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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Torna &#8220;Bimbo RAI&#8221;, ecco il programma completo</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/06/05/torna-bimbo-rai-ecco-il-programma-completo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:03:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torna il “Bimbo Rai”, la giornata in cui tutti i dipendenti del Servizio pubblico possono portare in ufficio i propri figli, offrendo un’occasione di contatto e condivisione tra la vita professionale e quella privata. La manifestazione, giunta alla 17esima edizione, si svolgerà venerdì 12 giugno a...]]></description>
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<p><strong>Torna il “Bimbo Rai”, la giornata in cui tutti i dipendenti del Servizio pubblico possono portare in ufficio i propri figli, offrendo un’occasione di contatto e condivisione tra la vita professionale e quella privata.</strong> </p>



<p>La manifestazione, giunta alla 17esima edizione, si svolgerà <strong>venerdì 12 giugno a partire dalle 14, </strong>e coinvolgerà tutti gli insediamenti aziendali, le sedi regionali e le società controllate. Dal 2007, infatti, la Rai partecipa all’iniziativa “<strong>Bimbi in ufficio con mamma e papà – Kid’s Day”</strong>, giornata nella quale le aziende italiane aprono le porte ai figli dei dipendenti. <br>Il programma dell’edizione 2026 -precisa una dettagliatissima nota dell&#8217;Ufficio Stampa RAI- è stato pensato ed arricchito per <strong>rendere attraenti gli uffici dei genitori sia ai bambini più piccoli che ai ragazzi più grandi</strong>, intercettandone i diversi interessi, per rispondere alla richiesta dei dipendenti emersa dai questionari di gradimento che hanno segnalato la necessità di adoperarsi per coinvolgere anche gli adolescenti. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="445" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6.png" alt="" class="wp-image-9474" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6.png 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-300x167.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-768x427.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-700x389.png 700w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
</div>


<p>Per ogni grande sito sono state previste iniziative mirate. <strong>Per i più piccoli, </strong>sono stati organizzati nelle sedi principali spettacoli ludici di intrattenimento con i personaggi televisivi Rai, seguiti dai bambini attraverso lo schermo tv o le offerte multipiattaforma Rai, e, ovunque possibile, sono stati allestiti giochi dal vivo.<br><strong>Per i ragazzi, invece, sono state pensate attività specifiche ed in particolare per il sito di Saxa Rubra, che è il più popoloso e presenta i luoghi all’aperto adatti ad attività specifiche. </strong>Tra queste,  iniziative di intrattenimento e dimostrazioni pratiche svolte da soggetti istituzionali &#8211; come <strong>Croce Rossa Italiana, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Società Italiana di Pediatria, Esercito, Polizia di Stato e Gruppi Scout </strong>– che, in alcuni casi anche insieme ad animali appositamente addestrati, porteranno messaggi formativi di prevenzione e tutela: dalla dipendenza da alcool e droghe a bullismo e cyberbullismo, dai disturbi alimentari alla gestione di situazioni di emergenza individuale e di gruppo, mostrando comportamenti da adottare o manovre di disostruzione respiratoria, con dimostrazioni operative delle azioni messe in pratica in casi di necessità e di emergenza.<br>Il fine dell’evento è quello di rafforzare il rapporto tra le famiglie e l’azienda, utilizzando questa occasione per mantenere alta l’attenzione alle finalità proprie del servizio pubblico.<br><strong>Il “Bimbo Rai” è attivo dal 2007 e si è fermato solo negli anni di pandemia e parzialmente nel 2025 per l’allestimento dei nuovi spazi lavorativi dovuti al Piano Immobiliare</strong>, posizionandosi il primo venerdì dopo la chiusura delle scuole, quando anche le produzioni sono numericamente meno e si liberano gli spazi adeguati. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="512" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-1024x512.png" alt="" class="wp-image-9472" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-1024x512.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-300x150.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-768x384.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-1000x500.png 1000w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4-700x350.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-4.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le attività &#8220;Bimbo Rai 2026&#8221; nel dettaglio</strong></p>



