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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Antonio Bruni:&#8221;I primi 15 anni di Nuova Armonia e RAI Senior&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Bruni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avete mai provato a riandare indietro nel tempo ricercando sui vecchi giornali le cronache di avvenimenti importanti e che hanno lasciato il segno nella vita di una Associazione come la nostra di RAI Senior? A me capita spesso di farlo, lo faccio un pò per...]]></description>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Avete mai provato a riandare indietro nel tempo ricercando sui vecchi giornali le cronache di avvenimenti importanti e che hanno lasciato il segno nella vita di una Associazione come la nostra di <strong>RAI Senior?</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A me capita spesso di farlo, lo faccio un pò per mestiere e un pò per via di una passione malata che mi porto dentro rispetto al passato, ma questa volta è stato il caso a portarmi sulle tracce di una cerimonia che <strong>RAI Senior </strong>ha celebrato in maniera solenne nella <strong>Sala degli Arazzi di Viale Mazzini in RAI ben dieci anni fa</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Era il 12 Maggio del 2017,</strong> e questo è l&#8217;intervento ufficiale di <strong>Antonio Bruni</strong> storico Editorialista di Nuova Armonia<strong>, </strong>relatore ufficiale quel giorno. (pn).</p>



<h2 class="wp-block-heading">di Antonio Bruni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa è un’occasione molto bella per ripensare alla presenza della nostra rivista. Quando Umberto Casella, che l’ha guidata e la guida con molta discrezione ma con un pugno fermo – soprattutto nei confronti degli editorialisti, per non farli “debordare” – mi disse: «Questo giornale, che prima era meritoriamente anche un bollettino con la sacrosanta funzione di onorare i defunti e ricordare i morti ed è giusto continui a farlo, oltre a dare notizie sulle attività ricreative, deve però diventare un giornale in cui si trovino tutte le occasioni per parlare di Rai», mi fece riflettere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’epoca ero responsabile dei festival internazionali: portavo i programmi di qualità della Rai nei concorsi internazionali per affermarla. È stata un’esperienza meravigliosa, non solo perché viaggiavo e conoscevo realtà straniere, ma perché vedevo una televisione che non appariva sui teleschermi, eppure esisteva in produzione: la televisione di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi chiesi allora: perché non ricordare su questo giornale gli elementi della qualità televisiva?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Iniziai così una serie di articoli. Parlai, per esempio, della TV regionale, la Terza Rete quando era davvero regionale: una decisione miope dell’azienda stabilì di chiudere i programmi nel 1987 e lasciare solo i telegiornali, pensando che così si sarebbe eliminata la conflittualità tra informazione e programmazione. «Ammazziamo i programmi così i telegiornali vivono tranquilli». Non fu affatto così: le tensioni aumentarono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io ho cominciato a lavorare negli anni Sessanta, nel 1967, nei programmi culturali TV. Recentemente Aldo Grasso ha scritto che allora si faceva solo evasione: non è vero. Si vedeva l’Italia reale. Se guardiamo ciò che è conservato in Teca dagli anni Sessanta, Settanta e fino all’inizio degli Ottanta, vediamo le facce degli italiani, le scuole, l’interno delle case e delle famiglie, le fabbriche, la gente vera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, invece, se cerchiamo nella Teca qualcosa della vita reale degli ultimi anni, troviamo poco o nulla: sempre le stesse immagini di repertorio. L’Italia sembra scomparsa. Questo era il punto che volevo sottolineare nei miei articoli, che mi diedero anche una certa soddisfazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A un certo punto, però, ho deciso di andare più sul concreto. Cito un episodio, non per togliermi un sassolino dalla scarpa – sono cose passate – ma perché significativo. Nel 2009, proprio in questa sala, durante una grande assemblea del sindacato dei dirigenti con il direttore generale Pier Luigi Celli, ebbi l’onore di essere pubblicamente attaccato da lui senza che nessuno intervenisse: molti avevano paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Celli, a mio avviso, nutriva un profondo disprezzo per i dipendenti Rai. Io avevo detto una cosa molto semplice: se negli ultimi dieci o quindici anni la Rai ha cambiato dodici consigli di amministrazione, quindici presidenti, diciassette direttori generali, ed è rimasta comunque prima negli ascolti, nonostante l’instabilità ai vertici, a chi lo dobbiamo? Ai dipendenti Rai, che hanno tenuto in