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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Maurizio Gianotti e Gianpiero Gamaleri &#8220;A Scuola di Intelligenza Artificiale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:23:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“La cassetta degli attrezzi” &#8211; capire l&#8217;intelligenza artificiale per aiutare i giovani a sceglieredi Maurizio Gianotti (co-direttore con Gianpiero Gamaleri della collana “La cassetta degli attrezzi”, Armando Editore) L&#8217;intelligenza artificiale è una svolta di civiltàNon esiste articolo, saggio, libro, dichiarazione, intervista oggi in circolazione che...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>“La cassetta degli attrezzi” &#8211; capire l&#8217;intelligenza artificiale per aiutare i giovani a scegliere<br>di Maurizio Gianotti (co-direttore con Gianpiero Gamaleri della collana “La cassetta degli attrezzi”, Armando Editore)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;intelligenza artificiale è una svolta di civiltà</strong><br>Non esiste articolo, saggio, libro, dichiarazione, intervista oggi in circolazione che non parli dell&#8217;intelligenza artificiale. C’è chi ne ha paura e prevede che possa provocare conseguenze negative come la riduzione dei posti di lavoro o nuove forme di analfabetismo. Noi invece crediamo che rappresenti una svolta di civiltà, che investe perfino le pieghe più intime dell&#8217;animo umano, perché riguarda il nostro modo di leggere la realtà e di interpretare il mondo che ci circonda.<br>La ragione è semplice. Questa che potremmo chiamare &#8220;tecnologia della conoscenza&#8221; si è impadronita — grazie proprio alla nostra intraprendenza — di tutto lo scibile umano, anche attraverso meccanismi automatici che la mettono in grado di gestire l&#8217;intero patrimonio di sapere a nostra disposizione. La rappresentazione più plastica di questa trasformazione è l&#8217;immagine dei Big Data: quella grande nuvola, quell&#8217;enorme insieme di informazioni di cui soltanto i telescopi possono darci un&#8217;idea, quando inquadrano gli ammassi galattici ai limiti dell&#8217;universo astrofisico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="932" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28-1024x932.png" alt="" class="wp-image-10752" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28-1024x932.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28-300x273.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28-768x699.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28-700x637.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-28.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’intelligenza è generativa</strong><br>E nel caso dell&#8217;IA tutti questi dati non sono conservati in modo inerte: interagiscono tra loro e producono combinazioni sempre nuove. Sono quelle combinazioni a far chiamare questo fenomeno anche <em>intelligenza generativa</em>, capace cioè di produrre risultati inattesi, con effetti moltiplicativi vertiginosi.<br>Non è dunque un&#8217;esagerazione parlarne tanto, sia da parte dei pochi che la conoscono bene, sia da parte dei molti che l&#8217;hanno sentita nominare soltanto di riflesso.<br>Ci troviamo di fronte non solo a una nuova epoca ma a un&#8217;evoluzione destinata ad affiancare l&#8217;umanità per tutta la durata del suo percorso, che si svolga sulla Terra o che si sposti su altri pianeti come promette Elon Musk.<br>Perché ne parliamo ancora troppo poco e troppo male<br>Subito dopo, però, dobbiamo chiederci: come se ne parla? Questo è il limite: se ne parla con scarsa competenza e con molti timori. La scarsa competenza è di chi non riesce a coglierne la struttura e il linguaggio. I timori sono di chi crede che l&#8217;Intelligenza Artificiale sia destinata a scalzare vari primati degli esseri umani: nel lavoro, nello studio, nel tempo libero e persino nelle più delicate relazioni interpersonali.<br><strong>Una collana per orientarsi nel cambiamento</strong><br>La collana “La cassetta degli attrezzi” nasce con l&#8217;obiettivo di accompagnare le nuove generazioni e i professionisti di domani nell&#8217;affrontare un mondo in rapida trasformazione. È una collana dedicata soprattutto a studenti che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori e l’università, giovani laureati, insegnanti, educatori e a tutti coloro che si preparano a entrare nel mondo del lavoro o desiderano aggiornare le proprie competenze.<br>L&#8217;idea che ispira la collana è semplice: oggi non basta possedere conoscenze teoriche.<br>È necessario disporre di strumenti pratici per comprendere i cambiamenti, interpretarli criticamente e trasformarli in opportunità. Per questo ogni volume vuole essere una vera e propria &#8220;cassetta degli attrezzi&#8221;: non soltanto un libro da leggere, ma un compagno di viaggio che offre metodi, esperienze, esempi, casi concreti e indicazioni operative.<br><strong>Affrontare le sfide del nostro tempo</strong><br>L&#8217;obiettivo è aiutare i giovani a sviluppare un approccio aperto, interdisciplinare e consapevole, fornendo gli strumenti necessari per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: l&#8217;intelligenza artificiale, la rivoluzione digitale, la sostenibilità, la medicina del futuro, la comunicazione, l&#8217;educazione, l&#8217;economia e i profondi cambiamenti sociali.<br>Ogni volume è scritto da studiosi, professionisti ed esperti che mettono a disposizione non solo il proprio sapere, ma anche l&#8217;esperienza maturata sul campo. Il linguaggio è rigoroso ma accessibile, affinché anche chi si avvicina per la prima volta a una disciplina possa acquisire rapidamente le competenze fondamentali.<br>La finalità della collana è contribuire a formare cittadini e professionisti capaci di imparare continuamente, di affrontare l&#8217;incertezza con spirito critico e di trasformare le innovazioni in occasioni di crescita personale, culturale e professionale. In un&#8217;epoca in cui le conoscenze diventano rapidamente obsolete, il vero patrimonio è imparare a usare gli strumenti giusti per comprendere il presente e costruire il futuro.