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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>RAI Liguria, Paolo Pacitti lascia Pescara e sbarca a Genova</title>
		<link>https://raisenior.it/nuova-armonia/2026/06/21/rai-tgr-paolo-pacitti-lascia-pescara-e-sbarca-a-genova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 18:24:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, su proposta del Direttore della TGR Roberto Pacchetti, ha nominato Paolo Pacitti nuovo Caporedattore della TGR Liguria. L&#8217;incarico decorrerà dal prossimo 24 giugno.Paolo Pacitti -sottolinea una nota ufficiale dell&#8217;Ufficio Stampa della RAI-succede a Luca Ponzi che, dopo aver concluso...]]></description>
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<p><strong>L&#8217;Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, su proposta del Direttore della TGR Roberto Pacchetti, ha nominato Paolo Pacitti nuovo Caporedattore della TGR Liguria. L&#8217;incarico decorrerà dal prossimo 24 giugno.</strong><br><strong>Paolo Pacitti</strong> -sottolinea una nota ufficiale dell&#8217;Ufficio Stampa della RAI-succede a<strong> Luca Ponzi</strong> che, dopo aver concluso il mandato settennale alla guida della redazione ligure, è stato nominato <strong>Caporedattore Centrale a disposizione del Direttore</strong>. A partire dal mese di luglio, Ponzi assumerà il coordinamento giornalistico della rubrica nazionale <strong>Buongiorno Italia</strong> e della rubrica <strong>Alta Quota,</strong> quest&#8217;ultima curata dalla <strong>Vicedirettrice Roberta Serdoz.</strong></p>



<p><strong>Il Direttore della TGR Roberto Pacchetti</strong> ha rivolto a <strong>Paolo Pacitti</strong> i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, ringraziando <strong>Luca Ponzi</strong> per il prezioso lavoro svolto alla guida della TGR Liguria e formulando a entrambi i giornalisti i migliori auspici per le nuove responsabilità affidate loro, nell&#8217;interesse della crescita e dello sviluppo della Testata Giornalistica Regionale.<br>59 anni, giornalista e dirigente di consolidata esperienza, Paolo Pacitti approda alla guida della redazione ligure dopo aver diretto per sette anni la <strong>TGR Abruzzo, </strong>incarico ricoperto dal 23 giugno 2019. Durante il suo mandato a Pescara, alla guida della TGR Abruzzo, <strong>la testata regionale ha registrato una significativa crescita degli ascolti</strong>, sia nell&#8217;appuntamento quotidiano di Buongiorno Regione sia nelle principali edizioni del telegiornale regionale.<br>Nel corso della sua esperienza in Abruzzo ha coordinato la copertura di alcuni tra i più importanti eventi istituzionali e culturali del territorio, tra cui <strong>la storica visita di Papa Francesco all&#8217;Aquila </strong>in occasione della Perdonanza Celestiniana del 2022, il rinnovamento del format degli speciali della TGR dedicati al Premio Internazionale Flaiano e, più recentemente, la diretta speciale per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno dell&#8217;Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.<br>Laureato in Giurisprudenza presso l&#8217;Università La Sapienza di Roma, Pacitti vanta una lunga carriera professionale all&#8217;interno della Rai. Tra le esperienze più significative figura l&#8217;attività svolta presso <strong>RaiNews24</strong>, dove ha contribuito allo sviluppo di progetti innovativi legati all&#8217;impiego della realtà aumentata nell&#8217;informazione televisiva, tra le prime sperimentazioni realizzate in Italia. (<strong>FonteUfficio Stampa RAI</strong>)<br></p>
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		<title>Francesca De Martino nuova Direttrice di Rai Parlamento. Antonio Preziosi resta al TG2.</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/06/19/francesca-de-martino-nuova-direttrice-di-rai-parlamento-antonio-preziosi-resta-al-tg2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 04:27:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nuova tornata di nomine in RAI. Due giornate campali per il management RAI, per via dei lavori di un Consiglio di Amministrazione della Rai che è andato avanti per due giorni consecutivi sotto la presidenza del consigliere facente funzioni di Presidente, Antonio Marano, e alla...]]></description>
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<p><strong>Nuova tornata di nomine in RAI. Due giornate campali per il management RAI, per via dei lavori di un Consiglio di Amministrazione della Rai che è andato avanti per due giorni consecutivi sotto la presidenza del consigliere facente funzioni di Presidente, Antonio Marano, e alla presenza dell’Amministratore Delegato, Giampaolo Rossi.</strong></p>



<p>Partiamo dalle nomine in due diverse Testate Giornalistiche. Alla guida di <strong>Rai Parlamento</strong>, al posto del direttore <strong>Giuseppe Carboni</strong> arriva la giornalista <strong>Francesca De Martino, </strong>già vice direttrice della testata<strong>.</strong> </p>



<p>53 anni, giornalista professionista dal 4 febbraio 2022, laureata in Lettere con 110 e lode alla Sapienza di Roma, poi la Scuola di giornalismo alla Luiss con 110 e lode, e i suoi esordi in diverse radio private. Entra in Parlamento come praticante e stagista per <strong>Radio dimensione Suono</strong> nel 2001 per seguire i lavori della commissione parlamentare sul G8. Primo contratto in Rai giugno 2002, prima alla radio e poi a <strong>Raiparlamento</strong>, sotto <strong>Anna La Rosa</strong>. Nel frattempo vari sostituzioni anche a <strong>Rainews 24 e al Tg1</strong>. Precaria Rai fino al 2008 quando è stata poi assunta a tempo indeterminato sempre a <strong>Raiparlamento</strong> dove ha praticamente costruito tutta la sua carriera, da caposervizio in poi. Diventa Vicedirettrice nel 2023. La cosa di cui va oggi più orgogliosa è di aver lavorato in tutte le redazioni di <strong>Raiparlamento</strong>: settimanale, istituzionale e telegiornale. Madre di due figli, viene raccontata dai suoi compagni di redazione come una delle colleghe più affidabili e più rigorose della testata, sempre in prima fila accanto ai colleghi e compagni di redazione, e sempre da prima della classe.</p>



<p>Sul fronte giornalistico il CDA della RAI ha poi riconfermato alla guida del TG2 il direttore uscente <strong>Antonio Preziosi</strong>, anche lui da anni colonna portante e fondamentale de servizio pubblico in Italia, riconferma la sua che coincide con una data storica del TG2, i primi 50 anni di vita della gloriosa testata giornalistica. A formalizzare le loro nomine è stato oggi il CDA della RAI.</p>



<p>Due giornate campali in realtà per il management RAI, per via dei lavori di un Consiglio di Amministrazione della Rai che è andato avanti per due giorni consecutivi sotto la presidenza del consigliere facente funzioni di Presidente, Antonio Marano, e alla presenza dell’Amministratore Delegato, Giampaolo Rossi. Nel corso dei lavori è stato svolto inoltre un aggiornamento puntuale sullo stato di avanzamento del Piano immobiliare.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="680" height="680" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi.jpg" alt="" class="wp-image-9578" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi.jpg 680w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi-300x300.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi-150x150.jpg 150w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi-570x570.jpg 570w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi-500x500.jpg 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Antonio-Preziosi-650x650.jpg 650w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antonio Preziosi appena riconfermato alla guida del TG2</figcaption></figure>
</div>


<p>Su proposta dell’Amministratore Delegato Rossi, dunque, il Cda ha poi espresso parere favorevole a maggioranza per la conferma di <strong>Antonio Preziosi</strong> alla direzione del Tg2 e per la proposta di nomina di <strong>Francesca De Martino</strong> come nuova direttrice di Rai Parlamento.</p>



<p>Le nomine di <strong>De Martino e Preziosi</strong> hanno ottenuto il voto favorevole dei membri espressi della maggioranza, compreso ovviamente l&#8217;Ad <strong>Giampaolo Rossi</strong>, che domani sera in Sicilia sarà insignito del &#8220;<strong>Premio Internazionale Mozia 2026 alla Carriera</strong>&#8221; anche per i 50 anni del TG2 che dirige, Premio legato anche- spiega la giornalista <strong>Rosa Rubino</strong>, direttrice de &#8220;<strong>Il Vomere&#8221;</strong> e organizzatrice del Premio- ai libri con cui ha raccontato i Papi contemporanei. .Hanno votato contro <strong>Roberto Natale</strong> e <strong>Alessandro Di Majo</strong>. <strong>Davide Di Pietro</strong>, eletto dai dipendenti, si è astenuto su <strong>De Martino</strong> e ha votato a favore di <strong>Preziosi</strong>.</p>



<p>L’Amministratore Delegato nel corso della seduta ha altresì comunicato che la consigliera <strong>Federica Frangi</strong> sarà designata rappresentante Rai in seno al <strong>Consiglio Generale di Confindustria Radio Tv</strong>.</p>



<p>Per quanto concerne il rinnovo dei vertici delle società Consociate, sono stati confermati all’unanimità a Rai Cinema <strong>l’Amministratore Delegato Paolo Del Brocco</strong> e il <strong>Presidente Nicola Claudio</strong>; relativamente a Rai Com, sono stati confermati all’unanimità <strong>Sergio Santo</strong> in qualità di Amministratore Delegato e <strong>Claudia Mazzola </strong>in qualità di Presidente.</p>



<p>Il Cda ha esaminato le linee di sviluppo dei palinsesti per la stagione autunno/inverno 2026, illustrate dal Direttore Coordinamento Generi <strong>Stefano Coletta</strong>, dal Direttore Distribuzione <strong>Marcello Ciannamea</strong>, e dalla Direttrice Marketing <strong>Roberta Lucca</strong>.</p>



<p>In tale ambito- precisa una nota ufficiale dell’Ufficio Stampa della RAI- il Cda ha votato a favore dell’istituzione di un <strong>nuovo canale tematico dedicato al racconto a 360° del territorio nazionale.</strong> L&#8217;obiettivo è la <strong>valorizzazione dei paesaggi, della cultura, delle tradizioni e delle eccellenze produttive</strong>, attraverso un’offerta crossmediale rivolta al pubblico italiano e internazionale.</p>



<p>E’ stato poi approvato il progetto “<strong>Rai Play Scuola e Learning</strong>”: superando il modello lineare di Rai Scuola e per rispondere alle esigenze dei nativi digitali, nascerà una piattaforma digitale integrata. Il progetto unisce le produzioni di Rai Cultura, l&#8217;archivio delle Teche Rai e i contenuti tematici già presenti su RaiPlay, creando un ecosistema on-demand tra aula e casa.</p>



