive passate e lo stabilirsi di nuove».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non trovatevi a dover ripetere la frase di Bernanos: «Ormai nella mia vita ci sono tanti morti, ma il più morto di tutti è il ragazzo che io fui». Troppi ragazzi sono diventati vecchi troppo in fretta. La mia generazione non è mai stata giovane; come non ha avuto dei maestri così non avrà degli allievi. Ci erano stati dati degli ideali posticci: quando avevamo vent’anni tutti ci dicevano che eravamo i più bravi e i più belli; invece poi abbiamo scoperto che non era affatto vero. Anche la democrazia ha deluso: si passa da conformismo a conformismo ; c&#8217;è il mito del successo (evviva quelli che vincono!). Ma spero che voi farete di meglio: voi potete avere veramente vent&#8217; anni, godetevi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enzo Biagi ci seguiva con attenzione e forse con la lieve amarezza di chi non riesce più a trovare in sé l&#8217;entusiasmo della scoperta del bene e del giusto, anche se nella pratica non se ne discosta. Era il dialogo tra un uomo un po&#8217; stanco ma molto umano e degli uomini nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La gioventù — ci dice mentre ci saluta sulla porta d’uscita — è la sola età in cui è possibile innamorarsi del mondo. In tutta la vita ci seguirà il bagaglio delle sensazioni e delle esperienze giovanili. Non soffocate l&#8217;inimitabile freschezza dei 20 anni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanta strada ha percorso Enzo Biagi da allora, non senza polemiche anche aspre, come dopo l’”editto bulgaro” di Silvio Berlusconi. Eppure quell’incontro fu la chiave per capire la sincerità della sua ricerca umana e professionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="488" height="759" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15.png" alt="" class="wp-image-10273" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15.png 488w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15-193x300.png 193w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Summum ius summa iniuria</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">MILANO STUDENTI</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;MAGGIO 1960</p>



<p class="wp-block-paragraph">ANNO IV &#8211; NUMERO 4</p>



<p class="wp-block-paragraph">La copertina di MILANO STUDENTI con l’intervista a Enzo Biagi era nel numero contro&nbsp; la pena di morte a seguito dell’esecuzione capitale di Caryl Chessman nel carcere di&nbsp; San Quintino, in California, USA.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-10276" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-768x576.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-800x600.jpg 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-700x525.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gianpiero Gamaleri, Professore ordinario di Sociologia della comunicazione e già consigliere di amministrazione della RAI</figcaption></figure>
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		<title>RAI1, Premio Bellisario 2026, Lella Golfo Forever</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/03/rai1-premio-bellisario-2026-lella-golfo-forever/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 22:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ganni letta]]></category>
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					<description><![CDATA[Premio Marisa Bellisario 2026.Una serata dedicata al merito e alla leadership femminile.Dietro il Premio la storia di Lella Golfo, una donna che da 60 anni si batte per le donne.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Premio Marisa Bellisario 2026.Una serata dedicata al merito e alla leadership femminile.Una serata -dice la Presidente della Fondazione Marsa Bellisario Lella Golfo- per celebrare il talento, la visione e il coraggio delle donne che stanno cambiando il Paese, e il mondo. Solo lei poteva arrivare a tanto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-1024x538.png" alt="" class="wp-image-10251" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-1024x538.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-300x158.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-768x403.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-700x368.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’economia alla scienza, dalle istituzioni allo spettacolo, dall’imprenditoria allo sport, le storie straordinarie delle vincitrici di quest’anno vi aspettano sul palco del Parco Archeologico del Colosseo. La <strong>38ª edizione Premio Marisa Bellisario, </strong>l&#8217;appuntamento televisivo dedicato al talento, al merito e alla valorizzazione delle eccellenze femminili, <strong>da un’idea di Lella Golfo e promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, </strong>va infatti in onda questa sera 4 agosto in seconda serata su Rai 1. Un evento da non perdere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-1024x683.png" alt="" class="wp-image-10252" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-1024x683.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-700x467.