<p>&#8211;<strong>Centro di Produzione di Milano</strong><br>Accoglienza con i costumi del reparto costumi, <strong>lo spettacolo “Albero Azzurro</strong>” (a cura di Kids), “truccabimbi” e travestimenti per i piccoli. Per i teens: gioco virtuale a tema sportivo, visita all’Auditorium A della radiofonia, giochi “Olimpiadi senza neve” nel cortile interno, personalizzazione di t-shirt a tema olimpico e la realizzazione delle medaglie in carta. Verranno anche proiettati su un monitor filmati muti di sport invernali dando la possibilità ai ragazzi di ricreare e sincronizzare i rumori con strumenti forniti dal reparto di Allestimento Scenico.<br>&#8211;<strong>Centro di Produzione di Napoli</strong><br>Incontro con i personaggi di Rai Yoyo più amati dai bambini &#8211; Masha e Orso, Topo Gigio, Lampo e Melody (a cura di Kids) &#8211; giochi e attività adatte alle diverse età.<br>&#8211;<strong>Roma – Centro di Produzione “Fabrizio Frizzi”</strong><br>Per i più piccini, <strong>Oreste Castagna, volto amato di Rai Yoyo</strong>, porta lo spettacolo Cartastorie (a cura di Kids). Per i più grandi ci saranno sessioni formative dedicate alle manovre di disostruzione pediatrica, a cura della Croce Rossa Italiana.<br>&#8211;<strong>Roma – Saxa Rubra Centro di Produzione “Biagio Agnes”</strong><br>I più piccoli potranno incontrare i personaggi più amati, tra cui <strong>Masha e Orso, Bluey e i Puffi, con Grande Puffo e Puffetta</strong> (a cura di Kids), giochi e attività adatte alle diverse età con animazione e le mascotte che parteciperanno a momenti di intrattenimento e interazione. Per i più grandi: sessioni formative dedicate alle manovre di disostruzione pediatrica, a cura della Croce Rossa Italiana; i medici dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù tratteranno temi legati alla prevenzione (alcol, bevande energetiche, social media e dispositivi elettronici) e realizzeranno un piccolo corso dedicato a genitori e figli sul primo soccorso; esponenti della Società Italiana di Pediatria sensibilizzeranno sia i piccoli che i grandi sui corretti stili di vita. Il Gruppo Scout di Roma coinvolgerà i partecipanti con giochi e attività di gruppo. Visti gli spazi offerti dalla sede, la Polizia di Stato si è resa disponibile a partecipare alla giornata con unità cinofile e a cavallo, operatori specializzati del reparto motociclisti e reparto volanti. Anche l’Esercito si è reso disponibile a partecipare alla giornata con dimostrazioni di interventi di protezione civile. <br>&#8211;<strong>Roma – Centro di Produzione “Raffaella Carrà”</strong><br>I bimbi incontreranno <strong>Pera Toons</strong> e potranno partecipare con lui al laboratorio dal titolo “Come nasce una freddura?” (a cura di Kids). Per i più grandi: sessioni formative dedicate alle manovre di disostruzione pediatrica, a cura della Croce Rossa Italiana. Il Gruppo Scout di Roma coinvolgerà i partecipanti con giochi e attività di gruppo<br>&#8211;<strong>Roma – Via Alessandro Severo</strong><br>Per i più piccoli ci saranno mini-show di Maia e Willy, gli amatissimi protagonisti de “L’Ape Maia – Il Musical” (a cura di Kids), uno spettacolo di magia e di bolle di sapone e il “truccabimbi”. <br>&#8211;<strong>Roma – Radiofonia via Asiago</strong><br>Per i più piccoli: spettacolo tra favole, giocolerie, clownerie, balli, “truccabimbi”, magia e illusionismo. Ci saranno spettacoli con le voci di Radio Rai, tra le quali Daniele Antonini con il suo ANTONINI CIRCUS, tra performances e magie circensi.  Rai Radio Kids presenterà lo spettacolo, “Big Bang Live” con Armando Traverso, una delle figure più note nel panorama della Radio e della TV dei Ragazzi, in compagnia del pupazzo DJ.  Ci sarà uno spazio dedicato con zucchero filato e pop-corn, area dedicata per i selfie e area gonfiabili per il tiro a segno ed il bowling. Presenti anche le mascotte itineranti, ispirate a personaggi delle fiabe ed al mondo dei cartoni, che animeranno il palazzo. Per i più grandi sarà possibile visitare il meraviglioso META STUDIO; nella sala B, tutti gli ospiti grandi e piccoli, potranno cimentarsi nel manovrare le telecamere da remoto e inquadrare le sagome dei personaggi/conduttori. I ragazzi potranno inoltre vivere l’esperienza immersiva di un concerto pop con telecamere a 360°, attraverso i visori per la realtà virtuale ed aumentata.<br>&#8211;<strong>Torino &#8211; Centro di Produzione</strong><br>Area per bimbi di ogni età: giochi, sfide, coccole e tanto divertimento nello studio che ha ospitato grandi personaggi della tv. Carolina Benvenga, volto amatissimo dai più piccoli, intratterrà i bambini con un live che intreccia narrazione, gioco e meet&amp;greet. Carolina racconterà nuove storie a Lallo, l’irresistibile pupazzo che la accompagna da anni e lui, tratto dal programma “Buonanotte con Carolina, storie e letterine” (a cura di Kids)<br>Ci sarà la possibilità di dare notizie che nascono dalla fantasia per diventare giornalisti e far vedere il mondo con gli occhi di un bambino, con il make over prima di andare in onda, postazione Social per andare online. <br>&#8211;<strong>Torino – Via Cavalli</strong><br>Per i più piccoli: truccabimbi, sculture di palloncini, zucchero filato, giochi e animazione magica. Per i più grandi: visita con guide professionali della Direzione ICT nel Data Center, che ospita le infrastrutture dedicate alla gestione dei sistemi informatici e nella Control Room, dove si controlla il funzionamento dei Servizi IT, dell’Infrastruttura di Rete e delle Postazioni di Lavoro. La Polizia di Stato, inoltre, porterà ai giovani ospiti l’esperienza ed il loro contributo sul tema del bullismo e del cyberbullismo<br>&#8211;<strong>Sedi Regionali</strong><br>In occasione dell’iniziativa, le sedi regionali di Ancona, Aosta, Bolzano, Campobasso, Cosenza, Genova, Palermo, Perugia e Potenza organizzeranno per i partecipanti le attività legate al progetto &#8220;Porte Aperte&#8221;, mostrando ai partecipanti come funziona uno studio televisivo. </p>
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		<title>Premio Biagio Agnes ai nastri di partenza</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/29/premio-biagio-agnes-ai-nastri-di-partenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 05:57:00 +0000</pubDate>
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<p><strong>Dopo che la giuria del Premio Internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione “Biagio Agnes”, presieduta dal dottor Gianni Letta, ha decretato i vincitori della XVIII edizione, ora tutto è pronto per la Cerimonia di premiazione della manifestazione &#8211; promossa dalla Fondazione Biagio Agnes &#8211; in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25 giugno e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano.</strong></p>



