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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Mattarella: giornalisti testimoni di verità</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/04/15/mattarella-giornalisti-testimoni-di-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di studenti di scuole di giornalismo. Dopo l&#8217;intervento di Marco Ferrando, Direttore delle testate del Master in Giornalismo dell’Università di Torino, hanno preso la parola alcuni studenti: Annamaria Grisorio, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Tommaso...]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading" id="mainContent">Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di studenti di scuole di giornalismo.</h1>



<p>Dopo l&#8217;intervento di <strong>Marco Ferrando</strong>, Direttore delle testate del Master in Giornalismo dell’Università di Torino, hanno preso la parola alcuni studenti: <strong>Annamaria Grisorio</strong>, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; <strong>Tommaso Provera</strong>, della LUISS Guido Carli; <strong>Antonio Fera,</strong> della LUMSA; <strong>Anna Mulassano</strong>, dell’Università di Torino.</p>



<p id="mainContent">In conclusione, il<strong> Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti</strong>.</p>



<p id="mainContent">Data la solennità dell&#8217;inconto e il tenore della <strong>lectio magistralis tenuta dal Capo dello Stato</strong> riproponiamo qui in maniera integrale l&#8217;Intervento del Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, all&#8217;incontro con una delegazione di studenti delle scuole di giornalismo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png" alt="" class="wp-image-8765" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/04/image-3-700x467.png 700w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Benvenute e benvenuti nel palazzo del Quirinale.</p>



<p>Saluto tutti voi che intervenite a questo incontro, e anche coloro che purtroppo non sono riusciti a giungere in tempo.</p>



<p>Siete numerosi studentesse e studenti che aspirano alla professione giornalistica.</p>



<p>Ringrazio il dottor Ferrando e coloro che sono intervenuti, grazie per le vostre considerazioni.</p>



<p>I temi affrontati interrogano in modo significativo l’informazione libera e indipendente, premessa di democrazia.</p>



<p>State frequentando corsi di studio con l’obiettivo – appunto &#8211; di divenire giornalisti.</p>



<p>Questo vostro orizzonte suggerisce qualche riflessione.</p>



<p>Nei secoli passati il giornalismo era spesso associato a un’immagine romantica, avventurosa, espressione di curiosità, di libertà, di sete di verità.</p>



<p>Con le dovute eccezioni: la stampa di regime ossequiente e funzionale a poteri più o meno legittimi.</p>



<p>In questo nostro tempo contemporaneo molto è cambiato.</p>



<p>Repubblica e Costituzione ci hanno offerto un percorso che unisce due elementi: libertà e responsabilità.</p>



<p>Elementi inscindibili in qualsiasi ambito della vita, resi evidenti per il giornalismo dal carattere di professione intellettuale.</p>



<p>Questo ne sottolinea alcuni aspetti, a partire dalla autonomia di pensiero nell’elaborazione delle notizie cui si lavora, e nel rispetto delle indicazioni puntuali che derivano dalla deontologia. Su questo aspetto sono chiamati a vigilare gli appositi organismi istituiti presso l’Ordine dei giornalisti.</p>



<p>Un ordinamento professionale peculiare, quello dei giornalisti, distinto dagli altri che esistono: il rapporto non è con un cliente al quale si propone una prestazione perché lo scopo è la tutela di un bene pubblico dei cittadini, l’informazione.</p>



<p>Se ne trova puntuale traccia nella legge Gonella, quella che ha istituito l’Ordine.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Il diritto di cronaca ha per oggetto gli atti e i fatti. È il diritto di narrare, a mezzo stampa, ciò che è avvenuto o avviene. &nbsp;La libertà di informazione soddisfa il bisogno individuale e sociale di conoscere obiettivamente i fatti’’.</p>



<p>Sono queste le parole di Guido Gonella,&nbsp;giornalista, deputato al Parlamento, ministro della Giustizia, strenuo difensore del diritto di cronaca&nbsp;e insieme dell’autonomia&nbsp;nella regolamentazione&nbsp;della professione. Autonomia&nbsp;affidata non a qualche autorità espressione di poteri dello Stato, ma a organismi espressione della professione.</p>



<p>Figura di giornalista interessante, quella di Gonella, che &#8211; tra il 1933 e il 1940 &#8211; redigeva, sull’Osservatore Romano, gli&nbsp;<em>Acta Diurna</em>&nbsp;che in tutta Italia erano, per tanti desiderosi di verità, l’unica fonte di notizie non filtrate dalla censura del regime. Per questo motivo nel 1939 venne arrestato per diretta disposizione di Mussolini. Liberato per immediato e forte intervento di Pio XII, fu comunque obbligato a recarsi ogni giorno al commissariato di polizia.</p>