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5.png 1296w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quasi&nbsp;<strong>500 le donne</strong>&nbsp;-racconta con orgoglio <strong>Lella Golfo-</strong> che nel corso degli anni hanno ricevuto quello che è diventato l’Oscar delle&nbsp;<strong>donne</strong>. Migliaia di manager,&nbsp;<strong>imprenditrici</strong>, professioniste, ricercatrici, giornaliste, attrici, stiliste e persino un’astronauta: un serbatoio femminile di energie e idee che l’Italia e il mondo possono e devono valorizzare per una crescita sostenibile. La Fondazione Bellisario valorizza le donne che non si arrendono, che lottano per le loro idee e progetti, che rappresentano un’opportunità di sviluppo per il Paese e di crescita culturale per la società.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6.png" alt="" class="wp-image-10253" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1989, in ricordo di Marisa, Lella Golfo&nbsp;istituisce il&nbsp;<strong>Premio Bellisario</strong>, un riconoscimento che ogni anno viene assegnato alle donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale.Le categorie cambiano nel tempo con il cambiare della società e dell’economia ma alcune rimangono costanti nel corso di questi ventinove anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo Speciale di questa sera</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"> A condurre&nbsp;lo speciale di RAI 1 sarà <strong>Malika Ayane</strong>, che accompagnerà il pubblico in un racconto fatto di testimonianze, storie di successo e momenti di spettacolo, dando voce alle protagoniste premiate nel corso dell&#8217;edizione 2026.<br><strong>Sedici le eccellenze femminili a ricevere la Mela d’Oro&nbsp;da personalità delle istituzioni come i ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, il ragioniere generale dello Stato Daria Perrotta, la vicepresidente del Parlamento europeo Giuseppina Picierno, il direttore di Direzione Distribuzione Rai Marcello Ciannamea, la vicepresidente Coni Diana Bianchedi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ad arricchire la serata, le esibizioni musicali di <strong>Angelica Bove e Michele Bravi, </strong>insieme alle coreografie del corpo di ballo della Naima Academy, che contribuiranno a rendere ancora più coinvolgente uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati alla valorizzazione del talento femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A decretare le vincitrici è un’apposita Commissione esaminatrice, attualmente presieduta da Gianni Letta e Lella Golfo, e composta da autorevoli rappresentati del mondo dell’economia, delle istituzioni e dell’informazione.La Commissione vaglia le tantissime candidature – frutto di segnalazioni e del lavoro di raccolta dalla stampa nazionale e internazionale – e dopo ben sei mesi di riunioni arriva a scegliere le Mele d’Oro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vincitrici dell’edizione 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per la categoria&nbsp;Informazione, la&nbsp;<strong>Mela d’Oro&nbsp;</strong>va ad&nbsp;<strong>Alessandra Galloni</strong>, direttrice di Reuters e prima donna in 170 anni a guidare la storica agenzia&nbsp;di stampa&nbsp;internazionale.&nbsp;Premio internazionale&nbsp;assegnato&nbsp;a&nbsp;<strong>Reem Al Hashimy, ministro di Stato per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti</strong>. Premio per la Pace&nbsp;a <strong>suor Nathalie Becquart,&nbsp;Sottosegretario del Sinodo&nbsp;dei Vescovi </strong>e&nbsp;prima donna ad avere diritto di voto all’assemblea che riunisce tutti i vescovi. Per le&nbsp;Istituzioni, a ricevere il premio è&nbsp;<strong>Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl</strong>. Per la categoria&nbsp;Imprenditoria, la Mela d’Oro va&nbsp;a&nbsp;<strong>Valentina Pellegrini, presidente e amministratore delegato&nbsp;del Gruppo Pellegrini</strong>.&nbsp;Per il management, vince&nbsp;<strong>Elisabetta Colacchia, head of people &amp; organization Enel.</strong>&nbsp;Premi speciali&nbsp;per&nbsp;<strong>Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant&nbsp;</strong>&#8211;<strong>&nbsp;“ospedale senza muri”</strong>&nbsp;che ogni giorno cura gratuitamente a domicilio 3mila&nbsp;malati di tumore in 11&nbsp;Regioni italiane&nbsp;&#8211;&nbsp;e&nbsp;a&nbsp;<strong>Francesca Sofia,</strong> direttore generale di fondazione Cassa depositi e prestiti.&nbsp;<strong>Mela d’Oro per lo sport&nbsp;ad&nbsp;Arianna Fontana, la più medagliata atleta italiana nella storia dei Giochi olimpici Invernali.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Premiate anche diverse aziende</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche alle aziende che si sono distinte per le politiche di inclusione, valorizzazione del talento femminile e welfare aziendale. Il&nbsp;<strong>premio Women value company</strong>&nbsp;Intesa Sanpaolo, giunto alla sua decima edizione e dedicato alle pmi virtuose, sarà assegnato a&nbsp;3TI Progetti,&nbsp;realtà&nbsp;italiana di ingegneria integrata,&nbsp;attiva a livello internazionale, e ad&nbsp;Antur,&nbsp;società benefit&nbsp;impegnata nei settori della sostenibilità ambientale, della ricerca scientifica e dell’innovazione Esg. Il&nbsp;<strong>premio&nbsp;Women empowerment company</strong>&nbsp;promosso in collaborazione con&nbsp;Confindustria&nbsp;va&nbsp;a&nbsp;Iris Ceramica Group, storica eccellenza italiana&nbsp;guidata da&nbsp;Federica Minozzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ingegneria