piedi la baracca e mandato in onda programmi di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo ho pensato che su questa rivista si potesse parlare non solo dei grandi personaggi celebrati altrove, ma anche di figure meno note o non note che si sono distinte in ambiti culturali al di fuori della loro attività aziendale. Avere dipendenti Rai, magari con mansioni modeste, capaci però di esprimersi culturalmente ad alto livello, dimostra la qualità del capitale umano dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho iniziato così una galleria di dipendenti Rai autori di libri. Non voglio fare torto a nessuno, ma ricordo, tra gli artisti figurativi, <strong>Enzo Schiuma, Franco Ziliotto, Franco Lubrani, grande fotografo internazionale; tra gli scrittori Melo Freni, Massimo Sani, Franco Matteucci, Luciano Capretti, Almo Paita, Franco Roselli, Enzo Trapanese, Cristiana Ruggeri, Valerio Ochetto, Giancarlo Governi, Valter Preci</strong> e sicuramente molti altri che ora non riesco a citare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi piacerebbe che si realizzasse almeno un catalogo virtuale di tutti i libri pubblicati dai dipendenti Rai nel corso degli anni: una biblioteca reale forse non basterebbe a contenerli, ma un archivio digitale sì.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto, per esempio, ha realizzato due documentari raccogliendo le testimonianze visive di protagonisti Rai – tecnici, montatori, programmisti, giornalisti, direttori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un documento storico eccezionale, che arricchirà la Teca Rai, anche perché negli anni del monopolio era severamente proibito autopromuovere i programmi: non si poteva parlarne in onda, e perfino i comunicati stampa erano filtrati dall’ufficio stampa. Oggi ogni programma ha un proprio ufficio stampa e si autopromuove; allora era vietato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa raccolta di testimonianze è dunque preziosa. Ti invito, Umberto, a continuare su questa strada: non è una questione di autocelebrazione della “famiglia Rai”, ma un fatto fondamentale per la storia del Paese e della cultura italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La più grande azienda culturale italiana deve essere raccontata anche attraverso i suoi protagonisti, compresi coloro che, pur in altre mansioni, hanno prodotto cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’era anche una bella iniziativa – non so se esista ancora – un concorso per libri scritti da dipendenti Rai, “FuoriNarreRai”. Da lì sono emersi scrittori straordinari che svolgevano mansioni amministrative o contabili. Sarebbe importante riprenderla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa fare cultura. Significa promuovere il Paese. Credo che Nuova Armonia abbia dato e continui a dare un contributo fondamentale: è l’unica rivista all’interno della Rai. Ma non facciamola diventare un organo ufficiale, altrimenti morirebbe. Meglio la libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie&#8221;.</p>



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		<title>Giampiero Gamaleri: &#8220;I primi 15 anni di Nuova Armonia e Rai Senior&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gamaleri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Avete mai provato a riandare indietro nel tempo ricercando sui vecchi giornali le cronache di avvenimenti importanti e che hanno lasciato il segno nella vita di una Associazione come la nostra di <strong>RAI Senior?</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A me capita spesso di farlo, lo faccio un pò per mestiere e un pò per via di una passione malata che mi porto dentro rispetto al passato, ma questa volta è stato il caso a portarmi sulle tracce di una cerimonia che <strong>RAI Senior </strong>ha celebrato in maniera solenne nella <strong>Sala degli Arazzi di Viale Mazzini in RAI ben dieci anni fa</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Era il 12 Maggio del 2017,</strong> e questo è l&#8217;intervento ufficiale del prof. <strong>Giampiero Gamaleri, </strong>relatore ufficiale quel giorno.(pn).</p>



<h2 class="wp-block-heading">di Giampiero Gamaleri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Innanzitutto un enorme ringraziamento a chi ha reso possibile questa iniziativa. Era il sogno di <em>Nuova Armonia</em>: senza questo gruppo non saremmo qui, non dedicheremmo il nostro tempo a qualcosa che ancora ci appassiona. Anche il materiale che abbiamo visto – come l’intervista ai compagni di lavoro – è un patrimonio enorme: se Casella volesse proporlo sul libero mercato, avrebbe un valore straordinario. È il frutto di questo lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei però fare un paragone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche anno fa – io sono di Milano, poi a 25 anni sono andato a Roma e non sono più tornato – ebbi la