<p>Per quanto concerne la programmazione dedicata ai ragazzi, il CdA ha valutato favorevolmente la strategia editoriale di sviluppo del canale <strong>Rai Kids</strong> all’interno di un progetto multibrand e multipiattaforma.</p>



<p>Il Consiglio ha poi approvato <strong>le linee guida editoriali Radio 2026/2027</strong> delineando, in particolare, posizionamento ed obiettivi editoriali dei Canali, nell’ambito di una strategia di rafforzamento nel mercato digitale.</p>



<p>Sul fronte delle novità si coglie che in particolare a <strong>Ore 14 su Rai2</strong>, orfano di <strong>Milo Infante</strong> passato a Mediaset, dovrebbe approdare <strong>Salvo Sottile</strong>, che condurrebbe anche lo spin-off serale del programma di cronaca e lascerebbe il suo <strong>Far West su Rai3 ad Antonino Monteleone</strong>. <strong>Roberto Inciocchi</strong> traslocherebbe alla guida di un nuovo talk politico il mercoledì sera sulla seconda rete, lasciando la conduzione di Agorà ad <strong>Annalisa Bruchi o Manuela Moreno</strong>.</p>



<p>Per il resto molte conferme- precisa una nota ANSA di queste ore- compresa quella di <strong>Fiorello a Radio 2 e Stefano De Martino ad Affari tuoi</strong> in attesa del debutto a Sanremo. Sarebbero confermate le indiscrezioni sull&#8217;assenza di <strong>Barbara D&#8217;Urso</strong>, che, secondo alcune voci, sembrava destinata alla conduzione di programma in prima serata su Rai1. Nel prime time dovrebbe approdare con un nuovo show <strong>Alberto Matano</strong>, mentre <strong>Tale e Quale Show</strong> verrebbe spostato al mercoledì. Chi vivrà vedrà. </p>
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		<title>Giampaolo Rossi &#8220;La RAI e lo Sport, un impegno che guarda ai giovani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:36:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È stato sottoscritto mercoledì 10 giugno scorso un importante protocollo d’intesa tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, per rafforzare &#8220;la presenza dello sport come strumento educativo e di benessere, promuovere la partecipazione attiva...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>È stato sottoscritto mercoledì 10 giugno scorso un importante  protocollo d’intesa tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e l’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, per rafforzare &#8220;la presenza dello sport come strumento educativo e di benessere, promuovere la partecipazione attiva delle giovani generazioni e valorizzare la memoria collettiva attraverso i media pubblici&#8221;.</strong><br>“Il Protocollo con il Ministro Abodi &#8211; sottolinea l<strong>’AD Rai Giampaolo Rossi-.</strong>rafforza il ruolo della Rai come servizio pubblico al centro della crescita civile della Nazione, capace di connettere sport, giovani e memoria in una visione unitaria e aggregante, e di tradurla in progettualità editoriale e contenuti multipiattaforma rivolti all’intera collettività. Lo sport &#8211;<strong>dice ancora Giampaolo Rossi</strong>&#8211; viene valorizzato come linguaggio educativo, inclusivo nonché leva di cittadinanza attiva, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni, chiamate a essere protagoniste della vita sociale e culturale anche attraverso nuove grammatiche e strumenti digitali. Il Protocollo consolida e rilancia un percorso già avviato, estendendolo ad ambiti centrali per la coesione sociale.<strong> La Rai rinnova così il proprio impegno, in coerenza con la sua missione, a promuovere legalità, cittadinanza consapevole e partecipazione, ricorrendo a tutti i suoi mezzi per parlare in modo efficace al Paese e accompagnarne, con responsabilità e visione, le trasformazioni”</strong> .</p>



<p>L’accordo -precisa una nota dell&#8217;Ufficio Stampa della RAI -consolida e rinnova la collaborazione già avviata tra le Parti, con l’obiettivo di sviluppare iniziative editoriali, progetti di comunicazione e attività di divulgazione capaci di coinvolgere i cittadini – in particolare i più giovani – attraverso contenuti televisivi, radiofonici, digitali e multimediali.<br>Tra gli ambiti di collaborazione la promozione dei valori dello sport e dei corretti stili di vita; <strong>la funzione sociale e culturale delle politiche giovanili associate alla cittadinanza attiva; la diffusione della cultura della legalità; la realizzazione di contenuti dedicati alla memoria storica e agli anniversari di interesse nazionale; iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione, del contrasto al bullismo e al cyberbullismo e della tutela dei minori nello sport.</strong><br>Le attività potranno tradursi, attraverso successivi accordi attuativi, in progetti editoriali, documentari, campagne di comunicazione, iniziative multipiattaforma, produzioni dedicate e azioni di coinvolgimento delle nuove generazioni anche attraverso linguaggi e strumenti digitali.<br>Per accompagnare l’attuazione del Protocollo sarà istituito un Comitato Paritetico composto da rappresentanti del Ministro Abodi e della Rai, con il compito di individuare le iniziative prioritarie e monitorarne lo sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="512" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-1024x512.png" alt="" class="wp-image-9566" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-1024x512.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-300x150.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-768x384.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-1000x500.png 1000w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21-700x350.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-21.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“Con la firma di questo Protocollo, per il quale <strong>ringrazio la Rai e l’AD Rossi &#8211;</strong>ha concluso i<strong>l Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.Abodi</strong>-.rinnoviamo l’impegno comune a mettere <strong>lo sport, le politiche giovanili e la memoria nazionale al centro di una strategia culturale e sociale</strong> orientata alla consapevolezza e alla partecipazione, all’inclusione e alla costruzione del futuro delle giovani generazioni, presenti e future”,  </p>



<p>“Attraverso l’esperienza artistica e creativa della RAI &#8211;<strong>dice ancora il ministro Abodi- </strong>vogliamo contribuire a creare un’offerta di contenuti che utilizzi linguaggi, formati e canali direttamente orientati alle giovani generazioni, permettendo non solo di far conoscere, valorizzare e apprezzare nuove opportunità di vita a loro dedicate, ma anche di affermare la centralità del valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dello sport in tutte le sue forme, come recita l’art. 33 della nostra Costituzione”. <br></p>
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		<title>Paola Sciommeri in Vigilanza RAI &#8220;Eccolo il Piano Industriale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:55:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della</strong> <strong>Rai, Paola Sciommeri</strong>.</p>



<p>Una seduta importante, dai toni a tratti anche solenni, a cui <strong>Roberto Sergio</strong> ha portato e consegnato una relazione dettagliatissima sulle cose in programma, sulle cose da fare, sulle cose da avviare, sui tempi di realizzazione. Quella che lui chiama<strong>&#8220;La RAI del futuro&#8221;.</strong> In Commissione per la RAI sono presenti anche la dottoressa <strong>Paola Marchesini, </strong>Direttore dello STAFF della Drezione Generale Corporate, il dr. <strong>Andrea Sallustio,</strong> Direttore Assett Immobiliari e Servizi, e il dr. <strong>Francesco Pultrone</strong>, Direzione Relazioni Istituzionali.</p>



<p>Abbiamo trascritto qui di seguito in maniera integrale anche l&#8217;intervento del <strong>Direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della</strong> <strong>Rai, Paola Sciommeri</strong>, che ha spiegato in Commissione i mille problemi reali che spesso e volentieri le attuali struture RAI presentano, a partire dallo storico <strong>Teatro delle Vttorie</strong>, consapevoli come siamo che ogni opinione personale va rispettata e va raccontata fino in fondo, nello spitrito comune di costruire insieme <strong>il futuro della grande RAI</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><strong>Ora qui di seguito il suo intervento introduttivo. </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="642" height="492" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13.png" alt="" class="wp-image-9515" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13.png 642w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13-300x230.png 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"></p>



<p>&#8220;<strong><em>Prima di entrare nel merito delle singole operazioni immobiliari ritengo utile richiamare il quadro complessivo nel quale si inseriscono. Il piano riguarda l&#8217;intero parco immobiliare della RAI, pari a circa 750 mila metri quadrati, distribuiti sull&#8217;intero territorio nazionale, che presenta ad oggi alcune evidenti criticità strutturali. La presenza di alcune sedi regionali sovradimensionate rispetto alle effettive esigenze operative, con conseguente utilizzo non efficiente degli spazi.</em></strong></p>



<p>Nell&#8217;area romana è ricorso a numerose locazioni di unità immobiliari di dimensioni contenute distribuite in modo frammentato nell&#8217;area del quartiere Prati, più in generale un&#8217;organizzazione degli ambienti di lavoro concepita, secondo logiche ormai superate e non più adatte ai nuovi modi produttivi e operativi della RAI di oggi. Inoltre l&#8217;età media degli immobili di proprietà è di circa 40 anni e necessita di ingenti interventi di ammodernamento, strutturale e funzionale ormai indifferibili.</p>



<p><strong>Il piano immobiliare si pone quindi obiettivi di ampio respiro e di alto livello strategico, attraverso progetti di riqualificazione, adeguamento normativo, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e razionalizzazione degli spazi, in coerenza con l&#8217;evoluzione delle esigenze produttive, editoriali e organizzative della RAI.</strong></p>



<p>Le azioni previste comprendono interventi di ridimensionamento, sostituzione o rilascio di immobili non più coerenti con le esigenze operative attuali, all&#8217;interno di una strategia che punta a rendere il patrimonio immobiliare più efficiente, sostenibile e funzionale alla missione del servizio pubblico. In questo contesto si colloca il percorso di valorizzazione e, ove necessario, dismissione di una quota limitata di immobili, pari al 23% del patrimonio di proprietà e circa al 20% del patrimonio immobiliare complessivo. Si tratta di immobili individuati sulla base di criteri oggettivi, quali livello di effettivo utilizzo, l&#8217;adeguatezza funzionale, l&#8217;entità degli investimenti necessari per la loro ristrutturazione e la disponibilità di soluzioni alternative.</p>



<p>La riduzione del capitale investito in asset non core, con la dismissione degli immobili non strategici, sovradimensionati o non più funzionali e di rilascio progressivo delle locazioni, contribuirà ad ottimizzare il profilo di sostenibilità finanziaria del patrimonio immobiliare e ridurne i costi di gestione.</p>



