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		<title>Ritorna Saverio Strati col doppio racconto “Il visionario e il ciabattino”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Nunnari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 06:58:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La grande attualità di Saverio Strati letta dal giornalista-scrittore Mimmo Nunnari che a lui ha dedicato uno dei dossier più belli della RAI.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"> <strong>Arriva il turno di “Il visionario e il ciabattino” romanzo doppio di Saverio Strati appena pubblicato da Rubbettino (prefazione di Luciano Curreri, pagine 160, euro 16) nella prestigiosa collana dedicata allo scrittore di Sant’Agata del Bianco. Bellissimo il ricordo dedicato allo scrittore calabrese da RAI Storia.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="701" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766-701x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-10710" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766-701x1024.jpeg 701w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766-206x300.jpeg 206w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766-768x1121.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766-699x1021.jpeg 699w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3766.jpeg 972w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro, pubblicato la prima volta da Mondatori nel 1978, è l’undicesimo volume dell’opera omnia di Strati che Rubbettino sta riportando in libreria. <strong>Strati è l’interprete principale dei problemi dell’emigrazione italiana e della storica sofferenza del Sud, Calabria in particolare, regione relegata fin dall’Unita ad una condizione di vita semicoloniale.</strong> Sono i temi che ritroviamo nel libro adesso ripubblicato, “Il visionario e il ciabattino”: somma di due romanzi esistenziali brevi, autonomi, concepiti nel 1974 e ambientati a Firenze. Questi due racconti, pubblicati nel 1978, l’anno dopo del volume  “<strong>Il selvaggio di Santa Venere” </strong>composto fra il 1975 e il 1976 che assicuro’ a Strati il <strong>Premio Campiello</strong>. Può darsi che lo scrittore abbia ripescato i due testi tenuti a lungo nel cassetto per dare continuità editoriale alle sue pubblicazioni; che li abbia ripescati in quell’anno per non perdere gli echi del successo raggiunto col “<strong>Selvaggio</strong>”. Lo fa notare <strong>Luciano Curreri </strong>nella prefazione di questa nuova <strong>edizione del libro. Ciò non significa che “Il visionario e il ciabattino” sia un lavoro trascurabile, tutt’altro. Nel primo racconto, “Il ciabattino nel catabuco”</strong>, Strati presenta un mondo calabrese in cui prevale uno spirito di autodistruzione. Nel secondo racconto, “<strong>Il visionario”, lo scrittore esplora territori nuovi alla sua narrativa:</strong> la fragilità mentale, il confine con la follia, l’infanzia, che ritorna come incubo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="636" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-1024x636.jpeg" alt="" class="wp-image-10711" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-1024x636.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-300x186.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-766x476.jpeg 766w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-1536x954.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697-699x434.jpeg 699w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_3697.jpeg 1615w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Due storie completamente diverse, unite dalla determinazione con cui Strati indaga il destino umano, le sue crepe, le sue ombre più segrete. C’è anche, nella scrittura, quella sinergia tra cuore e intelletto che rappresenta la cifra umana di Strati, romanziere capace di rappresentare le complessità della vita di “quell’italiano anomalo” che è l’uomo meridionale. Non per questo Strati dev’essere considerato scrittore regionale; anzi, ogni qual volta qualcuno azzarda questa classificazione il romanziere appare infastidito dalla stereotipata etichetta. <strong>Lo ha spiegato chiaramente questo suo pensiero nell’unico documento televisivo realizzato nel 1987 dalla Rai.</strong> In altre occasioni ha detto: “Classificare primariamente sarda la Nobel <strong>Grazia Deledda,</strong> calabrese l’europeo <strong>Alvaro,</strong> piemontesi <strong>Pavese o Fenoglio</strong>, toscani <strong>Pratolini e Bilenchi</strong>, meneghino Gadda, siciliani gli universali <strong>Pirandello Tomasi di Lampedusa, Bufalino</strong>, e così via, che senso avrebbe? Aveva ragione <strong>Geno Pampaloni</strong> &#8211; uno tra i maggiori critici letterari del secolo scorso &#8211; quando di Saverio Strati scrittore dava l’interpretazione che ancora oggi risulta più vera: “Sembra portare sulla propria persona la vita dei padri. Il passato, soprattutto, il dolore del passato, la tradizione della sua terra, i secoli di miseria e di silenzio, la pazienza contadina e artigiana, il pudore dei sentimenti, e persino l’antica lentezza, con cui il tempo trascorre nei vecchi paesi, <strong>Saverio Strati </strong>sembra portarseli addosso, come una consanguinea presenza, una compagnia”. Ecco, Strati è questo  &#8211; come descritto da Pampaloni &#8211; anche in “Il visionario e il ciabattino”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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