Antonio Calajò :”I primi 15 anni di Nuova Armonia e Rai Senior”

2 Marzo 2026

Antonio Calajò :”I primi 15 anni di Nuova Armonia e Rai Senior”

di Antonio Calajò*

Avete mai provato a riandare indietro nel tempo ricercando sui vecchi giornali le cronache di avvenimenti importanti e che hanno lasciato il segno nella vita di una Associazione come la nostra di RAI Senior?

A me capita spesso di farlo, lo faccio un pò per mestiere e un pò per via di una passione malata che mi porto dentro rispetto al passato, ma questa volta è stato il caso a portarmi sulle tracce di una cerimonia che RAI Senior ha celebrato in maniera solenne nella Sala degli Arazzi di Viale Mazzini in RAI ben dieci anni fa.

Era il 12 Maggio del 2017, e questo è l’intervento ufficiale del Presidente di RAI Senior Antonio Calajò, allora Direttore di Nuova Armonia.(pn).

di Antonio Calajò

“Solo per questo intervento resto in piedi, poi mi siedo.

Mi chiamo Antonio Calaiò, sono consigliere di RAI Senior e direttore di Nuova Armonia. Sono stato in Rai dal 14 aprile 1969 al 14 gennaio 2011, giorno in cui ho compiuto 65 anni.

Detto ciò, passo alla parte istituzionale.

Innanzitutto, un ringraziamento all’azienda che ha permesso la realizzazione di questo evento. Grazie a tutto il personale Rai che lo ha reso possibile. Un grazie di cuore al presidente Pierelli, che ha davvero dato l’anima per la riuscita della manifestazione: lo ringrazio pubblicamente dopo averlo fatto in privato. E grazie a tutto lo staff di RAI Senior che ha collaborato.

Nel 2013, sempre qui a Roma, abbiamo organizzato un incontro per i 60 anni dell’associazione, intitolato “2001-2012, pagina specchio della nostra storia. Anni di volti, storie e orgoglio Rai”.

Abbiamo invitato chiunque volesse partecipare, ma in particolare quei dirigenti con i quali speriamo di avere rapporti più continui e quelle strutture che possono essere utili al successo e all’operatività dell’associazione.

L’invito è stato rivolto al direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, che ci ha scritto di aver ricevuto con piacere l’invito, ma che per impegni improcrastinabili non poteva partecipare. Lo dico a tutta l’organizzazione RAI Senior: per me è già importante che un direttore generale risponda a un nostro invito. Non facciamo gli offesi se non partecipa: il fatto che abbia risposto lo considero positivo.

Lo stesso vale per il direttore della Comunicazione, Relazioni esterne e istituzionali, Giovanni Parapini, che ha scritto personalmente per ringraziare, pur non potendo intervenire per impegni già calendarizzati.

Abbiamo invitato anche il dottor Paolo Galletti, con il quale abbiamo avuto un incontro a novembre dello scorso anno, e la direttrice di Rai Teche Maria Pia Ammirati, che all’ultimo momento è stata chiamata alla Biennale; in sua vece è presente il dottor Stefano Nespolesi, che saluto con affetto, oltre a essere un caro amico.

L’invito è stato esteso anche al direttore del Coordinamento Sedi Luigi Meloni, al presidente dell’associazione AdRai Otello Onorato e all’ingegner Luigi Rocchi, che non ha potuto partecipare ed è rappresentato dal dottor Massimiliano Farrace.

Quindici anni di Nuova Armonia

Vi rubo qualche minuto per raccontare, soprattutto ai più giovani, come è nato tutto.

Io e Umberto Casella siamo amici da lunga data. Abbiamo collaborato nell’allora associazione dei Quadri Rai, alternandoci nei ruoli di presidente e direttore del giornale.

Quando cambiò completamente lo statuto di RAI Senior, si dovette nominare un nuovo direttore. Presumo che la scelta sia caduta su di me anche perché, ironicamente, in quel momento ero l’unico in possesso della tessera di giornalista. Era la fine del 2000.

Mi fu chiesto: “Quanto vuoi?”. Confesso che rimasi spiazzato: nessuno mi aveva mai posto una domanda del genere. A parte gli scherzi, posi tre condizioni: Libertà di scegliere i collaboratori del giornale. Che l’editore fosse il Consiglio direttivo nel suo insieme. Che chiunque collaborasse lo facesse gratuitamente.

Il primo numero uscì nel marzo-aprile 2001. Decidemmo di cambiare tutto: nuovo formato, niente collage di articoli presi altrove, ma contenuti originali. Lo slogan era “Di tutti, con tutti”.

In questi quindici anni il giornale ha ospitato interviste a presidenti Rai come Claudio Petruccioli, direttori generali come Claudio Cappon e Agostino Saccà, e numerosi dirigenti e responsabili di strutture aziendali.

Abbiamo intervistato anche protagonisti dello spettacolo: Gianni Morandi, Pippo Baudo, Renzo Arbore, Paolo Bonolis, Fiorello, Michele Guardì, oltre a personalità come Rita Levi-Montalcini e Andrea Camilleri.

Abbiamo raccontato la storia dei pionieri della Rai, parlato del Festival di Sanremo, dei vent’anni dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, del Premio Italia, dell’Expo di Milano.

Abbiamo sempre sostenuto che la memoria è importante, ma non va confusa con la nostalgia.

Il senso di appartenenza

Tra le iniziative che abbiamo chiesto di riprendere c’è la cerimonia di premiazione per i 25 anni di servizio. Era una manifestazione inclusiva: venivano premiati dirigenti e operai allo stesso modo, con un riconoscimento identico per tutti. Un momento di orgoglio e di appartenenza.

Oggi, dopo 42 anni di Rai, percepisco qualcosa di diverso: non solo malumore, ma una forma di disamore. È la cosa peggiore che possa accadere.

Non basta ripristinare la cerimonia. Serve meritocrazia, un contratto equo, e soprattutto far lavorare tutti. È difficile sentirsi parte di un’azienda se si è inattivi.

Guardare avanti

Gli ultimi numeri del giornale sono stati molto apprezzati. Qualcuno dice che siano i migliori di sempre. Mi chiedo, ironicamente, se non sia il momento giusto per lasciare quando le cose vanno bene. Ma non è così.

Quest’anno ci sono le elezioni: dobbiamo migliorare ancora. Non è vero che “uno vale l’altro”. Se non ci fosse stato Umberto Casella, questo giornale non sarebbe nato né sarebbe arrivato fino a qui.

Vi invito quindi a un applauso per lui.

Concludo davvero: iniziamo il dibattito”.