<p><strong>Cito alcuni interventi su Roma.</strong></p>



<p><strong>La sede storica di Via Teulada</strong>, che grazie a un importante intervento di riqualificazione degli spazi avviato già nel 2025, sta finalmente accogliendo in modo organico e funzionale il patrimonio e il personale di tutte le redazioni impegnate nei suoi studi, eliminando i continui spostamenti da e verso le sedi esterne.</p>



<p><strong>La ristrutturazione del Palazzo della Direzione Generale di Via Lemazzini,</strong> che al termine dei lavori iniziati il 4 maggio scorso, ospiterà circa il 30% in più del personale. È una riduzione attesa del 30% dei costi di gestione.</p>



<p><strong>La sede di Via Romagnoli,</strong> che tutti conosciamo come <strong>studi Fabrizio Frizzi</strong>, vedrà nel prossimo anno un incremento delle postazioni di lavoro redazionali, a supporto degli studi televisivi impegnati nelle produzioni più importanti di prima serata e day time.</p>



<p>Non ultimo la realizzazione di due nuovi studi televisivi a <strong>Saxarubra,</strong> di circa 1800 mq complessivi, e che saranno inaugurati in occasione della prossima stagione televisiva con la prima serata di Rai 1, e che hanno consentito tra l&#8217;altro il rilascio dell&#8217;auditorium, con evidenti recuperi di costi di locazione e di gestione.</p>



<p><strong>Relativamente a Milano</strong>, è in via di realizzazione il nuovo polo produttivo denominato Mico Nord, collocato nell&#8217;area di City Life, che con i suoi 54 mila mq di superficie consentirà di superare lo storico frazionamento che da sempre caratterizza il mondo produttivo Rai di Milano, diviso tra Corso Sempione e vecchi studi della fiera prima, e oggi successivamente a partire dal 2007 tra Corso Sempione e l&#8217;insediamento di via Mecenate.</p>



<p><strong>A Torino, presso la sede di via Verdi</strong> è in corso la rifunzionalizzazione di alcuni spazi destinati ad ospitare il nuovo polo tecnologico delle Teche Rai, con un moderno Hub destinato ad accogliere la nuova bibliomediateca aperta al pubblico.</p>



<p><strong>Infine, il Centro di Produzione di Napoli</strong> è inserito in un importante progetto di ristrutturazione e potenziamento, grazie anche al contributo della Regione Campania.</p>



<p>In questo quadro complessivo e articolato che si inserisce la vendita di un pacchetto di 15 immobili, che appunto è pari al 23% del totale della proprietà, tra i quali il Teatro delle Vittorie.</p>



<p><strong>Entro nel merito dell&#8217;argomento di oggi col Teatro delle Vittorie.</strong></p>



<p>Il Teatro delle Vittorie nasce nel 1938 come Gran Cinema Teatro delle Vittorie e è situato a Roma, in via Cod di Lana, in zona Prati della Vittoria. A partire dagli anni 60 il teatro è stato locato dalla Rai e utilizzato per importanti produzioni televisive di prima serata, per poi essere definitivamente acquistato nel 1980. Nel frattempo la struttura è stata progressivamente adattata e convertita in studio televisivo attraverso interventi tecnici e strutturali effettuati in un arco temporale molto esteso, che ne hanno consentito l&#8217;utilizzo nel rispetto degli standard normativi dell&#8217;epoca, ma che oggi configurano un quadro tecnico e funzionale ormai obsoleto e inadeguato.</p>



<p>Per tali ragioni già nel 2017 la dismissione dell&#8217;immobile era entrata a far parte di un più ampio progetto di ampliamento e rivisitazione logistica degli insediamenti produttivi dell&#8217;area romana, con l&#8217;obiettivo di concentrare le attività produttive in tre complessi, Teulada, Nomentano e Saxarubra, favorendo significative sinergie operative e gestionali.</p>



<p>L&#8217;immobile, sopradescritto, è stato successivamente inserito nel pacchetto vendite previsto dal Piano Immobiliare, approvato dal CdA in data 23 novembre 2023 e il 1° agosto 25 l&#8217;intero complesso è stato dichiarato di interesse storico-artistico, particolarmente importante, con decreto del Ministero della Cultura e per tanto sottoposto a vincolo di tutela.</p>



<p>Va sottolineato tuttavia che il vincolo non impedisce di per sé la dismissione dell&#8217;immobile, ma richiede la preventiva autorizzazione alla vendita da parte della competente sovrintendenza, e una volta completata la compravendita l&#8217;obbligo di notifica con la possibilità per lo Stato di esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni alle medesime condizioni pattuite tra i contraenti.</p>



<p>Nonostante il valore storico e simbolico dell&#8217;immobile e il suo utilizzo pluridecennale come studio televisivo per trasmissioni di prima serata, il complesso quadro tecnico, normativo e gestionale che caratterizza la struttura originariamente concepita per altro uso, è collocata peraltro all&#8217;interno di un contesto prettamente residenziale, ha portato l&#8217;azienda a ritenere non più sostenibile un suo pieno utilizzo. Per tali ragioni da tempo il Teatro delle Vittorie viene utilizzato esclusivamente per la registrazione di trasmissioni quotidiane preserali, non essendo più possibile garantire le condizioni minime di affidabilità e sicurezza richieste per le trasmissioni in diretta. Inoltre la sua collocazione logistica all&#8217;interno di un contesto abitativo rendono la sua piena operatività incompatibile con i vincoli acustici e ambientali previsti dalla normativa vigente.</p>



<p>Nel dettaglio, la cabina elettrica realizzata negli anni 80 con linea proveniente da via Teulada è soggetta a frequenti avarie, in quanto dotata di apparecchiature obsolete non più manutenibili, in caso di guasto non sono garantiti i tempi di ripristino. La residuale possibilità di impiego di un impianto elettrogeno esterno di difficile collocazione per i vincoli condominali. L&#8217;impianto di climatizzazione risaliente agli anni 90 con un solo compressore funzionante ha una capacità ridotta del 50%.</p>



<p>Problemi di inquinamento acustico relativo alle apparecchiature in copertura, con continue segnalazioni di contestazioni dei condomini confinanti e limitazione dell&#8217;esercizio entro le ore 20, massimo 22 serali.</p>



<p>Problemi di impermeabilizzazione della copertura con interventi ripetuti che non hanno risolto il problema, la risoluzione del problema richiederebbe un intervento evasivo e complesso e la particolarità delle coperture comporterebbe infatti la realizzazione di importanti opere provisionali affinché gli operatori possano intervenire in sicurezza.</p>



<p>Le valutazioni effettuate hanno evidenziato che un&#8217;eventuale rifunzionalizzazione richiederebbe investimenti estremamente elevati, e stimati in 7 milioni di Euro per il completo rinnovamento degli impianti elettrici, della climatizzazione, delle insonorizzazioni oltre che per ulteriori adeguamenti funzionali e normativi.</p>



<p>Dal punto di vista temporale inoltre l&#8217;intervento richiederebbe -considerati i tempi previsti dalle procedure di gara pubblica- almeno 5 anni con un fermo studio di circa 3 anni, ma soprattutto anche al termine di tali interventi non verrebbero comunque risolte le problematiche dimensionali e funzionali che limitano fortemente l&#8217;uso dello studio, accessi, orari, impatti sulla proprietà confinanti.</p>



<p>Al termine dei lavori infatti si otterrebbe uno spazio sostanzialmente analogo all&#8217;attuale di dimensioni contenute, con percorsi di accesso e di carico-scarico complessi e poco agevoli, possibilità di adattamento scenico ridotte rispetto a strutture più recenti e vincoli acustici. In sostanza il risultato finale confermerebbe gli attuali limiti senza alcun reale incremento in termini di funzionalità e flessibilità produttiva.</p>



