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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>RAI1, Premio Bellisario 2026, Lella Golfo Forever</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/08/03/rai1-premio-bellisario-2026-lella-golfo-forever/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 22:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Premio Marisa Bellisario 2026.Una serata dedicata al merito e alla leadership femminile.Dietro il Premio la storia di Lella Golfo, una donna che da 60 anni si batte per le donne.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Premio Marisa Bellisario 2026.Una serata dedicata al merito e alla leadership femminile.Una serata -dice la Presidente della Fondazione Marsa Bellisario Lella Golfo- per celebrare il talento, la visione e il coraggio delle donne che stanno cambiando il Paese, e il mondo. Solo lei poteva arrivare a tanto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-1024x538.png" alt="" class="wp-image-10251" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-1024x538.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-300x158.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-768x403.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4-700x368.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-4.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’economia alla scienza, dalle istituzioni allo spettacolo, dall’imprenditoria allo sport, le storie straordinarie delle vincitrici di quest’anno vi aspettano sul palco del Parco Archeologico del Colosseo. La <strong>38ª edizione Premio Marisa Bellisario, </strong>l&#8217;appuntamento televisivo dedicato al talento, al merito e alla valorizzazione delle eccellenze femminili, <strong>da un’idea di Lella Golfo e promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, </strong>va infatti in onda questa sera 4 agosto in seconda serata su Rai 1. Un evento da non perdere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-1024x683.png" alt="" class="wp-image-10252" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-1024x683.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5-700x467.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-5.png 1296w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quasi&nbsp;<strong>500 le donne</strong>&nbsp;-racconta con orgoglio <strong>Lella Golfo-</strong> che nel corso degli anni hanno ricevuto quello che è diventato l’Oscar delle&nbsp;<strong>donne</strong>. Migliaia di manager,&nbsp;<strong>imprenditrici</strong>, professioniste, ricercatrici, giornaliste, attrici, stiliste e persino un’astronauta: un serbatoio femminile di energie e idee che l’Italia e il mondo possono e devono valorizzare per una crescita sostenibile. La Fondazione Bellisario valorizza le donne che non si arrendono, che lottano per le loro idee e progetti, che rappresentano un’opportunità di sviluppo per il Paese e di crescita culturale per la società.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6.png" alt="" class="wp-image-10253" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-6-700x467.png 700w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1989, in ricordo di Marisa, Lella Golfo&nbsp;istituisce il&nbsp;<strong>Premio Bellisario</strong>, un riconoscimento che ogni anno viene assegnato alle donne che si distinguono nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia, nel sociale, nella cultura e nell’informazione, nello spettacolo e nello sport, sia a livello nazionale che internazionale.Le categorie cambiano nel tempo con il cambiare della società e dell’economia ma alcune rimangono costanti nel corso di questi ventinove anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo Speciale di questa sera</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"> A condurre&nbsp;lo speciale di RAI 1 sarà <strong>Malika Ayane</strong>, che accompagnerà il pubblico in un racconto fatto di testimonianze, storie di successo e momenti di spettacolo, dando voce alle protagoniste premiate nel corso dell&#8217;edizione 2026.<br><strong>Sedici le eccellenze femminili a ricevere la Mela d’Oro&nbsp;da personalità delle istituzioni come i ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, il ragioniere generale dello Stato Daria Perrotta, la vicepresidente del Parlamento europeo Giuseppina Picierno, il direttore di Direzione Distribuzione Rai Marcello Ciannamea, la vicepresidente Coni Diana Bianchedi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Ad arricchire la serata, le esibizioni musicali di <strong>Angelica Bove e Michele Bravi, </strong>insieme alle coreografie del corpo di ballo della Naima Academy, che contribuiranno a rendere ancora più coinvolgente uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati alla valorizzazione del talento femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A decretare le vincitrici è un’apposita Commissione esaminatrice, attualmente presieduta da Gianni Letta e Lella Golfo, e composta da autorevoli rappresentati del mondo dell’economia, delle istituzioni e dell’informazione.La Commissione vaglia le tantissime candidature – frutto di segnalazioni e del lavoro di raccolta dalla stampa nazionale e internazionale – e dopo ben sei mesi di riunioni arriva a scegliere le Mele d’Oro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vincitrici dell’edizione 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per la categoria&nbsp;Informazione, la&nbsp;<strong>Mela d’Oro&nbsp;</strong>va ad&nbsp;<strong>Alessandra Galloni</strong>, direttrice di Reuters e prima donna in 170 anni a guidare la storica agenzia&nbsp;di stampa&nbsp;internazionale.&nbsp;Premio internazionale&nbsp;assegnato&nbsp;a&nbsp;<strong>Reem Al Hashimy, ministro di Stato per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti</strong>. Premio per la Pace&nbsp;a <strong>suor Nathalie Becquart,&nbsp;Sottosegretario del Sinodo&nbsp;dei Vescovi </strong>e&nbsp;prima donna ad avere diritto di voto all’assemblea che riunisce tutti i vescovi. Per le&nbsp;Istituzioni, a ricevere il premio è&nbsp;<strong>Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl</strong>. Per la categoria&nbsp;Imprenditoria, la Mela d’Oro va&nbsp;a&nbsp;<strong>Valentina Pellegrini, presidente e amministratore delegato&nbsp;del Gruppo Pellegrini</strong>.&nbsp;Per il management, vince&nbsp;<strong>Elisabetta Colacchia, head of people &amp; organization Enel.</strong>&nbsp;Premi speciali&nbsp;per&nbsp;<strong>Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant&nbsp;</strong>&#8211;<strong>&nbsp;“ospedale senza muri”</strong>&nbsp;che ogni giorno cura gratuitamente a domicilio 3mila&nbsp;malati di tumore in 11&nbsp;Regioni italiane&nbsp;&#8211;&nbsp;e&nbsp;a&nbsp;<strong>Francesca Sofia,</strong> direttore generale di fondazione Cassa depositi e prestiti.&nbsp;<strong>Mela d’Oro per lo sport&nbsp;ad&nbsp;Arianna Fontana, la più medagliata atleta italiana nella storia dei Giochi olimpici Invernali.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Premiate anche diverse aziende</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche alle aziende che si sono distinte per le politiche di inclusione, valorizzazione del talento femminile e welfare aziendale. Il&nbsp;<strong>premio Women value company</strong>&nbsp;Intesa Sanpaolo, giunto alla sua decima edizione e dedicato alle pmi virtuose, sarà assegnato a&nbsp;3TI Progetti,&nbsp;realtà&nbsp;italiana di ingegneria integrata,&nbsp;attiva a livello internazionale, e ad&nbsp;Antur,&nbsp;società benefit&nbsp;impegnata nei settori della sostenibilità ambientale, della ricerca scientifica e dell’innovazione Esg. Il&nbsp;<strong>premio&nbsp;Women empowerment company</strong>&nbsp;promosso in collaborazione con&nbsp;Confindustria&nbsp;va&nbsp;a&nbsp;Iris Ceramica Group, storica eccellenza italiana&nbsp;guidata da&nbsp;Federica Minozzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ingegneria Elettrica, Meccanica ed Elettronica</strong>&nbsp;sono i corsi di studio individuati dalla Commissione esaminatrice per concorrere all’assegnazione della Mela d’Oro 2026&nbsp;a tre brillanti&nbsp;Neolaureate. Le&nbsp;<strong>neolaureate</strong> vengono candidate dalle Università italiane – con cui la Fondazione Marisa Bellisario intrattiene rapporti consolidati – e selezionate da una rosa di Aziende individuata ogni anno tra le più “interessate” all’individuazione di profili tecnici femminili.Il&nbsp;<strong>Premio Woman Value Company</strong>, infine, nasce dalla candidatura tramite i canali di comunicazione di Intesa Sanpaolo (oltre 600 candidature nel 2016-17) e dal lungo e impegnativo lavoro di selezione portato avanti dall’Istituto bancario e infine vagliato dalla Commissione esaminatrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione del premio si svolge l&#8217;8 marzo 1989 presso il Teatro Tenda Pianeta di Roma. Il Comitato d’Onore chiamato a scegliere le vincitrici del premio è composto, tra le altre, da <strong>Anna Craxi, Nilde Iotti, Rita Levi-Montalcini, Susanna Agnelli, Margherita Boniver, Elena Marinucci e Margherita Hack</strong>. La cerimonia fu trasmessa in seconda serata su Rai 2 con la conduzione di <strong>Patrizia Caselli</strong>. Nel corso della serata si esibirono sul palco <strong>Miriam Makeba, Juliette Greco, Nicolette Larson, Lisa Hunt, Ivana Spagna e Teresa De Sio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Premiate di quella prima edizione furono: <strong>Margherita Hack</strong>, astrofisica; <strong>Elena Marinucci</strong>, parlamentare europea; <strong>Maria Toni</strong>, creatrice di moda per divise da lavoro; <strong>Myriam De Cesco</strong>, direttrice di Capital; <strong>Paola Severini</strong>, agente pubblicitaria; <strong>Vincenza Bono Parrino</strong>, Ministra per i beni culturali e ambientali, e <strong>Patrizia Livreri (</strong>Premio neolaureate). 