La Notte della Taranta in Eurovisione

22 Agosto 2026

La Notte della Taranta in Eurovisione

di Pino Nano

Rieccola la Grande RAI. Per la prima volta nella sua storia, il Concertone de La Notte della Taranta entra nel circuito dell’Eurovisione.

Nelle piazze del Salento musiche e danze testimoniano la riscoperta dei riti del tarantismo. Sul palcoscenico di Melpignano, il repertorio musicale popolare salentino – pizziche, canti di lavoro, stornelli e canti d’amore e di lontananza, nelle parlate salentina, grika, la lingua minoritaria della Grecìa salentina, e arbëreshë – incontra le culture popolari di altri territori e differenti linguaggi musicali, compresi quelli contemporanei, testimoniando la vitalità di un patrimonio capace di rinnovarsi nel presente.

Il Concertone sarà trasmesso in diretta dalle 21:20 da Rai3 con la conduzione di Ema Stokholma e Aurora Leone, da Rai Radio2 con il commento di Martina Martorano, da RaiPlay San Marino Rtv, portando nelle case degli italiani un progetto culturale che ogni anno riunisce musicisti, danzatori e oltre centomila spettatori in piazza provenienti dall’Italia e dall’estero.

La pizzica incontra le musiche del mondo, ricerca e creatività danno nuova forma alla tradizione, alle radici un futuro. Memoria, identità, ricerca. La Fondazione La Notte della Taranta, ricordo, è un laboratorio permanente di riflessione e sperimentazione, all’incrocio tra sapere scientifico, spettacolo dal vivo e politiche culturali. Lo scopo è valorizzare il territorio salentino attraverso lo studio e la promozione del patrimonio etnografico, in particolare delle tradizioni musicali salentine.

Secondo l’Osservatorio sui consumi culturali degli Italiani 2025, promosso da Confcommercio e realizzato da SWG, La Notte della Taranta è riconosciuta dagli italiani come uno dei principali simboli della cultura e dell’identità nazionale.
Nello studio, il Festival si colloca al terzo posto tra i festival culturali italiani per attrattività e valore simbolico, dopo la Mostra Internazionale del Cinema e la Biennale di Venezia, confermando il suo ruolo centrale nel panorama culturale del Paese.

Sabato 22 agosto, la grande notte di Melpignano supera i confini nazionali e porta in Europa il progetto culturale e musicale della Fondazione La Notte della Taranta. Un passaggio significativo per un evento che, alla sua ventinovesima edizione, sceglie proprio il Mediterraneo come filo conduttore e affida alla musica un messaggio di incontro e dialogo tra popoli, culture e lingue.

Dal piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani di Melpignano- precisa una nota ufficiale dell’Ufficio Stampa della RAI- , il Concertone sarà trasmesso in diretta dalle 21.20 su Rai 3, con la conduzione di Ema Stokholma e Aurora Leone, e su RaiPlay, Rai Radio 2 e San Marino RTV. Su Rai Radio 2 a raccontare la notte di Melpignano sarà Martina Martorano.

La diretta sarà preceduta da Aspettando La Notte della Taranta, un’anteprima dedicata al Festival Itinerante “Le vie del Mediterraneo”, che dal 30 luglio al 19 agosto ha attraversato venti comuni del Salento. Lo speciale ripercorrerà alcuni degli appuntamenti dell’edizione 2026, con la tappa di Zollino e il Premio alla carriera a Peppe Barra, il Tenore Supramonte a Cutrofiano, l’orchestra popolare a Muro Leccese, Delia Buglisi a San Cataldo e i Bab L’Bluz a Castrignano dei Greci, accompagnando il pubblico verso l’inizio del Concertone.

Quella del 22 agosto sarà una prima volta sul fronte internazionale: il Concertone entra nel circuito dell’Eurovisione, la rete dell’European Broadcasting Union (EBU) attraverso la quale programmi ed eventi vengono condivisi tra le emittenti aderenti. Per La Notte della Taranta significa aprire la notte di Melpignano a una dimensione televisiva internazionale e ampliare la possibilità di diffusione dell’evento oltre i confini nazionali.

Ma cosa si intende per “Tarantismo”? E’ un antico rito musicale e coreutico nato nella “Terra del rimorso” per esorcizzare simbolicamente dolore, traumi e crisi esistenziali. La pizzica invece – leggiamo sul sito ufficiale della Fondazione- è la danza tradizionale salentina, ipnotica e trascinante, usata nei riti legati al tarantismo per la guarigione dal morso della Taranta.