<br><strong>Non solo libri, ma strumenti di lavoro</strong><br>La collana si è aperta con un volume introduttivo, “Tutto quel che avreste voluto sapere sull&#8217;Intelligenza Artificiale e non avete mai osato chiedere”: una panoramica chiara, e accessibile, un primo passo per chi desidera orientarsi in un paesaggio che è già parte del nostro quotidiano, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Che cos&#8217;è davvero l&#8217;intelligenza artificiale? Di che cosa parliamo quando nominiamo algoritmi, machine learning, reti neurali? E perché è diventato urgente capire questi concetti anche fuori dai laboratori e dai convegni specialistici?<br>I titoli successivi sono: “Studiare per lavorare in banca al tempo dell’Intelligenza Artificiale”, e poi “Studiare per diventare registi, videomaker e filmaker”, “Studiare per diventare commercialisti”, e poi i volumi per interpreti e traduttori, social media manager, graphic designer, insegnanti, educatori e formatori. Tutti sempre &#8220;al tempo dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;.<br>Il prossimo volume sarà “Studiare per diventare medici al tempo dell&#8217;IA” — e non è un caso che il settore sanitario sia il luogo in cui questa rivoluzione mostra contemporaneamente il suo massimo potenziale e i suoi limiti più evidenti. Seguiranno il volume dedicato ai musicisti e quello per gli avvocati.<br><strong>L&#8217;esperienza degli adulti come guida per i giovani</strong><br>C&#8217;è, in tutto questo, un compito che riguarda da vicino i lettori di RAI SENIOR. Chi ha visto nascere e maturare i media del Novecento possiede una competenza che ai ragazzi manca: sa per esperienza diretta che nessuna tecnologia mantiene tutte le promesse che annuncia, e che nessuna produce solo i disastri che le vengono attribuiti. È esattamente la misura di cui i più giovani hanno bisogno mentre scelgono che cosa studiare e che mestiere fare.<br><strong>La sfida della società della conoscenza</strong><br>L&#8217;intelligenza artificiale è il grande tema del nostro tempo, perché ci costringe a ripensare che cosa significhi essere umani, e perché — come ogni vera rivoluzione — chiama ognuno di noi a scegliere se restare spettatore o diventare protagonista. Siamo in presenza della sfida più grande, forse pericolosa ma sicuramente affascinante, dell&#8217;homo sapiens chiamato ad affrontare una nuova società: quella della conoscenza. (<strong>Pino Nano</strong>)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="576" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-576x1024.png" alt="" class="wp-image-10728" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-576x1024.png 576w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-169x300.png 169w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-768x1365.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-864x1536.png 864w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21-700x1244.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/09/image-21.png 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MAURIZIO GIANOTTI</strong><br>Dal 2022 è autore del programma quotidiano di RAI2 BellaMa’, condotto da Pierluigi Diaco, è uno degli autori storici di mamma RAI. Nel corso dell&#8217;estate 2026 è stato il capoautore del programma di Rai2 “Lo spazio dei talenti”, sulla disabilità realizzato in convenzione con la Presidenza del Consiglio.<br>Negli anni ‘90 e 2000 ha lavorato a “Forum” (Canale 5 e Retequattro), “Unomattina” e “La vita in diretta” (RAI1).<br>Ha collaborato con Gianni Boncompagni a “Non è la RAI” (Italia1), con Franca Leosini a “Storie maledette” (Rai3), con Roberto Giacobbo a “Voyager” (Rai2) e “Freedom” (Retequattro) e con Maria Latella con cui ha realizzato “Al cinema con…” (Rai3).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2019 lavora con Pierluigi Diaco, con cui ha realizzato i programmi originali “Io e te” e “Io e te di notte” (Rai1), “Ti sento” (Rai2 e Rai Radio2), “BellaMa’” e “BellaFesta”.<br>Per tre anni è stato autore di “O anche no”,<br>E’ stato docente di “Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo&#8221; alla Link Campus University, a Uninettuno, presso il Master in Creative Writing della Luiss e a RaiLab (corso per autori, cprogramma sulle disabilità di Rai2.onduttori, comici e videomaker della RAI). Nel 2025 con il sociologo Gianpiero Gamaleri è stato docente del Corso di Strutture e Linguaggi della TV e dei New Media per la parte dedicata al Laboratorio Creativo &#8211; nuovi format televisivi e progetti per una “Tv senza la Tv” con l’aiuto dell’IA presso l’Istituto Superiore San Domenico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha pubblicato i libri “Le sentenze del giudice di FORUM” (con Santi LIcheri, Piemme, 2000), “Fare l’autore per la TV” (Eurilink, 2008), “Il segno del telecomando&#8221; (con Biagio Proietti, Rai ERI, 2015), “La TV al tempo del web 2.0” (Armando Editore, 2012, vincitore del Premio Gian Piero Orsello per la Comunicazione), “La TV senza la TV” (Armando Editore, 2024), “Ai and me &#8211; Come progettare un programma televisivo con l’Intelligenza Artificiale” (Armando Editore, 2026), “Tutto quello che avreste voluto sapere sull’intelligenza artificiale e non avete mai osato chiedere” (Armando Editore 2026).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È condirettore con <strong>Gianpiero Gamaleri </strong>della collana di Armando Editore “La cassetta degli attrezzi” sull’Intelligenza Artificiale. La Giuria della X edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale ha deciso di attribuirgli un riconoscimento speciale per il suo lavoro svolto nell&#8217;ambito di numerosi programmi RAI.<br>Tale riconoscimento viene assegnato a chi si distingue per la correttezza dell’informazione sulle malattie rare, per l’attenzione alla diffusione della cultura della solidarietà e per la realizzazione di servizi di spessore umano sulla disabilità.