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		<title>Dietro lo Scoop del TG1 la vita e la carriera di Giovan Battista Brunori</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/09/26/dietro-lo-scoop-del-tg1-la-vita-e-la-carriera-di-giovan-battista-brunori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 06:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
		<category><![CDATA[giovan battista brunori]]></category>
		<category><![CDATA[i tunnel di hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[E' la storia di uno scoop realizzato dal TG1 nei Tunnel di Gaza, ma è anche la storia e l'impegno dell'inviato della RAI a Gerusalemme Giovan Battista Brunori.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un giornalista della RAI nei tunnel di Hamas. E&#8217; il 23 settembre 2026, e per il TG1 delle ore 20 è uno scoop internazionale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In meno di due minuti, <strong>Giovan Battista Brunori</strong> spiega e mostra in video quello che bisogna sapere. Armi, munizioni, elettricità, stanze da letto, bagni, ventilazione, c’è tutto il necessario per migliaia di terroristi che hanno potuto nascondersi per anni nella rete di oltre 500 chilometri di tunnel militari al riparo dai bombardamenti israeliani. Hamas ha lasciato i civili in superficie per usarli come scudi umani, civili che hanno subito le conseguenze peggiori della guerra. Uno scoop internazionale, che in America gli americani candiderebbero senza nessun problema alla nuova edizione del Premio Pulitzer, ma guarda caso l’autore di questo sensazione colpo giornalistico questa volta è un giornalista italiano, Giovan Battista Brunori che conosce la Strisca di Gaza come le sue tasche. Il suo reportage è andato in onda ieri sera 23 settembre 2026 al TG1 delle ore 20, facendo immediatamente dopo il giro del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sono più di 500 km di tunnel – spiega in maniera veloce e chiarissima l’inviato della RAI a Gerusalemme- scavati nel corso degli anni nel sottosuolo della Striscia di Gaza a una profondità di 20 metri, ma talvolta anche a 70-80 metri di profondità, usando persino gli aiuti umanitari come materiali da costruzione. Sono tunnel forniti di elettricità, ventilazione, servizi igienici, munizioni ed esplosivi, e per lunghi periodi hanno costituito un formidabile dispositivo offensivo per realizzare attacchi contro civili e militari israeliani. Vi si rintanavano migliaia di terroristi al riparo dai bombardamenti israeliani, mentre la popolazione civile palestinese, usata come scudo umano, veniva lasciata in superfice”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è rischioso tutto questo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa domanda lo stesso <strong>Giovan Battista Brunori</strong> aveva già risposto qualche giorno fa presentando ufficialmente alla stampa il suo ultimo libro: “<strong>Quello che mi anima è l’amore per il mio lavoro</strong> -dice senza peli sulla lingua- e sono grato alla Rai che mi consente di essere in mezzo ai fatti che coinvolgono la vita del pianeta e per la fiducia che mi ha accordato mandandomi tre anni fa in Medio Oriente e che continua a dimostrarmi tutt’oggi. Il mio lavoro consiste nel mettere non me stesso in evidenza – anche se ho realizzato dal 7 ottobre più di 8.000 servizi – ma i fatti dove accadono e raccontare le sofferenze e le realtà delle persone. Questo mi dà ogni giorno la forza”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci sono più dubbi sulla verità storica di questi giorni e di questi anni lungo la striscia di Gaza. Se ne è discusso a lungo proprio nel corso della cerimonia di lancio dell’ultimo libro di <strong>Giovan Battista Brunori “<em>Il Nuovo Medio Oriente. Il declino della mezza luna sciita</em>”</strong> dove dal dibattito della serata si evinceva con grande chiarezza come la maggiore difficoltà affrontata in questi anni è stata per i giornalisti di turo il mondo “la forza comunicativa di Hamas rispetto all’efficacia di quella di Israele”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovan Battista Brunori</strong> cita un caso specifico, è quello che è accaduto il 17 ottobre 2023 con il bombardamento all’ospedale Al-Ahli di Gaza, e “dove dopo pochi minuti Hamas aveva pronto un comunicato ufficiale che diceva che era