38 anni dopo, il Premio Marisa Bellisario continua dunque a rappresentare un importante momento di riconoscimento per donne che, con il proprio impegno, la competenza e la capacità di innovare, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico, sociale, scientifico e culturale dell&#8217;Italia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-1024x688.png" alt="" class="wp-image-10262" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-1024x688.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13-700x470.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-13.png 1286w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sono orgoglioso di presiedere la Commissione del Premio Marisa Bellisario – <strong>aggiunge il Presidente della Commissione esaminatrice Gianni Letta</strong> – e ringrazio tutti i membri che condividono l’annoso compito di selezionare le ‘migliori’ in un novero di eccellenze femminili sempre più nutrito. Anche quest’anno, le Mele D’Oro sono fulgidi esempi di moderna operosità e coraggiosa solidarietà, ambasciatrici di un Paese dove il contributo e il talento femminili non sono semplice orpello ma energia vitale irrinunciabile per il progresso materiale e morale».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-819x1024.png" alt="" class="wp-image-10265" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-819x1024.png 819w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-240x300.png 240w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-768x960.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14-700x875.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-14.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Il 4 agosto 1988 &#8211;<strong>ricorda Lella Golfo</strong>&#8211; ci lasciava Marisa Bellisario a soli 52 anni! Prima donna AD in Italia. Una delle figure più straordinarie e visionarie dell’imprenditoria italiana. Una donna che, in un’epoca in cui ai vertici dell’economia e della finanza la presenza femminile era ancora un’eccezione, seppe conquistare ruoli di assoluto rilievo, con competenza, autorevolezza e con grande capacità innovativa. Ha creduto nella tecnologia quando in Italia sembrava fantascienza. Ha lavorato fino all’ultimo giorno della sua vita con la gioia di aver risanato Italtel, una azienda in crisi con tanti debiti da saldare e risanata miracolosamente, portando con sé il grande sogno di non vedere la creazione di Telit, il polo italiano delle telecomunicazioni che sarebbe dovuto nascere dalla fusione tra la pubblica Italtel e la Telettra (controllata dalla Fiat). Il progetto naufragò nel novembre del 1987 a causa del rifiuto della Fiat di accettare la stessa Bellisario come amministratore delegato della nuova società. A distanza di tanti anni quella data torna a ricordarci che il futuro che immaginava Marisa Bellisario non si è ancora compiuto, ma continua a essere costruito ogni giorno dalle donne che scelgono di mettersi in gioco, di assumere responsabilità, di guidare imprese, istituzioni, o organizzazioni, rompendo stereotipi e aprendo nuove strade. Il 4 agosto di 38 anni fa si concludeva la vita di una grande pioniera. Il 4 agosto Rai1 manda in onda in seconda serata, la 38* edizione del Premio Bellisario “Donne che fanno la differenza”. Non è una coincidenza. È una risposta! Attraverso il Premio che porta il suo nome, celebriamo le donne che quella strada hanno continuato a percorrerla. Forse questo è il senso più bello delle condivisioni: ricordarci che alcune storie non finiscono con chi le iniziate! Il 4 agosto ricordiamo la sua assenza, ma nel cuor nostro celebriamo la sua presenza! E così, ogni volta che il nome di Marisa Bellisario torna a essere pronunciato, torna una domanda: quanto ancora deve cambiare perché il talento di una donna non debba più essere considerato un’eccezione, ma semplicemente talento? Perché Marisa non è finita, si è moltiplicata!&#8221;</em></p>



<h1 class="wp-block-heading">Mattarella riceve le vincitrici della XXXVIII edizione del Premio Marisa Bellisario</h1>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">26 giugno scorso, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale le vincitrici della XXXVIII edizione del Premio Marisa Bellisario, accompagnate dalla Presidente della Fondazione, Lella Golfo. Il riconoscimento, la &#8220;Mela d&#8217;Oro&#8221; premia le donne che si sono distinte nelle istituzioni, nella professione, nella scienza, nel mondo accademico, nell&#8217;economia e nel sociale, sia a livello nazionale che internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10257" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-10.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">«In un tempo attraversato da profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali – <strong>afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario –</strong> valorizzare e riconoscere il talento femminile è una scelta di campo per il futuro. Noi lo facciamo da quasi 40 anni, raccontando storie di donne che hanno saputo rompere schemi, conquistare spazi e generare cambiamento nei luoghi della politica, dell’impresa, della scienza, delle istituzioni e della cultura. E nell’anniversario degli 80 anni della nostra Repubblica, le nostre premiate diventano il simbolo della strada compiuta ma anche della ferma determinazione a procedere verso una democrazia paritaria».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10254" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-7.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;intervento della Presidente della Fondazione, il Presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10255" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-8.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10256" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-9.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="744" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11.png" alt="" class="wp-image-10258" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11.png 744w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-11-700x470.png 700w" sizes="auto, (max-width: 744px) 100vw, 744px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="689" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-1024x689.png" alt="" class="wp-image-10259" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-1024x689.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-300x202.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-768x516.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12-700x471.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/08/image-12.png 1285w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405514/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405505/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405506/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405507/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405508/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405509/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405510/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405511/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405512/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405513/864"></a><a href="https://www.quirinale.it/APIRed/api/media/static/thumbnail/405515/864"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Premio Marisa Bellisario</strong>&#8211; dice <strong>Lella Golfo</strong>&#8211;&nbsp;è la<strong>&nbsp;Mela d’Oro</strong>. La mela, simbolo femminile per antonomasia. “La mela cotogna, poi, – spiega Mastro Sette, artista-artigiano di metalli preziosi, ideatore e creatore della Mela d’Oro – è speciale; non è stata manipolata dall’uomo, con innesti e incroci e non viene mangiata da tutti, ma usata per dolci e confetture raffinate. È un frutto che si addice a una&nbsp;<strong>donna con grande personalità</strong>, proprio come le donne premiate dalla&nbsp;Fondazione Maris Bellisario”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sera dunque martedì 4 agosto, alle 23:30 su Raiuno torna l’appuntamento sull’empowerment femminile più atteso dell’anno, la 38ª edizione del Premio Marisa Bellisario.<strong>Per chi volesse invece riassaporare la magia dell&#8217;incontro che la Presidente Lella Golfo ha avuto con il Preidente Mattarella e kle vincitrici di quest&#8217;anno, basta cliccare il link qui di seguito.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.quirinale.it/it/video/mattarella-riceve-vincitrici-xxxviii-edizione-premio-marisa-bellisario-2">https://www.quirinale.it/it/video/mattarella-riceve-vincitrici-xxxviii-edizione-premio-marisa-bellisario-2</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">(Naturalmente RAI Senior ringrazia l&#8217;Ufficio Stampa del Quirinale per lo stile e la disponibilità che sempre ci riserva. <strong>Pino Nano)</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mattarella e i 145 Anni della SIAE</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/14/mattarella-e-i-145-anni-della-siae/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 20:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[news-homepage]]></category>