Elettrica, Meccanica ed Elettronica</strong>&nbsp;sono i corsi di studio individuati dalla Commissione esaminatrice per concorrere all’assegnazione della Mela d’Oro 2026&nbsp;a tre brillanti&nbsp;Neolaureate. Le&nbsp;<strong>neolaureate</strong> vengono candidate dalle Università italiane – con cui la Fondazione Marisa Bellisario intrattiene rapporti consolidati – e selezionate da una rosa di Aziende individuata ogni anno tra le più “interessate” all’individuazione di profili tecnici femminili.Il&nbsp;<strong>Premio Woman Value Company</strong>, infine, nasce dalla candidatura tramite i canali di comunicazione di Intesa Sanpaolo (oltre 600 candidature nel 2016-17) e dal lungo e impegnativo lavoro di selezione portato avanti dall’Istituto bancario e infine vagliato dalla Commissione esaminatrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione del premio si svolge l&#8217;8 marzo 1989 presso il Teatro Tenda Pianeta di Roma. Il Comitato d’Onore chiamato a scegliere le vincitrici del premio è composto, tra le altre, da <strong>Anna Craxi, Nilde Iotti, Rita Levi-Montalcini, Susanna Agnelli, Margherita Boniver, Elena Marinucci e Margherita Hack</strong>. La cerimonia fu trasmessa in seconda serata su Rai 2 con la conduzione di <strong>Patrizia Caselli</strong>. Nel corso della serata si esibirono sul palco <strong>Miriam Makeba, Juliette Greco, Nicolette Larson, Lisa Hunt, Ivana Spagna e Teresa De Sio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Premiate di quella prima edizione furono: <strong>Margherita Hack</strong>, astrofisica; <strong>Elena Marinucci</strong>, parlamentare europea; <strong>Maria Toni</strong>, creatrice di moda per divise da lavoro; <strong>Myriam De Cesco</strong>, direttrice di Capital; <strong>Paola Severini</strong>, agente pubblicitaria; <strong>Vincenza Bono Parrino</strong>, Ministra per i beni culturali e ambientali, e <strong>Patrizia Livreri (</strong>Premio neolaureate). 38 anni dopo, il Premio Marisa Bellisario continua dunque a rappresentare un importante momento di riconoscimento per donne che, con il proprio impegno, la competenza e la capacità di innovare, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico, sociale, scientifico e culturale dell&#8217;Italia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-1024x688.png" alt="" class="wp-image-10262" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-1024x688.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-700x470.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13.png 1286w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sono orgoglioso di presiedere la Commissione del Premio Marisa Bellisario – <strong>aggiunge il Presidente della Commissione esaminatrice Gianni Letta</strong> – e ringrazio tutti i membri che condividono l’annoso compito di selezionare le ‘migliori’ in un novero di eccellenze femminili sempre più nutrito. Anche quest’anno, le Mele D’Oro sono fulgidi esempi di moderna operosità e coraggiosa solidarietà, ambasciatrici di un Paese dove il contributo e il talento femminili non sono semplice orpello ma energia vitale irrinunciabile per il progresso materiale e morale».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-819x1024.png" alt="" class="wp-image-10265" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-819x1024.png 819w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-240x300.png 240w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-768x960.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-700x875.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Il 4 agosto 1988 &#8211;<strong>ricorda Lella Golfo</strong>&#8211; ci lasciava Marisa Bellisario a soli 52 anni! Prima donna AD in Italia. Una delle figure più straordinarie e visionarie dell’imprenditoria italiana. Una donna che, in un’epoca in cui ai vertici dell’economia e della finanza la presenza femminile era ancora un’eccezione, seppe conquistare ruoli di assoluto rilievo, con competenza, autorevolezza e con grande capacità innovativa. Ha creduto nella tecnologia quando in Italia sembrava fantascienza. Ha lavorato fino all’ultimo giorno della sua vita con la gioia di aver risanato Italtel, una azienda in crisi con tanti debiti da saldare e risanata miracolosamente, portando con sé il grande sogno di non vedere la creazione di Telit, il polo italiano delle telecomunicazioni che sarebbe dovuto nascere dalla fusione tra la pubblica Italtel e la Telettra (controllata dalla Fiat). Il progetto naufragò nel novembre del 1987 a causa del rifiuto della Fiat di accettare la stessa Bellisario come amministratore delegato della nuova società. A distanza di tanti anni quella data torna a ricordarci che il futuro che immaginava Marisa Bellisario non si è ancora compiuto, ma continua a essere costruito ogni giorno dalle donne che scelgono di mettersi in gioco, di assumere responsabilità, di guidare imprese, istituzioni, o organizzazioni, rompendo stereotipi e aprendo nuove strade. Il 4 agosto di 38 anni fa si concludeva la vita di una grande pioniera. Il 4 agosto Rai1 manda in onda in seconda serata, la 38* edizione del Premio Bellisario “Donne che fanno la differenza”. Non è una coincidenza. È una risposta! Attraverso il Premio che porta il suo nome, celebriamo le donne che quella strada hanno continuato a percorrerla. Forse questo è il senso più bello delle condivisioni: ricordarci che alcune storie non finiscono con chi le iniziate! Il 4 agosto ricordiamo la sua assenza, ma nel cuor nostro celebriamo la sua presenza! E così, ogni volta che il nome di Marisa Bellisario torna a essere pronunciato, torna una domanda: quanto ancora deve cambiare perché il talento di una donna non debba più essere considerato un’eccezione, ma semplicemente talento? Perché Marisa non è finita, si è moltiplicata!&#8221;</em></p>



