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		<title>Gianpiero Gamaleri, la mia prima intervista a Enzo Biagi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianpiero Gamaleri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 22:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontro con Enzo Biagi a 40 anni: “In fondo la mia generazione non è mai stata giovane”. Più che di un’intervista, fu un incontro a tutto tondo quello che si svolse&#160; nello studio di Enzo Biagi in un giorno di maggio 1960. A ottenerlo ero...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incontro con Enzo Biagi a 40 anni: “In fondo la mia generazione non è mai stata giovane”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che di un’intervista, fu un incontro a tutto tondo quello che si svolse&nbsp; nello studio di Enzo Biagi in un giorno di maggio 1960. A ottenerlo ero stato io per una circostanza fortunata: abitavo a Milano in via Bianca di Savoia, proprio nella strada in cui aveva sede la Direzione generale della Mondadori e, batti e ribatti, ci era stato concesso di incontrare l’allora giovane direttore della prestigiosa rivista, EPOCA che avrebbe lasciato dopo pochi mesi, nel luglio successivo. Un settimanale competitivo, per gli ampi servizi fotografici quando ancora non c’era la televisione, per l’ampiezza e l’accuratezza degli articoli, per lo spessore e la preziosità della carta patinata con grandi periodici come era LIFE negli Stati Uniti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="440" height="587" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image.jpeg" alt="" class="wp-image-10272" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image.jpeg 440w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /><figcaption class="wp-element-caption">La copertina del  primo numero  di EPOCA del 14 ottobre 1950 ritrae l’immagine di una ragazza italiana.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Biagi aveva esattamente 40 anni e noi, cinque studenti desiderosi di fare un’esperienza giornalistica di alto livello, 20 anni ciascuno. Eravamo <strong>Mirella Bocchini, Marisa Clerici, Giuliano della Pergola, Gianpiero Gamaleri, Enrico Madera</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi abbiamo la possibilità di ripercorrere quei momenti grazie all’archivio di MILANO STUDENTI, il mensile di cui eravamo redattori e che si riferiva all’esperienza del movimento di Gioventù Studentesca animato da don Luigi Giussani e che vendeva migliaia di copie davanti ai licei e agli istituti superiodi della città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="685" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-1024x685.png" alt="" class="wp-image-10274" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-1024x685.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-300x201.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-768x514.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16-700x468.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-16.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Appena arrivati Biagi ci accoglie immediatamente: ci fa entrare nel suo studio arredato con gusto sobriamente moderno: tavolo ovale e numerose poltroncine di legno scuro e opaco. In una specie di scaffale sono allineate riviste di ogni genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste le nostre prime impressioni. Ma subito dopo nasce il dialogo. Biagi si informa con umorismo ed efficienza delle nostre vendite e di particolari tipografici. Subito comincia a sfogliare le pagine con un interessamento venato di una sottile nostalgia: di certo rivede i suoi anni di ragazzo e le sue prime esperienze di giornalista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; nota la rubrica «Lettere al Direttore » che Enzo Biagi tiene su «Epoca». Dalle risposte ai problemi che gli vengono posti, qualcuno potrebbe pensare che egli sia «il tipo accomodante che vuol mandare a letto tutti contenti » (son parole sue). Invece sappiamo che la sua vita è stata tutt&#8217;altro che facile, avendo egli preferito seguire il cammino più aspro per non compromettere i suoi principi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ora che l&#8217;abbiamo conosciuto personalmente abbiamo capito che la sua serenità è una continua conquista così come l’obiettivo equilibrio dei suoi articoli è frutto di una comprensiva presa in considerazione dei vari aspetti di ogni questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché le opinioni circa la pagina letteraria, sia tra noi redattori sia tra i nostri lettori, sono discordi, gli chiediamo se secondo lui vale la pena di tenerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Perché non fare pagine letterarie? La funzionalità di queste cose è molto opinabile. E&#8217; giusto parlare di tutto: cinema, teatro, letteratura: tutte le esperienze. Del resto si fa così in tutti i giornali; non spaventatevi se qualcuno protesta, c&#8217;è sempre chi la vuol cotta e chi la vuol cruda».