		<category><![CDATA[pino nano]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia in occasione del 145° anniversario dell’istituzione della Società Italiana degli Autori ed Editori &#8211; SIAE. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente della SIAE, Salvatore Nastasi, Caterina Caselli...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia in occasione del 145° anniversario dell’istituzione della Società Italiana degli Autori ed Editori &#8211; SIAE.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente della SIAE,<strong> Salvatore Nastasi, Caterina Caselli e Riccardo Zanotti,</strong> in rappresentanza della Sezione Musica, <strong>Paolo Sorrentino,</strong> in rappresentanza della Sezione Cinema, e <strong>Diego Bianchi</strong>, in rappresentanza della Sezione Dramma e Opere Radiotelevisive.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-20.png" alt="" class="wp-image-9150" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-20.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-20-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-20-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Al termine, il Presidente Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto, che vi proponiamo qui in maniera integrale considerato l&#8217;alto valore morale e deontologico delle cose dette dal Presidente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sono lietissimo di incontrarvi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringrazio il Presidente Nastasi, ringrazio Caterina Caselli, Riccardo Zanotti, Diego Bianchi, Paolo Sorrentino per le considerazioni stimolanti che hanno fatto e reprimo la tentazione di riprenderle tutte quante &#8211; mi piacerebbe molto &#8211; ma vi ringrazio molto per queste considerazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E la ringrazio, Presidente Nastasi, per la ricostruzione della attività della SIAE.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-23.png" alt="" class="wp-image-9153" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-23.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-23-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-23-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo incontro che, ripeto, sono lietissimo di avere con voi, ha più di un motivo. Il primo è &#8211; come lei ha detto già &#8211; sottolineare il ruolo della SIAE; l’altro, e non vorrei che si capovolgessero i rapporti, è ringraziare, io, la SIAE e tutti voi per quello che viene fatto: la SIAE tutela gli autori, quindi, difende, protegge, cura le esigenze della cultura, di quello che emerge dalla creatività degli autori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è, certamente, come lei ha detto, un contributo decisivo alla vita culturale, sociale, civile, economica del Paese, ma è anche un contributo alla coscienza del nostro Paese, che è la cosa che lo fa andare avanti in maniera più positiva e più importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il ringraziamento per la SIAE è particolarmente sentito e, attraverso la SIAE, agli autori che vengono accompagnati dalla società in tutti questi anni e con queste modalità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-21.png" alt="" class="wp-image-9151" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-21.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-21-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-21-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I numeri sono significativi: <strong>126.000 autori sono un numero elevatissimo e 30 milioni di opere sono il risultato di questi 126.000</strong>. E non potrebbe che essere così, d’altro canto, considerato i nomi che sono stati alla base della nascita della SIAE: <strong>dalla musica di Giuseppe Verdi, alla storia di Gaetano De Sanctis, alla letteratura di Massimo d’Azeglio</strong>; è una quantità di figure fondamentali di riferimento per la cultura del nostro Paese, e non poteva che produrre questo risultato che si è consolidato nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente vi sono sempre problemi, la SIAE ha attraversato tante stagioni diverse. I problemi sono sempre nuovi, particolarmente in questa stagione; <strong>mi rendo conto che quanto è stato detto sulla Intelligenza Artificiale pone una sfida totalmente nuova.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una riflessione di fondo preliminare: ogni volta che la scienza consegna all’umanità un’opportunità, uno strumento nuovo, pone anche davanti all’umanità un bivio, una scelta da compiere tra un uso positivo al servizio della persona o un uso perverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa volta la sfida è particolarmente elevata, perché, per la prima volta, si tratta di chiamare in causa la sfera intellettiva; e questo, naturalmente, comporta benefici potenziali, ma anche insidie maggiori&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-9155" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale-1024x683.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale-300x200.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale-768x512.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale-700x467.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/siae-quirinale.jpg 1296w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Vi sono campi in cui certamente sarà di immensa portata il beneficio, come quello della sanità. In altri campi occorre che vi sia una regolamentazione seria. Naturalmente questo riguarda anche il comparto della tutela del diritto d’autore, dell’utilizzo rispettoso e non abusivo delle opere intellettuali, delle opere di arte, di cultura, di ogni genere, espresse dagli autori con loro creatività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è naturalmente possibile fare anche regole nazionali o europee, più opportunamente. Sappiamo che, per alcuni aspetti, occorrerebbero regole globali perché la diffusione dell’utilizzo dello strumento sarà, inevitabilmente, a dimensione globale. E il clima, in questo momento, non è esattamente il migliore per regole globali condivise, ma speriamo che si ripristini sollecitamente&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24-1024x683.png" alt="" class="wp-image-9154" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24-1024x683.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24-700x467.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-24.png 1296w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Certamente è necessario, comunque, affrontare il tema e averlo presente, perché tocca, ripeto, i meccanismi che riguardano la coscienza del nostro Paese, che lo fanno crescere, sviluppare nella sua consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo il ringraziamento alla SIAE è particolarmente alto e l’assicurazione del rispetto e della considerazione da parte di questo Palazzo è certamente da confermare con assoluta sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è una quantità di motivi per ringraziare tutti voi e tutti gli autori che la SIAE tutela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe un’Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno, anche di orgoglio è grazie a quello che fate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi grazie a tutti voi e grazie alla SIAE&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovanni Grasso, L&#8217;Amore non lo vede nessuno</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/04/27/giovanni-grasso-lamore-non-lo-vede-nessuno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenico Nunnari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[domenico nunnari]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni grasso]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando col sacro si specula: una storia avvincente nel nuovo romanzo di Giovanni Grasso, Consigliere della Comunicazione al Quirinale e Portavoce del Presidente Mattarella. Noè Simenoni, ex seminarista è un uomo al bivio: nella sua precaria quotidianità di dog sitter e insegnante che da ripetizioni...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando col sacro si specula: una storia avvincente nel nuovo romanzo di Giovanni Grasso, Consigliere della Comunicazione al Quirinale e Portavoce del Presidente Mattarella.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Noè Simenoni, ex seminarista è un uomo al bivio: nella sua precaria quotidianità di dog sitter e insegnante che da ripetizioni a fighetti romani annoiati, conduce una vita fatta di frustrazioni e difficoltà esistenziali e familiari. Ha una sorella, un po’ sventata e una nipotina gravemente malata, Greta, che lui accudisce come un padre. La routine di Noe’ si spezza improvvisamente quando un potente cardinale, tramite un suo ex compagno di seminario, Don Bruno, lo convoca in Vaticano e gli propone di “infiltrarsi” in una misteriosa comunità, guidata da due improbabili veggenti e ossessionata dall’arrivo di un nuovo Diluvio. Noe’ accetta l’incarico e nelle nuove vesti di agente segreto al servizio di Sua Santità, agisce, tra funzioni e compromessi, per smascherare i traffici poco chiari che girano intorno alla comunità religiosa, tanto potente quanto opaca, che si trova in Umbria. E’ questa la trama che introduce agli eventi successivi nel nuovo romanzo di Giovanni Grasso: “Finché durerà la terra&#8221; (Rizzoli, pagine 352, euro 19), una storia avvincente, popolata di personaggi umanissimi e altri meno, storia che inquieta e fa riflettere, mettendo a confronto, nel progressivo svolgersi degli eventi, fede vera e uso spregiudicato del sacro, per fini meramente speculativi e bramosia di arricchimento. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il romanzo, com’è nello stile collaudato di Grasso &#8211; scrittore e drammaturgo</strong>, conosciuto anche come consigliere per la comunicazione del presidente della Repubblica Mattarella &#8211; è ricco di colpi di scena che coinvolgono il lettore facendolo entrare in un ambiente (la comunità di veggenti di Todi, in Umbria ) fatto della peggiore specie di tradizionalisti cattolici: ex fascisti, antisemiti, gente senza coscienza, che non si limita alla Santa Messa col rito tridentino, ma fa parte di un universo che nel racconto di Grasso non si svela mai del tutto, mantenendo un alone di mistero che preoccupa e inquieta. Il protagonista del romanzo, detective per conto del Vaticano, cerca di capire, prima ancora di giudicare, ma non rinuncia al suo giudizio su certi preti: “Ne ho conosciuti di preti come don Dino [il prete della Comunità, n.d.a.]. Sembrano fatti con lo stampo, brillanti nell’eloquio e impeccabili nel vestire, spesso portano preziosi gemelli ai polsini e costosissime e lucide scarpe ai piedi”. “Finché durerà la terra”, è romanzo che commuove, inquieta e diverte anche; ci interroga sul bisogno di credere, ma anche sulla necessità di dubitare. Grasso, che già si è cimentato con successo nel romanzo storico, esplora, nel nuovo libro, un “campo largo” della religione, che riguarda i fedeli e anche, forse soprattutto, la Chiesa. Romanzo che fa riflettere su cosa diventa la coscienza, quando la fede smette di essere meditazione, preghiera, per diventare potere, macchina per far soldi, arricchirsi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il libro, è ricco di citazioni bibliche, antropologiche, culturali e con la sua trama avvincente e il ritmo narrativo incalzante, diventa in conclusione un affresco di vizi e virtù della Chiesa</strong>, come scrive nella bella recensione per “la Repubblica” padre Antonio Spadaro, ex direttore di “Civiltà Cattolica”: “Quello di Grasso &#8211; dice Spadaro- è anche un romanzo della Chiesa cattolica intesa come organismo complesso, con le sue spie e le sue suore, le sue barzellette di curia e i suoi cardinali di cera”. Grasso, usa la letteratura per raccontare verità difficili da spiegare; lo fa con mestiere, facendo emergere un tema d’attualità drammatico e doloroso, come le speculazione di improbabili veggenti sulla credulità popolare e sul dolore; speculazioni che spesso infieriscono su comunità fragili e vulnerabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le apparizioni fasulle, sono l’esempio più indegno di questo malcostume, sono finzioni che si approfittano di sentimenti genuini, trasformando il bisogno di sacro in truffa, e a volte in arma politica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pantaleone Sergi, dalla cronaca di “Repubblica” al romanzo storico.</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/04/17/pantaleone-sergi-dalla-cronaca-di-repubblica-al-romanzo-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 19:42:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Libri appena freschi di stampa, oggi abbiamo scelto come libro da raccontare un romanzo storico, &#8220;Rosso Podestà&#8221;,scritto dallo storico Inviato Speciale de &#8220;La Repubblica&#8221; Pantaleone Sergi. Eccolo il &#8220;gran rientro&#8221; sulla scena letteraria del giornalista Pantaleone Sergi. L&#8217;ex inviato speciale de La Repubblica, fondatore e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Libri appena freschi di stampa, oggi abbiamo scelto come libro da raccontare un romanzo storico, &#8220;Rosso Podestà&#8221;,scritto dallo storico Inviato Speciale de &#8220;La Repubblica&#8221; Pantaleone Sergi.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="447" height="655" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-12.png" alt="" class="wp-image-8816" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-12.png 447w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-12-205x300.png 205w" sizes="auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Eccolo il &#8220;gran rientro&#8221; sulla scena letteraria del giornalista <strong>Pantaleone Sergi</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ex inviato speciale de <strong><em>La Repubblica</em></strong>, fondatore e direttore de il <strong><em>Quotidiano della Calabria</em></strong>, torna oggi in libreria con &#8220;<strong><em>Rosso podestà</em></strong>&#8220;, appena fresco di stampa,382 pagine, dedicato al nipotino <strong>Gabriel </strong>e alla sua grande passione per i racconti del nonno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo libro è in realtà un nuovo capitolo della “<strong>Saga di Mambrici</strong>”, la <strong><em>Macondo dell&#8217;autore</em></strong>, dove la fine del protagonista -spiega lo scrittore- “si pone come simbolo di un&#8217;illusione, quella &#8220;rossa&#8221;, dapprima faticosa a farsi reale e poi rivelatasi impraticabile, nella realtà di un paese calabrese della prima metà del Novecento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vorrei sbagliare, ma in questo suo terzo romanzo storico su Mambrici <strong>Pantaleone Sergi</strong> supera sé stesso, e per la prima volta in vita sua forse, con così tanta forza, ci dà di lui l’immagine completa di uno storico prestato alla scrittura, o forse ancora di più: di un romanziere navigato e custode quanto mai fedele della storia locale più intima di Mambrici, tanto da chiedermi “<strong>Ma Mambrici sarà mica Limbadi, il suo vero paese natale?”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mambrici</strong> è una “<strong>Macondo” del Meridione a cavallo tra Otto e Novecento. </strong>È un paese immobile nel tempo e nello spazio dove sembra non succeda niente e invece succede tutto e altro ancora. Su un palcoscenico dipinto di case miserrime si staccano le “<em>palazziate</em>” dei massari e i palazzi sontuosi dei notabili, fra tutti si erge quello di don Florindo, sindaco e dominus indiscusso di tutta Mambrici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un paese sconosciuto alle carte geografiche- spiega lo scrittore- ma di cui si può ritrovare senza difficoltà la strada; “lontano da quella Monza in cui uccidono il re, eppure abbastanza vicino per poterlo degnamente commemorare; e mentre il capo della “maffia” cerca un proprio riconoscimento e un posto tra il “nobilume” locale, le decisioni importanti vengono prese dai galantuomini riuniti in perenni conciliaboli presso la farmacia del paese, e la povera gente continua a farsi curare il corpo e la testa dalle magare coi loro intrugli e le loro pozioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mambrici ieri, come oggi, come domani,</strong> qui il tempo sembra non passare mai, scandito dalla noia e da vecchi rituali, una percezione che si si coglie in ogni altro romanzo dell’autore, e che in questa sua ultima prova d’autore affonda le mani nel mondo misterioso delle credenze popolari del luogo dove vive il protagonista del suo romanzo, Pepè, che appena nominato podestà di Mambrici si sveglia con un’angoscia inspiegabile: un senso di oppressione, di malessere, di inquietudine, di cui non riesce a darsi una spiegazione razionale e, coerentemente con la mentalità popolare del tempo e del luogo, attribuisce il suo stato a una <em>magaria</em>, cioè a un maleficio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pepè è un fascista violento, arrogante, convinto di essere un eroe, ma allo stesso tempo è superstizioso, fragile, suggestionabile, e la sua fede nel regime convive con la fede nelle <em>magare</em>. Ma la stessa Mambrici è un microcosmo dove magia, religione, politica e miseria convivono senza contraddizioni. Pepè è convinto che qualcuno – probabilmente un invidioso del paese – gli abbia fatto il malocchio per ostacolare la sua ascesa politica. Ecco allora che nel nuovo libro di Sergi ritroviamo dei passaggi che rasentano la perfezione letteraria</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Raggelando un po’ il sangue di Pepè, quel giorno Prisca si esibì in un misterioso rituale, con mormorii brevi e funerei e la voce rauca come se avesse il mal di gola. Prese, infatti, gli arnesi del suo mestiere – un piatto fondo, un bicchierino esagonale pieno d’olio macinato e amalgamato con un pizzico di sale in pietra – e incominciò a fare giri strani intorno a lui che restò immobile, come un’inutile bracalemme. «Sale versando e malocchio togliendo», pronunciò al meno dieci volte alzando gli occhi al cielo”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">l rito del malocchio, ci fa capire Sergi, non è dunque solo folclore, ma è invece un momento in cui il romanzo mostra come il potere di Pepè sia solo apparente, e come dietro la divisa bianca, le medaglie, la retorica littoria, ci sia in realtà un uomo insicuro, suggestionabile. dominato da paure arcaiche, incapace di controllare la propria vita emotiva. E il malocchio diventa una metafora