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale, Gianluigi Greco riconfermato alla guida del Comitato nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 12:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nuovo organismo fortemente voluto dal Governo, composto da 13 super esperti, aiuterà a definire le strategie di utilizzo dell’AI in Italia nei prossimi due anni Tre anni dopo il suo primo incarico ufficiale, Giorgia Meloni, riconferma il prof. Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Università della...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il nuovo organismo fortemente voluto dal Governo, composto da 13 super esperti, aiuterà a definire le strategie di utilizzo dell’AI in Italia nei prossimi due anni </em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre anni dopo il suo primo incarico ufficiale, <strong>Giorgia Meloni, </strong>riconferma il <strong>prof. Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria</strong>, ai vertici e alla guida del <strong>Comitato Nazionale sull’Intelligenza Artificiale.</strong>“Un genio, dicono i suoi collaboratori sulle colline di Arcavacata, che non lascia nulla al caso e che ha fatto della ricerca la sua mission esclusiva, dimostrando nei fatti come si possa fare ricerca di altissimo livello anche in Calabria nel chiuso di un laboratorio su cui nessuno dieci anni avrebbe scommesso un solo centesimo”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="684" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-9586" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-1024x684.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-300x200.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-768x513.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-1536x1026.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-2048x1367.jpg 2048w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-1-700x467.jpg 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Gianluigi Greco, Rettore dell&#8217;Università della Calabria, durante l&#8217;evento promosso da Lutech &#8216;Sovranità Digitale per l&#8217;Italia &#8211; Cybersecurity, IA e Quantum&#8217;, al Forum Pa, Roma 10 giugno 2026. ANSA / FEDERICO PERRUOLO (npk)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gianluigi Greco</strong> è professore ordinario di Informatica presso l’Università della Calabria, dove ricopre dal 2018 in poi il ruolo di Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica. Dal 2018 è anche membro del Senato Accademico, organo in cui dal 2020 coordina la Commissione Didattica. Dal 2019 è altresì coordinatore – e sin dal 2016 componente – della Commissione “PRO3” per la definizione e il monitoraggio delle politiche strategiche di Ateneo. In precedenza, dal 2019 al 2022, è stato coordinatore del Corso di Dottorato di Ricerca in Matematica e Informatica e, dal 2017 al 2020, è stato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Linguistico di Ateneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2Il mio interesse verso l’Intelligenza Artificiale – racconta- è il risultato di un percorso che intreccia passione personale e un ambiente accademico d&#8217;eccezione come l&#8217;Università della Calabria. Ho scelto di studiare informatica in un periodo in cui la disciplina non era ancora travolta dal boom mediatico attuale, ma all&#8217;UniCal l&#8217;informatica rappresentava già una realtà solida e una promessa di modernità possibile. Questa visione pionieristica non è casuale: l&#8217;Ateneo vanta una tradizione tecnologica di primo piano, che vide la proclamazione del primo laureato in Ingegneria Informatica d&#8217;Italia e, ancor prima già negli anni &#8217;80, la nascita del CRAI (Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni Informatiche), un ponte digitale che ha anticipato di un decennio la new economy. Grazie a un corpo docente d&#8217;eccellenza formatosi in quel contesto, ho potuto approcciarmi a ricerche d&#8217;avanguardia con un rigore analitico raro, esplorando ambiti e tecnologie che oggi sono alla base dell&#8217;IA. Questa vicinanza alla ricerca di frontiera è stata la chiave per trasformare il fascino innato per la tecnologia in una solida competenza professionale, che ha avuto modo di svilupparsi in un polo d&#8217;innovazione che oggi riesce a primeggiare nelle classifiche nazionali e internazionali”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1004" height="751" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-22.png" alt="" class="wp-image-9588" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-22.png 1004w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-22-300x224.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-22-768x574.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-22-700x524.png 700w" sizes="auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con all’attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, il prof. Greco ha ricevuto i più importanti premi e riconoscimenti scientifici nel settore, tra cui l’AAIA Fellowship (nel 2022, per i contributi alla diffusione dell’intelligenza artificiale a livello internazionale), l’EurAI Fellowship (nel 2020, per le attività di ricerca considerate tra le più rilevanti condotte in Europa), l’IJCAI Distinguished Paper Award (quale migliore lavoro scientifico a livello internazionale dell’anno 2018), il Kurt Gödel Fellowship Award (nel 2014, conferito dalla prestigiosa società austriaca Kurt Gödel Society), il Marco Somalvico Award (nel 2009, quale migliore ricercatore in Italia) e l’IJCAI-JAIR Best Paper Award (nel 2008, per la migliore ricerca degli ultimi 5 anni). È membro del comitato editoriale di numerose riviste di informatica e, in particolare, è Associate Editor della rivista Artificial Intelligence Journal, riferimento internazionale nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2022 al 2025, il prof. Greco è stato Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, società scientifica di riferimento nel settore, fondata nel 1988 e cui afferiscono