<p>Grazie per l&#8217;attenzione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roberto Sergio &#8220;La RAI deve evitare che il patrimonio immobiliare diventi un costo passivo&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/06/02/roberto-sergio-la-rai-deve-evitare-che-il-patrimonio-immobiliare-diventi-un-costo-passivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
		<category><![CDATA[giampaolo rossi]]></category>
		<category><![CDATA[news-homepage]]></category>
		<category><![CDATA[pino nano]]></category>
		<category><![CDATA[roberto sergio]]></category>
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					<description><![CDATA[Articolato e puntuale il discorso del Direttore Generale Corporate Roberto Sergio alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-64ec7f59871d32f803955be3cd895f4b"><strong>Articolato e puntuale il discorso del Direttore Generale Corporate Roberto Sergio alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-60638b89c6bd75ec1b9bf701835bfe44">Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’<strong>Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi</strong> e del <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della Rai”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-82faac8bef89f62d2844c7b623ef9bb8">I due si sono divisi i compiti. E se <strong>l’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi</strong> (e di cui vi abbiamo già dato conto) ha preferito volare alto, chiarendo quale è oggi lo stato reale dell’Azienda, e quali saranno gli scenari futuri che le si aprono, al <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> è toccato invece entrare nel cuore del problema, chiarendo dettagli mai raccontati prima sui lavori in corso in diversi cantieri aziendali aperti, e spiegando con la giusta competenza tecnica il perché di certe decisioni spesso così impopolari. Due casi per tutti, lo ricoro, la vendita del Teatro delle Vittorie a Roma e di Palazzo Labia a Venezia.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7ac4e012c50c4b73504203356685c2b9">Ben, l’appuntamento trasmesso in diretta webtv ci da oggi la possibilità di conoscere e di raccontarvi con assoluta precisione, e per temi, le cose che il <strong>Direttore Generale</strong> <strong>Roberto Sergio</strong> ha dichiarato ai parlamentari della Commissione, cosa che per alto ha fatto con una dovizia di particolari, di dettagli e di informazioni tecniche assolutamente inediti e su cui forse è arrivato il momento di riflettere con la giusta serenità di giudizio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ef17876cc1b7f07550371121984477d3">Ma procediamo per temi e con ordine, rispettando la medesima cronologia dei tempi dettata dallo stesso <strong>Roberto Sergio.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-9427" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-1024x768.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-300x225.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-768x576.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-800x600.jpg 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-700x525.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-6ab36997454fc35ee03ab18f7c99fe40"><strong><u>PIANO IMMOBILIARE DELLA RAI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-32fc637be36f6d48f22daaa3017689cd">“Desidero ribadire -esordisce il direttore generale <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; i criteri su cui si basa il Piano immobiliare, approvato dai precedenti Cda nel 2022: la razionalizzazione degli spazi in coerenza con i fabbisogni produttivi e editoriali, il progressivo superamento della frammentazione logistica di luoghi produttivi, la riduzione strutturale dei costi di locazione e gestione, nonché la valorizzazione degli immobili non più funzionali alle esigenze del servizio pubblico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-93e67fda97dbcb827100f17686f281b2"><strong><u>TEATRO DELLE VITTORIE A ROMA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e6715a8304e8403841bcd8a85ecf0a31">“Il Teatro delle Vittorie -ricorda <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; nasce nel 1938 come sala cinematografica e teatrale inserita all’interno di un condominio in via Col di lana a Prati. Da metà degli anni 60, Rai inizia ad utilizzarlo come studio televisivo, decidendo – nel 1980 – di acquistarlo. Il Teatro &#8211; dichiarato bene di interesse storico‑artistico il 14 agosto 2025 (<strong>primo esempio a Roma di teatro realizzato in cemento armato e per i programmi realizzati dalla rai</strong>) &#8211; presenta una serie di criticità che ne limitano fortemente l’utilizzo operativo come studio televisivo. Le valutazioni tecniche svolte negli anni -sottolinea Roberto Sergio- hanno evidenziato una significativa inadeguatezza sotto il profilo strutturale e impiantistico, con sistemi obsoleti che richiederebbero investimenti rilevanti e tempi di fermo prolungati, senza peraltro poter risolvere completamente le tematiche acustiche e di contesto. Un esempio su tutti: <strong>oggi non è più possibile usare il teatro in orari serali per le trasmissioni in diretta a causa dei forti vincoli su accessi e impatti acustici derivanti dal contesto residenziale limitrofo”</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a2a1bd916c85f000f90bce8fa7ac00">Non arretra di un millimetro il Direttore Generale di fonte alle domande della Commissione Cultura della Camera.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fafe143597063ce45eab77fbc5f1976c">“Tutto il management aziendale -dice <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; è pienamente consapevole del valore simbolico del Teatro delle Vittorie ma le esigenze produttive contemporanee richiedono spazi diversi per dimensioni, flessibilità, e capacità di adattarsi a format e modelli produttivi radicalmente mutati. Motivazioni, queste, che hanno responsabilmente spinto Rai ad inserire il Teatro tra gli immobili da valorizzare”.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-203d41d3999f46c0b37fbea199cb029d">Naturalmente <strong>Roberto Sergio</strong>, che conosce la RAI come le sue tasche, e che sa perfettamente bene cosa potrebbe accadere (o non accadere) &nbsp;nei prossimi mesi preferisce anticipare tutti e affrontare di petto quello che sembra essere ormai il tema del giorno: “Riprendendo quanto già detto anche dall’Amministratore Delegato ritengo importante ribadire – anche in questa sede istituzionale – che qualora le istituzioni competenti- dice <strong>Sergio</strong>-intendessero valutare una destinazione pubblica, culturale o museale ispirata alla storia della radio e della televisione italiana – come espresso pubblicamente dal Mic, la Rai potrà – se utile &#8211; mettere a disposizione materiali, scenografie e contenuti delle teche”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ed0d248705ea0eed6c0847943d3ecab1">In conclusione, il Teatro delle Vittorie rappresenta certamente una pagina importante della televisione italiana. <strong>Ma la memoria storica non coincide necessariamente con il mantenimento indefinito della proprietà immobiliare da parte della RAI.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b2cf941314a856d4ace2563e6670091c">La sua identità culturale -dice Roberto Sergio- può essere preservata anche attraverso: vincoli architettonici; nuove destinazioni culturali; accordi istituzionali; valorizzazione pubblica della memoria televisiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-9431" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1024x576.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-300x169.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-768x432.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1536x865.png 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-2048x1153.png 2048w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-700x394.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-539x303.png 539w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fa35f4285d6bf019cbd4f9ff6ccc1df4"><strong><u>I LAVORI A SAXA RUBRA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7348a60d57f7477253f4750cc10b072f">A saxa rubra il Piano Immobiliare – dice il <strong>Direttore Generale</strong>&#8211; prevede anche la realizzazione di <strong>due nuovi grandi studi per un totale di 1800mq</strong> per aumentare la capacità di produzione interna, pronti per la stagione autunnale, e altri lavori per nuove costruzioni destinate a ospitare infrastrutture tecniche essenziali e spazi per uffici e redazioni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-02f6939d09f29e5f6d90e333f5187168"><strong><u>I LAVORI A MAZZINI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9922c50bca9a74db6d729a131e1aaad6"><strong>Roberto Sergio</strong> precisa che a Mazzini sono partiti i lavori di riqualificazione della sede, “e non so neanche dire da quanti decenni, non anni, si parla della necessita di bonifica e ristrutturazione”. L’intervento sottolinea Sergio- “è stato progettato nel rispetto e nella tutela del valore architettonico e simbolico del palazzo, prevedendo l’adozione di standard elevati di sicurezza e sostenibilità, supportati da specifiche certificazioni, per ospitare modelli di lavoro in desk sharing che consentiranno importanti ottimizzazioni di spazi e costi di manutenzione e gestione”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fd7185ad3d5fdfc8cc7fca34a812e60f"><strong><u>I LAVORI A TEULADA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1252bbfe092c466f29f1d4811700f79a">In Via Teulada -ricorda il Direttore Generale- “sono già stati realizzati interventi significativi, con il trasferimento di strutture editoriali in uscita da Viale Mazzini, e sono previsti ulteriori interventi per incrementare ulteriormente la capienza. Gli obiettivi sono chiari: si riduce la frammentazione logistica, diminuisce il ricorso a immobili in locazione e si liberano risorse da reinvestire in tecnologia, contenuti e qualità produttiva”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b314b8c9f2266c05f2adeddee76a7281"><strong><u>I LAVORI A MILANO</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6f2a1792e48cf55a5369a5ab2f7a0ddc">Anche “Milano Rai”, dice Sergio, si è trovata ad affrontare valutazioni analoghe. “La sede di Corso Sempione, progettata negli anni ’40 dallo studio Ponti Fornaroli Soncini per ospitare la Radio, è stata inaugurata nel 1952 e progressivamente adattata alle esigenze della produzione televisiva.Le caratteristiche di questa infrastruttura – concepita per un modello produttivo profondamente diverso da quello attuale – hanno reso nel corso degli anni necessario utilizzare studi esterni presso la Fiera, e dal 2007, alla locazione di oltre 7.500 metri quadrati in Via Mecenate, dove ancora oggi vengono realizzati programmi come ad esempio “È sempre mezzogiorno!” e The Voice nelle varie declinazioni: “Kids, “Senior” e “Generations”. La scelta quindi di avere un nuovo Centro di Produzione a MiCo Nord -chiarisce il <strong>Direttore Generale</strong>&#8211; è pensata per concentrare attività oggi distribuite su più siti e dotare la Rai di un’infrastruttura di nuova generazione.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-a7ad7acdff70dbbbee007e0e1d35115c"><strong><u>I LAVORI A TORINO</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f91ae9a48e5b57e5be91ea521696bf79">Per Roberto Sergio “A Torino, l’obiettivo è rafforzare in modo strutturale il polo della memoria audiovisiva Rai. <strong>In Via Verdi 14–16 sono in corso lavori di ammodernamento e la realizzazione del nuovo Hub di digitalizzazione delle Teche.</strong>Le azioni in corso renderanno possibile la dismissione di alcuni immobili concentrando funzioni e persone in un perimetro più razionale, coerente con il ruolo industriale e culturale che Torino svolge storicamente per la Rai”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-70a8aef3e0bf97f45b83d45208c1b71f"><strong><u>I LAVORI NELLE SEDI REGIONALI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5ce70d307994d5d32144ba78fa05b66b">“Non mi soffermo sugli interventi, pur rilevanti, in corso su Napoli che si fondano su una stretta collaborazione con le istituzioni locali e contribuiranno a rafforzare ulteriormente la presenza della Rai nel Mezzogiorno, valorizzandone il ruolo culturale e produttivo e assicurando al contempo l’adeguamento della sede sotto il profilo antisismico. Vorrei invece richiamare l’attenzione -dice <strong>Roberto Sergio</strong>-sulle sedi regionali. Anche su questo fronte la linea è chiara: mantenere un presidio capillare sui territori, con un ripensamento degli spazi, così da renderli più funzionali, efficienti e in linea con le esigenze operative contemporanee”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0c2f6a192efa6363f59ec036f363533c"><strong><u>PALAZZO LABIA A VENEZIA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-71ddbf78e6071d6c4670ab4b59f86be2">Su Palazzo Labia <strong>Roberto Sergio</strong> vuole essere ancora più preciso, del resto è il tema RAI di interesse molto più corale e generale di tanti altri. “A Venezia Palazzo Labia, immobile di straordinario valore storico e artistico- dice Sergio- <strong>non presenta le caratteristiche necessarie per ospitare in modo efficiente attività operative che richiedono spazi flessibili, infrastrutture tecnologiche avanzate e standard di servizio pienamente adeguati alle esigenze contemporanee.</strong> La scelta che Rai ha fatto è quella di una riorganizzazione della presenza in forme più funzionali e coerenti con i bisogni attuali del servizio pubblico, mentre Palazzo Labia potrà essere preservato e valorizzato nel rispetto della sua identità e delle tutele previste”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-7df8bcc4410deac012459686240f610c"><strong><u>I LAVORI A FIRENZE</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2a687552208b3f9060ec1cf702e0ce15">A Firenze, spiega i Direttore Generale alla Commissione Cultura della Camera- “la valutazione è stata guidata da criteri di proporzione e funzionalità. L’attuale sede risponde a <strong>un modello organizzativo e dimensionale non più coerente con le esigenze operative reali</strong>: gli spazi risultano sovradimensionati, rigidi e tali da generare costi di gestione non giustificati da un utilizzo pieno. In questo quadro, evitando investimenti strutturali rilevanti, si sta cercando, come per Venezia e Genova, una soluzione alternativa più funzionale e sostenibile, in grado di garantire continuità di servizio e piena operatività in un assetto moderno”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b22ff54c5a3641b155cd9f1fdc81ea09"><strong><u>PERCHE RAI HA SCELTO DI VENDERE?</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-41b34b18d2c946bea1bf0f98c65830e5">La risposta di <strong>Roberto Sergio</strong> è categorica.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c600db65468fabcf18c60c5320909a4a">“<strong>Vendere alcuni immobili non strategici della RAI è una scelta legittima — e in alcuni casi necessaria — se inserita dentro una visione industriale moderna del servizio pubblico</strong>. Il punto centrale -chiarisce Sergio-non è “vendere patrimonio”, ma <strong>distinguere tra patrimonio strategico e patrimonio che non risponde più alle esigenze produttive</strong>, tecnologiche ed economiche di una moderna media company. Nel caso di immobili storici come il <strong>Teatro delle Vittorie</strong>, il tema non può essere affrontato in termini emotivi o simbolici soltanto. Occorre chiedersi: quanto viene realmente utilizzato;<strong>quanto costa mantenerlo efficiente;quanto incidono manutenzione, sicurezza e deguamenti tecnologici; se risponde ancora agli standard produttivi contemporanei;se quelle risorse potrebbero generare maggiore valore pubblico altrove.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3a4696bb51cee5f8186207706d321d8"><strong>Roberto Sergio</strong> va ancora oltre: “Oggi il servizio pubblico non si misura più soltanto nella conservazione fisica di strutture storiche, ma nella capacità di produrre contenuti competitivi, innovativi e accessibili su tutte le piattaforme. Se un immobile:è sottoutilizzato,richiede investimenti enormi,non è più centrale nella filiera produttiva,oppure può essere valorizzato economicamente,<strong>allora la sua dismissione può diventare uno strumento di rafforzamento industriale dell’azienda.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-00d7d5a4b82f651359205dc70bc785ef">L’argomento più forte, invece per il <strong>Direttore Generale della RAI</strong>&#8211; è un altro, e precisa che le risorse liberate dalla valorizzazione immobiliare saranno reinvestite in:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-107a515a9aa5679b9d3fb4dbb6b40bcc">tecnologie digitali;nuovi centri produttivi;innovazione editoriale;piattaforme streaming;intelligenza artificiale;cybersecurity;formazione professionale;sostenibilità energetica;produzioni originali;modernizzazione degli studi”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-28d30313d471df75fb39f8812f52d533"><strong>In altre parole: meno immobilizzazione patrimoniale, più investimento industriale.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="767" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-767x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9428" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-767x1024.jpg 767w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-225x300.jpg 225w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-768x1025.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-600x800.jpg 600w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-700x934.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-3eb9ecf11bd8b7cd624d106723be819e"><strong><u>LE CONCLUSIONI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-456e1904d380b825e524dab8c887f72c">Una grande azienda pubblica come la nostra- ripete Roberto Sergio- “ha il dovere di <strong>evitare che il patrimonio immobiliare diventi un costo passivo</strong> che sottrae risorse alla missione futura. In questo senso, <strong>un piano immobiliare serio non serve “a fare cassa” in modo emergenziale</strong>, ma a finanziare la trasformazione della RAI verso una vera Digital Media Company europea, più moderna, efficiente e competitiva.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a7ff2dff6d34203beea1692faf978699"><strong>La scelta, quindi, non è tra “storia” e “modernità”. La vera sfida -conclude il Direttore Generale della RAI- è</strong> <strong>usare in modo responsabile il patrimonio accumulato nel passato per garantire forza, indipendenza e capacità produttiva al servizio pubblico del futuro&#8221;.</strong> </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2d9d3d9baee973b5cef143e3c253517d">Il messaggio è chiaro.Se la RAI deve restare al passo con i tempi, allora deve guardare al futuro e guardare al futuro alla fine comporterà anche dei sacrifici da fare, che a volte come nel nostro caso sono più di carattere personale che non invece aziendale, e quindi reale. Chi vivrà vedrà.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9ac00cf961d1ea846fe5a532228b76c6"></p>