della sua debolezza interiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il terremoto che fece di Mambrici &#8220;<em>terra piana</em>&#8220;, raccontato dallo stesso <strong>Sergi</strong> nel suo pluripremiato romanzo <strong><em>Líberandisdòmini</em></strong>, un vero e proprio “caso” letterario a metà strada tra <strong><em>Il Gattopardo</em></strong> e <strong><em>Cent’anni di solitudine</em></strong>, in questa sua nuova opera lo scrittore calabrese segue le tracce di due fratelli orfani che scamparono alla morte nel crollo dell&#8217;Ospizio di Carità in cui erano assistiti. Condotti a Padova da una ricca crocerossina, che li allevò come figli e li lasciò eredi di un ricco patrimonio, dopo la Grande guerra a cui presero parte, tornarono poi a <strong>Mambrici</strong> vivendo di rendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protagonista centrale del romanzo, <strong>Pepè Pellicari</strong>, non è altro che un giovane scapestrato che s&#8217;innamora di Veronica, ma viene rifiutato e quando scopre il matrimonio tra Veronica e un altro, decide di lasciare Mambrici. La delusione amorosa lo porta a lasciare il suo paese natale per l’Africa, dove diventa un uomo d’affari e figura di potere. Solo dopo diversi anni passati nella colonia Eritrea, dove aveva scelto di emigrare per via di questo suo “amore non consumato” torna a Mambrici e viene eletto podestà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sergi</strong> ce lo racconta qui al centro di una cerimonia di insediamento pianificata con grandi effetti scenografici e la partecipazione in paese di autorità locali e nazionali, un omo ambizioso, determinato, molto legato alle tradizioni fasciste, ma che palesa in vari momenti della sua vita momenti di grande ansia e turbamento intimo, nonostante questa sua sicurezza apparente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“C’erano tutti i gerarchi dei dintorni, quelli che prove nivano dallo squadrismo e quelli che millantavano un tra scorso simile, e stavano tutti sul palco, di lato alla sinistra. C’erano i segretari politici e i podestà dei paesi del manda mento di Brancadi, e poi c’erano don Gasparo Vergiù e don Ciccio Vasilicò, il medico condotto Achille Polimeni, il far macista Italino Tallarico, che erano la crema del Fascio lo cale, e sotto, vicino al palco, il maestro Arturo Capafresca, goffamente insaccato nella divisa nera un po’ abbondante, il quale faceva fatica nel tenere a bada i trentasei bambini della sua pluriclasse che nei sabati fascisti aveva prepara to per esibirsi durante la cerimonia. Non s’era ancora visto don Giacinto Marraffa, un pezzo grosso che, come Gasparo Vergiù, si muoveva tra maffia e politica…”</em><em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di successo di Pepè è per certi versi anche una storia fortemente patetica, di un uomo che aveva vissuto un&#8217;infanzia difficile e una giovinezza segnata dalla guerra e dall&#8217;impegno politico, e che tornato al paese dopo il periodo trascorso in Eritrea, diventa finalmente Podestà di Mambrici. &nbsp;E’ il 1937, e siamo in pieno regime fascista, e il romanzo calca la mano sull’orgoglio per l’Impero, e sul ruolo di Pepè come simbolo fisico più reale di questa rinascita. Gli piaceva molto Mussolini, e questo lo portò a fondare il fascio locale a Mambrici. Ma la presenza fascista in paese porta nuove tensioni, violenze e nuovi episodi di criminalità, con gravi fatti di sangue e di intimidazioni di ogni genere. La nomina di Pepè a podestà, e l’ascesa di don Gasparo come gerarca -spiega Sergi- evidenziano la penetrazione del regime nel paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pantaleone Sergi</strong> ci descrive e ci racconta Pepè come un “uomo politico che si dedica anima e cuore all&#8217;amministrazione locale” cercando di migliorare le condizioni di vita della comunità, in particolare dei più poveri. Pepè realizza progetti importanti, come la biblioteca comunale, la scuola serale, la colonia marina e l’asilo per bambini poveri. La sua gestione migliora l’immagine del paese e ne riceve riconoscimenti ufficiali persino dal giornale “Il Popolo d’Italia. Naturalmente non furono tutte rose e fiori. Notabili e oppositori inviarono lettere anonime per denunciarlo e metterlo in cattiva luce, temendo i cambiamenti avviati e soprattutto il suo successo. Non fu facile andare avanti, tutto il suo lavoro e il suo impegno sociale verranno passati al setaccio, minuziosamente sotto controllo, con ispezioni e continue minacce di rimozione, ma Pepè rimase saldo nel suo ruolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la caduta del fascismo, l’uomo torna a tempo pieno alla sua famiglia e alla professione di avvocato, mettendo le sue competenze al servizio dei più bisognosi e delle lotte sociali della sua comunità, e solo all&#8217;inizio della seconda guerra mondiale Pepè trova finalmente il modo per salvarsi dalla propria mediocrità. “Inizialmente fervente sostenitore del fascismo, col tempo si distacca dal regime, soprattutto in disaccordo con le sue politiche e la decisione di entrare in guerra”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pepè, ex fascista, si reinventa dunque come avvocato e come attivista comunista, sostenendo cooperative e lotte contadine, e rifiutando la politica attiva. Viene anche arrestato e sottoposto a processo per accuse infondate legate al fascismo, ma la difesa dimostra l’assenza di prove e Pepè viene prosciolto. Una vicenda di uno squallore infinito che rivela – racconta <strong>Sergi-</strong> manovre politiche e favoritismi, con collegamenti di alcuni giudici tra accusatori e passato fascista. Come dire? Il sistema giustizia nei tempi non è mai stato adamantino per come invece dovrebbe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo accade soprattutto grazie alla moglie Alma, donna battagliera che lo porta a schierarsi e a diffondere le ragioni del proletariato, tanto da essere candidato poi alla fine per il Partito Comunista alla Camera dei deputati. Una vera e propria rivoluzione intima e personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Pepè si avvicina quindi al Partito Comunista -racconta <strong>Sergi-</strong> e viene proposto come candidato alle elezioni politiche, guadagnandosi il sostegno della comunità di Mambrici, che lo vede come un simbolo di giustizia sociale”. Ma la vita sarà con lui ingrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura di Pepè suscita entusiasmo e qualche opposizione silenziosa, con opinioni contrastanti tra partiti e cittadini, la stampa nazionale dipinge Mambrici come un covo di criminalità, mentre i mambricesi difendono il paese e la candidatura di Pepè, ma alla fine la sua candidatura lo rende bersaglio di un grave attentato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="757" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi-1024x757.jpeg" alt="" class="wp-image-8820" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi-1024x757.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi-300x222.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi-768x568.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi-700x517.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/paolo-palma-Cappelli-il-presidente-Mattarella-Palma-e-Sergi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Pantaleone Sergi primo a destra nella foto accanto al Presidente di ICSAIC on.Paolo Palma, al Capo dello Sato Sergio Mattarella, e allo storico prof Cappelli</strong></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una storia potente, dunque, questo nuovo romanzo di <strong>Pantaleone Sergi</strong>, nel quale trovano spazio altre vicende e altri personaggi, un affresco maestoso e avvincente di uomini e cose, figure protagoniste e comprimarie, di nomi e di nomignoli, di soprannomi e di indirizzi, di luoghi fisici e di angoli forse anche mai esistiti, il tutto in ragione di una simmetria tra la grande storia e le vicende minute di un piccolo paese appunto Mambrici, in cui la fantasia dell&#8217;autore si mescola alla realtà. Un grande <strong>Pantaleone Sergi, </strong>va detto fino in fondo, e lo scrivo anche con la consapevolezza assoluta che lui stesso non gradirà tutto questo, ma perché forse dietro la debolezza intima del suo personaggio che è Pepè si nasconde anche la grande modestia e la tradizione ritrosia dell’autore del romanzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong><em>Rosso podestà</em></strong>&#8221; si caratterizza per il ritmo incalzante del racconto, e si fa leggere per la scelta di una lingua che fruisce della contiguità, mai invadente, con alcuni elementi dialettali gustosissimi che ne caratterizzano la rispondenza Bene, ed è attraverso questo codice lessico-grafico coinvolgente che Sergi disegna un mondo in cui le atmosfere del realismo fantastico o descrittivo -come all’autore piace definirlo- diventano un tutt’uno con le ambientazioni locali creando un universo parallelo in cui si snoda il racconto, così come era avvenuto nei precedenti romanzi della saga, sia <strong><em>Liberandisdòmini</em></strong> che <strong><em>Il giudice, sua madre e il basilisco</em></strong>. Io ci ho messo tre giorni per leggerlo tutto, in mezzo anche una domenica, lo confesso, ma ne valeva la pena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="769" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-1024x769.jpg" alt="" class="wp-image-8814" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-1024x769.