<p>Un premio che nei fatti racconta la storia e la crescita del mondo della comunicazione e del giornalimo italiano e lo fa nel nome di <strong>uno dei padri storici della RAI, Biagio Agnes</strong>, che della RAI non è stato soltanto storico Direttore Generale, ma soprattutto uno dei suoi pionieri più fedeli e dei suoi soldati migliori.</p>



<p>Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: <strong>un riconoscimento insoma che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità</strong> <strong>e che era di fatto il mantra del vecchio &#8220;Biagione</strong>&#8220;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="672" height="448" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-55.png" alt="" class="wp-image-9352" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-55.png 672w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-55-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 672px) 100vw, 672px" /></figure>
</div>


<p>Anche quest&#8217;anno il lavoro fatto da <strong>Gianni Letta</strong>, presidente della Giuria è enorme, anche perchè i premiati sono tanti e sono la summa del meglio del giornalismo italiano di questi tempi. Ma vediamolo insieme questo elenco.</p>



<p>,<a>A </a><strong>Paolo Bricco</strong>, inviato de <em>Il Sole 24 Ore</em> va il <strong>Premio Carta Stampata</strong> per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica.</p>



<p>In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il <strong>Premio Inviati</strong> è stato assegnato a<strong> Giovan Battista Brunori</strong>, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad <strong>Andrea Nicastro</strong> del <em>Corriere della Sera, </em>esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. </p>



<p>Il<strong> Premio Corrispondenti </strong>va a<strong> Rosalba Castelletti</strong> de <em>la Repubblica</em> e a <strong>Leonardo Panetta</strong> di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali.</p>



<p>Il<strong> Premio Speciale Libertà di Stampa</strong> è stato attribuito al quotidiano <em>La Stampa</em>, al direttore <strong>Andrea Malaguti</strong> e alla redazione per l’attacco subito e le intimidazioni da parte di un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025 e per il coraggio dimostrato dai giornalisti nella difesa quotidiana del loro lavoro e della loro autonomia.</p>



<p>Il<strong>&nbsp;Premio per la Televisione</strong>&nbsp;celebra due protagonisti capaci di coniugare professionalità, empatia e qualità dell’intrattenimento, raccogliendo risultati di assoluto rilievo:&nbsp;<strong>Gerry Scotti,&nbsp;</strong>volto storico della televisione generalista, modello di conduzione che unisce misura, autorevolezza e vicinanza agli spettatori e&nbsp;<strong>Stefano De Martino</strong>, simbolo di una nuova generazione di conduttori che dialoga con pubblici diversi con ironia e naturalezza.</p>



<p>Il <strong>Premio Audiovisivo</strong> è stato assegnato alla serie evento <strong>Sandokan, </strong>con <strong>Can Yaman </strong>nuovo volto della tigre della Malesia, <strong>Alessandro Preziosi e Alanah Bloor</strong>, per la regia di <strong>Jan Maria Michelini</strong> e <strong>Nicola Abbatangelo</strong>. Un ritorno memorabile della saga di Emilio Salgari, a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai.</p>



<p><strong>Arianna Ravelli</strong>, vicedirettrice con delega al digitale de <strong><em>La Gazzetta dello Sport</em> &#8211;</strong> prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata – riceve il <strong>Premio Giornalismo Sportivo</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="872" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1-1024x872.jpeg" alt="" class="wp-image-9348" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1-1024x872.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1-300x255.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1-768x654.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1-700x596.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Simona-Agnes_1-1.jpeg 1503w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Vincono il<strong>&nbsp;Premio Generazione Digitale</strong>&#8211;<strong>Podcast</strong>&nbsp;<strong>Andrea Gerli</strong>, Rai per la Sostenibilità e&nbsp;<strong>Guglielmo Nappi</strong>, caporedattore e responsabile web de&nbsp;<em>Il Messaggero p</em>er aver portato sul web e sui social media la profondità e la complessità del racconto giornalistico.</p>



<p>Al direttore de <em>Il Foglio</em><strong> Claudio Cerasa </strong>va il <strong>Premio Giornalista Scrittore </strong>per il libro: <em><strong>L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo</strong></em>: uno sguardo critico sul presente proietta l’analisi giornalistica in un saggio che aiuta a leggere con lucidità il nostro tempo.</p>



<p><strong>Vincenzo&nbsp;Schettini</strong>, volto de “<em>La fisica che ci piace</em>”, riceve il&nbsp;<strong>Premio Divulgazione Scientifica&nbsp;</strong>per la competenza accademica e il forte talento comunicativo che lo hanno consacrato tra i divulgatori più seguiti, in particolare dai giovani.</p>



<p>Il <strong>Premio Under 30</strong> viene conferito alla giornalista de <em>Il Messaggero</em> <strong>Valentina Pigliautile</strong>, espressione della sensibilità di una nuova generazione attenta alle trasformazioni istituzionali e sociali del Paese.</p>