oltre 2000 professori e ricercatori di Università e centri di ricerca. In rappresentanza dell’ecosistema italiano della ricerca, dal 2023 coordina la task force sull’IA istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma già nel 2014 era stato <em>Invited Professor</em> all’Università Parigi-Dauphine, e dal 2007 al 2008, Associato di Ricerca presso l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 2024 è, inoltre, membro del <em>Joint Advisory Group on AI</em>, gruppo consultivo italo-canadese sull’Intelligenza Artificiale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="611" height="487" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-CON-NICOLA-LEONE.png" alt="" class="wp-image-9589" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-CON-NICOLA-LEONE.png 611w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-CON-NICOLA-LEONE-300x239.png 300w" sizes="auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Gianluigi Greco con il Prof. Nicola Leone, suo predecessore ai vertici dell&#8217;Unical</strong></figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È stato membro del Consiglio di Amministrazione nonché responsabile delle attività di trasformazione digitale e trasferimento tecnologico dell’ecosistema Tech4You, finanziato dal MUR per promuovere l’innovazione tecnologica in Calabria e Basilicata. È socio fondatore di due spin-off universitari. È membro del consiglio direttivo del Digital Innovation Hub Calabria, e del comitato tecnico-scientifico del Polo di Innovazione ICT e Terziario Innovativo “Pitagora”. È inoltre Presidente del Centro Studi Internazionali Telesiani, Bruniani e Campanelliani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Direttore dell&#8217;Unità di Ricerca CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l&#8217;Informatica dell&#8217;Università della Calabria nel triennio 2018-2021), è stato anche Vicecoordinatore del corso di Dottorato di Ricerca in Matematica e Informatica dell’Università della Calabria, e Coordinatore della Ricerca del Presidio della Qualità di Ateneo dal 2015 al 2017.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non solo questo. Gianluigi Greco, storico Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università della Calabria è inoltre membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale (SIpEIA), anche questo un ruolo di altissimo prestigio scientifico, e membro del comitato editoriale di numerose riviste di informatica ma è soprattutto <em>Associate Editor della rivista Artificial Intelligence Journal.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, storia per nulla banale o scontata di una “Eccellenza” tutta italiana. Un vero e proprio ambasciatore calabrese della ricerca, un testimone elitario e moderno della tecnologia avanzata che in questi anni è nata sulle colline rendesi e a ridosso del suo Campus, un vero e proprio interprete internazionale ed esclusivo dei grandi misteri che ruotano attorno agli algoritmi, anche lui come Nicola Leone il suo predecessore, allievo del grande George Gottlob, lo studioso austriaco che da Oxford ha scelto di trasferirsi in Calabria per “riprendere le sue ricerche sull’Intelligenza Artificiale da dove era rimasto”. Da un “guru” all’altro, insomma, da una intelligenza speciale al mondo reale, e per giunta in una terra dove nessuno 20 anni fa avrebbe mai immaginato che l’Unical potesse diventare base di partenza delle analisi sul futuro del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi due anni un gruppo di esperti dovrà aiutare il Governo a decidere come l’Italia userà l’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, nelle imprese, nella sanità, nella scuola, nella ricerca e nella sicurezza, e lui sarà per tutti il solo punto di riferimento istituzionale di questa task force. Non per stilare o sottoscrivere un documento di principio, “<strong>ma una bussola per stabilire dove l’IA può migliorare la vita quotidiana</strong> e dove, invece, servono limiti, controlli e responsabilità chiare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la storia dell’Unical è questa una nuova medaglia d’oro, che conferma quanto lavoro sostanziale sia stato realizzato in questi anni sulle colline e tra i cubi di Arcavacata. Evidentemente la scelta di affidare per la seconda volta a <strong>Gianluigi Greco</strong> questa delega così prestigiosa, e anche così elitaria per l’Accademia, è un ulteriore riconoscimento delle sue altissime competenze in tecnologia avanzata, intelligenza artificiale e digitalizzazione, temi questi assolutamente sempre centrali nella sua visione di ricercatore universitario.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="907" height="529" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-ANCORA.jpg" alt="" class="wp-image-9590" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-ANCORA.jpg 907w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-ANCORA-300x175.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-ANCORA-768x448.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/GIANLUIGI-GRECO-ANCORA-700x408.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 907px) 100vw, 907px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è fare dell’Italia – si legge in una nota ufficiale- non solo un Paese utilizzatore dell’intelligenza artificiale, ma anche un produttore di conoscenza, competenze e tecnologie. “La Strategia 2026-2028 dovrà quindi tradurre regole e principi in scelte concrete: valorizzare ricerca scientifica e innovazione, rafforzare la formazione e l’attrazione dei talenti, sostenere la competitività delle imprese, accompagnare la modernizzazione della Pubblica amministrazione e garantire la tutela dei diritti in modo trasparente e sicuro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, il Governo punta a coniugare innovazione e protezione della persona, trasformando la conformità normativa in un vantaggio competitivo per il sistema Paese. L’obiettivo è favorire un’intelligenza artificiale affidabile, sicura e centrata sull’uomo, sostenendone la diffusione nelle piccole e medie imprese e nella Pubblica amministrazione, e rafforzando la formazione a tutti i livelli. È su questo equilibrio che si gioca il posizionamento dell’Italia: innovare con decisione, competere sui mercati globali e sviluppare tecnologie avanzate dentro un quadro di responsabilità democratica, trasparenza e sicurezza.