<p>C’è una straordinaria attualità nei principi ispiratori&nbsp;della preziosa legge voluta da Gonella: i doveri verso la verità.&nbsp;Anzitutto il dovere di verificare e conoscere i fatti che i giornalisti narrano.</p>



<p>Se viene impedita&nbsp;la presenza o limitata l’operatività dei&nbsp;giornalisti&nbsp;nei luoghi in cui i fatti avvengono &#8211; si pensi ai teatri di guerra e, quindi, anche ai giornalisti caduti nell’adempimento della loro missione – in quei casi, prevale&nbsp;una narrazione artefatta, piegata agli interessi dei contendenti.</p>



<p>Quanti contenuti realizzati con escamotages cognitivi vengono diffusi&nbsp;nelle piattaforme&nbsp;che&nbsp;alimentano le agorà digitali, con il trionfo delle pseudo verità!</p>



<p>I giornalisti non sono in campo per rendere verosimili le narrazioni.</p>



<p>Sono, invece, testimoni di verità, antidoti ai tentativi di manipolazione delle opinioni pubbliche.</p>



<p>Una immensa responsabilità.</p>



<p>Nel dibattito, si confondono talvolta, fra di loro, libertà di espressione del pensiero &#8211; in capo a ogni cittadino &#8211; e libertà di informazione.</p>



<p>Entrambe fanno riferimento all’art. 21 della Costituzione.</p>



<p>Ma vi è differenza tra chi esprime un’opinione – diritto da garantire appieno, sia ben chiaro &#8211; e chi, invece, è chiamato a raccogliere e raccontare fatti alla pubblica opinione.</p>



<p>Da tutto questo deriva l’esigenza di una scrupolosa formazione professionale, esperienza della quale siete partecipi, frutto della positiva collaborazione tra Atenei e Ordine professionale.</p>



<p>State approfondendo il rapporto tra professione giornalistica e verità. Sappiamo quanto la domanda di verità rischi oggi di inciampare in risposte fuorvianti, in un mondo governato da tecnologie che, confondendo comunicazione e informazione, assottigliano sempre più i confini tra vero, verosimile e falso.&nbsp;</p>



<p>Demarcare quei confini è compito&nbsp;affidato al giornalista, testimone diretto, mediatore tra i fatti e la loro rappresentazione e, in forza di questo,&nbsp;protagonista nella vita della società e dello stesso processo democratico.</p>



<p>Il giornalista professionista è elemento essenziale nel dare attuazione al nostro ordinamento costituzionale.</p>



<p>Non a caso, tra i rarissimi interventi di legislazione ordinaria, l’Assemblea Costituente, esaurita la definizione del testo costituzionale, volle approvare, prima della fine del suo mandato, una nuova&nbsp;legge sulla&nbsp;stampa, nel convincimento che &#8211; dopo la dittatura &#8211;&nbsp; soltanto con una stampa libera e indipendente si sarebbe potuta costruire la nuova cittadinanza nell’Italia democratica.&nbsp;</p>



<p>L’articolo 21 della Carta costituzionale garantisce una stampa libera e non soggetta ad autorizzazioni o&nbsp;a censure.&nbsp;</p>



<p>La qualità dell’informazione interroga più soggetti: chi la produce, chi la realizza, chi la riceve e chi deve provvedere affinché le tutele riconosciute non si riducano.</p>



<p>Dunque i cittadini, perché possano formarsi un’opinione consapevole e liberamente critica.</p>



<p>Dunque i giornalisti, che devono agire con indipendenza e rigore. Gli editori, che sanno di impegnarsi in un settore vitale per la democrazia; fanno impresa, naturalmente, ma quel che ne è al centro non è un mero prodotto, bensì un bene pubblico. &nbsp;</p>



<p>Non ultime, le istituzioni che sono chiamate, in ogni Paese, ad assicurare quanto previsto nelle Carte costituzionali e nelle Dichiarazioni e Convenzioni internazionali alle quali i singoli Paesi hanno deciso di aderire.&nbsp;</p>



<p>È un insieme di norme nazionali e internazionali che hanno lo scopo di rendere concreto il diritto dei cittadini a una informazione plurale, corretta, autentica.</p>



<p>Ogni vulnus recato a una di queste norme è di nocumento alla comunità, alla sua vita.</p>