<p>Al corto&nbsp;<strong>“Tutti suonano Sanremo”</strong><strong>&nbsp;</strong>della Direzione&nbsp;Comunicazione Rai&nbsp;&#8211;&nbsp;tratto dalla campagna di promozione del Festival di Sanremo&nbsp;2026 condotto da Carlo Conti &#8211;&nbsp;è riconosciuto il&nbsp;<strong>Premio Comunicazione Creativa</strong>. Un viaggio attraverso le più belle realtà musicali del Paese, tra cui i Conservatori, luoghi di&nbsp;formazione ed eccellenza,&nbsp;in cui l’energia collettiva ha dato vita a un ritratto intimo e autentico.</p>



<p><strong>La Cerimonia di premiazione del “Premio Biagio Agnes” si svolgerà in piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-9349" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-1024x683.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-300x200.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-768x512.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1-700x467.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Platea-Premio-Biagio-Agnes-2025-1.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco i vincitori del “Premio Biagio Agnes 2026”, suddivisi in 12 categorie:</h2>



<p><strong>Premio Carta Stampata:&nbsp;</strong>Paolo Bricco<strong>,&nbsp;</strong><em>Il Sole 24 Ore</em></p>



<p><strong>Premio Inviati:</strong>&nbsp;Giovan Battista Brunori, Rai | Andrea Nicastro,&nbsp;<em>Corriere della Sera</em></p>



<p><strong>Premio Corrispondenti:</strong>&nbsp;Rosalba Castelletti,&nbsp;<em>la Repubblica</em>&nbsp;| Leonardo Panetta, Mediaset</p>



<p><strong>Premio Speciale Libertà di Stampa:&nbsp;</strong>Redazione&nbsp;<em>La Stampa,&nbsp;</em>Direttore Andrea Malaguti<strong></strong></p>



<p><strong>Premio per la Televisione:&nbsp;</strong>Gerry Scotti | Stefano De Martino</p>



<p><strong>Premio Audiovisivo:&nbsp;</strong>Sandokan. Con Can Yaman, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor. Regia: Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo<strong></strong></p>



<p><strong>Premio Giornalismo Sportivo:&nbsp;</strong>Arianna Ravelli,&nbsp;<em>La Gazzetta dello Sport</em></p>



<p><strong>Premio Generazione Digitale-Podcast:&nbsp;</strong>Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità | Guglielmo Nappi,&nbsp;<em>Il Messaggero</em></p>



<p><strong>Premio Giornalista Scrittore:&nbsp;</strong>Claudio Cerasa,&nbsp;<em>Il Foglio&nbsp;</em>per il libro:&nbsp;<em>L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo,&nbsp;</em>Silvio Berlusconi Editore, 2026</p>



<p><strong>Premio Divulgazione Scientifica:&nbsp;</strong>Vincenzo Schettini, Professore di Fisica<strong></strong></p>



<p><strong>Premio Under 30:&nbsp;</strong>Valentina Pigliautile,<strong>&nbsp;</strong><em>Il Messaggero</em><strong></strong></p>



<p><strong>Premio Comunicazione Creativa:&nbsp;</strong>“Tutti suonano Sanremo”, Direzione Comunicazione Rai<strong></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-9347" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-1024x683.jpeg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-300x200.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-768x512.jpeg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-1536x1024.jpeg 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria-700x467.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Gianni-Letta-Presidente-della-Giuria.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Giuria del Premio Biagio Agnes 2026:</strong></h2>



<p><strong>Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alberto Barachini, Carlo Bartoli, Stefano Folli, Luciano Fontana, Luigi Gubitosi, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Massimo Martinelli, Antonio Martusciello, Roberto Napoletano, Agnese Pini, Antonio Polito, Aurelio Regina, Giampaolo Rossi, Danda Santini, Marcello Sorgi, Fabio Tamburini, Mons. Dario Edoardo Viganò.</strong></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grande successo della Rai ai New York Festivals</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/28/grande-successo-della-rai-ai-new-york-festivals/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:44:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premiati sei prodotti tv, digital e radio Grande successo della Rai ai New York Festivals: i premi che celebrano l’eccellenza creativa nel campo dell’advertising, della tv, della radio e del digitale hanno visto diversi prodotti del Servizio Pubblico trionfare nelle due categorie “TV &#38; Film...]]></description>
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<p><em><strong>Premiati sei prodotti tv, digital e radio</strong></em></p>



<p>Grande successo della Rai ai <strong>New York Festivals: i premi che celebrano l’eccellenza creativa</strong> nel campo dell’advertising, della tv, della radio e del digitale hanno visto diversi prodotti del Servizio Pubblico trionfare nelle due categorie “TV &amp; Film Awards” e “Radio Awards”.<br>In particolare, tra i tanti candidati di tutto il mondo, due prodotti della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali, “<strong>Dark Lines – Delitti a matita” e “Pianeta Sofia</strong>” hanno vinto rispettivamente nelle categorie “<strong>Streaming Crime Drama” e “Streaming Educational”.</strong><br>Anche due reportage della Direzione Approfondimento sono stati premiati: si tratta di “Ultima fermata” del ciclo “Il fattore umano” (categoria “Current Affairs”) e de “I resilienti”, andato in onda all’interno di una puntata di Report (categoria “Community Portraits”).<br><strong>La Rai vince anche ai “Radio Awards”, </strong>con due prodotti: il podcast di Rai Radio1 “Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo”, che si è aggiudicato l’oro nella categoria “Human Rights” e “Number Stations &#8211; Le radio delle spie” nella categoria “Narrative/Documentary Podcast”.<br>Tutti i prodotti premiati a New York sono disponibili su RaiPlay e su RaiPlay Sound.</p>
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		<title>La mostra dell&#8217;ANSA &#8220;Le donne che hanno fatto la storia d&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le donne della Repubblica &#8211; Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell&#8217;Ansa (1946-2026) &#160;Alle ore 11 di oggi giovedì 28 maggio, presso il Complesso di Vicolo Valdina è stata inaugurata la mostra fotografica “Le donne della Repubblica &#8211; Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’Ansa...]]></description>
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<p><strong><em>Le donne della Repubblica &#8211; Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell&#8217;Ansa (1946-2026) &nbsp;Alle ore 11 di oggi giovedì 28 maggio, presso il Complesso di Vicolo Valdina è stata inaugurata la mostra fotografica “Le donne della Repubblica &#8211; Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell’Ansa (1946–2026)”. Dopo il saluto del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, hanno preso la parola il direttore dell&#8217;Ansa, Luigi Contu, il Presidente dell&#8217;Ansa, Giulio Anselmi, e l&#8217;amministratore delegato, Stefano De Alessandri.</em></strong></p>