stato Israele a colpirlo, e che l’attacco israeliano aveva causato 500 morti, dando i dettagli di quanti uomini, quante donne e quanti bambini, e tutto questo con una velocità sorprendente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La versione data da Hamas è stata poi ripresa da quasi tutti i media del mondo per diverse ore, e solo dopo un po’ si è finalmente capito che in realtà era stato un razzo della Jihad Islamica andato fuori bersaglio a colpire l’ospedale, facendo qualche decina di morti. “Purtroppo per molte ore l’altra versione è mancata, e questa è stata la difficoltà principale in questi anni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma già il giorno prima durante un&#8217;operazione a Qalqilya, la polizia e le guardie di frontiera avevano scoperto un tunnel ancora in costruzione, profondo almeno 25 metri. Al suo interno, la polizia aveva rinvenuto un fucile M16, un fucile di precisione, munizioni, caricatori, diversi telefoni cellulari, un dispositivo di registrazione video e fertilizzante, un materiale che potrebbe essere utilizzato per la fabbricazione di esplosivi. Ma un secondo tunnel era stato scoperto nelle vicinanze. La sua costruzione era ancora nelle fasi iniziali. Quattro sospetti sono stati arrestati durante l&#8217;operazione e portati in caserma per essere interrogati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento- spiegano le agenzie di stampa- “la polizia non ha specificato la lunghezza del primo tunnel, la sua destinazione prevista o il suo scopo preciso. Non è stato ancora ufficialmente stabilito alcun collegamento con una specifica organizzazione terroristica. Tuttavia, la presenza di armi e materiali che potrebbero essere utilizzati per fabbricare ordigni esplosivi rafforza i sospetti sulla natura dell&#8217;infrastruttura”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qalqilya – aggiungono gli esperti militari- si trova in Giudea e Samaria, nelle immediate vicinanze della barriera di sicurezza e di diversi insediamenti israeliani nella regione di Sharon, tra cui Kfar Saba. Lo stesso sindaco, Rafi Saar, che è anche presidente del Forum delle località della Linea di Demarcazione, ha parlato alla stampa di un &#8220;evento grave&#8221; che, a suo dire, dimostra che la minaccia per gli abitanti della regione è &#8220;reale e immediata&#8221;: &#8220;Non si tratta di un allarme teorico, ma di una realtà di sicurezza che richiede un&#8217;azione decisa. Gli abitanti della Linea di Demarcazione, di Kfar Saba e dell&#8217;intera regione di Sharon non possono vivere nell&#8217;incertezza. Hanno diritto alla sicurezza, alla protezione e alla pace&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo nostro mestiere si può discutere di tutto e del contrario di tutto, ma quando il nostro mestiere lo sia fa in questo modo, rischiano la propria vita ogni giorno sul campo, e andando in giro tra le macerie della Striscia di Gaza per cercare verità nascoste o tradite, allora è il caso di dire Grazie Brunori per questa straordinaria lezione di giornalismo moderno. Altro che Grandi inviti di guerra. Qui c’è molto di più. Chapeau. </p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>A Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, davanti al tunnel nel quale Hamas ha tenuto sotto sequestro e ucciso sei ostaggi israeliani. 13 settembre 2024</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="769" height="432" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-77.png" alt="" class="wp-image-11070" style="aspect-ratio:1.777456647398844;width:615px;height:auto" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-77.png 769w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-77-300x169.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-77-539x303.png 539w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-77-700x393.png 700w" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" /></figure>