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La cornice normativa </strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro di riferimento è già definito. A livello europeo, l’AI Act classifica gli usi dell’intelligenza artificiale in base al rischio, vieta alcune pratiche e impone obblighi più rigorosi per gli impieghi più delicati. La legge nazionale sull’intelligenza artificiale stabilisce invece che la Strategia nazionale per l’IA sia predisposta e aggiornata dalla struttura della Presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, d’intesa con le Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel percorso devono essere sentiti anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per gli aspetti industriali e gli incentivi; il Ministero dell’Università e della Ricerca, per formazione superiore e ricerca; e il Ministero della Difesa, per i sistemi di IA utilizzabili anche in chiave duale, cioè con possibili impieghi sia civili sia militari. La Strategia viene poi approvata almeno ogni due anni dal Comitato interministeriale per la transizione digitale.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il ruolo di Gianluigi Greco</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comitato di coordinamento, chiamato a supportare il Sottosegretario di Stato all’innovazione tecnologica <strong>Alessio Butti</strong>, nell’aggiornamento della Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale 2026-2028, si è insediato il 18 giugno presso il Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è coordinato da <strong>Gianluigi Greco</strong>, Rettore dell’Università della Calabria. La nomina rappresenta una conferma del ruolo già ricoperto da Greco, che nel 2023 era stato scelto dal Governo come coordinatore del precedente comitato dedicato all’IA.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="820" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-1024x820.jpg" alt="" class="wp-image-9591" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-1024x820.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-300x240.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-768x615.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-1536x1231.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi-700x561.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Greco-Gianluigi.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>I componenti e il metodo di lavoro</strong><strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambio di passo nelle scelte del nuovo Comitato: non solo competenze tecniche e accademiche, ma anche profili legati alla produzione normativa, alle politiche industriali, alla ricerca, alla formazione universitaria, alla difesa, alla comunicazione pubblica e al sistema scientifico nazionale. Oltre al coordinatore, <strong>Gianluigi Greco</strong>, ne fanno parte <strong>Rosita D</strong><strong>’</strong><strong>Angiolella</strong>, del Dipartimento Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri; <strong>Giorgio Maria Tosi Beleffi</strong>, indicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy; <strong>Valentina Cardinale</strong>, indicata dal Ministero dell’Università e della Ricerca e <strong>Barbara Caputo</strong>, indicata dal Ministero della Difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle figure istituzionali e ministeriali, il Comitato comprende <strong>Paolo Benanti</strong>, docente della Pontificia Università Gregoriana; <strong>Marco Camisani Calzolari</strong>, esperto di comunicazione istituzionale e divulgazione; <strong>Giuliano Noci</strong>, professore del Politecnico di Milano; <strong>Edoardo Carlo Raffiotta</strong> ed <strong>Emilio Tosi</strong>, professori presso l’università degli Studi di Milano-Bicocca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completano il gruppo <strong>Andrea Orlandini</strong>, presidente dell’Associazione italiana per l’Intelligenza artificiale; <strong>Andrea Lenzi</strong>, presidente del Cnr e professore emerito di Endocrinologia dell’università La Sapienza di Roma e <strong>Rebecca Montanari</strong>, ordinaria dell’università di Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti potranno acquisire contributi da operatori economici, enti territoriali, associazioni di categoria, parti sociali e soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è raccogliere indicazioni da chi già utilizza l’IA nei servizi, nelle imprese, nei territori e nelle amministrazioni. Le attività saranno soggette a obblighi di riservatezza, per consentire un confronto tecnico e istituzionale ordinato. Eccola dunque una pagina di vera eccellenza tutta italiana.</p>
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		<title>L&#8217;Enciclica di Papa Leone XIV: &#8220;Abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/25/lenciclica-di-papa-leone-xiv-abbiamo-il-dovere-urgente-di-restare-profondamente-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva l&#8217;enciclica di Leone XIV. Il messaggio: &#8216;Rimaniamo umani&#8217;. Con Magnifica Humanitas Papa Leone chiede di &#8216;disarmare l&#8217;IA&#8217; e &#8216;promuovere la dignità'&#8221;La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arriva l&#8217;enciclica di Leone XIV. Il messaggio: &#8216;Rimaniamo umani&#8217;. Con Magnifica Humanitas Papa Leone chiede di &#8216;disarmare l&#8217;IA&#8217; e &#8216;promuovere la dignità'&#8221;La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l&#8217;umanità abitano insieme&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;incipit di <strong>Magnifica Humanitas, l&#8217;enciclica di Papa Leone,</strong> oltre 200 pagine, 5 capitoli, per dire che giustizia e fraternità