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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Minà aveva il dono dell’ascolto e il culto dell’amicizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tonino Raffa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 18:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Gianni Minà, Gianni Brera, Gianni Mura e Gianni Clerici raccontati da Giuseppe Smorto in un saggio in cui l&#8217;ex vice direttore di Repubblica racconta gli inediti di quattro grandi giornalisti sportivi italiani. Forse i più grandi di questi ultimi anni. La città di Reggio gli...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gianni Minà, Gianni Brera, Gianni Mura e Gianni Clerici raccontati da Giuseppe Smorto in un saggio in cui l&#8217;ex vice direttore di Repubblica racconta gli inediti di quattro grandi giornalisti sportivi italiani. Forse i più grandi di questi ultimi anni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La città di Reggio gli ha dato i natali, Roma e Torino l’hanno consacrato nella professione. Ci sono favole che diventano realtà e realtà che diventano favole. <strong>Da ragazzo Giuseppe Smorto aspirava a fare il giornalista. I genitori, invece, volevano diventasse psicanalista. Alla distanza ha avuto ragione lui.</strong> Il quotidiano “La Repubblica”, che ha festeggiato i cinquant’anni, è stata la sua culla e la sua seconda casa. Entrato nel 1980, vincitore di una borsa di studio, ha scalato tutti i gradini fino a diventare responsabile delle pagine sportive e a ricoprire l’incarico di vicedirettore con delega alla integrazione tra l’edizione cartacea e la piattaforma digitale. Ha lavorato accanto ai miti della letteratura sportiva come <strong>Gianni Brera, Gianni Minà, Gianni Clerici e Gianni Mura,</strong> ai quali ha dedicato il suo ultimo libro dal titolo “<strong>I 4 Gianni”, edito da Minerva</strong>. Un tributo alla nostalgia, un’opera che sta spopolando nelle classifiche e che, dopo diverse presentazioni al centro nord, approderà oggi lunedì 10 agosto al Circolo Tennis di Reggio Calabria nel quadro dei “Caffè letterari” del Rhegium&nbsp; Julii. Ricostruisce la storia di una redazione che non c’era ma che poi è diventata una corazzata dell’informazione sportiva. Un paradosso, che l’autore spiega cosi : “<em>Nell’annunciare la</em> <em>prima uscita, nel gennaio 1976, Scalfari disse che il giornale non si sarebbe occupato di sport</em>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="767" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-27.png" alt="" class="wp-image-10343" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-27.png 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-27-196x300.png 196w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;<u>La coerenza è un valore ma questo non significa</u> <u>che bisogna</u> <u>mettere un</u> <u>freno al progredire di una idea…</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Infatti. Si accorgerà che era impossibile escludere dal</em> pan<em>orama un fenomeno che accomuna milioni di appassionati e genera un valore di svariati</em> miliardi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>&nbsp;L’evoluzione fu graduale, il giornale non aveva l’edizione del lunedì…</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong><em>“Quella</em> <em>arriverà nel 1994. Tuttavia fin dal 1978 lo sport cominciò ad occupare un numero </em>crescente <em>di pagine. Scalfari osservò che, per vincere la sfida,</em> <em>bisognava ingaggiare i migliori, puntare sulla qualità e</em> <em>sulla originalità dell’analisi tecnica e storico-sociale. Se prendi un Maradona quello vale sempre il prezzo del biglietto. E fu così, che, grazie al lavoro diplomatico di Mario</em> <em>Sconcerti (al quale</em> <em>devo tanto), la</em> <em>redazione diventò una nazionale del giornalismo</em> <em>sportivo con l’arrivo di Brera, Clerici, Minà e Mura. Da studente divoravo i loro articoli sul “Giorno”, il quoti</em>diano <em>che, insieme</em> <em>con “Gazzetta del Sud”, entrava ogni mattina nella nostra casa di Reggio al rione S. Anna</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>– Hai vissuto all’ombra dei giganti, coniugando tradizione e innovazione. Nel libro si coglie il fascino del come eravamo ma anche l’inquietudine del come saremo. Con il rischio dell’Intelligenza artificiale, il giornalismo potrà rinunciare al suoi valori etici e alla sua radice storica?&nbsp;</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Non faccio differenza tra carta stampata e online. Le nuove tecnologie aiutano, ma ogni progresso deve essere governato dall’uomo con la sua etica e la sua responsabilità. I giornali sono indeboliti, è mancata la protezione con leggi adeguate, calano le tirature, chiudono le edicole, ma se torniamo a puntare sulla qualità il giornalismo non tramonterà mai”</em><strong><em>. </em></strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>– La crisi nella quale è piombato il calcio italiano, l’impasse legata alla nomina del commissario tecnico, le idee da circo miliardario di Infantino, cosa avrebbero scritto oggi i quattro Gianni</u>?