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<h2 class="wp-block-heading">Giovan Battista Brunori, un profilo da primo della classe</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Capo della Sede Rai di Gerusalemme dal luglio del 2023, ha seguito sul campo la guerra contro Hamas a Gaza e contro gli Hezbollah in Libano. Più volte inviato nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Israele, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre ha realizzato oltre 8000 servizi, reportage e dirette per tutti i canali Rai. Ha seguito in Arabia Saudita nel 2025 la visita del Presidente americano Donald Trump. Nel corso degli anni ha realizzato tra l’altro reportage in Lituania (2023), Ucraina (2022) in Medioriente (guerra Gaza Israele 2021), in Afghanistan, in Iraq, in Russia, Nordafrica, Serbia. Ha seguito i viaggi apostolici di papa Francesco in Corea del sud e in Turchia. Ha seguito con collegamenti in diretta da Piazza S.Pietro per il Tg2 e per la Rete 2 i giorni della malattia, della morte e dei funerali di Joseph Ratzinger Benedetto XVI e per Rai3 ha seguito i giorni dell’agonia e della morte di papa Giovanni Paolo II. Per il Tg2 ha realizzato molti approfondimenti tra i quali Tg2Dossier “I mille volti della Shoah” 2023, Tg2Dossier “La pace sospesa” sulla crisi in Medioriente (2021), Tg2 Dossier “Il virus dell’odio” per il Giorno della Memoria 2021 il Tg2Dossier “Il futuro della Memoria” per il Giorno della Memoria 2020, il Tg2Dossier “La nuova vita del papa teologo” 2019, il Tg2Dossier <em>In cammino verso il Giubileo 2015</em>. Archivista, giornalista Capo Redattore, al Tg2 RAI si è occupato per oltre vent’anni di Esteri e Informazione religiosa. E’ stato componente del Comitato di Redazione del Tg2.&nbsp; E’ stato Presidente del Collegio dei Revisori dei conti dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio (2013-2017). Ha lavorato a <em>Persona Tv,</em> a <em>Telemontecarlo</em> e alla <em>Tgr Lazio Rai</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle spalle una miriade di premi eccellenti, a partire dall’ultimo ritirato qualche mese fa a Roma in Piazza di Spagna, il Premio Internazionale di giornalismo “Biagio Agnes 2026, Premio Cimitile 2026, Premio “Luci di verità” 2026. Poi ancora: Premio “Delio Costanzo” (2024) Premio speciale per la stampa, espressione delle libertà democratiche Reggia della Venaria, (Torino),&nbsp; Premio Giornalistico Televisivo “Ilaria Alpi” (Riccione 1998, Presidente della Giuria Igor Man), “Premio Personalità Europea” (Roma 2005), Premio Goccia d’Oro per il dialogo interreligioso (Rapolano Terme 2006).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 ha pubblicato il libro “<em>Il Nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna sciita</em>” Belforte Editori. Nel 2017 ha pubblicato il libro “<em>Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito nella storia”</em> Paoline tradotto in spagnolo <em>BENEDICTO XVI. Fe y profecía del primer Papa emérito de la historia</em> (2018). La traduzione polacca della biografia di Joseph Ratzinger “<em>Benedykt XVI. Wiara i proroctwo pierwszego papieża emeryta w historii”</em> (2020) ha vinto il Premio Feniks 2021 Categoria “Autore straniero” (Polonia, Editori cattolici). Nel 2005 ha pubblicato il libro&nbsp; “<em>La Croce e la Sinagoga</em>” Francoangeli recensito – tra l’altro – con un’intervista su “Specchio” (La Stampa) da Alain Elkann 2 luglio 2005 e da Andrea Tornielli (Il Giornale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2011 ha realizzato un reportage prodotto dal Segretariato Sociale della Rai: un dvd sulle <em>baraccopoli di Nairobi in Kenya</em>. Ma ha anche ideato e condotto la rubrica settimanale di Rai3 nazionale “<em>Verso il Giubileo”</em>, in preparazione dell’Anno Santo del 2000 e ha condotto la rubrica di Rai3 “<em>Dentro il Giubileo</em>” che ogni mercoledì in diretta da S.Pietro ha dato conto degli eventi che hanno segnato il Giubileo indetto da Papa Wojtyla. Infine, nel febbraio 1998 ha scoperto un cimitero paleocristiano a Ponte Camillario, alle porte di Viterbo (inchiesta andata in onda sul Tgr Lazio Rai). Quanto basta per capire lo spessore e il carisma professionale del famoso inviato della RAI in Israele. (<strong>Pino Nano</strong>)</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="390" height="585" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-79.png" alt="" class="wp-image-11072" style="aspect-ratio:0.6666666666666666;width:312px;height:auto" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-79.png 390w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-79-200x300.png 200w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /></figure>
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