sono possibili. &#8220;Nel tempo dell&#8217;intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani&#8221;. Bisogna &#8220;disarmare l&#8217;IA&#8221;, insiste Leone XIV, per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e conoscitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Papa punta il dito contro la crescita dell&#8217;industria bellica, la corsa agli armamenti nucleari,</strong> l&#8217;emergere di nuovi attori armati, tra cui gruppi jihadisti, che mirano a perpetuare i conflitti come fonte di potere e di rendita. <strong>Netto, poi, il monito contro l&#8217;uso di armi legate all&#8217;IA perché &#8220;non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile&#8221;</strong>. Anzi la tecnologia &#8220;non sottrae il conflitto alla sua intrinseca disumanità, può soltanto renderlo più rapido e impersonale, abbassando la soglia del ricorso alla violenza e trasformando la difesa in previsione operativa, con le vittime ridotte a dati. Così, ci abitua all&#8217;idea che la violenza sia inevitabile e vada solo ottimizzata&#8221;. Dunque, servono vincoli etici rigorosi, condivisi a livello internazionale, perché &#8220;ogni tecnologia che rende più facile colpire senza vedere il volto dell&#8217;altro abbassa la soglia morale del conflitto&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Papa sottolinea anche che &#8220;la promozione del bene comune non può mai essere separata dal rispetto del diritto dei popoli ad esistere, a custodire la propria identità e a contribuire con la propria originalità alla famiglia delle nazioni&#8221;. Quindi &#8220;qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione è gravemente immorale e pertanto inaccettabile&#8221;, dice senza giri di parole Leone XIV nell&#8217;enciclica Magnifica Humanitas.Il Papa avverte che con l&#8217;intelligenza artificiale si sta creando una nuova schiavitù, dal lavoro per estrarre le terre rare a quello dei database. E fa un passaggio anche alle schiavitù del passato: &#8220;<strong>Non possiamo negare o minimizzare il ritardo con cui la Chiesa e la società hanno condannato il flagello della schiavitù&#8221; e &#8220;per questo, a nome della Chiesa, domando sinceramente perdono</strong>&#8220;. Con il riferimento invece all&#8217;avvento delle nuove tecnologie, </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="533" height="800" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2.jpeg" alt="" class="wp-image-9282" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2.jpeg 533w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2-200x300.jpeg 200w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Leone rileva che &#8220;una parte significativa del funzionamento dell&#8217;economia digitale si regge sul lavoro silenzioso di milioni di esseri umani, impiegati in attività poco visibili ma essenziali: etichettatura dei dati, moderazione dei contenuti &#8211; spesso pessimi -, addestramento dei modelli. In molti casi si tratta di giovani, per lo più donne, che lavorano duramente per compensi minimi. A questa fatica invisibile si aggiunge quella, ancora più brutale &#8211; sottolinea il Pontefice nell&#8217;enciclica -, dell&#8217;estrazione delle risorse necessarie alla produzione dei dispositivi e dei microprocessori su cui poggia l&#8217;IA. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcune regioni del mondo, adolescenti e bambini lavorano in condizioni pericolose nella frantumazione dei materiali da cui si ricavano le terre rare. Corpi segnati, mutilati, consumati perché il flusso del calcolo non si interrompa. Inoltre, reti criminali si servono di piattaforme di rete, sistemi di messaggistica, pagamenti anonimi e tecniche di profilazione per reclutare, controllare e spostare vittime di tratta, molte volte minori, trasformando uomini e donne in &#8216;dati&#8217; da tracciare e &#8216;pacchi&#8217; da trasferire entro gli stessi circuiti digitali che sostengono gran parte dell&#8217;economia globale. Questa realtà &#8211; conclude Leone XIV &#8211; interpella profondamente la coscienza morale del nostro tempo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da Tolkien a Platone, le citazioni nell&#8217;enciclica di Leone</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è anche una frase tratta da &#8216;Il signore degli anelli&#8217; di John Ronald Reuel Tolkien nell&#8217;enciclica di Papa Leone XVI. E&#8217; il passo nel quale lo stregone Gandalf dice: &#8220;<strong>Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare</strong>&#8220;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le citazioni anche quelle dei grandi filosofi: certamente Sant&#8217;Agostino, ma anche San Tommaso e Platone. Gli ultimi Papi sono menzionati tutti, a partire da Leone XIII e la sua &#8216;Rerum Novarum&#8217; che ha ispirato Prevost per questo suo primo importante documento magisteriale. Ma ci sono anche Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono persone che hanno dato una svolta al corso della storia dei loro paesi (<strong>Martin Luther King e Nelson Mandela</strong>) e le donne che hanno cambiato, nei vari settori di competenza, il modo di pensare: <strong>Santa Laura Montoya, Santa Teresa di Calcutta, Dorothy Day, Maria Curie, Maria Montessori, Elisabeth Elliot, Wangari Maathai, Benzir Bhutto. </strong>Non mancano i martiri: <strong>Massimiliano Kolbe, Oscar Romero, Enrique Angelelli, Francois-Xavier Nguyen Van Thuan</strong>. E ancora Papa Leone in Magnifica Humanitas cita anche <strong>Hannah Arendt, Romano Guardini, Viktor Frankl, Giorgio La Pira.