<p>Due giugno 1946: gli italiani tornano a votare dopo il fascismo, e per la prima volta a livello nazionale sono chiamate alle urne anche le donne.</p>



<p>È da quel momento storico che parte la mostra <strong>‘<em>Le donne della Repubblica’</em></strong>. L’esposizione inaugurata a Roma, al Complesso di Vicolo Valdina, si articola in sette momenti legati ad altrettanti passaggi storici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="993" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-993x1024.png" alt="" class="wp-image-9321" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-993x1024.png 993w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-291x300.png 291w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-768x792.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-1490x1536.png 1490w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48-700x722.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-48.png 1525w" sizes="auto, (max-width: 993px) 100vw, 993px" /></figure>



<p>“Racconta il cambiamento del Paese, della società, del costume, dell&#8217;economia e della politica attraverso le donne che hanno contribuito allo sviluppo dell&#8217;Italia – racconta il <strong>direttore Luigi Contu </strong>–. Quel 2 giugno 1946 le donne sono chiamate al voto per la prima volta e diventano un elemento chiave nella fondazione della Repubblica”. La mostra è basata sugli archivi storici dell’agenzia, e in particolare le fotografie e i video in esso contenuti. In 122 foto c&#8217;è il cammino difficile che hanno dovuto percorrere, descritto nella cerimonia inaugurale da tre delle donne rappresentate nell&#8217;esposizione: <strong>Samantha Cristoforetti</strong>, prima donna italiana a volare nello spazio, <strong>Rosa Oliva</strong>, che con il suo ricorso alla Consulta diede il via alle alte carriere per le donne nella pubblica amministrazione, e <strong>Debora Corbi</strong>, prima donna militare italiana.</p>


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<p>Si coglie a piene mani l’entusiasmo dello stesso <strong>Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana</strong>; “Sono lieto di accogliere la mostra dell&#8217;Ansa qui a Vicolo Valdina -dice- Attraverso le immagini e i documenti tratti dal suo archivio ripercorriamo idealmente il cammino delle donne verso la piena cittadinanza, l&#8217;uguaglianza sostanziale e il riconoscimento del proprio ruolo sociale. Dal 1946 la presenza femminile nella società ha registrato progressi significativi accompagnati da profonde trasformazioni culturali e di costume. Le donne sono state protagoniste assolute di questi cambiamenti e dei passaggi decisivi della storia della nostra Repubblica. È stato un percorso complicato, segnato da resistenze ed ostacoli che hanno a lungo limitato la loro affermazione nella sfera pubblica e privata. Ma di queste conquiste – ammette il Presidente Fontana- ha beneficiato l&#8217;intero Paese nel suo sviluppo civile e morale. Ma il processo di emancipazione e di crescita democratica non può dirsi ancora compiuto. Diseguaglianze, discriminazioni e luoghi comuni persistono nella vita di tutti i giorni e continuano a pesare la grave ed inaccettabile violenza contro le donne nelle sue molteplici forme”.</p>



<p>Oggi l’Italia è profondamente cambiata: al governo c’è una presidente del Consiglio donna, così come è donna la leader dell’opposizione. “Sono rotture – spiega <strong>la storica Silvia Salvatici</strong>, curatrice della mostra –che dal punto di vista simbolico hanno un valore estremamente importante. Ma il problema della sottorappresentanza è lontanissimo dall&#8217;essere risolto. E laddove una componente superiore al 50% della società è sottorappresentata, è un problema della democrazia”.</p>



<p><strong>Il Presidente Lorenzo Fontana</strong> non si limita questa volta alla solita dichiarazione di forma, ma va molto oltre nell’analisi che affronta nel raccontare l’evento fortemente voluto dai vertici dell’Agenzia ANSA “Iniziative come questa -ripete Lorenzo Fontana- assumono dunque un significato ancora più profondo. Non si limitano a raccontare il passato, ma richiamano le istituzioni, la politica e tutti noi a una precisa responsabilità. Quella di dare piena e concreta attuazione al principio di parità di genere in ogni ambito della vita. Il conseguimento di questo obiettivo- aggiunge- non riguarda solo le donne, ma investe il Paese e la sua capacità di valorizzare tutte le proprie energie. Da questa capacità -conclude- dipende il nostro futuro e quello delle future generazioni”.</p>


