18 Ottobre 2026
RAI Storia racconta Venezia, la Serenissima e i suoi protagonisti
Venezia e la sua terra. Venezia e il suo mare. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a renderla, nei secoli, una città unica. Storie e luoghi che prendono vita in “Io sono Venezia” – lo speciale firmato da Davide Savelli, Massimiliano Griner, Marta La Licata, Alessandro Chiappetta con la regia di Graziano Conversano – in onda domani lunedì 19 ottobre alle 22.10 su Rai Storia.
Realizzato da Rai Cultura in 4K, lo speciale – precisa una lunga nota dell’uffiio stampa della RAI-va alla scoperta di Venezia dando voce ad alcuni personaggi storici, interpretati da attori e attrici che testimoniano in prima persona le trasformazioni della città, in monologhi basati su memorie, diari e materiali di archivio. E accanto alle ricostruzioni – con gli interventi di storici ed esperti come Gherardo Ortalli, consulente del progetto – ci sono anche le immagini della città contemporanea, delle sue attività e delle sue opere d’arte.
Il racconto parte dalle origini, quando la città ancora non esisteva e, sulle acque della laguna, il funzionario reale Cassiodoro narra delle popolazioni che iniziano a popolare la zona, mentre il Doge Pietro II Orseolo rievoca le prime mosse espansionistiche, quando lo stendardo di San Marco comincia a campeggiare sull’Adriatico e poi sul Mediterraneo orientale con le Crociate, che non sono solo contro i musulmani, ma anche contro i bizantini. Fino al saccheggio di Costantinopoli, che Domenico Morosini racconta attraverso il ricordo del “furto” dei quattro cavalli in lega bronzea che ornano la facciata della Basilica di San Marco. L’epoca dei mercanti veneziani, del loro coraggio e della loro intraprendenza è, invece, introdotta da Fantina, figlia di Marco Polo, che fa luce sulla condizione femminile del periodo.
Il pittore Vittore Carpaccio, poi, fa rivivere il periodo del grande splendore rinascimentale veneziano e di una città che diventa meta dei più grandi artisti e centro pulsante di commercio, potere, e libertà. Libertà come quella di Veronica Franco, poetessa e cortigiana, che sfida le consuetudini del tempo, o – nel campo dell’imprenditoria artistica – del letterato e stampatore Francesco Sansovino. La Repubblica, intanto, è in perenne lotta con i turchi, tra vittorie e sconfitte. E gesti di coraggio, come quello di Girolamo Polidori, che a Istanbul recupera le spoglie di Marcantonio Bragadin, eroe dell’assedio di Famagosta, spellato vivo dai turchi.
Lontano dalle armi, intanto, nelle calli veneziane comincia a diffondersi la musica di Antonio Vivaldi, che dona alla Serenissima, in una fase di progressiva decadenza, un tocco di leggerezza. Sulla città aleggia un senso di declino e tutti sembrano immaginarsi una “propria” Venezia, come fa il Canaletto. La Rivoluzione francese è alle porte e presto si traduce in dominazione napoleonica. E’ la fine della Serenissima Repubblica e Antonio Canova sarà chiamato a vestire i panni di “monument man” per recuperare il bottino napoleonico, a Parigi. Dopo il crollo di Bonaparte, Venezia non sarà più indipendente, passando dagli Asburgo ai Savoia, alla Repubblica italiana. Il racconto si conclude affacciandosi alla contemporaneità, scandita dall’avvento della cinematografia. L’ultimo protagonista di “Io sono Venezia”- aggiunge la nota ufficiale della RAI- è Alexandre Promio, cineoperatore Lumière che nel 1896, sul Canal Grande, realizza il primo “movimento di macchina” della storia della cinematografia. (Pino Nano)
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