</strong> Si trovano infine riferimenti alla Carta delle Nazioni dell&#8217;Onu, ai documenti Concilio Vaticano II, ai quali il Pontefice sta dedicando le catechesi delle udienze generali del mercoledì, e al Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. (Fonte ANSA)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1.jpg" alt="" class="wp-image-9283" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">“Ha fatto bene Papa Leone XIV a sottolineare l’importanza di porre l’uomo al centro e non l’algoritmo – <strong>sottolinea Andrea Bulgarelli, giornalista e coordinatore della Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale </strong>– evidenziando nel Capitolo Terzo dell’enciclica Magnifica Humanitas la necessità di porre responsabilità chiare in tutti i passaggi dell’utilizzo dell’Ia perché le procedure sono spesso poco trasparenti. Nel Capitolo Quarto, poi, è fondamentale ribadire la necessità di una informazione veritiera in cui si possano verificare contenuti e fonti. Nel presentare la Carta avevamo evidenziato la necessità di intervenire a livello normativo per definire le giuste regole di uno strumento necessario allo sviluppo della nostra società ma non a definirne gli indirizzi e i contenuti e l’auspicio è che con questa Enciclica inizi un forte dibattito internazionale in tal senso”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei prossimi giorni anche noi daremo spazio ai vari capitoli di questa Enciclica che sembra destinata a segnare in maniera indelebile la storia della Chiesa moderna.</strong></p>



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		<title>L’Intelligenza artificiale ci rende liberi o condiziona le nostre esistenze?</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/04/lintelligenza-artificiale-ci-rende-liberi-o-condiziona-le-nostre-esistenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 20:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema è quanto mai attuale e anche scottante. Per saperne di più siamo andati a Trieste a trovare uno dei massimi esperti di questo tema in Italia, il giornalista e analista Andrea Bulgarelli, una vera autorità in tema di Intelligenza Artificiale. “La mia libertà...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tema è quanto mai attuale e anche scottante. Per saperne di più siamo andati a Trieste a trovare uno dei massimi esperti di questo tema in Italia, il giornalista e analista Andrea Bulgarelli, una vera autorità in tema di Intelligenza Artificiale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“La mia libertà finisce dove inizia quella dell’altro”. È questa una affermazione tanto declamata, ma ormai relegata dai social media all’elenco delle buone intenzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare di Intelligenza artificiale (IA) significa anche trattare di libertà personali. Ne abbiamo avuto la conferma in questi giorni relativamente al caso sollevato dal licenziamento da parte di Meta di oltre un migliaio di persone, che in Kenya operavano sui nostri dati e sulla nostra vita quotidiana per alimentare l’IA. E lo facevano agendo sui filmati registrati dagli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta Smart Glasses contenenti scene private ottenute &#8211; come ha replicato la Big tech americana &#8211; con il consenso delle persone.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-1024x682.jpeg" alt="andrea bulgarelli" class="wp-image-8991" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-1024x682.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-300x200.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-768x512.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-1536x1023.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli-700x466.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/andrea-bulgarelli.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Andrea Bulgarelli, autorizzare il consenso all’utilizzo dei dati sulle piattaforme digitali non è una scelta ma un obbligo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa del consenso, continua ad essere una scusa alla quale né la legislazione dell’Unione europea, né quella italiana hanno posto un adeguato freno: le varie piattaforme digitali obbligano per il loro utilizzo gratuito a dare il consenso all’utilizzo dei propri dati. Ebbene, sorgono naturali un paio di domande: visto e considerato che queste reti social per esistere utilizzano le infrastrutture digitali pubbliche pagate con i soldi dei contribuenti attraverso le quali incassano miliardi di euro in pubblicità, perché l’obbligo a cedere la propria esistenza può essere consentito? E inoltre, in questa sfrenata corsa alla digitalizzazione perché la Pubblica amministrazione italiana ha utilizzato proprio questi canali per dialogare con i cittadini, costringendoli in questo modo ad essere presenti sui social media?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Le piattaforme chiedono il consenso all’utilizzo dei prodotti dell’ingegno per alimentare i loro sistemi di Ia?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Federazione italiana giornalismo editoria e comunicazione, abbiamo posto queste domande rilevando allo stesso tempo quanto sia queste piattaforme, che i vari chat bot di Intelligenza artificiale si sono alimentati “senza pagare” e senza avere le necessarie autorizzazioni dei contenuti giornalistici prodotti, ad esempio, nel nostro Paese. Credo bene che sono diventati miliardari, perché alla fine paga sempre Pantalone, nel caso del giornalismo gli editori con le testate “copiate e incollate” senza ritegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Capita anche ai giornalisti di utilizzare l’Intelligenza Artificiale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un altro aspetto fondamentale: andrebbe verificato quanti sono i giornalisti che la utilizzano nel loro lavoro conoscendo sia lo strumento, che le norme da rispettare. Il rischio di violare il diritto d’autore a tutela del prodotto giornalistico di uno sconosciuto collega è dietro l’angolo. Con l’Ia generativa tutto ciò avviene in un attimo, anzi in un prompt. Non dimentichiamoci, poi, che gli scritti generati non hanno indicazioni relativamente alla loro produzione: non sappiamo se sono stati redatti dall’uomo o copiati ed incollati dall’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Cosa si potrebbe fare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi e molti altri temi ce li siamo posti oltre due anni fa con un lavoro interdisciplinare e sinergico