29 Luglio 2026
La vera storia di Radio Sardegna Libera, Seconda Parte
LA RADIO SINONIMO DI LIBERTÀ
In realtà il giovedì 9 settembre i paracadutisti tedeschi occupano la sede della radio di via Asiago. L’indomani, alle 6 del mattino l’annunciatore Vito De Anna al microfono dello “Studio L” legge il seguente comunicato: “Le trattative iniziate ieri tra il governo italiano e quello tedesco si sono concluse oggi con l’accordo secondo il quale le truppe tedesche debbono sostare a margini della ‘città aperta’ di Roma, salvo l’occupazione della centrale telefonica e della stazione radio di Roma 1. Il generale Calvi Di Bergolo avrà alle sue dipendenze tutte le forze di polizia e una divisione di fanteria.”
Le trattative per l’armistizio vanno avanti fin dal 3 settembre. Consistono nella resa incondizionata concessa dall’Italia alle forze alleate. Questo atto ̶ colloquialmente definito “armistizio corto” ̶ sanciva il disimpegno dell’Italia dall’alleanza con la Germania di Hitler e l’inizio della resistenza contro il nazifascismo. La stipula ha luogo in Sicilia nella frazione siracusana di Cassibile, e rimane segreta per cinque giorni, nel rispetto di una clausola del patto che prevedeva che esso entrasse in vigore dal momento del suo annuncio pubblico.
Il pomeriggio dell’8 settembre 1943 alle ore 17.30, Radio Algeri trasmette il proclama in lingua inglese per bocca del generale statunitense Dwight Eisenhower. Alle 19.42 italiane lo stesso proclama viene trasmesso dai microfoni dell’EIAR dal primo ministro Pietro Badoglio.
L’Italia dei mille campanili diventa l’Italia delle mille radio. Perché mentre gli alleati avanzano, si liberano le città e dopo Radio Bari, diventano “libere” Radio Napoli, Radio Roma, Radio Firenze e così via. In questo contesto, così come l’Italia, anche l’Eiar è spaccata in due: al sud e al centro (mano a mano che gli alleati avanzano) la radio trasmette sotto il controllo americano attraverso il Pwb, il Psychological Warfare Branch; al nord (dove gli americani non sono ancora arrivati), la pressione dei tedeschi ̶ seppure in ritirata ̶ si fa ancora sentire. Ma l’11 settembre, quando da Radio Bari Vittorio Emanuele III legge il suo primo messaggio dopo la fuga, quella radio diventa Radio Italia Libera, la voce più ascoltata dell’Italia antifascista. Ai microfoni si alterneranno giornalisti, uomini di cultura, politici: da Anton Giulio Majano a Ubaldo Lay; da Antonio Piccone Stella ad Aldo Moro.
Il Psychological Warfare Branch è una sorta di divisione per la guerra psicologica, un organismo del governo militare anglo-americano, incaricato di esercitare il controllo sui mezzi di comunicazione di massa italiani: stampa, radio e cinema. Lavora alle dirette dipendenze del Comando generale delle Forze Alleate (Allied Forces Headquarters, AFHQ), attivo nel periodo tra il 10 luglio 1943 (sbarco alleato in Sicilia) e il 31 dicembre 1945 (termine dell’amministrazione alleata negli ultimi territori italiani).
Gianni Garrucciu è autore di due libri sulla radio:”Buonasera ovunque voi siate”, edizioni Rai-Eri e “La Radio storie e curiosità”, edizioni Santelli, ai quali si è ispirato per le puntate qui pubblicate.
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