<p></p>
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		<title>Giampaolo Rossi &#8220;Ecco la Rai in cui credo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 05:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano...]]></description>
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<p><strong>Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della Rai”.</strong></p>



<p>L’appuntamento trasmesso in diretta webtv ci da oggi la possibilità di conoscere e di raccontarvi con assoluta precisione, e per temi, le cose che l&#8217;AD della RAI ha dichiarato ai parlamentari della Commissione, cosa che per altro ha fatto da protagonista, con una verve e una padronanza mediatica invidiabili, e soprattutto con una narrazione che credo abbia fortemente condizionato in positivo le attese e i possibili pregiudizi originari all’interno della stessa Commissione. </p>



<p>Ma procediamo per temi e con ordine, rispettando la cronologia dettata dallo stesso <strong>Giampaolo Rossi.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL PIANO IMMOBILIARE </u></strong></p>



<p>Questa convocazione -dice <strong>Giampaolo Rossi</strong>&#8211; mi consente d’illustrare a voi lo sfidante e da decenni atteso Piano Immobiliare che la Rai sta realizzando e attraverso il quale stiamo costruendo l’azienda del futuro; <strong>dietro la concretezza dei cantieri e la materialità degli immobili si delinea la capacità della Rai di rinnovarsi, senza smarrire la propria identità, </strong>di modernizzare le proprie infrastrutture, senza indebolire la propria missione, di stare nella trasformazione del mercato e della società, senza rinunciare al proprio ruolo culturale, economico e creativo nella Nazione.</p>



<p><strong>Giampaolo Rossi</strong> disegna al Presidente della Commissione Cultura e ai parlamentari presenti una panoramica ampia e di sistema sul piano immobiliare e sulle scelte strategiche che lo hanno ispirato, ma anticipa subito e precisa che sarà dopo di lui il <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> a descrivere i “dettagli più tecnici, lo stato di avanzamento del piano e le macro-caratteristiche dei vari cespiti Rai”.</p>



<p><strong>Il Piano Immobiliare -sottolinea Giampaolo Rossi- </strong>non va letto come un capitolo “a parte”, né come un dossier meramente patrimoniale. “Esso costituisce un pilastro del Piano Industriale e, dunque, uno degli strumenti attraverso cui la Rai sta ultimando la sua storica transizione verso una Digital Media Company, capace di produrre e distribuire contenuti in modo integrato, efficiente e competitivo, secondo standard europei e con una responsabilità collettiva di rigore e serietà”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>PIANO INDUSTRIALE</u></strong></p>



<p>Il nostro -sottolinea il numero-uno della RAI- è un <strong>Piano Industriale ambizioso, sfidante e di rottura rispetto al passato, senza precedenti</strong>, come ritenuto dagli addetti ai lavori. Un piano che accompagna e sostiene il completamento della trasformazione digitale dell’azienda e lo fa con un <strong>prospetto di investimenti “tecnologici” incrementali 2024-2026 di oltre 100 milioni</strong>.</p>



<p>Rossi è un fiume in piena: “Stiamo trasformando la Rai da broadcaster tradizionale, semplice emittente di contenuti lineari, ad <strong>ecosistema mediale e narrativo</strong>, capace di intercettare target diversi, in ogni momento e su ogni dispositivo, e di mantenere, grazie ad agilità, autonomia e competitività, un posizionamento centrale nello scenario di mercato, oggi, come ben sapete, dominato dai nuovi colossi e player globali.</p>



<p>Rossi usa un termine del tutto nuovo rispetto al passato per definire la Rai che verrà: “<strong>Una multipiattaforma che integra lineare, digitale e servizi on demand. </strong>L’obiettivo -precisa-è quello di preparare il terreno per una rivoluzione strutturale che interessi in modo sistemico i modelli editoriali, l’organizzazione, le modalità, gli spazi e le sedi di lavoro, le infrastrutture tecnologiche, nonché la sostenibilità economico-finanziaria e ambientale. Un nuovo modo, insomma, di pensare il Servizio Pubblico, “un nuovo paradigma”.</p>



<p>Il piano industriale -dice ancora Rossi- ha anche accelerato la spinta tecnologica, con <strong>la digitalizzazione di Rai Sport,</strong> <strong>l’estensione del DAB</strong> (74% copertura, obiettivo 85%), <strong>nonché investimenti in automazione e studi più efficienti</strong>. Ma c’è ancora molto altro. È stata inoltre avviata -dice Rossi- l’installazione di ledwall e floorled (già in 8 studi) con riduzione dei costi operativi, e di 2000 proiettori LED, con benefici anche sui consumi energetici.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL PIANO DI “DISMISSIONI”</u></strong></p>



<p>Desidero chiarire subito -sottolinea Rossi- — “con la massima nettezza, perché su questo punto si è alimentata confusione spesso strumentale nell’ultimo periodo — che <strong>non siamo di fronte a un “piano di dismissioni”, ma a un piano immobiliare organico, prospettico, di medio-lungo periodo</strong>, finalizzato a riordinare e sviluppare il patrimonio Rai attraverso un insieme coerente di azioni: ristrutturare, rifunzionalizzare, costruire, valorizzare e, solo ove strettamente necessario, dismettere.</p>



<p>Cosa significa tutto questo? Rossi non usa nessuna mediazione e dice con assoluta chiarezza che l<strong>a dismissione, </strong>quando prevista, non è il fine<strong>: “E’ uno degli strumenti, e viene utilizzata in modo selettivo, dentro una logica industriale larga e complessiva,</strong> come ben confermato dal nostro <strong>ultimo bilancio 2025</strong>, da pochi giorni approvato in Cda. Un bilancio -sottolinea testualmente ancora l’AD- “che ci ha visti tornare a <strong>un utile netto consolidato positivo (9,3 milioni)</strong>, risultato straordinario, dopo otto anni di sostanziale pareggio, il quarto migliore degli ultimi diciotto anni, conseguito in un contesto particolarmente sfidante e, in aggiunta, senza il ricorso a leve straordinarie, come è spesso accaduto in passato. È il segno concreto di un’Azienda che ha ritrovato solidità, disciplina e gestione rigorosa, tanto da poter riconoscere, e ne sono davvero orgoglioso, per la prima volta il 100% del premio di risultato ai dipendenti”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL NUOVO PROGETTO IMMOBILIARE</u></strong></p>



