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		<title>Renzo Arbore a Fiorello: &#8220;Trasloca la Pennicanza al Teatro delle Vittorie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Garrucciu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 20:52:09 +0000</pubDate>
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<p><strong>RENZO ARBORE torna sul Teatro delle Vittorie e lancia un nuovo appello al suo amico Fiorello.</strong></p>



<p><em>“Corbèzzoli!” Così mi risponderebbe Totò, se oggi guardandolo negli occhi gli dicessi: “Caro Totò ti voglio raccontare che dopo averlo chiuso, ora vogliono vendere il Teatro delle Vittorie!”</em><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="561" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37-1024x561.png" alt="" class="wp-image-8936" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37-1024x561.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37-300x164.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37-768x421.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37-700x383.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-37.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Incontro <strong>Renzo Arbore</strong> e insieme ci torna alla mente il suo programma dal titolo<strong><em> Caro Totò, ti voglio presentare…</em></strong>, andato in onda in quattro puntate su Rai 1 dal 16 dicembre 1992 al 2 gennaio 1993, realizzato in occasione del 25° anniversario della scomparsa di Totò. A celebrare il grande attore napoletano i maggiori artisti di quattro generazioni del mondo dello spettacolo: <strong>Alberto Sordi, Silvana Pampanini, Gianni Agus, Pietro De Vico, Anna Campori, Aroldo Tieri, Corrado, Franca Faldini, Liliana De Curtis, Aldo Giuffré, Gigi Proietti, Mario Monicelli, Carlo Croccolo, Vittorio Marsiglia, Isa Barzizza </strong>e numerosi altri.<br>Ma perché ci viene in mente Totò? Il ricordo va alla sua ultima apparizione televisiva quella del 1965 a Studio Uno, ospite di Mina, proprio al teatro delle Vittorie. Staccandosi dal copione, dopo una pausa Totò disse col cuore in mano: “<strong><em>Cara Mina, la ringrazio per avermi dato l’occasione di essere suo ospite d’onore in questo suo bellissimo spettacolo, ma soprattutto di tornare in questo teatro che, durante la guerra, fu inaugurato dalla compagnia Totò-Anna Magnani. Sì, durante la guerra questo teatro fu inaugurato proprio da me…; durante la guerra…; e adesso, durante la pace, è stato rovinato dalla televisione»</em></strong>.<br>In realtà, alcune ricostruzioni accreditano l&#8217;inaugurazione ufficiale del Teatro delle Vittorie al 5 gennaio 1944, da parte della compagnia teatrale di Totò e Anna Magnani. Totò e la Magnani già dal 1940 erano stati scritturati dal commediografo Michele Galdieri per lo spettacolo in due tempi e 24 quadri dal titolo Quando meno te l’aspetti, portato in giro per tutto il Paese, assieme al Balletto viennese, satira di alcuni fatti di cronaca noti del tempo. Costumi sfarzosi, canti, balli e recite che fanno ridere il pubblico prendendo in giro potenti e figure stereotipate, badando però a non offendere mai il dittatore che ha portato l’Italia in guerra.<br><strong>«Il Teatro delle Vittorie»</strong>, prosegue la conversazione con Arbore, <strong>«non è soltanto il simbolo della televisione italiana, ma un punto da cui partire per pensare al futuro. In questo Teatro è stata fatta la televisione artistica, quella che oggi non esiste più e alla quale invece bisognerebbe tornare. Lo stesso Pippo Baudo – che del Delle Vittorie ne fece la sua seconda casa e per anni ne fu innamorato inquilino &#8211; la chiamava “la Scala della televisione”».</strong><br>Renzo Arbore come altri artisti, è convinto che la vendita del Teatro da parte della Rai sia un grave errore. La Rai contrappone gli alti e non più sostenibili costi di gestione, a cui si aggiungono problematiche di carattere tecnico e impiantistico, anche per via dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all&#8217;interno di un condominio.<br>«Vedi», prosegue Arbore, «io spero che il ministro della Cultura e i vertici dell’Azienda accolgano queste grida d’amore da parte di tutti noi, mie, di Fiorello e di tanti altri artisti del mondo dello spettacolo e della televisione. Vorrei suggerire al ministro Giuli di ripensare al Teatro delle Vittorie come al nuovo Tempio dove fare il vero Teatro, quello tradizionale. E di farlo anche per la TV: da quanto tempo il teatro – quello vero – è stato cancellato dalla televisione. Quando il Teatro con la maiuscola veniva registrato proprio al Delle vittorie! E i grandi interpreti erano onorati di portare il teatro in TV. Da Eduardo De Filippo a Romolo Valli; dalla Compagnia dei Giovani a tanti altri. Sarebbe un modo “nuovo” per stimolare la Cultura, quella con la maiuscola.»<br>E in aiuto di Arbore arriva il suo erede <strong><em>Fiorello che dice: «Questo teatro non è in vendita&#8221;! È un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non si dovrebbe vendere, non si dovrebbe neanche pensare di venderlo, per quello che si è vissuto là dentro, per il grande varietà, i grandi Fantastico di Pippo Baudo, e poi Raffaella Carrà, Mina…Tutti i grandi dello spettacolo sono diventati grandi grazie anche a questo Teatro.</em></strong>»<br>E Renzo Arbore lancia un messaggio a Fiorello: «<strong><em>Perché Fiorello non trasloca al Delle Vittorie con “La Pennicanza”? Sarebbe un successo straordinario. Insieme a pochi altri, Fiorello è l&#8217;unico in grado di far rinascere quel varietà che solo in un teatro è possibile&#8221;.</em></strong><br>«<strong><em>Di questo ha bisogno oggi il Delle Vittorie: di una televisione artistica. E Fiorello lo può fare con i suoi personaggi, i suoi sketch, le canzoni, le invenzioni. Quello che è sempre stato fatto al Teatro delle Vittorie</em></strong>.»<br>Insomma la Rai deve fare la sua parte, mentre gli artisti, come ricorda Arbore, devono rispondere come diceva Totò: “Siamo a completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.”</p>
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