<p>Non è accettabile, ad esempio, che tuttora, dopo un anno e mezzo, il Servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi, con la Commissione Parlamentare di vigilanza non posta in condizione di poter espletare le sue funzioni.</p>



<p>Così come va posto riparo al ritardo nella applicazione del&nbsp;<em>Media Information Act&nbsp;</em>approvato dal Parlamento Europeo e dai governi riuniti nel Consiglio Europeo sin dalla primavera del 2024.</p>



<p>Tutto questo in un orizzonte in cui l’Intelligenza Artificiale sta conquistando – come è stato poc’anzi ricordato &#8211; un ruolo sempre più diffuso se non addirittura egemone nella nostra esistenza, rendendo ancora più urgente la riflessione sul rapporto con la&nbsp;verità.</p>



<p>Occorre un’adeguata consapevolezza morale per rendere possibile il suo utilizzo a beneficio dell’umanità, con la definizione di regole.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Come quelle messe in campo dall’Unione Europea per il governo dell’Intelligenza Artificiale senza che essa si trasformi in uno strumento di dominio da parte di giganti tecnologici che pretendono di sostituirsi agli Stati sovrani e all’ordinamento internazionale.&nbsp;</p>



<p>Le trasformazioni in atto nel mondo dell’informazione interrogano anche i giornalisti e sollecitano a rifuggire dal rischio di indolenza o di negligenza: le trasformazioni non mutano la natura della professione, anzi, ne accentuano, piuttosto, le responsabilità.</p>



<p>Joseph Pulitzer – ben noto per il Premio prestigioso a lui intitolato &#8211; ungherese emigrato negli Stati Uniti, protagonista di un forte impulso ai corsi di giornalismo della Columbia University, usava un’espressione enfatica ma efficace per definire il ruolo del giornalismo: “Il giornalista è il ponte di comando sulla nave dello Stato. Prende nota di tutte le vele di passaggio e di tutte le piccole presenze di qualche interesse che punteggiano l’orizzonte quando c’è bel tempo. Riferisce di naufraghi alla deriva che la nave può trarre in salvo. Scruta attraverso la nebbia e la burrasca per allertare sui pericoli incombenti”.&nbsp;</p>



<p>In questo tempo di guerre, di conflitti, di contrasti, molte nebbie e burrasche ci circondano&nbsp;ed energie vengono richieste perché emerge qualche pericolo.</p>



<p>Ai giornalisti in attività, oggi, e a voi, aspiranti giornaliste e giornalisti, nel prossimo futuro – donne e uomini, in indispensabile, assoluta, effettiva parità &#8211; sta il compito di&nbsp;diradare quelle nubi, quelle burrasche, affermando sempre la&nbsp;verità&nbsp;della realtà.</p>



<p>Aggiungo per concludere soltanto un’ulteriore riflessione.</p>



<p>Venendo qui dallo studio in cui ho ricevuto un ospite straniero poc’anzi, ho letto i lanci delle agenzie sul Messaggio che Leone XIV – questa mattina &#8211; ha inviato alla Pontificia Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede.</p>



<p>Uno splendido messaggio, sul potere, che – ancora una volta – rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo, per i suoi richiami in questo periodo così difficile e travagliato.</p>



<p>Nel suo Messaggio, il Papa – mi permetto di consigliarvi di leggerlo, è un bel messaggio sul potere &#8211; mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione.</p>



<p>Mi torna in mente quando – in questo salone, numerosi anni fa, mi sembra otto, nove anni fa – uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere.</p>



<p>Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può – in effetti &#8211; inebriare e far perdere l’equilibrio.</p>



<p>Ma vi sono due antidoti.</p>



<p>Il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali.</p>



<p>Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia.</p>



<p>Credetemi, ragazzi: è preziosa!</p>



<p>Se i cosiddetti potenti della Terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo.&nbsp;</p>



<p>Auguri, ragazzi!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mattarella &#8220;Auguri al TG2 e alla sua storia&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/03/20/mattarella-auguri-al-tg2-e-alla-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Presente l&#8217;Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi., il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi . Dopo l&#8217;intervento del Direttore Antonio Preziosi, il Presidente Mattarella ha rivolto...]]></description>
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<p><strong>Presente l&#8217;Amministratore delegato della RAI, Giampaolo Rossi., il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 50 anni del TG2, ha ricevuto al Quirinale una delegazione della redazione, guidata dal Direttore Antonio Preziosi .</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="545" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--1024x545.png" alt="" class="wp-image-8496" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--1024x545.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--300x160.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--768x409.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2--700x373.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-.png 1037w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo l&#8217;intervento del <strong>Direttore Antonio Preziosi</strong>, il <strong>Presidente Mattarella</strong> ha rivolto un saluto ai presenti. Qui di seguito il <strong>testo integrale del discorso del Capo dello Stato.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="537" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-1024x537.png" alt="" class="wp-image-8508" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-1024x537.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-300x157.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-768x403.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7-700x367.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-7.png 1051w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">&#8220;Nel rivolgere un saluto all’amministratore delegato e a questa articolata, rappresentativa, qualificata delegazione del TG2, la ringrazio, Direttore, per le sue considerazioni.</p>