<p>Anche qui Giampaolo Rossi non ha nessuna incertezza. Il progetto immobiliare<strong> della </strong>Rai -dichiara<strong>-è il risultato di una stratificazione lunga decenni e, soprattutto, attesa da decenni.</strong> “Costruito per rispondere, nel tempo, a esigenze produttive, tecnologiche e organizzative profondamente mutate rispetto al passato. Parliamo di un portafoglio esteso sull’intero territorio nazionale — sedi direzionali, sedi regionali, grandi centri di produzione televisiva e radiofonica — pari a <strong>circa 750 mila metri quadrati lordi, con un’età media di più o meno 40 anni</strong>. In molti casi, dunque, si tratta di spazi obsoleti, concepiti per un modello di utilizzo ormai superato, che nel corso degli anni è stato gestito spesso per necessità contingenti, senza un disegno unitario e lungimirante in grado di garantire sostenibilità, efficienza e prospettiva nel lungo periodo”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>PERCHE’ QUESTA DECISIONE DI CAMBIARE ?</u></strong></p>



<p>Perché era la cosa più razionale da fare, secondo Rossi, che in Commissione Cultura ripete fino alla nausea il suo mantra: “<strong>Mantenere integralmente l’assetto attuale avrebbe comportato, nel futuro a venire, ingenti investimenti per ammodernamenti strutturali e impiantistici, adeguamenti normativi, sicurezza ed efficienza energetica, con un impatto finanziario crescente e difficilmente compatibile con il contesto economico e con le priorità industriali dell’Azienda. Sarebbe stato il modo forse più rapido e meno “impopolare” ma di certo il più dannoso: avremmo assorbito risorse senza generare valore</strong>, comprimendo ciò che costituisce il cuore della missione Rai”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>LA MISSION DELLA RAI</u> CHE VERRA&#8217;</strong></p>



<p>Rossi usa questi termini: “<strong>la produzione editoriale, i programmi, l’innovazione tecnologica, la trasformazione digitale, il rafforzamento dell’offerta di Servizio Pubblico”.</strong> Un rischio che non possiamo permetterci, perché un Servizio Pubblico non ha il diritto di disperdere risorse in inefficienze strutturali, quando quelle risorse sono necessarie per garantire qualità, pluralismo, innovazione e accessibilità ai cittadini. È su queste basi che <strong>nel 2022 è stato approvato il Piano Immobiliare, a valle di una ricognizione approfondita svolta nel 2021</strong>, che ha consentito di distinguere gli immobili strategici — da preservare e rifunzionalizzare — da quelli non più funzionali alle esigenze operative e produttive della Rai odierna.</p>



<p>(<strong><em>Parte Prima, Segue</em></strong>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Giampaolo Rossi alla Camera &#8220;Ecco la RAI che vorrei&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/30/giampaolo-rossi-alla-camera-ecco-la-rai-che-vorrei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 05:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[La relazione dell&#8217;AD Giampaolo Rossi alla Commissione Cultura della Camera (2) Il 28 maggio 2026, l&#8217;Amministratore Delegato della RAI Giampaolo Rossi ha illustrato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, presieduta da Federico Mollicone, il Piano Immobiliare dell&#8217;azienda. Una relazione articolata e puntuale che chiarisce...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size"><strong>La relazione dell&#8217;AD Giampaolo Rossi alla Commissione Cultura della Camera (2)</strong></p>



<p><strong>Il 28 maggio 2026, l&#8217;Amministratore Delegato della RAI Giampaolo Rossi ha illustrato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, presieduta da Federico Mollicone, il Piano Immobiliare dell&#8217;azienda. Una relazione articolata e puntuale che chiarisce la visione strategica, smonta le polemiche strumentali e racconta i cantieri già aperti in tutta Italia. </strong></p>



<p>Di seguito vi proponiamo qui la Seconda Parte del nostro racconto.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>COME SI È ARRIVATI ALLE SCELTE FINALI?</u></strong></p>



<p>L’individuazione degli immobili da porre in vendita -dice Rossi-è avvenuta sulla base di criteri oggettivi: “livello di utilizzo effettivo degli spazi, coerenza con il modello organizzativo e produttivo, costi diretti e indiretti di gestione, investimenti futuri non sostenibili, presenza di alternative logistiche disponibili o programmabili. E, proprio per garantire solidità e trasparenza del processo, l’analisi degli scenari è stata supportata da primari operatori del settore e gli impatti economico-finanziari sono stati studiati su un orizzonte pluriennale. Il processo di vendita riguarda un pacchetto composto da quindici immobili: un perimetro assai circoscritto e definito, non espansivo e di certo ricompreso dentro un intento complessivo di riassetto”.</p>



<p>A questo punto, però, è essenziale ribadire il passaggio che considero più importante: <strong>questo Piano non è concepito per “fare cassa”, né può essere raccontato come un arretramento del Servizio Pubblico; al contrario, esso mira a trasformare un costo del passato in un’infrastruttura strategica per il futuro, liberando risorse da reinvestire laddove la Rai produce valore pubblico, cioè nei contenuti, nelle tecnologie, nelle competenze</strong>, nella capacità di parlare alle nuove generazioni, senza mai perdere autorevolezza e radicamento territoriale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>CONFRONTO EUROPEO</u></strong></p>



<p><strong>Il confronto europeo -spiega Giampaolo Rossi-</strong> “può aiutare a comprendere il quadro e a smontare molte delle polemiche, a tratti inopportune, createsi attorno alle nostre scelte industriali: <strong>non stiamo percorrendo una strada isolata o estemporanea, non siamo degli scellerati autolesionisti</strong>. Se, chi spesso senza alcuna competenza, critica il piano immobiliare della Rai, spostasse lo sguardo oltre i nostri confini vedrebbe che anche molti degli altri broadcaster pubblici europei stanno ripensando da anni la gestione del loro patrimonio immobiliare come leva di politica industriale, funzionale a sostenere la trasformazione digitale e la sostenibilità di lungo periodo. <strong>Lo stanno facendo il Servizio Pubblico spagnolo e quello tedesco. Ma il caso più emblematico è quello della BBC</strong> che ha intrapreso da tempo un percorso strutturato di razionalizzazione e dismissione del proprio patrimonio, riducendo spazi, valorizzando asset non più strategici e liberando risorse significative per reinvestirle in innovazione e contenuti. In questa direzione, ha dunque dismesso anche luoghi dal forte valore simbolico e culturale, come <strong>i Maida Vale Studios di Londra</strong>: uno storico complesso di studi radiofonici attivo fin dagli anni Trenta, per decenni centro della produzione musicale della BBC e luogo iconico della cultura britannica, in cui hanno lavorato e registrato artisti e orchestre di statura internazionale. Questo caso è istruttivo perché mostra, con chiarezza, che modernizzare non significa obliare la memoria, bensì metterla nelle condizioni di continuare a vivere dentro un modello sostenibile”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>LA SFIDA FINALE</u></strong></p>



<p>L’obiettivo generale -ripete l’AD della RAI- è duplice:<strong> “Ridurre superfici inutilizzate e costi di gestione — meno dispersione, meno locazioni passive, meno sprechi energetici</strong> — e, al tempo stesso, superare la frammentazione degli spazi produttivi e organizzativi, concentrando attività e professionalità in poli contemporanei e integrati, capaci di favorire collaborazione, cambiamento e fluidità produttiva. Questo percorso determina già un effetto misurabile: <strong>oltre 10 milioni di euro l’anno di risparmi a regime,</strong> risorse che potranno e dovranno essere reinvestite nella missione di Servizio Pubblico in ogni sua declinazione”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>VIALE MAZZINI</u></strong></p>



<p>“A Roma, è stata avviata <strong>la rigenerazione di Viale Mazzini, con un intervento di bonifica dall’amianto e conseguente riqualificazione radicale</strong>, che porterà la sede a standard ambientali avanzati, introducendo un modello organizzativo più moderno”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>SAXARUBRA</u></strong></p>



<p>“A<strong> Saxa Rubra, è in corso il potenziamento del centro produttivo Rai, con la realizzazione</strong> &#8211; per la prima volta dagli anni ’90, quando fu inaugurato il polo &#8211; <strong>di due nuovi studi televisivi per 1.800 metri quadrati complessivi</strong>, operativi per la stagione 2026/27: un investimento che non è un dettaglio tecnico, ma un’accelerazione concreta verso una produzione più moderna, efficiente e competitiva, capace di sostenere l’offerta editoriale, quindi garantire gli adeguati contenuti che i cittadini chiedono e meritano”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>MILANO</u></strong></p>



<p>“A Milano, <strong>il progetto Mico Nord rappresenta un salto di scala e di qualità</strong>, tanto più significativo in una prospettiva internazionale: un hub integrato di oltre 55 mila metri quadrati, che unirà uffici, radio e televisione superando la frammentazione storica delle sedi milanesi. 8 studi televisivi e 6 studi radiofonici per <strong>uno dei centri media più avanzati e sostenibili su scala europea</strong>, segnando una strada ben definita: non inseguire l’innovazione, ma gettarne le condizioni industriali”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>NAPOLI</u></strong></p>



<p>“A Napoli, <strong>il Centro di Produzione avvia una rigenerazione profonda del proprio patrimonio produttivo e storico</strong>, con interventi su Palazzina Uffici e Auditorium e un miglioramento sismico dell’edificio: perché la sicurezza non è una pagina amministrativa, ma un dovere pubblico; e la continuità produttiva non è un interesse aziendale, ma una certezza, una sicurezza per gli italiani”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>LA CESSIONE DEI 15 IMMOBILI</u></strong></p>



<p>Giampaolo Rossi usa questi termini testuali: “L<strong>a cessione riguarda quindici immobili non più funzionali</strong>, finalizzata a ridurre strutturalmente il footprint immobiliare, concentrare le attività e ridurre i costi di gestione e manutenzione. È una scelta selettiva, sorretta da criteri obiettivi e da un procedimento trasparente: una linea industriale, non ideologica, come è stata interpretata in modo strumentale”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>PALAZZO LABIA A VENEZIA E IL TEATRO DELLE VITTORIE A ROMA</u></strong></p>