sciagurata idea di organizzare un incontro con i compagni della terza liceo. Ci andai con entusiasmo e ne uscii distrutto. Il tempo è inesorabile: bisogna chiedersi chi è chi, qualcuno non c’è più, ognuno ha fatto la propria strada. È un ritrovarsi tra reminiscenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrando qui oggi, pur non conoscendo tutti, non ho avuto quella sensazione. E se non la si prova, significa che si entra in un corpo vivente, non in una memoria museale. Calaiò lo ha detto benissimo: distinguiamo tra nostalgia e memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostalgia è dolce, talvolta ci si può crogiolare. La memoria è radice. E la radice è seme: genera rami, foglie, produce ancora. È viva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora faccio una provocazione. Si dice: la Rai ha una politica inclusiva verso chi ha lavorato e ora non lavora più? Io rovescio la domanda: siamo noi disponibili a includere la Rai?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sto scherzando. La Rai può anche fare a meno di noi, ma non può fare a meno della nostra dimensione: la dimensione di chi guarda con maggiore distacco. Io ho attraversato molte “porte girevoli”, sono uscito e rientrato più volte. Ho sempre avuto l’impressione che la Rai corra il rischio di diventare un corpo separato. Non del tutto, certo: basti pensare all’informazione e all’attualità. Ma c’è sempre il rischio che chi detiene il bastone del comando decida cosa mostrare e cosa no, senza ascoltare abbastanza chi è fuori o chi è stato dentro e ha ancora qualcosa da dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consentitemi una parentesi. Per motivi professionali leggo ogni settimana le omelie di <strong>Papa Francesco</strong> a Santa Marta, pubblicate anche su Radio Vaticana. In una recente omelia ha ricordato che ciascuno di noi ha qualcosa di originale e creativo da dire fino all’ultimo momento della vita. Questo non può essere ignorato, tanto meno da chi ha condiviso con noi un’esperienza fondamentale come quella professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune università hanno creato il corpo degli <em>alumni</em>: ex studenti che, pur avendo trascorso solo pochi anni nell’ateneo, continuano a rappresentare una risorsa. La Rai non può permettersi di non avere i propri “alumni”. E li ha, per di più su base volontaria e gratuita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo dissento un poco da Moscati: perché ciò avvenga dobbiamo essere noi a farci valere. Farci valere significa lavorare con professionalità, come fanno Rai Senior, <em>Nuova Armonia</em>, Compagnia Bella. Essere interlocutori di cui non si possa fare a meno, non per pretesa ma per qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La “lagna” in Rai c’è sempre stata, da quando la conosco. Ma è importante che ci sia un incalzare dall’esterno: non solo quello istituzionale dei politici o delle commissioni parlamentari, ma quello della società civile e professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendo ancora <strong>Papa Francesco</strong>: la confessione non è solo lasciare i panni sporchi in lavanderia, è rilancio sul futuro. Vale per le persone e vale per i gruppi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’ultima considerazione. Ho avuto la fortuna di incontrare molti protagonisti. Spesso quelli che hanno detto le cose più profonde erano persone non pienamente integrate nel cosiddetto “partito Rai”. Penso a figure come <strong>Giuseppe Bertè</strong>, che fu direttore generale e tra i fondatori della Terza Rete nel 1979, uomo di grande discrezione, o a studiosi come <strong>Gianfranco Bettetini</strong>, che ci ha lasciato riflessioni importanti sulla Rai pedagogica. Davanti a figure come il maestro <strong>Alberto Manzi</strong> bisogna quasi inginocchiarsi; ma dire che oggi non si possa più fare una televisione educativa sarebbe un errore. Si può, in forme nuove, ma si può.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco il punto: l’inclusività e l’esclusività le giudichiamo anche noi. Se l’azienda compie errori clamorosi di esclusione, prima o poi ne paga il prezzo. Non siamo qui a girare i pollici: siamo qui per farci valere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soddisfazione più grande – e lo dico senza orgoglio personale – è quando qualcuno ti dice: “Ti ho letto su <em>Nuova Armonia</em>”. È una lettura attenta, doppia, perché nasce da una motivazione diversa rispetto ai grandi organi di informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie&#8221;.</p>