Quest’anno a guidare l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta sarà Ermal Meta, Maestro concertatore dell’edizione 2026, che torna a Melpignano dopo essere stato ospite speciale del Concertone 2025. Nei mesi di preparazione Meta ha lavorato con l’Orchestra e con gli ospiti alla rielaborazione del repertorio musicale, costruendo un progetto nel quale pizziche, canti di lavoro, stornelli, canti d’amore e di lontananza, nelle parlate salentina e grika, incontrano altri linguaggi musicali e culture del Mediterraneo. “È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda – dichiara Ermal Meta – È anche una grande responsabilità. Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno. Evviva La Notte della Taranta, evviva la Puglia!“.Vincitore del Festival di Sanremo nel 2018 insieme a Fabrizio Moro, ha scritto brani per alcuni dei maggiori interpreti italiani e ha costruito un percorso solista caratterizzato da una scrittura intensa, attenta alla dimensione dei sentimenti e ai temi dell’impegno civile. Alla musica affianca l’attività letteraria: nel 2025 ha pubblicato il suo secondo romanzo Le camelie invernali (La nave di Teseo), una storia che attraversa l’Albania dagli anni Novanta al presente.

Ermal Meta torna a Melpignano dopo la partecipazione in qualità di ospite speciale al Concertone 2025. Nei mesi scorsi ha lavorato con l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta e gli ospiti speciali all’arrangiamento dei brani del repertorio musicale salentino che comporranno la scaletta del Concertone, per costruire uno spettacolo musicale originale che incanterà e farà ballare la grande piazza di Melpignano. Per La Notte della Taranta ha composto un brano inedito in dialetto salentino, Nu simu nienti, che sarà suonato in pubblico per la prima volta al Concertone.

Accanto all’Orchestra, gli ospiti compongono un mosaico di voci e linguaggi. Alessandra Amoroso, nata a Galatina, in provincia di Lecce, porta sul palco la forza della sua voce, una delle più amate del pop italiano. Interpreterà il classico Santu Paulu e la sua Vivere a colori; dalle casas de fado ai grandi palcoscenici internazionali, la portoghese Gisela João ha costruito un percorso artistico personale e rigoroso, rinnovando il fado senza attenuarne la forza espressiva. Con il suo brano Louca porterà gli echi del fado portoghese sul palco de La Notte della Taranta, interpretando anche La cerva, antico canto d’amore; la salentina Maria Mazzotta torna al Concertone dopo la partecipazione all’edizione 2009. Canterà Libru d’amore, composizione originale costruita utilizzando versi della tradizione salentina, e Amoreamaro, brano originale tratto dall’omonimo album; Levante, cantautrice e scrittrice dalla cifra fortemente personale, interpreterà il canto tradizionale Beddha ci dormi e la sua Malìa. A rappresentare le nuove traiettorie della scena urban saranno Sayf Welo. Sayf, rapper e produttore genovese di origine italo-tunisina, unisce street rap e cantautorato, facendo convivere nella sua musica influenze arabe, sudamericane e della canzone italiana. A Melpignano interpreterà la pizzica Menamenamò, prima del suo brano Tu mi piaci tanto; Welo, nome d’arte del rapper salentino Manuel Mariano che racconta con linguaggio diretto, ironia popolare e sensibilità generazionale le contraddizioni della vita di provincia, canterà Core MeuGiulia Vecchio ha costruito una carriera che intreccia recitazione – Il metodo FenoglioImma TataranniUn passo dal cielo -, comicità con GialappaShow, Contenuti Zero e Bar Stella, e radio con Radio2 Social Club. Al Concertone interpreterà L’acqua de la funtana.

Il Mediterraneo è il filo conduttore del Concertone 2026: non un confine che separa, ma uno spazio storico di approdi, attraversamenti e relazioni, nel quale – per riprendere le parole di Fernand Braudel – si sono sovrapposte e reciprocamente influenzate mille civiltà. In un tempo segnato da guerre e contrapposizioni, il Concertone affida alla musica un messaggio preciso: opporre alla logica della forza quella dell’ascolto, della cooperazione e del riconoscimento di una comune umanità, facendo del Mediterraneo non il teatro dei conflitti, ma un orizzonte possibile di pace.

Sul palco con Ermal Meta e l’Orchestra Popolare ci saranno gli ospiti Alessandra Amoroso, Gisela João, Welo, Maria Mazzotta, Levante, Sayf e Giulia Vecchio: artisti provenienti da esperienze e linguaggi differenti, chiamati a confrontarsi con il repertorio della musica popolare salentina. Le coreografie del Concertone saranno firmate da Fredy Franzutti e daranno forma al lavoro del Corpo di Ballo La Notte della Taranta. Un lavoro che considera la danza popolare come un patrimonio immateriale in continua evoluzione di gesti, testimonianze e interpretazioni.

I visual che accompagneranno la musica e la danza sul palcoscenico del Concertone sono realizzati da Studio ProDesign di Sergio Pappalettera e integrano Tarantype, l’opera appositamente ideata dall’artista Lorenzo Marini, fondatore della TypeArt, per la Notte della Taranta: un alfabeto originale ispirato alle cementine mediterranee, nel quale lettere, forme e motivi decorativi traducono in immagini l’incontro e la convivenza tra culture.