<p>“Proprio perché siamo in Commissione Cultura -sottolinea Giampaolo Rossi &#8211; &nbsp;ritengo essenziale dedicare un passaggio specifico alla <strong>tutela e valorizzazione dei beni culturali</strong>. Esistono immobili che non sono soltanto asset patrimoniali, ma luoghi dal forte valore storico-artistico ed emotivo collettivo. Penso a <strong>Palazzo Labia</strong>, penso al <strong>Teatro delle Vittorie</strong>, su cui insisterà il Dg nel suo intervento successivo al mio. Su questi beni la Rai intende esercitare pienamente <strong>il proprio ruolo di custode responsabile</strong>, e l’interesse manifestato dal Ministero della Cultura credo sia da leggere come un segnale positivo, che non fa che confermare la rilevanza di quel patrimonio e la correttezza del percorso intrapreso. <strong>Ma valorizzare, in quest’ottica, significa anche rendere accessibile</strong>: <strong>immaginare, soprattutto per beni come Labia, forme di fruizione che consentano a un numero maggiore di cittadini di conoscere e vivere luoghi iconici</strong> che appartengono alla cultura nazionale”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>TORINO</u></strong></p>



<p>Per Giampaolo Rossi “Un’attenzione particolare merita Torino, città di cui ho incontrato recentemente il Sindaco in un confronto che si è svolto in modo costruttivo, confermando un punto per noi essenziale: il Centro di Produzione di <strong>Torino è e resta un presidio strategico, per la città e per l’intero sistema radiotelevisivo italiano</strong>. Torino è, per vocazione, una capitale di innovazione, e per la Rai rappresenta una roccaforte di futuro, nella quale produzione, tecnologia e sviluppo digitale trovano un naturale terreno di convergenza”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>TECHE</u></strong></p>



<p>Il tema delle Teche, permette all’Ad della RAI usare il cuore: “perché se il Piano Immobiliare interviene sui luoghi fisici della produzione, <strong>il bene più prezioso della Rai -ripete- non risiede, a mio avviso, nei mattoni, ma in ciò che quegli spazi hanno generato: immagini, voci, memoria, identità. </strong>Dico allora un po’ provocatoriamente ma per rendere bene il concetto: se la Rai davvero ha un suo Colosseo, una sua Pompei, un suo Duomo di Milano, una sua Arena di Verona, &#8211; per citare alcune delle meraviglie nostrane &#8211; ovvero un bene unico che è parte dell’immaginario collettivo e che merita la tutela più scrupolosa &#8211; quel bene non possono essere che le Teche, ossia l’archivio audiovisivo che racconta l’Italia a sé stessa e custodisce un pezzo sostanziale della nostra identità nazionale. Per questo <strong>la digitalizzazione delle Teche — avviata dal 2024 — non è un capitolo tecnico, ma un investimento di visione, di natura culturale e industriale insieme</strong>: in poco più di due anni sono state digitalizzate <strong>oltre 320 mila pellicole, pari a circa 13 mila ore di contenuti,</strong> rendendo tramandabile, raggiungibile e al sicuro uno dei patrimoni audiovisivi più rilevanti della Nazione, con la centralizzazione a Torino del polo di recupero e lavorazione. Conservare, restaurare e rendere fruibile questo tesoro significa non smarrire le tracce delle radici comuni, ma mettere tutto a disposizione delle nuove generazioni; significa, in ultima analisi, incarnare i principi del nostro Contratto di Servizio ed esercitare fino in fondo il mandato del Servizio Pubblico, che non è soltanto presidio del presente, ma anche custodia della continuità culturale del Paese”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em><u>CONCLUSIONI</u></em></strong></p>



<p>Il senso complessivo del Piano Immobiliare -conclude Giampaolo Rossi alla Commissione Cultura della Camera- è, dunque, quello di “accompagnare la Rai in <strong>una trasformazione necessaria e urgente, senza opporre il passato al futuro, ma tenendoli insieme con responsabilità e buon senso.</strong> Perché un Servizio Pubblico non si difende conservando con staticità l’esistente: si difende rendendolo sostenibile, adattivo, all’altezza delle sfide europee, e soprattutto in grado di continuare a servire i cittadini con qualità, credibilità e autorevolezza”.</p>



<p>E chiude così: “Su questo, come Amministratore Delegato, mi assumo un impegno chiaro: <strong>la Rai porterà avanti questo percorso con ordine, rigore, trasparenza e rendicontabilità, perché quando si gestisce un patrimonio che, in ultima analisi, appartiene a tutti, la prima regola è rispondere nel merito, rispondere nel tempo, anche quello futuro, e rispondere con impegno e consapevolezza.</strong> E sarà su questi risultati, non sulle polemiche e non sulle scorciatoie mediatiche, che la Rai chiede di essere compresa e valutata”. (<strong><em>Parte Seconda, Fine</em></strong>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bilancio RAI.Giampaolo Rossi: &#8220;La Rai torna all&#8217;utile dopo otto anni&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/21/bilancio-rai-giampaolo-rossi-la-rai-torna-allutile-dopo-otto-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 21:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Primo risultato netto positivo dal 2017.Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi a Roma, presieduto dal consigliere facente funzioni di Presidente Antonio Marano, ha approvato il progetto di Bilancio al 31 dicembre 2025 e la Rendicontazione di Sostenibilità 2025 illustrati dall’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi. &#8220;Chiudiamo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Primo risultato netto positivo dal 2017.Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi a Roma, presieduto dal consigliere facente funzioni di Presidente Antonio Marano, ha approvato il progetto di Bilancio al 31 dicembre 2025 e la Rendicontazione di Sostenibilità 2025 illustrati dall’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi</strong>. </p>



<p>&#8220;Chiudiamo l’esercizio 2025 &#8211;<strong>dice l&#8217;AD RAI Giampaolo Rossi-</strong> con un <strong>risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro</strong>. È un risultato che segna una discontinuità evidente: l’ultimo utile risaliva al 2017 e quello conseguito oggi si colloca tra i migliori degli ultimi diciotto anni, senza il ricorso a operazioni straordinarie, come avvenne in passato. Si tratta dell’esito di un percorso strutturale: una gestione economico-finanziaria rigorosa, estesa all’intero Gruppo, che in un contesto complesso consente alla Rai di tornare a generare valore con solidità e visione. Questo bilancio -sottolinea ancora <strong>Giampaolo Rossi</strong>&#8211; non rappresenta soltanto un miglioramento dei conti: certifica un cambio di passo. La Rai con una traiettoria credibile di sostenibilità e una percezione chiara del proprio ruolo sempre più centrale e competitivo nel sistema audiovisivo nazionale ed europeo&#8221;.&#8221;</p>



<p>Il risultato netto consolidato dell’esercizio 2025 è stato dunque <strong>positivo per 9,3 milioni di euro</strong> grazie a una rigorosa disciplina economico – finanziaria. Pertanto, il Gruppo ritorna ad evidenziare un utile dopo sette esercizi chiusi in pareggio. Il positivo andamento della gestione ha consentito di rafforzare e accelerare il percorso di rinnovamento e ringiovanimento degli organici, affiancato da un esteso sviluppo delle competenze digitali, in coerenza con il processo di trasformazione di Rai in digital media company, così come definito nel Piano Industriale 2024 – 2026. In parallelo, è stato dato un ulteriore impulso allo sviluppo di iniziative trasformative strategiche, sostenuto da un incremento degli investimenti tecnologici concentrato in prevalenza nelle aree dell’innovazione, inclusa l’introduzione di strumenti di Intelligenza Artificiale. In linea con le priorità strategiche del Piano Industriale, sono proseguite le iniziative di potenziamento e riposizionamento dell’offerta editoriale con l’obiettivo di assicurare la rilevanza e l’universalità del Servizio Pubblico anche nel panorama digitale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-8475" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-683x1024.jpg 683w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-200x300.jpg 200w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-768x1152.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-1024x1536.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-1365x2048.jpg 1365w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-700x1050.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/giampaolo-rossi_eleonora-ferretti__D1A3695-1-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p>&#8220;Il Piano Industriale e il piano Immobiliare che stiamo portando avanti -dice ancora Giampiero Rossi- non sono un intervento ordinario, ma un passaggio atteso da decenni e oggi finalmente reso concreto.  Non è solo un riordino patrimoniale, ma un investimento strategico sul futuro della Rai come grande azienda culturale della Nazione.<br>È la stessa direzione intrapresa dai principali broadcaster pubblici europei: meno immobilizzazioni, più investimenti sul futuro.  Grazie ai dipendenti che accompagnano il rilancio dell&#8217; azienda con professionalità e impegno&#8221;.<br>Ricapitoliamo. <strong>La posizione finanziaria netta a fine esercizio è pari a 585 milioni di euro,</strong> attestandosi su livelli fisiologici; l’incremento è sostanzialmente riconducibile agli anticipi erogati a fronte dei futuri grandi eventi sportivi che la Rai ha acquisito in assolvimento della missione di Servizio Pubblico.<br>Nel corso della stessa seduta il Consiglio di Amministrazione ha approvato anche la Rendicontazione consolidata di sostenibilità, parte integrante della Relazione sulla gestione del bilancio 2025, che testimonia<strong> l’intenso e continuo impegno del Servizio Pubblico nel variegato spettro delle tematiche ambientali, sociali e di governance che rappresentano il DNA costitutivo di Rai</strong>, valorizzandone la reputazione presso tutti gli stakeholders, con un focus particolare verso le giovani generazioni.</p>



<p> Il Cda -precisa ancora una nota dell&#8217;uffici stampa RAI- ha poi esaminato il Piano editoriale di Rai Sport, illustrato dal direttore <strong>Marco Lollobrigida</strong>. I lavori del Cda sono poi proseguiti con l’aggiornamento, da parte dell’Amministratore delegato, del Piano immobiliare e della prima riprevisione di budget.</p>
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		<title>RAI Senior:“Vendere i suoi gioielli più belli significa offendere la storia RAI”</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/11/rai-seniorvendere-i-suoi-gioielli-piu-belli-significa-offendere-la-storia-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 04:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre l’Azienda rivendica un modello organizzativo più moderno da Rimini l’Assemblea Generale di Rai Senior mette in mora il CDA della RAI La RAI, lo confermano le notizie e le dichiarazioni ufficiali di queste ore, sarebbe pronta a mettere in vendita 15 palazzi aziendali diversi...]]></description>
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<p class="has-medium-font-size"><strong><em><u><sub>Mentre l’Azienda rivendica un modello organizzativo più moderno da Rimini l’Assemblea Generale di Rai Senior mette in mora il CDA della RAI</sub></u></em></strong></p>