<p class="has-medium-font-size">Sono lietissimo di accogliervi in questa sala rinnovata. Come la Rai, anche i saloni del Quirinale attraversano fasi e innovazioni, come quella di avere qui de Chirico in un salone cinquecentesco.</p>



<p class="has-medium-font-size">Quella che oggi ricordiamo è una delle fasi nuove che si apriva nella Rai, una innovazione profonda che si è realizzata.</p>



<p class="has-medium-font-size">Io lo ricordo bene, Direttore. Ricordo anche la curiosità con cui fu accolta questa novità; e l&#8217;azione di Andrea Barbato, la presenza di Piero Angela.</p>



<p class="has-medium-font-size">Una curiosità che è stata ricambiata dalla diversità della formula rispetto a quello che era, fino ad allora, considerato una sorta di Gazzetta Ufficiale, il TG 1.</p>



<p class="has-medium-font-size">Formula nuova, impostazione differente e iniziative numerose di successo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questa è, naturalmente, una occasione per ringraziarvi per quello che è stato fatto in questi cinquant&#8217;anni, dai vostri predecessori, per quello che voi continuate e per quello che fate voi, in questo in questo periodo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Qui sono presenti vicedirettori, capiredattori, comitato di redazione, il nostro quirinalista, che è di casa, intorno all&#8217;amministratore delegato. È quindi l&#8217;occasione migliore per me per ringraziarvi per il lavoro che svolgete e formularvi gli auguri.</p>



<p class="has-medium-font-size">E vorrei far mio l’augurio di Papa Leone, che ieri vi ha rivolto e Lei ha ricordato: quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo, appunto, non come raffigurazioni spettacolari, ma come informazione che trasmette, una presentazione che informa, che trasmette una correttezza di notizie per spettatrici e spettatori.</p>



<p class="has-medium-font-size">È&nbsp;una condizione importante, perché è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi della parte televisiva e della carta stampata e sul web, che tra tante difficoltà crescenti, tra tante insidie di false notizie diffuse, anche sulla guerra in questo periodo, svolgete un compito di garanzia, di informazione, di libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questa occasione per me è davvero gradita nell’accogliervi al Quirinale, per ringraziarvi per l&#8217;opera che svolgete, e nel fare gli auguri per i prossimi cinquant&#8217;anni, che non sapremo in che modo, con che tecniche, con che modalità, con che protagonismo si svolgeranno.</p>



<p class="has-medium-font-size">Auguri!&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Alla conclusione dell&#8217;incontro lo stesso direttore de TG2 Antonio Preziosi si è avvicinato al Presidente Mattarella e forte forse delle sue antiche frequentazioni quirinalizie gli porge la tazza con su il logo del TG2 e gli dice sorridendo &#8220;Presidente nel caso avesse il tempo per distrarsi un attimo noi le abbiamo portato anche una nostra tazza di rappresentanza per la colazione del mattino&#8221;. </strong></p>



<p><strong>Chapeuau</strong>. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi.jpg" alt="" class="wp-image-8494" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi.jpg 750w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi-300x200.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-mattarella-riceve-preziosi-700x467.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il discorso del direttore Antonio Preziosi davanti al Capo dello Stato</h2>



<p>&#8220;<strong>Signor Presidente,</strong></p>



<p><strong>è un grande onore per noi essere ricevuti da Lei in occasione delle celebrazioni per i Cinquant’anni del nostro Tg2. Con l’Amministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi – che ringrazio &#8211; è qui da Lei una delegazione del nostro telegiornale composta dai vicedirettori, dai capiredattori e dai rappresentanti del comitato di redazione. &nbsp;</strong></p>



<p><strong>Il Tg2 nasceva il 15 marzo del 1976. Il primo direttore fu Andrea Barbato. La prima edizione fu condotta da un grande protagonista del giornalismo italiano come Piero Angela. Lo chiamarono subito “l’altro telegiornale” perché – figlio della riforma della Rai del 75 – il Tg2 entrava in una scena dove fino a quel momento c’era un telegiornale solo. &nbsp;</strong></p>