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong><em>“Avrebbero usato parole di fuoco. Brera avrebbe ricordato che la storia si ripete due volte, la prima in tragedia, la seconda in farsa. Clerici sarebbe soddisfatto perché da giovane aveva abbandonato gli articoli di calcio per occuparsi di tennis e oggi in questo sport siamo in cima al mondo, dopo aver ricostruito il settore giovanile. Mura e Minà avrebbero richiamato la lezione del Gattopardo: tutto deve cambiare purchè nulla cambi. Malagò e Mancini dovranno combattere contro l’ostilità dei grandi club, ai quali della Nazionale non importa nulla. Anzi la odiano. A Gattuso hanno negato la sospensione del campionato prima dello spareggio con la Bosnia”</em><strong><em>.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>&#8211;</em><u>Tra i</u> <u>tanti protagonisti incontrati, se dovessi indicare un mito?</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Pietro Mennea per i principi morali e per la coerenza. Per questo era inviso ai poteri forti. Ma ricordo anche Lee Evans, Velasco, Eduardo Galeano”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;&#8211;<u>Una fotografia dei quattro Gianni, giudicati colleghi Alfa, cioè dei numeri uno. Tutti così diversi</u> <u>ma anche così uguali, così indipendenti</u> <u>e così bravi nell’interpretare lo sport come chiave di lettura della società</u>…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;“<em>Brera ti riceveva verso le undici e affettava il salame. Si faceva dettare al mattino le domande per la posta con i lettori ma scriveva la sera. Diceva, che le domande prima andavano.. incubate. Minà aveva il dono dell’ascolto e il culto dell’amicizia. Cercava la scoop anche a tavola tra il primo e il secondo piatto. Non a caso una sera in un ristorante di Trastevere riuscì a portare allo stesso tavolo De Niro, Cassius Clay, Sergio Leone e Gabriel Garcia Marquez. Clerici era geniale nello scovare aspetti particolari di un match prescindendo dal risultato. Mura prenotava in trattoria con un nome diverso e si portava il vino da casa. Era curioso, correggeva i refusi sui menù”.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="766" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-10375" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-1024x766.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-300x224.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-768x575.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-1536x1149.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42-700x524.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.45.42.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Curiosità a parte, rimane la ricchezza del patrimonio umano e culturale che i quattro Gianni hanno lasciato. Smorto lo consegna alla memoria dei lettori. Lo sport ha nuovi idoli, nuovi linguaggi. Ma è una consegna giusta. Altrimenti, nell’era digitale, tutti rischiano di passare per sconosciuti agli occhi delle nuove generazioni.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="766" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-1024x766.jpeg" alt="" class="wp-image-10377" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-1024x766.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-300x224.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-768x575.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-1536x1149.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50-700x524.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-17.50.50.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>RAI Uno, lunedì sera &#8220;Rosso volante&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/02/19/rai-uno-lunedi-sera-rosso-volante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 13:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Film tv sul leggendario campione olimpico di bob Eugenio Monti Una prima TV assoluta. Giorgio Pasotti veste i panni di Eugenio Monti &#8211; sciatore e bobbista, doppio Oro olimpico a Grenoble nel 1968 e campione di fair play, scomparso nel 2003 &#8211; nel film...]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Il Film tv sul leggendario campione olimpico di bob Eugenio Monti</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una prima TV assoluta. <strong>Giorgio Pasotti veste i panni di Eugenio Monti</strong> &#8211; sciatore e bobbista, doppio Oro olimpico a Grenoble nel 1968 e campione di fair play, scomparso nel 2003 &#8211; nel film tv “<strong>Rosso volante”,</strong> in onda lunedì 23 febbraio in prima serata su Rai 1. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">“Per raccontare le due edizioni olimpiche (Innsbruck ’64 e Grenoble ’68) abbiamo studiato i filmati dell’epoca e ricostruito fedelmente lo spazio della pista e quello adibito alla stampa &#8211; scrive <strong>il regista Alessandro Angelini. </strong>&#8211; Nonostante ciò, avevamo la sensazione che ci mancasse qualcosa. E alla fine, per integrare e dare maggiore credibilità alla messa in scena, abbiamo deciso di inserire nel film alcune immagini di repertorio. Una scelta azzardata? Non lo sappiamo. Di certo, una decisione coraggiosa con dentro una buona componente di ambizione e follia. Ma se il nostro intento era quello di raccontare le gesta di Eugenio Monti…, forse ci si doveva adeguare” continua il regista, che spiega anche lo stile che ha voluto dare al film tv.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una coproduzione <strong>Rai Fiction</strong> e <strong>Wonder Film </strong>e <strong>Wonder Project</strong>, scritto da <strong>Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti, Valerio Bariletti </strong>e liberamente ispirato all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: <strong>Eugenio Monti, </strong>dietro la leggenda” di <strong>Stefano Rotta</strong>, con la regia di <strong>Alessandro Angelini </strong>e un cast formato inoltre da <strong>Andrea Pennacchi (Gianni Brera), Denise Tantucci (Linda Lee), Stefano Scandaletti (Sergio Siorpaes) e con Maurizio Donadoni (Podar).</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"> “Uno stile vigoroso -aggiunge <strong>Alessandro Angelini-</strong> e quasi documentaristico nelle gare (per dare modo al pubblico di sentirsi in pista con Monti) e più statico e contemplativo (come le vette delle Dolomiti che fanno da cornice alla nostra storia) nei momenti in cui si racconta la vita privata di Monti. In questo secondo caso, la sua insofferenza, i suoi tormenti non sono dati dai movimenti della macchina da presa bensì dalla loro stessa tensione emotiva; durante queste scene, il mondo attorno a Eugenio è fermo, ben ancorato, quasi statico mentre è la sua sofferenza a muoversi e a muovere l’aria. In qualche modo, è come se le emozioni quali il travaglio interiore, il tormento, l’angoscia potessero essere comunicate dal loro essere in movimento al cospetto di un mondo esterno completamente fermo; come se l’inquadratura non fosse sufficiente a contenerle, in un’asfissiante ricerca di uno spazio vitale più ampio di quello concesso dalla macchina da presa”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="713" height="543" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-3.png" alt="" class="wp-image-8128" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-3.png 713w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-3-300x228.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-3-500x380.png 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-3-700x533.png 700w" sizes="auto, (max-width: 713px) 100vw, 713px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Eugenio Monti, campione di bob, nel 1964 ha 36 anni. </h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ha vinto quasi tutto, ma gli manca l’Oro olimpico. “<strong>Rosso Volante</strong>”, come lo soprannomina <strong>Gianni Brera </strong>per l’audacia e per il colore dei capelli, è deciso quindi a conquistare l’Oro ai giochi Olimpici Invernali di Innsbruck. Realizza un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorge che il rivale <strong>Tony Nash</strong> ha perso un bullone e, senza pensarci un attimo, gli dà il suo. Un gesto di grande lealtà sportiva che permette agli inglesi di vincere l’Oro, mentre l’Italia deve accontentarsi del Bronzo. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per l’eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premia Monti con il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la più alta onorificenza per un atleta. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;episodio del bullone è il punto di partenza di un racconto che ripercorre i quattro anni che portano <strong>Eugenio Monti</strong> a vincere l&#8217;agognata medaglia d&#8217;Oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita. Una storia di sport, amore, amicizia, coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Le parole del regista  Aessandro Angelini.</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-1024x682.png" alt="" class="wp-image-8127" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-1024x682.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-1536x1023.png 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2-700x466.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/02/image-2.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">&#8220;Avendo a che fare con una storia vera, e quindi con dei personaggi realmente esistiti &#8211; alcuni dei quali, peraltro, ancora viventi &#8211; ho cercato di approcciare al film usando estrema delicatezza e assoluto rispetto verso chi quella storia l’ha vissuta in prima persona.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Evitando accuratamente di creare forzature o storture, ho “modellato” la sceneggiatura sulle figure degli interpreti proprio per realizzare un equilibrio quanto più profondo tra la pagina scritta e la verità della messa in scena.