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<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="763" height="763" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14.jpeg" alt="" class="wp-image-9314" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14.jpeg 763w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-300x300.jpeg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-150x150.jpeg 150w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-570x570.jpeg 570w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-500x500.jpeg 500w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-700x700.jpeg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-14-650x650.jpeg 650w" sizes="auto, (max-width: 763px) 100vw, 763px" /></figure>
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<p><strong>Il direttore dell’ANSA Luigi Contu</strong> è pienamente consapevole del ruolo che questa sua mostra, da lui fortemente voluta, avrà nell’immaginario collettivo del Paese. “Noi -dice aprendo i lavori della cerimonia-abbiamo fatto tantissime mostre, libri fotografici in questi anni, ma questa è stata davvero un&#8217;avventura speciale. Tutta la squadra che ha lavorato, e li ringrazio tutti, è stato un grande gruppo di ricerca, di archivio, di video, di immagini. Si è visto che c&#8217;era un forte entusiasmo nel cercare di raccontare qualcosa di particolare”.</p>



<p>Non nega il direttore dell’Ansa le difficoltà iniziali, “perché non è semplice -riconosce in pubblico- scegliere quali sono le donne che hanno rappresentato il cambiamento. Abbiamo chiesto l&#8217;aiuto di una docente, la professoressa Silvia Salvatici, che ringrazio, perché ci ha orientato, ci ha accompagnato in questo meraviglioso luogo che è l&#8217;archivio dell&#8217;Ansa. Dove ogni volta si trovano tesori che non ti saresti magari aspettato. Quindi abbiamo cominciato a pensare alle tappe principali di questo cambiamento, con la professoressa, alle quali abbiamo dedicato anche una serie di podcast, sia sui momenti politici di questi cambiamenti, sia sui protagonisti, che potete ascoltare sul sito dell&#8217;Ansa. Con un percorso anche educativo – aggiunge Luigi Contu- che ci piacerebbe portare nei prossimi mesi anche nelle scuole, per raccontare ai ragazzi quanto è stato difficile per le donne italiane arrivare ad oggi, arrivare ad oggi con la Presidente del Consiglio, Donna, e con la capa del principale partito di opposizione, Eli Shlein e Giorgia Meloni. Abbiamo scelto queste due donne perché ci sembravano davvero rappresentative di come è iniziato questo percorso e come potrà proseguire un percorso che non è finito”.</p>



<p>Tra i primi volti in mostra ci sono quelli delle donne al voto, come lo storico scatto di una madre che si reca alle urne con il figlio in braccio. “L’esposizione ci fa anche vedere come ci fosse stato un appuntamento elettorale precedente rispetto al 2 giugno, alle elezioni amministrative – sottolinea la storica Silvia Salvatici–. Già all&#8217;inizio del governo fascista era stato emanato un provvedimento che prevedeva il voto esclusivamente amministrativo delle donne, ma poi è caduto insieme alla democrazia. Il tema torna nel secondo dopoguerra, dopo la partecipazione delle donne allo sforzo bellico e alla Resistenza. Se si rischia la vita per la democrazia, deve essere vera. E non può esserla senza il diritto di voto per tutti”.</p>


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<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-50.png" alt="" class="wp-image-9327" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-50.png 774w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-50-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-50-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-50-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>
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<p><strong>Luigi Contu</strong> ricostruisce qui in pubblico le tappe di questa mostra storica: “Facendo le nostre ricerche abbiamo scoperto tante donne comuni, al di là di quelle celebri che naturalmente troverete nella mostra, tante donne comuni che con i loro gesti singoli hanno cambiato, hanno avuto il coraggio di cambiare in momenti davvero difficili. Oggi forse si dà per scontato, ma sono state loro le protagoniste del cambiamento. Dalla prima donna sindaca di un paesino sardo, alla prima addetta alle pulizie di un comune, alla prima guidatrice di un autobus, alla prima minatrice del Sulcis, troverete personaggi che al momento non erano noti ma che poi sono entrate nella nostra storia. Ogni volta che veniva approvata una legge o che una di queste persone otteneva quel risultato c&#8217;era un giornalista dell&#8217;Ansa, un fotografo dell&#8217;Ansa a testimoniare. Entrare nell&#8217;archivio dell&#8217;Ansa significa ripercorrere la storia e rivederla oggi, e quindi questo è davvero qualcosa che vogliamo regalare all&#8217;opinione pubblica perché merita di essere visto. Mi fa piacere anche dire che la mostra sarà qui per tutto il mese, poi andrà all&#8217;auditorium di Roma. In collaborazione con l&#8217;auditorium faremo un altro evento e poi andrà in Piemonte. Poi probabilmente farà un giro in tutta Italia e speriamo anche nelle scuole. Il 2 giugno sera le principali fotografie della mostra saranno proiettate nella cupola dell&#8217;auditorium, in Campidoglio, a Torino e in tanti altri comuni italiani grazie all&#8217;Anci che ha aderito alla nostra iniziativa. Questa è la storia di questa mostra, davvero entusiasmante, spero che vi piaccia, si comincia qua da sinistra, poi si entra nella sala del Cenacolo e si finisce con i tempi nostri alla fine”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="811" height="541" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-47.png" alt="" class="wp-image-9317" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-47.png 811w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-47-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-47-768x512.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-47-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 811px) 100vw, 811px" /></figure>