<h1 class="wp-block-heading">Mattarella riceve le vincitrici della XXXVIII edizione del Premio Marisa Bellisario</h1>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">26 giugno scorso, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale le vincitrici della XXXVIII edizione del Premio Marisa Bellisario, accompagnate dalla Presidente della Fondazione, Lella Golfo. Il riconoscimento, la &#8220;Mela d&#8217;Oro&#8221; premia le donne che si sono distinte nelle istituzioni, nella professione, nella scienza, nel mondo accademico, nell&#8217;economia e nel sociale, sia a livello nazionale che internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10257" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">«In un tempo attraversato da profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali – <strong>afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario –</strong> valorizzare e riconoscere il talento femminile è una scelta di campo per il futuro. Noi lo facciamo da quasi 40 anni, raccontando storie di donne che hanno saputo rompere schemi, conquistare spazi e generare cambiamento nei luoghi della politica, dell’impresa, della scienza, delle istituzioni e della cultura. E nell’anniversario degli 80 anni della nostra Repubblica, le nostre premiate diventano il simbolo della strada compiuta ma anche della ferma determinazione a procedere verso una democrazia paritaria».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10254" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;intervento della Presidente della Fondazione, il Presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10255" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10256" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11.png" alt="" class="wp-image-10258" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11.png 744w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11-700x470.png 700w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10259" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405514/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405505/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405506/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405507/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405508/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405509/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405510/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405511/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405512/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405513/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405515/864"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Premio Marisa Bellisario</strong>&#8211; dice <strong>Lella Golfo</strong>&#8211;&nbsp;è la<strong>&nbsp;Mela d’Oro</strong>. La mela, simbolo femminile per antonomasia. “La mela cotogna, poi, – spiega Mastro Sette, artista-artigiano di metalli preziosi, ideatore e creatore della Mela d’Oro – è speciale; non è stata manipolata dall’uomo, con innesti e incroci e non viene mangiata da tutti, ma usata per dolci e confetture raffinate. È un frutto che si addice a una&nbsp;<strong>donna con grande personalità</strong>, proprio come le donne premiate dalla&nbsp;Fondazione Maris Bellisario”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sera dunque martedì 4 agosto, alle 23:30 su Raiuno torna l’appuntamento sull’empowerment femminile più atteso dell’anno, la 38ª edizione del Premio Marisa Bellisario.<strong>Per chi volesse invece riassaporare la magia dell&#8217;incontro che la Presidente Lella Golfo ha avuto con il Preidente Mattarella e kle vincitrici di quest&#8217;anno, basta cliccare il link qui di seguito.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.quirinale.it/it/video/mattarella-riceve-vincitrici-xxxviii-edizione-premio-marisa-bellisario-2">https://www.quirinale.it/it/video/mattarella-riceve-vincitrici-xxxviii-edizione-premio-marisa-bellisario-2</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">(Naturalmente RAI Senior ringrazia l&#8217;Ufficio Stampa del Quirinale per lo stile e la disponibilità che sempre ci riserva. <strong>Pino Nano)</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RAI Documentari, Luigi Del Plavignano vince sul piano degli ascolti.</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/03/rai-documentari-luigi-del-plavignano-vince-sul-piano-degli-ascolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 19:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[luigi del plagniano]]></category>
		<category><![CDATA[news-homepage]]></category>
		<category><![CDATA[pino nano]]></category>
		<category><![CDATA[rai documentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://raisenior.it/?p=10240</guid>