all’interno dell’associazione culturale Studium Fidei, elaborando la “Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale”, ovvero un modesto strumento di regolamentazione etica e giuridica per il retto uso di questa opportunità, al fine di salvaguardare l’“umanesimo” etico degli algoritmi che sono i propulsori dell’intelligenza artificiale. Fake news che condizionano l’opinione pubblica, testi e immagini “rubate” e modificate in barba ai diritti di tutela della proprietà intellettuale, algoritmi che si sostituiscono ai giornalisti, il timore della perdita dei posti di lavoro, i riflessi sull’economia, la tutela dei minori e dei più deboli, la garanzia della privacy anche in ambito sanitario sono alcuni dei temi che hanno stimolato una serie di incontri e confronti tra professionisti di vari settori per definire e contenuti della Carta, dove si è inteso porre l’accento sul fatto che i contenuti giornalistici sono garantiti dal diritto d’autore e non possono essere utilizzati dagli algoritmi per la creazione di testi senza l’indicazione della fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Ingegno e diritto d’autore ne escono indeboliti piuttosto che rafforzati dalla recente legge italiana sull’Intelligenza Artificiale…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indicazione della fonte è una regola che deve valere per tutte le opere dell’ingegno, dalla musica all’editoria e all’arte nel suo significato più ampio, ribadendo che vi deve essere la preventiva autorizzazione del proprietario del diritto d’autore e del soggetto titolare dei diritti connessi e di quelli relativi all’output realizzato grazia all’Intelligenza artificiale. Princìpi ovvi, ma che non trovato corrispondenza con un rafforzamento della tutela del diritto d’autore nella recente legge sull’Ia del settembre 2025, dove, piuttosto, ci si preoccupa di intervenire a tutela del diritto d’autore sulle creazioni miste tra umano e Intelligenza artificiale. Un’occasione sprecata che potrebbe essere sanata nei decreti attuativi della legge in capo al Governo entro un anno dalla sua entrata in vigore, auspicando regolamenti adeguati alle singole professioni e che, nel caso dell’informazione, possano riformare parzialmente norme ormai obsolete e definire percorsi di formazione obbligatori per l’uso dell’Ia. Allo stesso tempo andrebbero introdotte adeguate disposizioni penali e amministrative per l’uso illecito dei sistemi di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Va posto un tema di responsabilità riferito all’utilizzo dell’algoritmo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella Carta di Trieste all’art. 10 si è inteso porre in evidenza il tema delle responsabilità nell’utilizzo dell’IA indicando, ad esempio, che coloro i quali utilizzano o gestiscono l&#8217;IA potrebbero essere considerati responsabili dei danni generati, così come i fornitori di dati se il danno fosse causato da informazioni errate o pregiudizievoli, o ancora potrebbe essere considerato responsabile l&#8217;utente finale che non segue le istruzioni corrette o usa impropriamente l’IA. Se le regole non sono chiare, non ne veniamo fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Cosa si sentirebbe di dire in conclusione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Intelligenza artificiale come tutte le innovazioni va accompagnata e governata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>-Non è facile, non crede?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È impensabile ritenere che questa rivoluzione possa essere compresa senza una adeguata formazione all’utilizzo di sistemi che, nel caso dell’informazione, devono coadiuvare il lavoro del giornalista e non sostituirlo. Non possiamo abdicare all’art. 21 della Costituzione delegando il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero agli algoritmi creati e gestiti da persone che attraverso il lor utilizzo possono condizionare l’opinione pubblica e determinare crisi democratiche nel nostro Paese e in quelli del resto del mondo. La sovranità appartiene al popolo italiano &#8211; mi permetto di scomodare ancora una volta la nostra Costituzione &#8211; e non ai miliardari della Silicon Valley o di qualunque altra congregazione affaristica basata in altre nazioni. Il giornalismo è una colonna portante della democrazia del nostro Paese, che va necessariamente tutelata a tutti i livelli rafforzandone le tutele con una riforma delle norme sull’informazione che superano abbondantemente i sessant’anni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-768x1024.png" alt="" class="wp-image-8988" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-768x1024.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-225x300.png 225w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-1152x1536.png 1152w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-600x800.png 600w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5-700x933.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-5.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Bulgarelli è un giornalista e comunicatore nel settore privato e in quello pubblico con una pluriennale esperienza in redazione. Attualmente responsabile per la stampa e la comunicazione del Sistema Camera di commercio Venezia Giulia e di tutte le attività correlate, dalle fiere Olio Capitale e TriestEspresso Expo al Festival del cambiamento. Direttore della testata Venezia Giulia Economica e condirettore del magazine digitale dell’Unioncamere italiana, “Unioncamere Economia &amp; Impresa”. Coordinatore della Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale e consigliere nazionale della Figec con delega in tema di Intelligenza artificiale nel giornalismo e nella comunicazione. All’interno degli organismi di categoria è stato consigliere dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, consigliere generale e fiduciario per il Fvg dell’Istituto di Previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi).</strong></p>
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