Riccardo Scamarcio e Andrea Aggio, il grande cinema

28 Settembre 2026

Riccardo Scamarcio e Andrea Aggio, il grande cinema

di rai senior

Il collega Luca Aggio (CPTO) ci chiede di divulgare tra i colleghi di RAI Senior questo film uscito il 17 settembre nelle sale cinematografiche, e nel quale suo figlio Andrea Aggio interpreta il figlio di Riccardo Scamarcio.Il film ha conquistato due premi al recente Festival del Cinema di Venezia.

Chi è Andrea Aggio? E’ il bambino che interpreta il figlio di Riccardo Scamarcio in I figli della scimmia.Andrea Aggio interpreta Enrico, il figlio di Dario in I figli della scimmia. Il giovane attore tetraplegico arriva per la prima volta sul grande schermo nel film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio.

“Ha 12 anni, comunica attraverso i movimenti degli occhi e recita accanto a Riccardo Scamarcio. Andrea Aggio è il co-protagonista del film premiato alla Mostra del Cinema di Venezia ora nelle sale. La sua presenza -scrive in un bellissimo articolo la collega Daria Capitani sulle pagine di “Vita”– racconta la disabilità (e l’essere figlio) con uno sguardo nuovo, grazie a una famiglia che si è messa in gioco e a un set che ha saputo accogliere il suo mondo”.

I figli della scimmia racconta la storia di Dario, padre di un bambino disabile al quale dedica ogni cura e attenzione. L’uomo ha anche un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello e, nel crescente legame con il nipote, ritrova il figlio che avrebbe voluto avere.Finisce così per assumere nei suoi confronti il ruolo del padre che avrebbe potuto essere, innescando un gioco di proiezioni e desideri inespressi destinato a incrinare il suo equilibrio interiore e a coinvolgere l’intera famiglia.

Il cast, il regista e gli sceneggiatori

La pellicola I figli della scimmia ha nel cast Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini e Andrea Aggio, con la partecipazione di Luigi Diberti.La sceneggiatura è firmata da Tommaso Landucci e Damiano Femfert.I figli della scimmia è diretto da Tommaso Landucci, che nel commento al film spiega di essersi ispirato a una fiaba di Esopo. Il regista costruisce la storia attorno al conflitto tra il figlio reale e quello ideale, esplorando le contraddizioni che possono attraversare l’esperienza della genitorialità.

La fiaba di Esopo

I figli della scimmia prende il titolo dalla storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto quello preferito, trascurando l’altro. Nel film, spiega Landucci, la situazione viene ribaltata: il genitore è chiamato a dividersi fra due “figli”, quello reale e quello ideale. Da qui nasce un conflitto tra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto.I figli della scimmia affronta un tema che il regista definisce un tabù, qualcosa di “impossibile da dire” legato alla parte più profonda e intima della genitorialità. Landucci racconta di essere stato colpito, parlando con alcuni genitori di persone con disabilità, dalla percezione di una perdita: il lutto per “l’altro figlio”, quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. (Pino Nano)