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-300x225.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-768x577.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-1536x1154.jpg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-2048x1539.jpg 2048w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-800x600.jpg 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/pantaleone-sergi-al-mare-700x526.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi è Pantaleone Sergi.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Laureato in Scienze Politiche all&#8217;Università di Messina, ha lavorato ai quotidiani L&#8217;Ora, L&#8217;Unità, il Giornale di Calabria, ed è stato inviato speciale del quotidiano La Repubblica, nonché fondatore e direttore de <em>Il Quotidiano della Calabria</em>. In trent&#8217;anni di professione ha collaborato con numerose testate giornalistiche quotidiane e periodiche nazionali ed estere. Ha insegnato, per diversi anni, Storia del giornalismo e Linguaggio giornalistico nelle facoltà di Scienze Politiche e di Lettere dell&#8217;Università della Calabria. È deputato di Storia patria della Calabria. Dal dicembre 2010 al dicembre 2018, è stato presidente dell&#8217;ICSAIC (Istituto calabrese per la storia dell&#8217;antifascismo e dell&#8217;Italia contemporanea), ed è tuttora presidente del Centro di Ricerca sulle Migrazioni con sede all&#8217;Università della Calabria. Dal 2002 al 2007 è stato sindaco del comune di Limbadi. Dal giugno 2005 al marzo 2010 è stato portavoce del presidente della Regione Calabria. Scrive libri di storia del giornalismo, dell&#8217;emigrazione e sull&#8217;evoluzione della criminalità organizzata, con particolare attenzione alla &#8216;ndrangheta calabrese e alla mafia lucana dei Basilischi. Dal 2010 ha concentrato la sua ricerca storica sui giornali dell&#8217;emigrazione italiana nel Cono Sud dell&#8217;America Latina e in Turchia. Nel 2017 ha esordito come narratore con il romanzo &#8220;Liberandisdòmini&#8221;. È condirettore del Giornale di Storia Contemporanea e direttore responsabile della Rivista storica calabrese. È editorialista del quotidiano Gente d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Mattarella: giornalisti testimoni di verità</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/04/15/mattarella-giornalisti-testimoni-di-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di studenti di scuole di giornalismo. Dopo l&#8217;intervento di Marco Ferrando, Direttore delle testate del Master in Giornalismo dell’Università di Torino, hanno preso la parola alcuni studenti: Annamaria Grisorio, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Tommaso...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading" id="mainContent">Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di studenti di scuole di giornalismo.</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;intervento di <strong>Marco Ferrando</strong>, Direttore delle testate del Master in Giornalismo dell’Università di Torino, hanno preso la parola alcuni studenti: <strong>Annamaria Grisorio</strong>, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; <strong>Tommaso Provera</strong>, della LUISS Guido Carli; <strong>Antonio Fera,</strong> della LUMSA; <strong>Anna Mulassano</strong>, dell’Università di Torino.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="mainContent">In conclusione, il<strong> Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="mainContent">Data la solennità dell&#8217;inconto e il tenore della <strong>lectio magistralis tenuta dal Capo dello Stato</strong> riproponiamo qui in maniera integrale l&#8217;Intervento del Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, all&#8217;incontro con una delegazione di studenti delle scuole di giornalismo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png" alt="" class="wp-image-8765" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Benvenute e benvenuti nel palazzo del Quirinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saluto tutti voi che intervenite a questo incontro, e anche coloro che purtroppo non sono riusciti a giungere in tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siete numerosi studentesse e studenti che aspirano alla professione giornalistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringrazio il dottor Ferrando e coloro che sono intervenuti, grazie per le vostre considerazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I temi affrontati interrogano in modo significativo l’informazione libera e indipendente, premessa di democrazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">State frequentando corsi di studio con l’obiettivo – appunto &#8211; di divenire giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo vostro orizzonte suggerisce qualche riflessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei secoli passati il giornalismo era spesso associato a un’immagine romantica, avventurosa, espressione di curiosità, di libertà, di sete di verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con le dovute eccezioni: la stampa di regime ossequiente e funzionale a poteri più o meno legittimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo nostro tempo contemporaneo molto è cambiato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Repubblica e Costituzione ci hanno offerto un percorso che unisce due elementi: libertà e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elementi inscindibili in qualsiasi ambito della vita, resi evidenti per il giornalismo dal carattere di professione intellettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ne sottolinea alcuni aspetti, a partire dalla autonomia di pensiero nell’elaborazione delle notizie cui si lavora, e nel rispetto delle indicazioni puntuali che derivano dalla deontologia. Su questo aspetto sono chiamati a vigilare gli appositi organismi istituiti presso l’Ordine dei giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ordinamento professionale peculiare, quello dei giornalisti, distinto dagli altri che esistono: il rapporto non è con un cliente al quale si propone una prestazione perché lo scopo è la tutela di un bene pubblico dei cittadini, l’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne trova puntuale traccia nella legge Gonella, quella che ha istituito l’Ordine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il diritto di cronaca ha per oggetto gli atti e i fatti. È il diritto di narrare, a mezzo stampa, ciò che è avvenuto o avviene. &nbsp;La libertà di informazione soddisfa il bisogno individuale e sociale di conoscere obiettivamente i fatti’’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono queste le parole di Guido Gonella,&nbsp;giornalista, deputato al Parlamento, ministro della Giustizia, strenuo difensore del diritto di cronaca&nbsp;e insieme dell’autonomia&nbsp;nella regolamentazione&nbsp;della professione. Autonomia&nbsp;affidata non a qualche autorità espressione di poteri dello Stato, ma a organismi espressione della professione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figura di giornalista interessante, quella di Gonella, che &#8211; tra il 1933 e il 1940 &#8211; redigeva, sull’Osservatore Romano, gli&nbsp;<em>Acta Diurna</em>&nbsp;che in tutta Italia erano, per tanti desiderosi di verità, l’unica fonte di notizie non filtrate dalla censura del regime. Per questo motivo nel 1939 venne arrestato per diretta disposizione di Mussolini. Liberato per immediato e forte intervento di Pio XII, fu comunque obbligato a recarsi ogni giorno al commissariato di polizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una straordinaria attualità nei principi ispiratori&nbsp;della preziosa legge voluta da Gonella: i doveri verso la verità.&nbsp;Anzitutto il dovere di verificare e conoscere i fatti che i giornalisti narrano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se viene impedita&nbsp;la presenza o limitata l’operatività dei&nbsp;giornalisti&nbsp;nei luoghi in cui i fatti avvengono &#8211; si pensi ai teatri di guerra e, quindi, anche ai giornalisti caduti nell’adempimento della loro missione – in quei casi, prevale&nbsp;una narrazione artefatta, piegata agli interessi dei contendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanti contenuti realizzati con escamotages cognitivi vengono diffusi&nbsp;nelle piattaforme&nbsp;che&nbsp;alimentano le agorà digitali, con il trionfo delle pseudo verità!