					<description><![CDATA[RAI Documentari, Luigi Del Plavignano vince sul piano degli ascolti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli ascolti premiano la linea editoriale di Rai Documentari e del suo direttore Luigi Del Plavignano.&#8221;Il pubblico -dice lui- premia le storie che lasciano il segno&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La Finale. Il cielo è azzurro sopra Berlino</em></strong>”, trasmesso il 16 luglio su Rai 2, ha raccolto 803 mila spettatori con il 5,8% di share. <strong><em>“Juventus. Primo amore”</em></strong>, in onda il 26 luglio su Rai 2, ha registrato 527 mila spettatori e il 3,8% di share. <strong><em>“Lucio per amico. Ricordando Battisti”</em></strong>, trasmesso il 28 luglio in prima serata su Rai 3, ha raggiunto 971 mila spettatori con il 6,2% di share.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi risultati -afferma <strong>il direttore di Rai Documentari, Luigi Del Plavignano</strong>&#8211; confermano che il documentario è sempre più un linguaggio centrale del servizio pubblico. Quando il racconto coniuga qualità, ricerca, rigore e capacità di emozionare, il pubblico risponde con attenzione e partecipazione”, <br>“Sono tre opere &#8211; aggiunge il dirigente RAI- molto diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di raccontare, attraverso lo sport e la musica, pagine che appartengono alla memoria collettiva del nostro Paese. È questa la missione di Rai Documentari: custodire e valorizzare il patrimonio di storie italiane, trasformandolo in un racconto contemporaneo, capace di coinvolgere pubblici diversi senza rinunciare alla qualità”.<br>Naturalmente questi ascolti &#8211; conclude Del Plavignano &#8211; sono un riconoscimento al lavoro degli autori, dei registi, delle case di produzione e di tutta la squadra di Rai Documentari. &#8220;Continueremo a investire su un’offerta editoriale che metta al centro le grandi storie, perché sono le storie autentiche a creare il legame più forte con il pubblico”. Davvero complimenti Direttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MA CHI E’ LUIGI DEL PLAVIGNANO?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nato a Roma nel 1965, viene assunto con selezione per tecnici nel 1989 presso il Supporto Tecnico Rai e collabora alla progettazione degli impianti dei dodici stadi per il Campionato Mondiale di Calcio del 1990.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nel 1992 viene assegnato presso il Centro di Produzione della Sede Regionale per il Lazio ed inquadrato nell’ambito della Struttura Riprese TV – Riprese Esterne – Mezzi pesanti e partecipa a innumerevoli Grandi Eventi nazionali e internazionali anche in qualità di referente per Reti e TG.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nel 1999 svolge la sua attività alla Divisione TV Canale 1 e 2 di RAI2 e nel 2003 in qualità di programmista regista.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">In tale veste opera all’interno dell’area “Approfondimenti d’informazione e Rubriche” in qualità di produttore esecutivo acquisendo esperienza e competenza nei programmi di genere informativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nell’ambito della stessa Rete gli vengono affidati progetti televisivi relativi all’intrattenimento di prima e seconda serata, nonché programmi facenti capo al polo produttivo di Milano, come ad esempio “Quelli che il calcio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Per l’attività svolta nell’ambito dell’unità organizzativa “Intrattenimento” della Direzione RAI2, viene nominato dirigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nel 2016 è assegnato alla Direzione Rai Gold in qualità di responsabile dell’area di staff “Pianificazione e Supporto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Dal 2018 al 2022 è distaccato presso la Società Rai Pubblicità in qualità di responsabile dell’area “Brand Integration” per la produzione di formati pubblicitari, branded content e progetti crossmediali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nel 2022 rientra in Azienda nell’ambito della Direzione Comunicazione in qualità di responsabile di “Media Partnership, Patrocini, Relazioni Esterne e Cerimoniale” e successivamente, sempre nell’ambito della medesima direzione, è responsabile dell’unità organizzativa “Cerimoniale e Relazioni Esterne”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Nel 2023 è assegnato alla Direzione Documentari con l’incarico di responsabile dell’unità organizzativa “Pianificazione Economica e Mezzi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Da agosto 2023, sempre nell’ambito della Direzione Documentari, ferma restando la responsabilità dell’unità organizzativa “Pianificazione Economica e Mezzi”, gli viene assegnato l’incarico di Vice Direttore Vicario.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:17px">Da ottobre 2023 a marzo 2024, inoltre gli fa interinalmente capo la responsabilità dell’area “Supporto Amministrativo e Normativo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A marzo 2025 viene nominato Direttore della Direzione Documentari nell’ambito della Direzione Coordinamento Generi. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La vera storia di Radio Sardegna Libera, Quarta Parte</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/03/la-vera-storia-di-radio-sardegna-libera-quarta-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianni Garrucciu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 18:37:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[gianni garrucciu]]></category>
