19 Agosto 2026
Bruno Geraci , Radio & Intelligenza Artificiale
All’Università di Sassari il giornalista Bruno Geraci, già Caporedattore della RAI in Piemonte, presenta il suo ultimo libro dedicato ai rischi derivanti dall’uso non attento dell’Intelligenza Artificiale e a presentarlo agli studenti dell’Ateneo sardo è un altro giornalista-scrittore come lui, Gianni Garrucciu, nella sua veste qui di professore della stessa Università.
“Il processo di integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo della comunicazione, dell’intrattenimento e della musica è in pieno svolgimento. Nel mondo della radio l’applicazione dell’algoritmo sul giornalismo radiotelevisivo, sulle playlist e sulla programmazione rischia di essere un errore strategico. Tanto da porsi una domanda fondamentale: come eravamo con l’uso della sola “intelligenza artigianale” e come saremo con l’introduzione dell’intelligenza artificiale?”
È stato il tema della giornata che il Corso di laurea in Comunicazione Pubblica e Professioni dell’Informazione del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, con il patrocinio dell’Università di Sassari e in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti della Sardegna e di Radio Uni Sassari, ha organizzato presso l’Aula Magna centrale dell’Università. Un incontro-studio, aperto sia agli studenti sia al pubblico, sul tema della Radio e dell’Intelligenza Artificiale. Una sorta di “accoglienza degli studenti” per l’inizio dell’anno accademico, ma anche di quanti vorranno partecipare per interrogarsi sul futuro della comunicazione e dell’intrattenimento.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo delle radiocomunicazioni. Recentemente sono state svolte operazioni d’intelligence molto sofisticate, risultato di un perfetto bilanciamento tra l’utilizzo di nuove tecnologie e l’impiego di apparati tradizionali. Un recente studio della Columbia University di New York, ha certificato che entro il 2030, ci saranno nel mondo oltre 300 milioni di persone che perderanno il proprio posto di lavoro: e la quasi totalità sarà costituita dai cosi detti “colletti bianchi”, cioè i dirigenti, i funzionari, fino ad arrivare ai giornalisti e anche i conduttori radiofonici.
Negli Stati Uniti, i grandi quotidiani hanno già perso numerose professionalità e si servono dell’Intelligenza Artificiale. E per ovviare alla possibile mancanza del controllo delle notizie, sono già state create delle App e dei server che permettono all’Intelligenza Artificiale di rilasciare all’utente l’informazione solo dopo avere effettuato i primi controlli di veridicità.
Su questo tema all’incontro-studio di mercoledì, si è concentrato l’intervento del professor Bruno Geraci, già direttore del Centro di produzione Tv di Torino, ora docente di Linguaggi e Psicologia della Comunicazione nelle Università di Torino e della Columbia di New York.
L’Intelligenza artificiale -spiega Bruno Geraci agli studenti dell’Università di Sassari– sta cambiando il mondo, le nostre vite, la società, la prospettiva del futuro. La domanda è: In meglio o in peggio? Bene, in questo viaggio affascinante l’autore, in modo semplice e concreto, racconta le grandi conquiste, ma anche i rischi e le implicazioni etiche, sociali ed economiche di questo “alieno” con cui oggi conviviamo: macchine che imparano da sole, eserciti di soldati robot, scoperte mediche che promettono di allungare la vita media fino a 120 anni, la nostra voce clonata in appena quindici secondi e il nostro avatar in poco meno di mezz’ora. Ma, l’IA sta diventando anche la nuova facce del potere, un potere che si colloca nell’evanescenza degli algoritmi e nella digitalizzazione più profonda, il cui controllo è nelle mani di pochissimi. Da qui l’urgenza di un’etica per le intelligenze artificiali, un’algoretica: un insieme di principi e norme che guidino lo sviluppo e l’utilizzo di queste tecnologie. In questo libro convivono grandi interrogativi etici e la scoperta di territori tanto sconosciuti da sentire quasi un’esaltante vertigine della conoscenza.
BRUNO GERACI, per un decennio responsabile dei servizi giornalisti del centro di produzione Rai di Torino, ha collaborato con “Avvenire”, “La Gazzetta del Popolo” e “La Stampa”; oggi insegna Linguaggi e Psicologia della Comunicazione presso la Pontificia Università Salesiana e tiene seminari in numerosi atenei in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Comunic@re (Daniela Piazza Editore 2005, Premio Cesare Pavese) e, in qualità di presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Piemonte (Corecom), La dieta digitale dei nostri ragazzi (Regione Piemonte 2016).






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