</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giornalisti non sono in campo per rendere verosimili le narrazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono, invece, testimoni di verità, antidoti ai tentativi di manipolazione delle opinioni pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una immensa responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dibattito, si confondono talvolta, fra di loro, libertà di espressione del pensiero &#8211; in capo a ogni cittadino &#8211; e libertà di informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrambe fanno riferimento all’art. 21 della Costituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vi è differenza tra chi esprime un’opinione – diritto da garantire appieno, sia ben chiaro &#8211; e chi, invece, è chiamato a raccogliere e raccontare fatti alla pubblica opinione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tutto questo deriva l’esigenza di una scrupolosa formazione professionale, esperienza della quale siete partecipi, frutto della positiva collaborazione tra Atenei e Ordine professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">State approfondendo il rapporto tra professione giornalistica e verità. Sappiamo quanto la domanda di verità rischi oggi di inciampare in risposte fuorvianti, in un mondo governato da tecnologie che, confondendo comunicazione e informazione, assottigliano sempre più i confini tra vero, verosimile e falso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Demarcare quei confini è compito&nbsp;affidato al giornalista, testimone diretto, mediatore tra i fatti e la loro rappresentazione e, in forza di questo,&nbsp;protagonista nella vita della società e dello stesso processo democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornalista professionista è elemento essenziale nel dare attuazione al nostro ordinamento costituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non a caso, tra i rarissimi interventi di legislazione ordinaria, l’Assemblea Costituente, esaurita la definizione del testo costituzionale, volle approvare, prima della fine del suo mandato, una nuova&nbsp;legge sulla&nbsp;stampa, nel convincimento che &#8211; dopo la dittatura &#8211;&nbsp; soltanto con una stampa libera e indipendente si sarebbe potuta costruire la nuova cittadinanza nell’Italia democratica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’articolo 21 della Carta costituzionale garantisce una stampa libera e non soggetta ad autorizzazioni o&nbsp;a censure.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità dell’informazione interroga più soggetti: chi la produce, chi la realizza, chi la riceve e chi deve provvedere affinché le tutele riconosciute non si riducano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque i cittadini, perché possano formarsi un’opinione consapevole e liberamente critica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque i giornalisti, che devono agire con indipendenza e rigore. Gli editori, che sanno di impegnarsi in un settore vitale per la democrazia; fanno impresa, naturalmente, ma quel che ne è al centro non è un mero prodotto, bensì un bene pubblico. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ultime, le istituzioni che sono chiamate, in ogni Paese, ad assicurare quanto previsto nelle Carte costituzionali e nelle Dichiarazioni e Convenzioni internazionali alle quali i singoli Paesi hanno deciso di aderire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un insieme di norme nazionali e internazionali che hanno lo scopo di rendere concreto il diritto dei cittadini a una informazione plurale, corretta, autentica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni vulnus recato a una di queste norme è di nocumento alla comunità, alla sua vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è accettabile, ad esempio, che tuttora, dopo un anno e mezzo, il Servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi, con la Commissione Parlamentare di vigilanza non posta in condizione di poter espletare le sue funzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come va posto riparo al ritardo nella applicazione del&nbsp;<em>Media Information Act&nbsp;</em>approvato dal Parlamento Europeo e dai governi riuniti nel Consiglio Europeo sin dalla primavera del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo in un orizzonte in cui l’Intelligenza Artificiale sta conquistando – come è stato poc’anzi ricordato &#8211; un ruolo sempre più diffuso se non addirittura egemone nella nostra esistenza, rendendo ancora più urgente la riflessione sul rapporto con la&nbsp;verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre un’adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo utilizzo a beneficio dell’umanità, con la definizione di regole.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come quelle messe in campo dall’Unione Europea per il governo dell’Intelligenza Artificiale senza che essa si trasformi in uno strumento di dominio da parte di giganti tecnologici che pretendono di sostituirsi agli Stati sovrani e all’ordinamento internazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le trasformazioni in atto nel mondo dell’informazione interrogano anche i giornalisti e sollecitano a rifuggire dal rischio di indolenza o di negligenza: le trasformazioni non mutano la natura della professione, anzi, ne accentuano, piuttosto, le responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Joseph Pulitzer – ben noto per il Premio prestigioso a lui intitolato &#8211; ungherese emigrato negli Stati Uniti, protagonista di un forte impulso ai corsi di giornalismo della Columbia University, usava un’espressione enfatica ma efficace per definire il ruolo del giornalismo: “Il giornalista è il ponte di comando sulla nave dello Stato. Prende nota di tutte le vele di passaggio e di tutte le piccole presenze di qualche interesse che punteggiano l’orizzonte quando c’è bel tempo. Riferisce di naufraghi alla deriva che la nave può trarre in salvo. Scruta attraverso la nebbia e la burrasca per allertare sui pericoli incombenti”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo tempo di guerre, di conflitti, di contrasti, molte nebbie e burrasche ci circondano&nbsp;ed energie vengono richieste perché emerge qualche pericolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai giornalisti in attività, oggi, e a voi, aspiranti giornaliste e giornalisti, nel prossimo futuro – donne e uomini, in indispensabile, assoluta, effettiva parità &#8211; sta il compito di&nbsp;diradare quelle nubi, quelle burrasche, affermando sempre la&nbsp;verità&nbsp;della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiungo per concludere soltanto un’ulteriore riflessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Venendo qui dallo studio in cui ho ricevuto un ospite straniero poc’anzi, ho letto i lanci delle agenzie sul Messaggio che Leone XIV – questa mattina &#8211; ha inviato alla Pontificia Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno splendido messaggio, sul potere, che – ancora una volta – rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo, per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo Messaggio, il Papa – mi permetto di consigliarvi di leggerlo, è un bel messaggio sul potere &#8211; mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi torna in mente quando – in questo salone, numerosi anni fa, mi sembra otto, nove anni fa – uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può – in effetti &#8211; inebriare e far perdere l’equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vi sono due antidoti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credetemi, ragazzi: è preziosa!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se i cosiddetti potenti della Terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Auguri, ragazzi!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mattarella &#8220;Auguri al TG2 e alla sua storia&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/03/20/mattarella-auguri-al-tg2-e-alla-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Presente l&#8217;Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi., il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi . Dopo l&#8217;intervento del Direttore Antonio Preziosi, il Presidente Mattarella ha rivolto...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Presente l&#8217;Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi., il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi .</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="545" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--1024x545.png" alt="" class="wp-image-8496" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--1024x545.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--300x160.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--768x409.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--700x373.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-.png 1037w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;intervento del <strong>Direttore Antonio Preziosi</strong>, il <strong>Presidente Mattarella</strong> ha rivolto un saluto ai presenti. Qui di seguito il <strong>testo integrale del discorso del Capo dello Stato.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="537" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-1024x537.png" alt="" class="wp-image-8508" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-1024x537.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-300x157.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-768x403.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-700x367.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7.png 1051w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">&#8220;Nel rivolgere un saluto all’amministratore delegato e a questa articolata, rappresentativa, qualificata delegazione del TG2, la ringrazio, Direttore, per le sue considerazioni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Sono lietissimo di accogliervi in questa sala rinnovata. Come la Rai, anche i saloni del Quirinale attraversano fasi e innovazioni, come quella di avere qui de Chirico in un salone cinquecentesco.