<p>Ottanta anni di conquiste femminili dunque nelle cronache dell’ANSA 1946-2026’, ma senza dimenticare che l’ANSA &#8211; precisa <strong>la caporedattrice della redazione Cultura, Elisabetta Stefanelli</strong> &#8211; ha contribuito attivamente alla storia dell’uguaglianza di genere nel nostro Paese. “Negli anni ‘70 l’ANSA ha mandato a Pechino Adda Princigalli, la prima corrispondente donna dalla Cina al mondo. In quegli stessi anni nell’agenzia è nato un gruppo femminile che ha persino realizzato una proposta di legge per i diritti delle donne, mentre nel 1974 è stata creata la redazione Donne Moda, capeggiata da Paola Berti. La Federazione della stampa, ispirata da questo esempio, ai tempi creò un proprio gruppo per i diritti delle donne nel giornalismo”.</p>



<p>E non mancano le fotografie delle &#8216;madri costituenti’. “Le 21 donne che furono elette nell’Assemblea costituente – ricorda <strong>Elisabetta Stefanelli</strong>&#8211; erano una rappresentanza piccola di numero, ma estremamente decisa a collaborare. La loro mobilitazione fu fondamentale per introdurre i diritti delle donne nella Carta, per esempio nell’articolo secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge indipendentemente dal loro sesso”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="780" height="488" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-2.jpg" alt="" class="wp-image-9315" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-2.jpg 780w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-2-300x188.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-2-768x480.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-2-700x438.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></figure>
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<p>Da allora ad oggi -si legge in una nota ufficiale dell’ANSA-, le date storiche per il femminismo italiano sono state tante. Nel 1963 è arrivata la legge per l’accesso alle carriere pubbliche. Negli anni ’70 è stato il tempo del divorzio, passando poi per la riforma del diritto di famiglia del 1975 e la legge sulla parità di trattamento del 1977, voluta da Tina Anselmi, prima ministra della Repubblica, anche lei presente nella mostra. Grandissimo è stato poi l’impatto dell’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore, nel 1981. Per questa sezione non poteva mancare l’immagine di Franca Viola. “Si era in una fase avanzata della demolizione dei principi sanciti dal codice Rocco, del 1930 – commenta <strong>Silvia Salvatici </strong>–. La prima spallata importante era già arrivata con la legge 194 del 1978 sull&#8217;interruzione di gravidanza” (si potranno vedere le foto delle manifestazioni del tempo). La parte finale dell’esposizione invece -ricorda la professoressa- è dedicata alla violenza: “nel 1996 la legge finalmente riconosce lo stupro come un reato contro la persona e non più contro la morale”.</p>



<p>E chi meglio di Giulio Anselmi avrebbe potuto tenere a battesimo questo evento? Il grande Giulio Anselmi, Presidente dell’ANSA dal 2009, una vita la sua che ha attraversato e segnato profondamente la storia del giornalismo italiano.</p>



<p>“Oggi ANSA -riete qui alla Camera- è una rilevante agenzia di stampa, la seconda in Europa, e come tutte le agenzie di stampa è caratterizzata dalla totalità. Le informazioni vengono date tutte secondo un criterio di valutazione giornalistica, sono tutti fatti di cronaca che faranno la storia. Si inserisce qui il tema della credibilità, dell&#8217;affidabilità, dell&#8217;autorevolezza, delle fonti certificate. Le agenzie con questa loro caratteristica di totalità, anche quando fanno l&#8217;informazione di tipo verticale, non si concentrano mai su un filone specifico. In questo caso l&#8217;attenzione alle donne è in qualche modo un fattore straordinario. Nel passato le donne hanno avuto ruoli subordinati, hanno avuto ruoli importanti per quel che riguarda la vita privata, per quel che riguarda le famiglie. Ma fisicamente deboli e moralmente fragili, come venivano definite, non hanno mai avuto un ruolo pubblico di magistratura in qualche modo. Non hanno mai rivestito magistratura rilevante.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="815" height="544" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-46.png" alt="" class="wp-image-9316" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-46.png 815w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-46-300x200.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-46-768x513.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-46-700x467.png 700w" sizes="auto, (max-width: 815px) 100vw, 815px" /></figure>



<p>Poi -spiega il grande giornalista- c&#8217;è stata una mutazione di tipo antropologico, grossomodo alla metà del Novecento, e in quel momento è cambiato il mondo.In particolare le due donne di Copertina, <strong>Anna Magnani e Samantha Cristoforetti,</strong> sono state scelte, direi, pure con intelligenza. Perché nel rappresentare le donne nelle cronache dell&#8217;Ansa dal 1946 al 1926, queste due donne sono emblematiche di un periodo complesso e con tante protagoniste. Anna Magnani è stata il primo Oscar italiano e anche la prima donna che ha preso un Oscar non appartenendo alla lingua inglese. Mentre Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana, simboleggia bene il ruolo delle donne, proteso verso l&#8217;avvenire”.</p>



<p>Non c’è che dire, un grande evento e non solo mediatico. </p>



<p>(Immagini recuperate dal sito ANSA)</p>



<p></p>
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		<title>Flavio Mucciante, Ecco la nuova Scuola di Giornalismo di Perugia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 19:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra poco uscirà il nuovo bando di selezione per 24 praticanti giornalisti.La sfida del futuro- secondo Flavio Mucciante, Presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia-  è formare professionisti credibili e autorevoli. capaci di integrare innovazione tecnologica e responsabilità etica: “più crescerà la produzione automatica di...]]></description>
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<p><strong>Tra poco uscirà il nuovo bando di selezione per 24 praticanti giornalisti.La sfida del futuro- secondo Flavio Mucciante, Presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia-  è formare professionisti credibili e autorevoli. capaci di integrare innovazione tecnologica e responsabilità etica: “più crescerà la produzione automatica di contenuti più aumenterà il valore della responsabilità editoriale umana”</strong>. </p>



