23 Settembre 2026
Prix Italia 2026, Chiara Longo Bifano “Mettersi in Gioco”
Per cinque giorni L’Aquila, con il Village realizzato con una cupola geodetica, il palco coperto, l’Auditorium del Parco “Renzo Piano”, il Teatro San Filippo e altre splendide venue, diventerà il centro del confronto globale sui nuovi linguaggi dell’audiovisivo e sul servizio pubblico con anteprime, incontri e produzioni originali Rai. Qui di seguito la presentazione quasi superba che del Prix Italia ne fa il Segretario Generale del PRIX Italia 2026 Chiara Longo Bifano ,partendo proprio dal manifesto del Premio di quest’anno. (Pino Nano)

di Chiara Longo Bifano
“Mettersi in gioco, anche parafrasando uno slogan capace di superare le generazioni. È quello che abbiamo deciso di fare con il manifesto della 78ª edizione del Prix Italia e il suo “Play Human”. Vogliamo esplorare il verbo to play nella sua accezione più completa: non è solo il tasto che avvia la tecnologia (AI, streaming, broadcast), ma la scintilla umana – suonare, recitare, creare, giocare – che permette alla macchina di avere un senso. Un tempo la radio e la tv venivano accese, mentre il computer veniva avviato: due gesti diversi che già segnavano il passaggio da una fruizione passiva all’inizio di un’interazione autonoma tra uomo
e macchina. Oggi il broadcasting unisce questi mondi e trasmette, offrendo contenuti capaci di innescare pensiero critico e coinvolgimento emotivo”.


“Al Prix Italia interessa, oggi come allora, proprio il valore del contenuto. Ormai vicino alla boa degli 80 anni, il Premio si immagina come una rete di laboratori di alto artigianato: orgogliosi di saperi e competenze storiche, ma proprio per questo a loro agio con il cambiamento costante dei “ferri del mestiere”. Nel catalogo di questa edizione troverete documentari di fattura magistrale, innovativi nel linguaggio, attrezzati ad affrontare temi coraggiosi con una sensibilità che l’innovazione tecnologica esalta anziché sminuire; podcast e broadcast radiofonici di sperimentazione, capaci di trasportare in un ascolto totalizzante; format geniali che ibridano generi diversi; inchieste così partecipate da coinvolgere i cittadini di un intero Paese; storie così personali e toccanti da diventare universali. Se creare contenuti è ormai alla portata di tutti, quel senso di responsabilità pubblica che affonda le radici nei valori democratici del Novecento risiede ancora nelle fucine dei nostri broadcaster, che continuano a lavorare con qualità, integrità, verifica e rispetto verso il pubblico. Nonostante la contrazione delle quote di mercato, degli investimenti pubblici e delle grandi audience, la creatività non si fa fermare, passa nelle generazioni, da un genio all’altro in un lavoro collettivo senza il quale non esiste capolavoro in questo settore”.
“La vitalità del Servizio Pubblico è ancora più evidente quando è sotto stress: le emittenti esprimono una ricchezza di idee che vi invito a esplorare nelle pagine del catalogo annuale del Prix, non solo le “vecchie glorie” europee ma i sempre più numerosi titoli in arrivo dal Sud-Est asiatico, dall’Africa o dalle Americhe. Un esempio fra tanti: la BBC, che pur attraversando una fase di scrutinio pubblico particolarmente severo, quest’anno si è comunque posizionata nella top ten delle selezioni di tutte le categorie. Torniamo allora alla nostra esortazione, “Play Human”, e all’invito a uscire da noi stessi lasciando andare per un momento l’appendice del cellulare. Il mondo là fuori ci chiede di essere efficienti, veloci e concreti. Spesso ci impone regole rigide e scadenze che sembrano spegnere ogni colore. Ma la creatività è un atto collettivo, rivoluzionario: la nostra riserva di libertà. È lo sguardo laterale che trasforma un ostacolo in un’opportunità e la routine in un’opera d’arte”.
Chiara Longo Bifano,
Segretario Generale del Prix Italia (News RAI)

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