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		<title>Nuova Armonia, 25 anni di vita di RAI Senior</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/03/01/nuova-armonia-25-anni-di-vita-di-rai-senior/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 07:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Avete mai provato a riandare indietro nel tempo ricercando sui vecchi giornali le cronache di avvenimenti importanti e che hanno lasciato il segno nella vita di una Associazione come la nostra di <strong>RAI Senior?</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A me capita spesso di farlo, lo faccio un pò per mestiere e un pò per via di una passione malata che mi porto dentro rispetto al passato, ma questa volta è stato il caso a portarmi sulle tracce di una cerimonia che <strong>RAI Senior </strong>ha celebrato in maniera solenne nella <strong>Sala degli Arazzi di Viale Mazzini in RAI ben dieci anni fa</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Era il 12 Maggio del 2017.</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E&#8217; stata una mail del <strong>Presidente di RAI Senior Antonio Calajò</strong> che un pomeriggio mi manda sulla posta elettronica un filmato relativo a quella cerimonia. Una vera scoperta per me, che allora non c&#8217;ero. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma insieme al filmato, il <strong>Presidente Calajò</strong> mi manda anche la copia di <strong>Nuova Armonia del Maggio 2017 </strong>con dentro la cronaca puntigliosa e dettagliatissima di quella grande festa di RAI Senior.  </p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Il racconto era quello di Lia Panarisi. Incominciava così.</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">&#8220;Venerdì 12 maggio 2017, nell’ambito dell’Assemblea Generale di RaiSenior, presso la Sala degli Arazzi di Viale Mazzini, si è svolta <strong>una manifestazione in onore dei 15 anni di “Nuova Armonia</strong>”. L’evento rappresenta un momento di riflessione per fare il punto sul percorso narrativo di questi anni, in cui il giornale si è posto come strumento utile di formazione e informazione dei dipendenti e pensionati RAI, raccontando la vita aziendale di ieri, oggi e, forse, domani. Nell’occasione viene presentato e offerto ai relatori e ai dirigenti presenti, ai Consiglieri e Fiduciari Rai Senior, un gadget editoriale: una cartella di 52 pagine scelte tra le 1800 pagine che ne riassumono la vita e il cammino culturale dal 2001 al 20016. Una carrellata di volti e storie professionali, di interviste e reportage dentro e fuori le quinte della produzione radiofonica e televisiva, un osservatorio sulle vicende dell’ azienda Rai, sui momenti di crisi, di pas- saggi e di svolte, che è anche un album di famiglia, della famiglia Rai&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ma poi di seguito <strong>Lia Panarisi</strong> ci da il quadro esatto di un dibattito a più voci che ha visto protagonisti quel giorno , insieme allo stesso <strong>Antonio Calajò</strong>, che allora era <strong>Direttore Responsabile della rivista</strong>, e al condirettore di <strong>Nuova Armonia Umberto Casella</strong> amici di vecchia data di RAI Senior come <strong>Giampiero Gamaleri,</strong> <strong>Giuseppe Marrchetti</strong> <strong>Tricamo</strong>,<strong> Italo Moscati</strong> <strong>e Antonio Bruni</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-8199" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-725x1024.jpg 725w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-212x300.jpg 212w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-768x1085.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-1087x1536.jpg 1087w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI-700x989.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/Nuova-Armonia-DEL-3-2017-15-ANNI-DI-GIONALE-RAI.jpg 1241w" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">Una giornata storica</h2>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Bene, oggi qui vogliamo riproporvi quella giornata storica, per <strong>RAI Senior</strong> lo è stata davvero, e per farlo abbiamo trascritto in maniera integrale il dibattito che si svolse quel giorno nella <strong>Sala degli Arazzi,</strong> perchè ne viene fuori <strong>uno spaccato aziendale di grande dignità professionale,</strong> ma soprattutto si coglie perfettamente bene il senso di cosa sia stato il nostro giornale in questi <strong>25 anni di lunga vita</strong>, fino ad oggi, e del ruolo fondamentale che <strong>Nuova Armonia</strong> ha sempre giocato nella vita di <strong>RAI Senior.</strong> </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ve lo proporremo nelle prossime settimane, intervento dopo intervento, perchè di tutto questo rimanga ora anche una memoria digitale per le generazioni che verranno.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Intanto vi allego qui di seguito il <strong>link </strong>dove ognuno di noi, se avrà voglia di farlo, potrà rivedere <strong>il film di quella giornata</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per me è stato molto bello, lo confesso.</p>



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