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quella che oggi ricordiamo è una delle fasi nuove che si apriva nella Rai, una innovazione profonda che si è realizzata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Io lo ricordo bene, Direttore. Ricordo anche la curiosità con cui fu accolta questa novità; e l&#8217;azione di Andrea Barbato, la presenza di Piero Angela.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una curiosità che è stata ricambiata dalla diversità della formula rispetto a quello che era, fino ad allora, considerato una sorta di Gazzetta Ufficiale, il TG 1.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Formula nuova, impostazione differente e iniziative numerose di successo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questa è, naturalmente, una occasione per ringraziarvi per quello che è stato fatto in questi cinquant&#8217;anni, dai vostri predecessori, per quello che voi continuate e per quello che fate voi, in questo in questo periodo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Qui sono presenti vicedirettori, capiredattori, comitato di redazione, il nostro quirinalista, che è di casa, intorno all&#8217;amministratore delegato. È quindi l&#8217;occasione migliore per me per ringraziarvi per il lavoro che svolgete e formularvi gli auguri.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E vorrei far mio l’augurio di Papa Leone, che ieri vi ha rivolto e Lei ha ricordato: quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo, appunto, non come raffigurazioni spettacolari, ma come informazione che trasmette, una presentazione che informa, che trasmette una correttezza di notizie per spettatrici e spettatori.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È&nbsp;una condizione importante, perché è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi della parte televisiva e della carta stampata e sul web, che tra tante difficoltà crescenti, tra tante insidie di false notizie diffuse, anche sulla guerra in questo periodo, svolgete un compito di garanzia, di informazione, di libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Questa occasione per me è davvero gradita nell’accogliervi al Quirinale, per ringraziarvi per l&#8217;opera che svolgete, e nel fare gli auguri per i prossimi cinquant&#8217;anni, che non sapremo in che modo, con che tecniche, con che modalità, con che protagonismo si svolgeranno.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Auguri!&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Alla conclusione dell&#8217;incontro lo stesso direttore de TG2 Antonio Preziosi si è avvicinato al Presidente Mattarella e forte forse delle sue antiche frequentazioni quirinalizie gli porge la tazza con su il logo del TG2 e gli dice sorridendo &#8220;Presidente nel caso avesse il tempo per distrarsi un attimo noi le abbiamo portato anche una nostra tazza di rappresentanza per la colazione del mattino&#8221;. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chapeuau</strong>. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi.jpg" alt="" class="wp-image-8494" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi.jpg 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi-300x200.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi-700x467.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il discorso del direttore Antonio Preziosi davanti al Capo dello Stato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Signor Presidente,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>è un grande onore per noi essere ricevuti da Lei in occasione delle celebrazioni per i Cinquant’anni del nostro Tg2. Con l’Amministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi – che ringrazio &#8211; è qui da Lei una delegazione del nostro telegiornale composta dai vicedirettori, dai capiredattori e dai rappresentanti del comitato di redazione. &nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Tg2 nasceva il 15 marzo del 1976. Il primo direttore fu Andrea Barbato. La prima edizione fu condotta da un grande protagonista del giornalismo italiano come Piero Angela. Lo chiamarono subito “l’altro telegiornale” perché – figlio della riforma della Rai del 75 – il Tg2 entrava in una scena dove fino a quel momento c’era un telegiornale solo. &nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stile innovativo, linguaggio colloquiale, capacità di approfondire e anche di sorprendere: furono queste fin dall’inizio le sue caratteristiche. Nacquero in quel periodo grandi rubriche &nbsp;come Tg2 Dossier, e poi negli anni rubriche di servizio come Medicina 33, sociali come “Costume e società” o anche di buone notizie come “Tutto il bello che c’è”. Fino ai giorni nostri con nuovi spazi dove l’approfondimento si coniuga con il racconto in diretta dei fatti come avviene a Tg2 Italia Europa e a Tg2 Post.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tanti i ricordi di questi cinquant’anni: la lunga diretta no stop sulla tragedia di Vermicino – pur con le polemiche che ne seguirono – fu il primo esempio di racconto all news.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nella nostra storia corrono le imprese di straordinari inviati: impossibile ricordali tutti. Ma uno per tutti è certamente quel Joe Marrazzo che ci ha lasciato tante inchieste sulla mafia e su temi sociali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei nostri spazi abbiamo parlato da sempre di inclusione, parità di genere, tutela dei cittadini e dei consumatori.&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pionieri anche nella sperimentazione: il Tg2 è stato il primo telegiornale digitalizzato della Rai.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ed oggi, con i nuovi studi televisivi inaugurati un anno e mezzo fa, siamo pronti ad affrontare il futuro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oggi la rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale pongono nuove sfide e nuovi traguardi. &nbsp;La nostra redazione lavora quotidianamente per cercare di offrire sempre qualcosa in più a chi ci ascolta senza perdere il necessario e senza rinunciare ad una scrupolosa verifica delle fonti, consapevoli che occorra innalzare il nostro livello di eticità per difendere le telespettatrici ed i telespettatori dall’insidiosa immissione di fake news veleno che intossica l’informazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con la credibilità che deriva dalla nostra storia continuiamo a raccontare i fatti degli ultimi mesi: dalla morte di papa Francesco alla elezione di Papa Leone, dagli sviluppi della guerra in Ucraina fino al racconto di quanto sta accadendo in Iran e nel Medio Oriente proprio in questi giorni, cercando di non dimenticare nessuno dei tanti, troppi scenari di guerra che affliggono l’umanità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Signor Presidente, abbiamo ancora nelle orecchie e nel cuore le parole con le quali&nbsp; proprio ieri Papa Leone XIV – ricevendo il Tg2 in udienza speciale – ci ha invitato a mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogioco. Così come costituiscono un punto di riferimento per noi le parole che Lei – signor Presidente – ha più volte dedicato al giornalismo libero, fondato sulla rigorosa rappresentazione dei fatti, capace di consentire a tutti il formarsi di una opinione indipendente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E proprio questo che guida il nostro lavoro di giornalisti del servizio pubblico. E’ un impegno che abbiamo assunto nei cinque decenni della nostra storia e che intendiamo rinnovare con le telespettatrici ed i telespettatori per il futuro che ci attende.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Grazie quindi Presidente per la Sua accoglienza che arriva in una giornata speciale nella quale si celebra il 165esimo anniversario dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia. Grazie dunque per questo incontro e per le parole che intenderà rivolgere al nostro impegno giornalistico ed al nostro Tg2&#8243;.  </strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="521" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6-1024x521.png" alt="" class="wp-image-8504" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6-1024x521.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6-300x153.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6-768x391.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6-700x356.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-6.png 1031w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-1024x574.png" alt="" class="wp-image-8505" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-1024x574.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-300x168.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-768x430.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-700x392.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-539x303.png 539w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1.png 1058w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>





<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un incontro davvero iconico pe la storia del TG&#8221;2. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.quirinale.it/it/video/presidente-mattarella-incontra-redazione-tg2-occasione-cinquantesimo-anniversario-fondazione">https://www.quirinale.it/it/video/presidente-mattarella-incontra-redazione-tg2-occasione-cinquantesimo-anniversario-fondazione</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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