19 Giugno 2026
Libri freschi di stampa: “La bambola sepolta”
“La bambola sepolta” (Mursia editore, collana Giungla Gialla, pagine 272, euro 17) giallo poliziesco di Christian Bartolomeo – scrittore originario di Agrigento che vive in Calabria, a Gioia Tauro – segna il debutto, come personaggio letterario, della commissaria Nerea Flora, alle prese, dopo il suo trasferimento da Agrigento a Porto Calabro (paese immaginario ma facilmente identificabile), con una strana storia di cui si sente fin dall’inizio fetu d’abbrusciatu.
Si tratta di una morte già archiviata come suicidio, ma si scopre, da una riesumazione accidentale, che il corpo della donna defunta presenta un buco di pistola in testa e inoltre appare straordinariamente conservato. Nerea, è una poliziotta caparbia e scomoda, si butta a capofitto nell’indagine scontrandosi con colleghi che la snobbano [il solito problema delle donne al comando], ma non fa sconti a nessuno, tira dritto; impara, arrivata in Calabria, a distinguere gli alleati dai nemici.
Sulla scia del genere letterario giallo poliziesco siciliano (filone della letteratura italiana tra i più amati, in Italia e all’estero ) che – come insegnano l’irraggiungibile Andrea Camilleri (padre dì Montalbano) e la brillante Cristina Cassar Scalia (creatrice del vicequestore Vanina Guarrasi ) – rappresenta il mezzo più adatto a descrivere, attraverso la letteratura, tensioni sociali e enigmi irrisolti della società meridionale, Bartolomeo, ormai calabrese d’adozione, “genera” Nerea Flora, la donna commissario che esordisce col caso strano di Maria Novak, il cui corpo, trent’anni dopo la sepoltura , sembrava, come dissero i becchini, raccontando della scoperta, “morta, proprio come quand’era morta”.
Sembrava, insomma, una bambola imbalsamata. Com’era possibile? Un corpo incorrotto, come quello dei santi? Quando un secondo cadavere appare su un campo da golf, il mistero si infittisce e Nerea dovrà districarsi tra affari sporchi di droga, manovre di volponi politici, amministratori locali e soci di un Golf Club molto ambito, ma misterioso. Nella cornice di un immaginario ma non tanto paese della Calabria e delle vicine identificabili cittadine confinanti indicate col loro vero nome, Bartolomeo colloca la sua storia, che ha tutti gli ingredienti meridionali e mediterranei che piacciono ai lettori di un filone letterario [il giallo poliziesco] ormai canonizzato e scolpito nella storia della letteratura mondiale: paesaggio, amori difficili, ironia, cucina.
C’è, in questo romanzo di Christian Bartolomeo, scrittore di mestiere ingegnere, la Calabria complicata ma accogliente, enigmatica, crudele e bellissima. Raccontarla, attraverso un giallo in cui si coniuga la tecnica poliziesca, con lo sguardo curioso e antropologico dell’autore, permette ai lettori di esplorarla, tra cronaca, memoria, territorio difficile e misteri. Nerea Flora, al debutto come personaggio letterario, si mostra poliziotta con i sentimenti buoni che le ha cucito addosso il suo creatore- autore, Christian Bartolomeo, collaudato narratore, giunto, con “La bambola sepolta”, al suo quinto romanzo.
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