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		<title>Gianni Minà “Facce piene di Pugni”, è come “Non morire mai”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 07:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un libro atteso quarant’anni. Un’opera rimasta incompiuta e oggi finalmente restituita ai lettori. Con Facce piene di pugni. Storie non solo di ring, Edizioni Minerva riporta in libreria un progetto editoriale di un indimenticabile giornalista della RAI, Gianni Minà, che attraversa la storia del pugilato...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un libro atteso quarant’anni. Un’opera rimasta incompiuta e oggi finalmente restituita ai lettori. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong><em>Facce piene di pugni. Storie non solo di ring</em></strong>, Edizioni Minerva riporta in libreria un progetto editoriale di un indimenticabile giornalista della RAI, <strong>Gianni Minà,</strong> che attraversa la storia del pugilato mondiale e, insieme, racconta un modo di fare giornalismo che oggi appare quasi irripetibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume sarà presentato <strong>venerdì 27 marzo 2026 alle ore 11:00 a Roma, presso il CONI</strong>– Foro Italico (Piazza Lauro de Bosis, 15), in occasione del terzo anniversario della scomparsa di<strong> Gianni Minà</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro è organizzato insieme<strong> all’USSI</strong>– l’Unione Stampa Sportiva Italiana,-che quest’anno celebra gliottant’anni dalla sua fondazione e che fa del racconto dello sport il proprio impegno quotidiano<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Interverranno <strong>Gianfranco Coppola </strong>(giornalista e <strong>Presidente USSI</strong>), <strong>Roberto Mugavero</strong> (Editore Minerva), <strong>Emanuela Audisio </strong>(giornalista, scrittrice), <strong>Dario Torromeo</strong> (giornalista, scrittore), <strong>Francesca E. Minà </strong>(ricercatrice visiva, scrittrice), <strong>Loredana Macchietti Minà </strong>(Presidente <strong>Fondazione Gianni Minà</strong>) e <strong>Walter De Giusti </strong>(Segretario Generale FPI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata dedicata al libro proseguirà poi nel pomeriggio con un incontro aperto al pubblico<strong>. </strong>Alle ore 18, presso la libreria Mondadori di piazza Colonna (c/o Galleria Alberto Sordi Roma), si terrà infatti una presentazione rivolta ai lettori, con gli interventi <strong>di Danilo Di Tommaso </strong>(Direttore comunicazione CONI), <strong>Francesca E. Minà </strong>(ricercatrice visiva, scrittrice) e <strong>Loredana Macchietti Minà</strong> (Presidente <strong>Fondazione Gianni Minà</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento sarà arricchito dalla partecipazione straordinaria<strong> di grandi ex campioni della boxe</strong>, protagonisti di una serata dedicata al racconto del ring e alla memoria del giornalismo di <strong>Gianni Minà.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Facce piene di pugni. Storie non solo di ring</em></strong> nasce dalla grande stagione televisiva che Minà dedicò alla boxe tra gli anni Settanta e Ottanta. La sua <strong>“Storia della boxe” </strong>per <strong>Rai Due</strong> doveva articolarsi in ventidue puntate, ma il progetto si interruppe prima di essere completato. Da quel materiale – interviste filmate negli Stati Uniti e in Europa, dattiloscritti, appunti, telecronache – prese forma l’idea di un libro che non vide mai la luce. Oggi grazie al lavoro di <strong>Loredana Macchietti</strong> e alla collaborazione con la <strong>Fondazione Gianni Minà</strong>, quel progetto diventa finalmente realtà.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-8533" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-1024x1024.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-300x300.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-150x150.jpg 150w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-768x768.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-1536x1536.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-570x570.jpg 570w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-500x500.jpg 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-1000x1000.jpg 1000w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-700x700.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-650x650.jpg 650w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina-1300x1300.jpg 1300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/gianni-mina.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Facce piene di pugni</em></strong> non è soltanto una ricostruzione tecnica del pugilato dalle origini fino alla fine degli anni Settanta. È soprattutto un grande racconto umano. Minà non si limita a elencare incontri e titoli mondiali: entra nelle vite dei pugili, ne racconta le fragilità, le ambizioni, le cadute, il rapporto con il potere e con il denaro. La boxe diventa così una lente attraverso cui leggere il Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro -precisa una nota ufficiale della Casa Editrice- attraversa le grandi stagioni del ring: dalle origini della <em>“noble art” </em>in Inghilterra, alla nascita delle categorie di peso negli Stati Uniti, dall’epopea dei pesi massimi alla proliferazione delle sigle mondiali che hanno trasformato il pugilato contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al centro restano sempre le storie: <strong>da Jack Johnson, il “Gigante di Galveston</strong>”, primo campione nero dei pesi massimi, figura rivoluzionaria che sfidò non solo gli avversari sul ring ma l’America segregazionista dell’inizio del Novecento<strong>; Joe Louis</strong>, simbolo di un riscatto collettivo;<strong>Max Schmeling </strong>e <strong>Primo Carnera</strong>, specchi delle dittature europee, e poi <strong>Rocky Marciano, Floyd Patterson</strong>, <strong>Ray “Sugar” Robinson</strong>, fino alla stagione irripetibile di<strong>Cassius Clay-Muhammad Ali</strong>, che Minà seguì da vicino, raccontandone non solo le imprese sportive ma la dimensione politica e civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cassius Clay-Muhammad Ali</strong> occupa un posto centrale nel libro, come nella vita professionale di <strong>Minà</strong>. Non solo il campione capace di reinventare il linguaggio sportivo, ma l’uomo che rifiutò la guerra in Vietnam, che trasformò il ring in tribuna politica, che fece della parola uno strumento di lotta e di poesia. In queste pagine emerge la stima del giornalista per un atleta che seppe incarnare il proprio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto ai grandi nomi, il libro dà spazio anche ai <em>“<strong>piccoli giganti</strong>” come li chiamava lo stesso Minà, </em>i pesi leggeri, i welter, i gallo, atleti meno celebrati ma spesso protagonisti di carriere straordinarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È una boxe fatta di emigranti italiani in America, di ragazzi cresciuti nei quartieri poveri, di uomini che hanno trovato nel ring una possibilità di riscatto sociale. Le loro vicende restituiscono la dimensione popolare di uno sport nato dal basso e per lungo tempo legato ai ceti più umili”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume si arricchisce delle due testimonianze preziose di <strong>Isabella Rossellini</strong>, che da giovanissima collaborò con <strong>Gianni Minà</strong> a New York, e di <strong>Loredana Macchietti</strong> che ricostruisce in maniera davvero magistrale l’incontro con la boxe e con <strong>Minà</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca una riflessione sul presente. <strong>Minà</strong> osservava come la frammentazione delle federazioni e la moltiplicazione dei titoli abbiano indebolito il prestigio del titolo mondiale, e come il pugilato attraversi oggi una fase di crisi. Ma ricordava anche che questo sport è stato, e può tornare a essere, uno strumento di educazione, disciplina e recupero sociale. Le radici, suggerisce, restano solide.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong><em>Facce piene di pugni</em></strong>, Edizioni Minerva pubblica non solo un libro di sport, ma <strong>un’opera di memoria culturale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il ritratto di un’epoca in cui il giornalismo sportivo sapeva unire rigore, passione e profondità narrativa, ed è, insieme, un omaggio a <strong>Gianni Minà</strong>, al suo sguardo curioso, alla sua capacità di ascoltare i protagonisti e di trasformare le loro parole in racconto. Un libro che parla di boxe, ma soprattutto di uomini, di sogni, di sconfitte e di dignità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="660" height="430" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/image-27.png" alt="" class="wp-image-8534" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/image-27.png 660w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/image-27-300x195.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/image-27-400x260.png 400w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’AUTORE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gianni Minà </strong>è stato un giornalista indimenticabile, documentarista, scrittore e conduttore televisivo italiano che un giorno mi presentò uno dei più autorevoli e carismatici registi di <strong>RAI Uno</strong>, <strong>Giuseppe Sciacca</strong>. Annoverato tra i più importanti giornalisti italiani, <strong>Gianni Minà</strong> ha collaborato con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha realizzato reportage per la Rai, ha ideato e condotto programmi televisivi importanti, e ha girato film documentari su <strong>Muhammad Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú Tum, Gabriel García Márquez</strong>, il subcomandante <strong>Marcos, Diego Armando Maradona</strong>, e tanti altri ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Minà ha lavorato a lungo con la casa editrice Sperling &amp; Kupfer di <strong>Tiziano Barbieri</strong>; è stato direttore della collana “<strong><em>Continente desaparecido</em>”</strong> dedicata a realtà e autori latinoamericani e ha pubblicato, sempre con questa casa editrice diretta da <strong>Carla Tanzi</strong>, numerosi libri sull’America Latina. Dal 2000 al 2015 è stato editore e direttore, con <strong>Alessandra Riccio</strong>, della rivista trimestrale “<em>Latinoamerica e tutti i sud del mondo</em>” dove hanno scritto gli intellettuali più prestigiosi del continente americano. Minà ha iniziato la carriera giornalistica in ambito sportivo nel 1959 a “<strong>Tuttosport</strong>” sotto la direzione di <strong>Antonio Ghirelli</strong>, poi è stato direttore di questa storica testata dal 1996 al 1998.</p>
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