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					<description><![CDATA[Felicità e delusione si alternano per giorni, sino a quando veniamo a sapere che a Cagliari un tecnico ha trovato una trasmittente Marelli nuova di zecca, ancora confezionata. Mettiamo in croce il comando militare italiano e il Pwb per entrarne in possesso. È quello che...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Felicità e delusione si alternano per giorni, sino a quando veniamo a sapere che a Cagliari un tecnico ha trovato una trasmittente Marelli nuova di zecca, ancora confezionata</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mettiamo in croce il comando militare italiano e il <em>Pwb</em> per entrarne in possesso. È quello che ci voleva: un’apparecchiatura più potente e funzionale. Così mentre noi a Bortigali continuiamo a trasmettere quasi inascoltati, a Cagliari alcuni tecnici guidati da un genio locale della radiotelegrafia, Peppino Marras, mettono a punto la nuova trasmittente installandola nel quartiere di <em>Is Mirrionis</em>, dove c’erano alcune grotte naturali che si prestano ottimamente a essere trasformate da rifugi antiaerei, in studi insonorizzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non funziona tutto subito, ma dopo prove e prove, Radio Sardegna Libera diventa una trasmittente con una buona potenza, bene ascoltabile sulla lunghezza d’onda di metri 555 pari a chilocicli 540</strong>. Troviamo anche una sigla musicale di apertura dei programmi: un passo della Cavalleria Leggera del compositore austriaco <em>Franz von Suppé</em>, che sostituiva  ̶  per ovvie ragioni  ̶  il solenne inno sardo <em>Conservet Deus su Re</em> (Dio conservi il Re).»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Che nel 1945 la guerra stesse per finire», prosegue Jacobelli, «era una sensazione condivisa da tutti. Nessuno sapeva però come e quando sarebbe finita. Ricordo che per non essere preceduti dalle altre radio, preparammo per giorni il programma da mandare in onda il “giorno della fine”: un programma che doveva essere sì di taglio giornalistico ma anche di intrattenimento perché doveva essere una giornata festosa. Il problema fondamentale stava nel riuscire ad apprendere tempestivamente la notizia della fine della guerra. I nostri radiotelegrafisti presero a intercettare con più frequenza le radio di servizio dei comando alleati, anche quelli che trasmettevano in codice. Alle 15 del pomeriggio di lunedì 7 maggio due di loro si precipitarono in redazione urlando e quasi piangendo: “È finita, è finita!” Avevano captato abusivamente la radio del comando alleato di Algeri. Alle 15.05 la notizia che tutti attendevano fi data per prima da Radio Sardegna Libera: “La Germania è caduta, la guerra è finita”, gridò l’annunciatore Walter Vannini con la voce rotta dall’emozione. La BBC, forse con maggior prudenza, diede la notizia tre quarti d’ora dopo. Bonomi&nbsp; ̶&nbsp; che era il nostro presidente del Consiglio&nbsp; ̶&nbsp; la fece dare con un commento alle otto di sera da Radio Roma. Radio Sardegna ripeté la notizia ogni 10 minuti, alternandola con musiche appropriate: è un primato da ricordare.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Presidente emerito della Repubblica italiana Francesco Cossiga, la versione è un’altra: «Gli americani», racconta, «con le loro trasmittenti erano in ascolto. A un certo punto si accorsero che gli ordini agli aerei e alle truppe di terra venivano date in chiaro e non in cifra o in codice. Quindi compresero che se gli ordini venivano dati in chiaro doveva essere terminata la guerra.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La radio diventa così per i cittadini della Sardegna e per i militari sardi lontani dalle famiglie (e per gli altri cittadini e militari di tutte le altre regioni d’Italia ognuno dei quali ascolta la propria “radio brada”) una fonte di serenità e di distrazione. La radio comincia a essere sempre più un mezzo che tiene compagnia.</strong> E comincia a far conoscere la musica internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli americani, sbarcando in Italia, non portavano soltanto un vento di libertà, le sigarette, il cioccolato, ma anche i dischi e le bobine dei film di Hollywood che poi regalavano. Jacobelli e i suoi fanno incetta dei dischi jazz e swing e li fanno ascoltare per radio: prima come intermezzo tra un programma e l’altro, poi si rendono conto che vale la pena spendere qualche parola di presentazione. «Pensammo», ricorda Jacobelli, «che le grandi orchestre e i grandi cantanti bianchi e di colore, dovevano essere presentati perché fossero più apprezzati dagli ascoltatori.  