12 Settembre 2026
La Polizia di Stato conquista la Biennale di Venezia
“Al di Sopra di ogni Sospetto”, alla Mostra del Cinema in prima fila anche il Capo della Polizia di Stato Vittorio Pisani.
La Polizia di Stato alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia per l’anteprima del cortometraggio “Al di sopra di ogni sospetto”, dedicato al contrasto della violenza di genere.Cerimonia solenne e densa di significati che propone sul red carpet del festival Internazionale del Cinema di Venezia un’immagine modernissima e accattivante della nostra Polizia.

«La forza di questo cortometraggio – commenta il Prefetto Vittorio Pisani, Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza– è il ragazzo, figlio di un rapporto matrimoniale in difficoltà, già degenerato nella violenza domestica. Da qui il messaggio ai giovani figli, innocenti e nel contempo vittime perché testimoni della violenza quotidiana: la Polizia è il punto di sicurezza anche per i figli in difficoltà, laddove la madre non ha ancora trovato il coraggio della denunzia» .
Si è tenuta nell’ambito del Venice Production Bridge durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’anteprima del cortometraggio “Al di sopra di ogni sospetto”, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, del Prefetto Diego Parente, Capo della Segreteria del Dipartimento della P.S., del Prefetto di Venezia Darco Pellos, del Questore Antonio Sbordone e del Direttore dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale Domenico Cerbone.

Il cortometraggio, dedicato al tema della violenza domestica, conferma l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza di genere e la scelta di avvalersi di ogni strumento di comunicazione, dal linguaggio cinematografico ai canali digitali, per raggiungere un pubblico sempre più ampio e trasversale.
Diretto da Clemente De Muro e Davide Mardegan, il cortometraggio è prodotto da Ohana Production di Luca Bernabei in collaborazione con la Polizia di Stato e l’Associazione Giuridicamente Libera e vede tra i protagonisti Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Salvatore D’Angeli, Lucio Patanè e Patrizia Iorio.
Il cortometraggio racconta la storia di Ercole, un bambino di otto anni che si presenta da solo in commissariato annunciando di voler essere arrestato per aver picchiato sua madre. L’agente Santina e l’Ispettore, inizialmente convinti che si tratti di un gioco o di un’esagerazione infantile, rimangono spiazzati dalla precisione e dalla freddezza del suo racconto. Ercole parla di sangue, di violenza e persino di articoli del codice di procedura penale, sostenendo che la madre ha paura di lui e che, se lasciato libero, la violenza si ripeterà. Quando arriva il padre, un uomo educato e rassicurante, questi minimizza tutto e attribuisce le fantasie del figlio all’eccesso di smartphone e video violenti. L’Ispettore si tranquillizza, ma Ercole non vuole tornare a casa e quasi si aggrappa ai mobili pur di restare. La verità emerge in un dettaglio silenzioso: Santina nota che il padre fuma compiendo gli stessi gesti precisi e inquietanti che il bambino aveva mimato in precedenza descrivendo la violenza. È un lampo di sospetto che incrina le apparenze. Con un pretesto amministrativo Santina blocca la partenza e richiama il padre in commissariato per una firma necessaria, lasciando intendere che qualcosa non torna e che il bambino potrebbe essere vittima di ciò che diceva di commettere. La storia si chiude con l’arrivo della madre, raccontando come la verità stia finalmente trovando spazio per essere ascoltata, rompendo il silenzio di una famiglia che vive nella paura.

L’incontro, moderato dalla giornalista e conduttrice televisiva Myrta Merlino, si è aperto con un indirizzo di saluto il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco a cui è seguita la proiezione del corto che ha emozionato profondamente il pubblico presente.

Successivamente si è svolto un dibattito che ha visto, accanto al Capo della Polizia Prefetto Pisani, la partecipazione del produttore Luca Bernabei, del neuropsichiatra infantile Prof. Narciso Mostarda, di Clemente Di Muro e di Alessandro Preziosi collegato da remoto.

«Da trentacinque anni lavoro come comunicatore – sottolinea Luca Bernabei, fondatore e Presidente di Ohana Production-.e sento forte la responsabilità di usare le storie per accendere riflettori su temi urgenti. Con questo corto abbiamo voluto raccontare la violenza di genere dal punto di vista di un bambino e la capacità di una poliziotta di riuscire a cogliere i segnali che il piccolo manifesta. Il desiderio è quello di creare consapevolezza affinché ciascuno di noi possa imparare a riconoscere i segnali di disagio, ascoltare i silenzi e non voltarsi dall’altra parte, in modo da favorire una denuncia ed essere in grado di supportare la vittima con una rete solida che la protegga» .(Pino Nano)

LA TGR del Veneto ha intervistato il Capo della Polizia Vittorio Pisani e qui di seguito il link utile per riascoltare le sue dichiarazioni.
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