<p><strong>Stile innovativo, linguaggio colloquiale, capacità di approfondire e anche di sorprendere: furono queste fin dall’inizio le sue caratteristiche. Nacquero in quel periodo grandi rubriche &nbsp;come Tg2 Dossier, e poi negli anni rubriche di servizio come Medicina 33, sociali come “Costume e società” o anche di buone notizie come “Tutto il bello che c’è”. Fino ai giorni nostri con nuovi spazi dove l’approfondimento si coniuga con il racconto in diretta dei fatti come avviene a Tg2 Italia Europa e a Tg2 Post.</strong></p>



<p><strong>Tanti i ricordi di questi cinquant’anni: la lunga diretta no stop sulla tragedia di Vermicino – pur con le polemiche che ne seguirono – fu il primo esempio di racconto all news.</strong></p>



<p><strong>Nella nostra storia corrono le imprese di straordinari inviati: impossibile ricordali tutti. Ma uno per tutti è certamente quel Joe Marrazzo che ci ha lasciato tante inchieste sulla mafia e su temi sociali.</strong></p>



<p><strong>Nei nostri spazi abbiamo parlato da sempre di inclusione, parità di genere, tutela dei cittadini e dei consumatori.&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p><strong>Pionieri anche nella sperimentazione: il Tg2 è stato il primo telegiornale digitalizzato della Rai.</strong></p>



<p><strong>Ed oggi, con i nuovi studi televisivi inaugurati un anno e mezzo fa, siamo pronti ad affrontare il futuro.</strong></p>



<p><strong>Oggi la rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale pongono nuove sfide e nuovi traguardi. &nbsp;La nostra redazione lavora quotidianamente per cercare di offrire sempre qualcosa in più a chi ci ascolta senza perdere il necessario e senza rinunciare ad una scrupolosa verifica delle fonti, consapevoli che occorra innalzare il nostro livello di eticità per difendere le telespettatrici ed i telespettatori dall’insidiosa immissione di fake news veleno che intossica l’informazione.</strong></p>



<p><strong>Con la credibilità che deriva dalla nostra storia continuiamo a raccontare i fatti degli ultimi mesi: dalla morte di papa Francesco alla elezione di Papa Leone, dagli sviluppi della guerra in Ucraina fino al racconto di quanto sta accadendo in Iran e nel Medio Oriente proprio in questi giorni, cercando di non dimenticare nessuno dei tanti, troppi scenari di guerra che affliggono l’umanità.</strong></p>



<p><strong>Signor Presidente, abbiamo ancora nelle orecchie e nel cuore le parole con le quali&nbsp; proprio ieri Papa Leone XIV – ricevendo il Tg2 in udienza speciale – ci ha invitato a mostrare il volto della guerra e raccontarla con gli occhi delle vittime per non trasformarla in un videogioco. Così come costituiscono un punto di riferimento per noi le parole che Lei – signor Presidente – ha più volte dedicato al giornalismo libero, fondato sulla rigorosa rappresentazione dei fatti, capace di consentire a tutti il formarsi di una opinione indipendente.</strong></p>



<p><strong>E proprio questo che guida il nostro lavoro di giornalisti del servizio pubblico. E’ un impegno che abbiamo assunto nei cinque decenni della nostra storia e che intendiamo rinnovare con le telespettatrici ed i telespettatori per il futuro che ci attende.</strong></p>



<p><strong>Grazie quindi Presidente per la Sua accoglienza che arriva in una giornata speciale nella quale si celebra il 165esimo anniversario dell&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia. Grazie dunque per questo incontro e per le parole che intenderà rivolgere al nostro impegno giornalistico ed al nostro Tg2&#8243;.  </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1018" height="548" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.png" alt="" class="wp-image-8498" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.png 1018w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-300x161.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-768x413.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2-700x377.png 700w" sizes="auto, (max-width: 1018px) 100vw, 1018px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-1024x574.png" alt="" class="wp-image-8505" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-1024x574.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-300x168.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-768x430.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-700x392.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1-539x303.png 539w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/03/tg2.1.png 1058w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>





<p><strong>Un incontro davvero iconico pe la storia del TG&#8221;2. </strong></p>



<p><a href="https://www.quirinale.it/it/video/presidente-mattarella-incontra-redazione-tg2-occasione-cinquantesimo-anniversario-fondazione">https://www.quirinale.it/it/video/presidente-mattarella-incontra-redazione-tg2-occasione-cinquantesimo-anniversario-fondazione</a></p>



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