Quindi inserimmo una breve conversazione su temi culturali. E pensammo a come fare partecipare gli ascoltatori direttamente ai programmi. Poi, poi, poi… tutto. Dopo qualche mese trasmettevamo anche delle piccole riviste e mettemmo su perfino un’orchestrina della quale facevano parte i fratelli Berto e Franco Pisano  ̶  divenuti presto apprezzati musicisti e approdati in Rai  ̶  che reclutarono a loro volta giovani talenti musicali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si formò anche un’efficiente compagnia teatrale che trasmise commediole brillanti e affrontò anche la tragedia classica perché credevamo fermamente che <em>“piangere facesse bene come ridere.” </em><strong>In quella radio debuttò persino Fred Buscaglione (era militare presso i fanti della Brigata Sassari, nel 152.mo battaglione fanteria di stanza a Sassari &#8211; </strong><em>La Brigata Sassari è una brigata di fanteria meccanizzata dell&#8217;Esercito Italiano. Il 151º reggimento fanteria &#8220;Sassari&#8221;, con sede a Cagliari in caserma Monfenera, e il 152º reggimento fanteria &#8220;Sassari&#8221; con sede a Sassari in caserma Gonzaga, insieme costituiscono il nucleo storico della brigata. È una delle unità italiane più presenti nei teatri operativi in operazioni di risoluzione delle crisi (CRO &#8211; Crisis Response Operations) ed è classificata dall&#8217;Esercito come &#8220;forza di proiezione&#8221;. Fanno parte della Brigata Sassari anche il 3* Reggimento Bersaglieri e il 5* Reggimento Genio Guastatori con sede a Macomer</em>), che in quel periodo faceva il barman in un locale di piazza Galilei a Cagliari e suonava il violino come uno tzigano e tanti altri strumenti, anche se come cantante non aveva ancora scoperto il lascino della sua voce roca<em> (Ferdinando Buscaglione, in arte Fred, nasce il 23 novembre 1921 a Torino. E&#8217; stato il cantante più innovativo degli anni cinquanta. In un&#8217;epoca in cui la musica leggera italiana era ancora legata a motivi dei decenni precedenti o a rime banali, Buscaglione irruppe sulla scena con canzoni completamente diverse, come &#8220;Che bambola!&#8221;, &#8220;Teresa non sparare&#8221;, &#8220;Eri piccola così&#8221;. Anche il personaggio era completamente diverso: niente aria ispirata e sofferente, nessun gesto romantico o d&#8217;effetto. Si presentava in scena come una caricatura da film, con la sigaretta all&#8217;angolo della bocca, i baffetti da gangster e le pose da duro viste nei polizieschi americani</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Radio Sardegna Libera diventa una scuola di giornalismo, uno spontaneo laboratorio mediale.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">I militari guidati da Jader Jacobelli sono consapevoli che comunicare in un tempo di drammatica provvisorietà, durante una guerra di cui non si vedeva mai la fine, è un autentico servizio reso alla gente per incoraggiarla, per darle una speranza, per non farla sentire sola. Un servizio di comunità e per la comunità: parlare insieme, stare insieme, gettare ponti per salvare tutti. <strong>L’informazione in quello stato psicologico  ̶  in Sardegna accentuato dall’insularità  ̶  diventa così la tessitura di una rete esistenziale necessaria per sopravvivere, e la gente ne avverte il bisogno.</strong></p>
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		<title>La Rai racconta in diretta i XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/03/la-rai-racconta-in-diretta-i-xx-giochi-del-mediterraneo-taranto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 18:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
		<category><![CDATA[giochi del mediterraneo Taranto 2026]]></category>
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		<category><![CDATA[rai sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 100 ore di programmazione tra Rai2, Rai Sport e RaiPlay per i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre 100 ore di programmazione tra Rai2, Rai Sport e RaiPlay</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il successo editoriale dei Mondiali di calcio FIFA 2026- precisa una nota ufficiale dell&#8217;Uffiio Stampa della RAI-  e nel pieno dell&#8217;intensa estate sportiva tra Europei di nuoto e atletica leggera, <strong>la Rai conferma il proprio impegno nel racconto dei grandi eventi sportivi internazionali acquisendo i diritti dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026,</strong> in programma dal 21 agosto al 3 settembre. La manifestazione vedrà la partecipazione di migliaia di atleti provenienti da <strong>26 Paesi dell&#8217;area mediterranea</strong>, chiamati a confrontarsi in un evento che celebra i valori dello sport, dell&#8217;inclusione, del dialogo tra culture e della cooperazione tra i popoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La Rai continua a puntare con convinzione sui grandi eventi sportivi, offrendo a tutti un racconto completo e di qualità delle manifestazioni che rappresentano il meglio dello sport internazionale&#8221;, <strong>dichiara il direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida.</strong> &#8220;Dopo i numeri straordinari registrati dal Mondiale di calcio e mentre stiamo raccontando gli Europei di nuoto, preparandoci a quelli di atletica, i Giochi del Mediterraneo rappresentano un altro appuntamento di grande prestigio. Taranto sarà il centro dello sport e la Rai sarà al suo fianco con una copertura editoriale ampia e qualificata, capace di valorizzare gli atleti, il territorio e i valori che questa manifestazione incarna”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La copertura Rai supererà le 100 ore di programmazione complessiva, distribuite tra Rai 2, Rai Sport e RaiPlay</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rai 2 trasmetterà in diretta, il 21 agosto, la Cerimonia di apertura, che sarà raccontata dal <strong>Vicedirettore di Rai Sport, Arianna Secondini, e dal Direttore del Day Time, Angelo Mellone, tarantino</strong>. Dal 22 agosto al 3 settembre, sempre su Rai 2, andrà inoltre in onda ogni sera una rubrica quotidiana di trenta minuti dedicata ai Giochi, con immagini, risultati, approfondimenti e protagonisti della manifestazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rai Sport seguirà l&#8217;evento con circa 55 ore di diretta, raccontando le principali competizioni e le imprese degli atleti italiani, mentre RaiPlay offrirà circa 30 ore di copertura live, ampliando ulteriormente l&#8217;offerta multipiattaforma del Servizio Pubblico.