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediamo allora se sarebbe meglio trattare solo argomenti di attualità, ma la risposta è decisa, e ci consola molto, poiché è quello che abbiamo sempre pensato: «Il giornale studentesco deve essere sincero, deve dire quel che ha da dire; ce ne sono tanti di giornali leggeri&#8230; Un articolo ovviamente è fatto per essere letto (altrimenti uno può scrivere libri e saggi). Bisogna trovare un equilibrio tra idee e modo di esprimerle, ma il modo non è da attuarsi attraverso lenocinii, ma attraverso lo stile, acuto, chiaro e preciso&#8230; Ciò che importa è di ammettere di aver sbagliato, quando occorre: questa è la più grande fatica e conquista: pensare che si è come tutti gli altri: l&#8217;umiltà, in fondo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il discorso viene così a portarsi non solo sul giornalismo in generale, ma su qualcosa di ancora più profondo. Capiamo di trovarci dinanzi a una concezione della vita, a qualcosa in cui Enzo Biagi crede veramente e che è il senso delle sue azioni o almeno quello che egli cerca di dargli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il giornalista è un professionista, perciò deve avere la sua serietà professionale, che è il dire la verità. Il giornalista deve dire la verità anche sul piano morale. Occorre diventare uomini, prima e più che diventare giornalisti. In Italia sentiamo la mancanza di personalità morali ancor più che culturali. E&#8217; un problema di morale: capire cos&#8217;è il bene e il male e insegnarlo. Ci sono peccatori senza passione, non c&#8217;è nemmeno più il gusto del peccato: poi naturalmente non ci sono pentimenti. »</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci dichiariamo vigorosamente d&#8217;accordo e cerchiamo di dargli un&#8217;idea della nostra posizione e degli scopi del nostro giornale. Quasi con rammarico egli ci spiega di essere sì sostanzialmente religioso (e ce ne eravamo accorti per quel suo modo discreto ed apertissimo di accettare il dialogo con gli altri) ma non cattolico praticante: « Forse è qualcosa che impegna troppo totalmente&#8230; ».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; vero: noi che lo abbiamo scoperto non possiamo stare mai in pace; e glielo diciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La retorica della svagata giovinezza è una cretineria bella e buona&#8230; – ci risponde &#8211; &nbsp;Ora io vedo il mondo da questa scrivania, tutte le prospettive quindi sono alterate; l&#8217;incontrarmi con dei giovani è un regalo. In fondo tutta la vita è una serie di incontri: un albero, un bambino, una coppia di innamorati, una notte, possono essere uno spunto per il ripensamento di tutte le proprie prospettive passate e lo stabilirsi di nuove».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non trovatevi a dover ripetere la frase di Bernanos: «Ormai nella mia vita ci sono tanti morti, ma il più morto di tutti è il ragazzo che io fui». Troppi ragazzi sono diventati vecchi troppo in fretta. La mia generazione non è mai stata giovane; come non ha avuto dei maestri così non avrà degli allievi. Ci erano stati dati degli ideali posticci: quando avevamo vent’anni tutti ci dicevano che eravamo i più bravi e i più belli; invece poi abbiamo scoperto che non era affatto vero. Anche la democrazia ha deluso: si passa da conformismo a conformismo ; c&#8217;è il mito del successo (evviva quelli che vincono!). Ma spero che voi farete di meglio: voi potete avere veramente vent&#8217; anni, godetevi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Enzo Biagi ci seguiva con attenzione e forse con la lieve amarezza di chi non riesce più a trovare in sé l&#8217;entusiasmo della scoperta del bene e del giusto, anche se nella pratica non se ne discosta. Era il dialogo tra un uomo un po&#8217; stanco ma molto umano e degli uomini nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La gioventù — ci dice mentre ci saluta sulla porta d’uscita — è la sola età in cui è possibile innamorarsi del mondo. In tutta la vita ci seguirà il bagaglio delle sensazioni e delle esperienze giovanili. Non soffocate l&#8217;inimitabile freschezza dei 20 anni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanta strada ha percorso Enzo Biagi da allora, non senza polemiche anche aspre, come dopo l’”editto bulgaro” di Silvio Berlusconi. Eppure quell’incontro fu la chiave per capire la sincerità della sua ricerca umana e professionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="488" height="759" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15.png" alt="" class="wp-image-10273" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15.png 488w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-15-193x300.png 193w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Summum ius summa iniuria</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">MILANO STUDENTI</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;MAGGIO 1960</p>



<p class="wp-block-paragraph">ANNO IV &#8211; NUMERO 4</p>



<p class="wp-block-paragraph">La copertina di MILANO STUDENTI con l’intervista a Enzo Biagi era nel numero contro&nbsp; la pena di morte a seguito dell’esecuzione capitale di Caryl Chessman nel carcere di&nbsp; San Quintino, in California, USA.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-10276" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-768x576.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-800x600.jpg 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/gamaleri-1024x768-1-700x525.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gianpiero Gamaleri, Professore ordinario di Sociologia della comunicazione e già consigliere di amministrazione della RAI</figcaption></figure>
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