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sono convinto che il set debba integrare e superare la pagina scritta. Di quest’ultima, deve certamente mantenerne le intenzioni ma non limitarsi a questo, quanto scendere ancora più in profondità. Il passaggio dal foglio alle azioni e ai movimenti degli attori deve essere curato in tutte le sue sfaccettature. È fondamentale. A volte, un dialogo funziona perfettamente nella fase della lettura ma quando lo si va a mettere in scena può risultare poco efficace.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In effetti, una battuta, per quanto ben scritta, può essere restituita con forza e precisione da uno sguardo, da un gesto, da un silenzio che riesce a condensarla rendendo la scena più autentica. Si tratta di una fase affascinante del lavoro di regia che mi fa pensare ad una partitura musicale: ci sono note di durata diversa e ci sono le pause. Si deve suonare ogni nota col giusto tempo ma si deve anche saper dare respiro alla melodia!</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per raccontare le due edizioni olimpiche (Innsbruck ’64 e Grenoble ’68) abbiamo studiato i filmati dell’epoca e ricostruito fedelmente lo spazio della pista e quello adibito alla stampa. Nonostante ciò, avevamo la sensazione che ci mancasse qualcosa. E alla fine, per integrare e dare maggiore credibilità alla messa in scena, abbiamo deciso di inserire nel film alcune immagini di repertorio. Una scelta azzardata? Non lo sappiamo. Di certo, una decisione coraggiosa con dentro una buona componente di ambizione e follia. Ma se il nostro intento era quello di raccontare le gesta di Eugenio Monti…, forse ci si doveva adeguare.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma questo implicava che tutto dovesse essere affrontato con estrema professionalità e allora, di concerto con il reparto fotografia, ci siamo messi a studiare le tecniche usate per riprendere i vecchi cinegiornali, quali fossero le ottiche utilizzate, la filosofia delle inquadrature, ecc. per poi riproporre un impianto simile che raccontasse gli eventi agonistici creati sul set senza creare strappi tra il presente e il passato.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ritengo che il modo di riprendere dei cineoperatori ben si sposi con lo stile che volevo dare al film: vigoroso e quasi documentaristico nelle gare (per dare modo al pubblico di sentirsi in pista con Monti) e più statico e contemplativo (come le vette delle Dolomiti che fanno da cornice alla nostra storia) nei momenti in cui si racconta la vita privata di Monti. In questo secondo caso, la sua insofferenza, i suoi tormenti non sono dati dai movimenti della macchina da presa bensì dalla loro stessa tensione emotiva; durante queste scene, il mondo attorno a Eugenio è fermo, ben ancorato, quasi statico mentre è la sua sofferenza a muoversi e a muovere l’aria. In qualche modo, è come se le emozioni quali il travaglio interiore, il tormento, l’angoscia potessero essere comunicate dal loro essere in movimento al cospetto di un mondo esterno completamente fermo; come se l’inquadratura non fosse sufficiente a contenerle, in un’asfissiante ricerca di uno spazio vitale più ampio di quello concesso dalla macchina da presa.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per quello che mi riguarda, questa scelta di riprendere con la macchina fissa le situazioni raccontate, da una parte esalta la bellezza dei paesaggi, la loro imperturbabilità, mentre dall’altra aumenta l’isolamento e la sofferenza del protagonista&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">CAST ARTISTICO</h2>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong> </strong> <strong> </strong></td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>GIORGIO PASOTTI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Eugenio Monti</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>ANDREA PENNACCHI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Gianni Brera</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>DENISE TANTUCCI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Linda Lee</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>MAURIZIO DONADONI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Podar</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>STEFANO SCANDALETTI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Sergio Siorpaes</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>MICHELA MARTINI</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Adele (madre di Eugenio Monti)</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>ALESSANDRO BRESSANELLO</strong> <strong>&nbsp;</strong></td><td>Ugo (padre di Eugenio Monti)</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"><strong>DANIELE DE ANGELIS</strong> <br><strong> VITTORIO HAMARZ VASFI</strong></td><td>Luciano De Paolis</td></tr><tr><td class="has-text-align-right" data-align="right"></td><td>Leonida<br><br></td></tr></tbody></table></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
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