1 Ottobre 2026
Pierluigi Camilli :”Buongiorno Regione,18 anni di successi per l’informazione Rai del mattino”
Lunedì 14 settembre sono ripartiti Buongiorno Italia e Buongiorno Regione, i due appuntamenti con l’informazione mattutina della Tgr su Rai 3 che da anni riscuotono un grande successo in termini di ascolti e share.

Il primo ad andare in onda, 18 anni fa (nel 2008), è stato Buongiorno Regione, seguito due anni dopo da Buongiorno Italia.
La prima trasmissione di Buongiorno Regione è datata 20 ottobre 2008, inizialmente limitata a Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania. Una fase di test per verificarne l’impatto sul pubblico: i risultati furono così positivi che, dal 19 gennaio 2009, il programma fu esteso a tutte le altre regioni italiane. Dal lunedì al venerdì, ogni sede segue una scaletta comune pur con le dovute specificità locali: meteo, telegiornale, rassegna stampa dei quotidiani e delle testate online, dirette, approfondimenti, rubriche e il TG nella lingua dei segni (in Toscana integrato con immagini a riporto).

Ma come nascono format giornalistici di questo tipo? E di chi fu l’idea originale?
Un giorno del 2008, l’allora Direttore Generale della Rai Claudio Cappon (in carica per due mandati, dal 2001 al 2002 e dal 2006 al 2009) contattò la direttrice della Tgr, Angela Buttiglione, alla quale espresse il desiderio di estendere l’informazione regionale alla fascia mattutina, ma con un vincolo tassativo: a costo zero.

«Ti ricordi Franco? Lo facemmo a costo zero», conferma Pier Luigi Camilli, all’epoca vicedirettore della Tgr al fianco di Buttiglione.

“A costo zero” significava nessuna nuova assunzione e nessuna nomina di capiservizio o conduttori: il lavoro si sarebbe basato esclusivamente sulle risorse giornalistiche e tecniche già presenti in ciascuna sede regionale.
«Al ritorno dall’incontro, Angela – ricorda Camilli – ci disse che bisognava assolutamente fare questa cosa. In un primo momento preparammo un progetto che ricalcava per grandi linee Uno Mattina, riprendendo quel tipo di intrattenimento». Angela Buttiglione, tuttavia, non era convinta di questa impostazione e si decise di cambiare completamente strada: bisognava raccontare il territorio al suo risveglio, cosa stesse succedendo, quali fossero le prospettive e i problemi, scoprendo i luoghi con collegamenti in diretta.

L’esigenza di fondo era ampliare l’offerta regionale senza duplicare ciò che la Rai proponeva già su altre reti. Restava da trovare il nome per la nuova trasmissione. Dopo varie proposte, fu proprio Camilli a lanciare l’idea: Buongiorno Regione. Un titolo semplice che sintetizzava alla perfezione lo spirito del programma.

All’inizio, va detto, le redazioni regionali opposero qualche resistenza. Il vincolo del “costo zero” pesava su strutture già oberate di lavoro dalla mattina alla notte: dal Giornale Radio delle 7:20 fino alla terza edizione del Telegiornale Regionale verso mezzanotte (dopo quelle delle 14:00 e delle 19:30), oltre ad alcune rubriche settimanali come Bellitalia, curata fin dall’inizio dalla sede di Firenze. Aggiungere la fascia 7:30-8:00 significava un ulteriore carico di lavoro. Tuttavia, superate le legittime perplessità e le questioni sindacali, la macchina organizzativa si mise in moto.

L’obiettivo di Angela Buttiglione era chiaro: dare maggiore visibilità e peso politico-editoriale alla testata.

«Angela si è battuta molto e io – racconta ancora Camilli – ho girato tutte le redazioni d’Italia per far capire che Buongiorno Regione avrebbe rafforzato la presenza della Tgr, garantendole un potere contrattuale e una centralità maggiori all’interno dell’Azienda».

La scommessa fu vinta. Ogni redazione lavorò alla declinazione locale del format. Ricordo i tanti “numero zero” e le riunioni dei capiredattori a Roma con Angela Buttiglione, Pierluigi Camilli e tutta la squadra dei vicedirettori, dove ognuno portava la registrazione della propria puntata di prova: come un’idea prendeva forma.

Dallo schema generale condiviso, ciascuna sede fece emergere le peculiarità del proprio territorio, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, dalla Sardegna al Friuli-Venezia Giulia.
Anche a Firenze preparammo la nostra proposta. Quante scalette abbiamo scritto in quei giorni e provate all’alba, nello stesso orario in cui il programma poi sarebbe andato in onda! Organizzammo persino un corso di formazione specifico per i meteorologi del Lamma e per gli agenti della Polizia Stradale, per prepararli ai collegamenti in diretta. Un servizio essenziale a quell’ora del mattino per chi si stava per mettere in viaggio, considerando il traffico intenso su arterie come la Firenze-Pisa-Livorno (Fi-Pi-Li).

«È stata davvero una palestra per volti nuovi, soprattutto giovani, che si sono cimentati nei collegamenti, nelle inchieste e nella conduzione – conclude Camilli –. Una vera fabbrica di idee, di progettualità e di valorizzazione delle specificità regionali».

Il fatto che, a distanza di 18 anni, lo schema sia rimasto pressoché immutato dimostra la bontà e la solidità di quell’intuizione.
Chi è Franco De Felice?

Franco De Felice lavora e vive a Firenze: Ha svolto gli ultimi dodici anni della sua lunga carriera in Rai, dal 2002 al 2014, come Caporedattore della redazione regionale di Firenze. In precedenza era stato Vicecaporedattore a Bologna e, ancora prima, aveva lavorato alla Rai di Ancona, dove a metà dicembre 1988 aveva iniziato il suo percorso nel servizio pubblico, giungendovi dopo una lunga esperienza a L’Unità avviata nel 1975. Oggi continua a scrivere, selezionando il meglio delle sue collaborazioni, per il mensile dello Spi Cgil Liberetà e per Nuova Armonia di Rai Senior.
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