</strong><br><br>Con i Giochi del Mediterraneo, la Rai rinnova così la propria missione di servizio pubblico: raccontare i grandi eventi che valorizzano il Paese, promuovere la cultura e i valori dello sport e accompagnare il pubblico nelle emozioni delle competizioni internazionali, con particolare attenzione alle imprese degli atleti italiani e al ruolo della città di Taranto.</p>
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		<title>&#8220;Mamma RAI&#8221; batte tutti e stravince.</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/01/mamma-rai-batte-tutti-e-stravince/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolti rai]]></category>
		<category><![CDATA[incoronata boccia]]></category>
		<category><![CDATA[news-homepage]]></category>
		<category><![CDATA[pino nano]]></category>
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					<description><![CDATA[I dati dell' Osservatorio sulle Comunicazioni, rilasciati dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, aggiornati al primo trimestre 2026 confemano la leadership della RAI negli ascolti. Il TG1 rimane il TG più visto dal Paese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La notizia non fa che riempirci di orgoglio, e immagino farà felice l&#8217;intero management della RAI. La Rai è infatti la rete televisiva più vista nel prime time e nell&#8217;intera giornata. Il TG1 è il tg più visto in assoluto. Oltre 2 miilioni di italiani seguono la TGR di Roberto Pacchetti e il Servizio Pubblico si conferma leader anche sul pubblico giovane e sul digitale</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3-819x1024.png" alt="" class="wp-image-10233" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3-819x1024.png 819w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3-240x300.png 240w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3-768x960.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3-700x875.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-3.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo per ordine. La Rai &#8211; precisa una nota ufficiale dell&#8217;<strong>Ufficio Stampa diretto dalla giornalista Incoronata Boccia</strong>-&#8220;è il primo editore televisivo italiano anche nell&#8217;era della Total Audience.<strong>Lo certificano i dati dell&#8217; Osservatorio sulle Comunicazioni, rilasciati dall&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, aggiornati al primo trimestre 2026</strong>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova rilevazione Agcom, che include tv, smartphone, tablet, pc, smart TV, console e piattaforme on demand, conferma <strong>la leadership del Servizio Pubblico.</strong> Nel dettaglio, secono la nota dell&#8217;Azienda, nella fascia oraria del prime time, <strong>Rai si colloca al primo posto in termini di spettatori, pari a circa 8,1 milioni (38,5% di share)</strong>.<br>Anche considerando gli spettatori nel giorno medio riferiti all’intera giornata, <strong>Rai è al primo posto con 3,5 milioni di telespettatori pari al 38,7% di share e una dinamica in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025</strong> (+0,1%).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="845" height="476" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image.jpeg" alt="" class="wp-image-9856" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image.jpeg 845w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image-300x169.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image-768x433.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image-700x394.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/07/image-539x303.jpeg 539w" sizes="auto, (max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Uno dei dati certamente più interessanti del report è quello relativo ai <strong>Tg nelle edizioni serali </strong>(18:30 – 21:30): <strong>il più visto è il Tg1 delle 20:00 (con quasi 4,8 milioni di ascolti medi giornalieri). La Tgr ottiene 2,3 milioni di telespettatori e il Tg2 segna una crescita del 17,1%.Nella fascia oraria centrale della giornata (12:00-14:30), il Tg3 segna un +13,7%.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ma c&#8217;è altro ancora. Tra le piattaforme VOD gratuite, <strong>RaiNews è tra le più visitate in termini di utenti unici medi, con 14 milioni di soggetti raggiunti</strong>.Con 36 milioni di ore complessivamente spese, <strong>RaiPlay è al primo posto tra le piattaforme gratuite consultate per più tempo nel primo trimestre del 2026</strong>. Sono risultati che indubbiamente confermano la capacità della Rai di raggiungere il pubblico anche attraverso i consumi digitali, compresi quelli dei più giovani.</p>
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