<p>La RAI, lo confermano le notizie e le dichiarazioni ufficiali di queste ore, sarebbe pronta a mettere in vendita 15 palazzi aziendali diversi in tutta Italia (il CDA parla di 15 asset) nell&#8217;ambito del Piano Immobiliare approvato dal Consiglio di Amministrazione, e che a sua volta ha già affidato questo compito di prima selezione delle offerte interessate a tre diverse società: Kpmg, Kroll e BonelliErede. <strong><em><sub></sub></em></strong></p>



<p>“Tutto questo – <strong>sottolinea il documento finale approvato dall’Assemblea Generale di Rai Senior riunitosi a Rimini, </strong>sabato e domenica,presenti <strong>i delegati di RAI Senior di tutte le sedi RAI d’Italia</strong>&#8211; offende pesantemente la storia di questa grande azienda di Stato. Mai e poi mai avremmo potuto immaginare un’operazione di questo tipo, che è un’operazione prettamente finanziaria e che rischia oggi di mandare al macero anni di tradizione e di professionalità acquisite e costruite con tanta passione e tanto amore aziendale nel corso di tutti questi anni. <strong>È come voler rinunciare al proprio passato, è come voler dimenticare tutto quello che migliaia di dipendenti RAI hanno realizzato in questi ultimi 70 anni di storia della TV e della radio pubblica, </strong>ma ancora peggio- si legge nel documento approvato alla unanimità da RAI Senior- <strong>è come voler rinnegare la propria tradizione culturale, perché da questi 15 assett in vendita, così come li chiama freddamente il management aziendale, è passata davvero la storia di tutti noi”.</strong> </p>



<p>Il documento di RAI Senior ricorda che “siamo in presenza della vendita di 15 strutture diverse, localizzate nelle principali città italiane, per circa <strong>151.500 mq di superficie </strong>lorda complessiva.</p>



<p>Più specificamente: <strong>Milano, Corso Sempione 27; Firenze, Via Bernabei 1 Roma, Saxa Rubra 2; Torino, Corso Giambone 68 (Laboratorio di Ricerche); Genova, Corso Europa 125; Venezia, Palazzo Labia, Torino, Via Verdi 31 (Palazzo della Radio); Roma, Teatro delle Vittorie; Roma, Via Goiran 16; Roma, Via Col di Lana 8; Torino, Via Montebello 7 (ex Teatro Scribe); Cagliari, Via Barone Rossi 29; Sestu (CA), Ex Centro OM; Venezia, Via Torino 129, Mestre; Roma, Via Cadlolo 90</strong>. Ma il Piano “coinvolge purtroppo anche alcune sedi regionali.</p>



<p>“Ma come si fa – <strong>si chiede l’Assemblea di RAI Senior</strong>&#8211; a vendere al migliore offerente, magari una società straniera, <strong>un gioiello come Palazzo Labia a Venezia,</strong> con i suoi affreschi del Tiepolo e i suoi tesori fiabeschi, o peggio ancora<strong> la Sede di Firenze</strong> dove oggi è custodito un patrimonio artistico e culturale unico al mondo?</p>



<p>“Per non parlare del <strong>Palazzo della Radio a Torino </strong>o della stessa storia di <strong>Corso Sempione a Milano</strong>. <strong>Un delitto aziendale in piena regola per noi</strong>&#8211;<strong> sottolinea il documento di RAI Senior, </strong>come se in tutti questi anni il canone RAI, che nessun altro in Italia riceve, non bastasse ad evitare questo scempio istituzionale.</p>



<p>“Quale necessità c’è – <strong>prosegue il documento di RAI Senior</strong>&#8211; di disfarsi di questo patrimonio così importante, per una azienda che non ha bisogno di denaro contante e di investimenti di questo genere?</p>



<p>“<strong>Non potevamo stare in silenzio</strong>&#8211; sottolineano i vertici di RAI Senior-<strong> e nei prossimi giorni chiederemo un incontro alla Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Barbara Floidia, per consegnare a lei la nostra protesta, che racchiude e che condensa il rammarico profondo di migliaia di lavoratori e di lavoratrici dipendenti RAI</strong>”.</p>



<p>E se fosse necessario farlo,<strong> scriveremo anche al Presidente della Repubblica per chiedergli</strong> un incontro ufficiale, e in cui poter chiarire meglio la nostra presa di posizione.</p>



<p>Faremo di questo tema- <strong>conclude lo stesso Presidente di RAI Senior Antonio Calajò</strong>&#8211; una battaglia ideale e morale senza tregua e senza confini, e lo faremo nell’interesse non solo della nostra storia di uomini e donne RAI, ma nell’interesse del Paese.</p>



<p><strong>Non fraintendeteci, la nostra non è una battaglia politica o di parte, è molto di più. E’ una battaglia di principio, di difesa della nostra storia più bella, che profuma di senso dell’appartenenza ai valori su cui è nata la RAI, e di profondo senso dello Stato</strong>&#8220;.</p>



<p>“Mai come in questo momento- <strong>ripete il Presidente di RAI Senior Antonio Calajò</strong>&#8211; ci siamo sentiti così fieri e così orgogliosi di essere figli di questa grande famiglia Italiana”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="578" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-9036" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-1024x578.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-300x169.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-768x434.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-1536x867.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-2048x1157.jpg 2048w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-700x395.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/RAI-SENIOR-GRUPPO2-539x303.jpg 539w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Alcuni dei delegati di tutta Italia all&#8217;Assemblea Generale di RAI Senior, ieri a Rimini. Al centro, secondo da destra il Presidente di RAI Senior Antonio Calajò e terzo da sinistra il Vice Presidente Nazionale Massimiliano Mazzon</strong>.</figcaption></figure>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giampaolo Rossi &#8220;Raramente la Rai è stata plurale come in questa stagione&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:37:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[«Niente passi indietro sul piano immobiliare: la Rai non è un museo».L’ad Rai, Giampaolo Rossi, difende la strategia sugli immobili: «Bisogna modernizzare». E sulle risorse: serve certezza, il canone è centrale, non sostituibile in toto con gli spot. In una intervista al Sole 24ore del...]]></description>
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<p><strong> «Niente passi indietro sul piano immobiliare: la Rai non è un museo».L’ad Rai, Giampaolo Rossi, difende la strategia sugli immobili: «Bisogna modernizzare». E sulle risorse: serve certezza, il canone è centrale, non sostituibile in toto con gli spot. </strong></p>



<p>In una intervista <strong>al Sole 24ore</strong> del 3 maggio scorso, e che ha fatto il giro di tutto il mondo RAI,  <strong>Giampaolo Rossi AD della RAI torna a parlare degli Asset in vendita</strong> e lo fa spiegando nei minimi dettagli cosa vuol dire tutta questa operazione.</p>



<p>Dice testualmente al giornale economico:” <strong><em>Il piano immobiliare è parte integrante del piano industriale e serve non per dismettere immobili, ma per costruire il futuro della Rai. Che ha un patrimonio immobiliare da 750mila mq su tutto il territorio nazionale. L’età media è 40 anni. In termini di sostenibilità economica, ma anche di complessità gestionale rischia di non essere più coerente. A regime il Piano porterà risparmi per oltre 10 milioni l’anno</em></strong>”.</p>



<p>E alla domanda del giornalista <strong>Andrea Biondi </strong>sul dibattito in corso replica in questo modo: “Ho trovato il dibattito in parte surreale. Dal Teatro delle Vittorie al teatrino della retorica il confine è stato molto labile. <strong><em>Nessuno nega il valore affettivo e storico del luogo. Ma è un teatro degli anni Quaranta, dentro un condominio, acquistato negli anni Sessanta e trasformato in studio televisivo. Non risponde più agli standard produttivi</em></strong>. <strong><em>Tenerlo significherebbe spendere 14 milioni: sette per ristrutturarlo e sette per la mancata vendita</em></strong>”. </p>



<p>Risposta netta anche al Ministro Giuli: “Se il ministero della Cultura o altri enti vorranno acquisirlo, la Rai metterà a disposizione materiali, scenografie, teche. Ma <strong><em>non si può chiedere alla Rai di diventare digital media company e insieme incatenarla a una dimensione museale”.</em></strong></p>



<p>E’ vero, aggiunge l’AD, “È mancata la ratifica di Simona Agnes da parte della Vigilanza e lo statuto prevede che le funzioni siano esercitate dal consigliere anziano, Antonio Marano. <strong><em>Ma la Rai è stata ed è comunque operativa al 100%</em></strong>. Il punto chiave è tuttavia uno: i Servizi Pubblici europei esistono se hanno risorse certe e continue per investire”.</p>



<p>In questa frase c’è invece tutto il senso dell’orgoglio RAI: “La Rai resta uno dei migliori broadcaster europei. Con risorse tra le più basse d’Europa produce televisione e radio, sostiene il cinema, la fiction, l’audiovisivo italiano. <strong><em>Siamo un hub industriale. Le tre reti generaliste Rai battono le tre generaliste Mediaset. Il sorpasso del gruppo Mediaset arriva sommando i canali specializzati, più numerosi e non paragonabili a Rai Storia o Rai Scuola.</em></strong> C’è però un fenomeno più ampio: il logoramento della Tv lineare. La platea invecchia, la fruizione si sposta sul video on demand. RaiPlay è comunque una piattaforma tra le più avanzate in Europa”.</p>



<p>E in tema di pluralismo dice <strong>Giampaolo Rossi</strong>: “<strong><em>Raramente la Rai è stata plurale come in questa stagione.</em></strong> Convivono Report e Far West, Gomez e Giletti, Cerno e Damilano. Non esiste più una Rai 3 monocolore. Per questo respingo l’idea di una Rai schiacciata su una sola parte politica. Poi è un Servizio Pubblico. È naturale che la politica dia indicazioni strategiche. Il problema semmai è l’invadenza, che dipende da politica a politica. Dipende dalla stagione”. E a proposito della nascita del nuovo sindacato dei giornalisti UNIRAI l’AD non ha dubbi :”<strong><em> Il pluralismo sindacale è un valore. L’anomalia era che duemila giornalisti fossero rappresentati per decenni da un solo sindacato. L’arrivo di una seconda sigla è un arricchimento</em></strong>”.</p>



<p></p>
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