27 Luglio 2026
RAI3 ripropone il capolavoro di Marguerite Yourcenar
Ieri l’altro, 25 luglio, Rai 3 ha portato sul piccolo schermo “Memorie di Adriano”, riuscitissimo adattamento teatrale del celebre capolavoro letterario di Marguerite Yourcenar, con protagonista Alessandro Preziosi, che dà voce all’imperatore Adriano in un intenso viaggio interiore ispirato al romanzo pubblicato nel 1951.
È stata l’occasione per riscoprire una delle più grandi scrittrici del Novecento, con una produzione che unisce teatro, musica e riflessione filosofica. Di Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour, figura tra le più importanti della letteratura del Novecento, prima donna eletta all’Académie française, conosciamo le opere fondamentali, come appunto “Memorie di Adriano”; o “L’opera al nero”, ma sono di lettura ugualmente gradevole e importante altri scritti letterari, ingiustamente seppelliti nell’ombra, come, ad esempio, le “Novelle orientali”: piccola antologia di dieci racconti apparsi in Francia la prima volta nel 1938, ripubblicati sempre in Francia nel 1963 dall’editore Gallimard e pubblicati in Italia la prima volta da Rizzoli nel 1983, l’editore che adesso li ripropone, con la vecchia traduzione di Maria Luisa Spaziani.

Dovremmo dire lettura utile, ma anche attualissima, c’è da aggiungere, per un’opera che, a leggere oggi, non è non solo curiosità letteraria, ma interessante e piacevole viaggio attraverso culture, miti e tradizioni a noi lontani, che finiscono, tuttavia per parlarci con sorprendente attualità e chiarezza, proprio nel momento di maggior declino della cultura occidentale.
Yourcenar presenta l’Oriente che ha conosciuto, viaggiando come uno specchio attraverso il quale interrogare anche l’Occidente. Mette a confronto differenti civiltà, all’interno delle quali trova quella radice morale che in passato ha nutrito ovunque l’essere umano. I racconti attraversano epoche e immaginari diversi: narrano la bellezza, l’arte, la spiritualità e una geografia morale e poetica che non lascia indietro nessuno; che da dignità a tutti, dalla Cina all’India, dalla Grecia ai Balcani.
La scrittrice, racconta storie, leggende e miti che hanno avuto un significato salvifico e aiutato i popoli a cancellare i confini tra presente e passato. Yourcenar, nata in Belgio, poi vissuta quasi sempre in Francia, quando questo suo libricino è stato pubblicato la prima volta, ha spiegato il titolo scelto “Novelle orientali”: Senza dubbio devo aver pensato alle «Novelle occidentali» di Gobineau; ma la Grecia e i Balcani, almeno nel XVIII o nel XIX secolo, sono anch’essi già Oriente”. Ha poi , Yourcenar, raccontato di avere scritto i testi durante gli anni in cui andava di frequente in Grecia, passando spesso per i Balcani. I racconti traggono in sostanza origine dalle varie tappe di Yourcenar in quei paesi visitati.
Le novelle su Wang-Fô e Il principe Genji, sono, per esempio, il frutto della grande passione della scrittrice per le letterature cinese e giapponese. La scrittura, delicata ed elegante, delle novelle, da’ un’aura di favola ai racconti “itineranti” tra leggende slave, apologhi taoisti, miti indù, che – grazie allo “stile Yourcenar” – tornano a essere ancora oggi freschi e moderni; senza tempo, nel tempo in cui qualcuno [idiota] vorrebbe cancellare le antiche civiltà. Il mito, è il protagonista dei viaggi in luoghi dove è il destino a prendersi gioco degli uomini e a guidare i loro passi: verso il baratro o la salvezza, secondo il tempo scandito dalla storia .
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