<p>Da <strong>Giovanni Floris</strong> a <strong>Francesco Repice</strong>, da <strong>Giorgia Cardinaletti</strong> a <strong>Giorgio Zanchini</strong>: si rafforza il corpo docente della <strong>Scuola di Giornalismo di Perugia. </strong></p>



<p>Una svolta strategica -sottolinea una nota ufficiale della RA- che punta a proiettare la Scuola di Giornalismo di Perugia nel cuore del nuovo ecosistema dei media, trasformando Villa Bonucci in <strong>un hub nazionale dell’informazione audiovisiva, digitale e multipiattaforma.</strong> Un progetto che integri il patrimonio del giornalismo professionale con l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e i nuovi linguaggi della comunicazione. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="544" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Flavio-Mucciante-Rai-Libri.jpg" alt="" class="wp-image-8998" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Flavio-Mucciante-Rai-Libri.jpg 794w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Flavio-Mucciante-Rai-Libri-300x206.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Flavio-Mucciante-Rai-Libri-768x526.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/Flavio-Mucciante-Rai-Libri-700x480.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></figure>
</div>


<p>È il percorso illustrato dal <strong>presidente Flavio Mucciante</strong> in occasione del Comitato Direttivo convocato per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, a pochi giorni dalla pubblicazione del <strong>nuovo bando di selezione per 24 allievi praticanti,</strong> che resterà aperto fino al 20 luglio. “Il rilancio della Scuola &#8211; ha affermato Mucciante-passa prima di tutto attraverso il rafforzamento del corpo docente con l’ingresso di alcune delle firme e dei volti più autorevoli del giornalismo italiano”. Secondo la nota ufficiale dlla RAI, entrano infatti a far parte dell’offerta formativa della Scuola: <strong>Giovanni Floris, </strong>conduttore de La7, <strong>Andrea Di Caro,</strong> vicedirettore del Corriere della Sera, il telecronista Rai <strong>Alberto Rimedio, Francesco Repice</strong>, voce di “ T<strong><em>utto il calcio minuto per minuto</em></strong>”, <strong>Giorgia Cardinaletti, Alessio Zucchini e Marco Bariletti</strong> del TG1, <strong>Simona Rolandi</strong>, conduttrice della “Domenica Sportiva”, <strong>Michele Partipilo</strong>, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, <strong>Maria Gianniti,</strong> corrispondente Rai dal Medio Oriente, <strong>Giorgiana Cristalli </strong>dell’Agenzia ANSA,  <strong>Francesca Romana Elisei </strong>del TG2, <strong>Giorgio Zanchini </strong>di Radio1 Rai. </p>



<p>Non è il semplice ampliamento dell’organico didattico &#8211; ha spiegato<strong> Mucciante &#8211; </strong>ma “il segnale concreto della volontà della Scuola di rafforzare il proprio posizionamento come luogo di eccellenza nella formazione, grazie al contributo di giornalisti impegnati ogni giorno sul campo, nel segno di solidità professionale e innovazione tecnologica”. </p>



<p>Oggi un giornalista non deve più soltanto saper scrivere: deve integrare il racconto con audio, video, grafica, dati e linguaggi digitali, confrontandosi con formati sempre più brevi, immediati e multipiattaforma. <strong>La sfida- secondo Mucciante-  è formare professionisti credibili e autorevoli. capaci di integrare innovazione tecnologica e responsabilità etica: “più crescerà la produzione automatica di contenuti più aumenterà il valore della responsabilità editoriale umana</strong>”.  </p>



<p>È sulla base di questa consapevolezza che la <strong>Scuola di Giornalismo di Perugia</strong> prosegue il proprio percorso di aggiornamento continuo dell’offerta formativa. La Scuola ha adottato nei mesi scorsi una nuova Policy sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, in coincidenza con l’entrata in vigore della normativa italiana in materia. E tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 sarà realizzato un laboratorio permanente dedicato all’intelligenza artificiale, una newsroom sperimentale dedicata alla produzione crossmediale e al fact-checking avanzato &#8211; precisa Mucciante- ma soprattutto un luogo dove si costruisce “una deontologia dell’intelligenza artificiale applicata al giornalismo”. </p>



<p>A conferma della qualità del percorso formativo della struttura, due praticanti di Perugia, <strong>Mario Lucente e Alessio Castagnoli,</strong>  hanno vinto la selezione nazionale promossa dal gruppo Gedi tra le Scuole di giornalismo accreditate per le due borse di studio che il quotidiano La Repubblica assegna annualmente in memoria del suo fondatore Eugenio Scalfari.. (Fonte:Ufficio Stampa RAI)</p>



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		<title>Rai Teche, Archive Alive! compie 10 anni. Vi aspettiamo a Torino.</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/27/rai-teche-archive-alive-compie-10-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:05:59 +0000</pubDate>
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<p><strong>Preservare, digitalizzare e rendere accessibile il patrimonio audiovisivo Rai con le tecnologie più avanzate rappresenta una delle espressioni più alte della missione di Servizio Pubblico.</strong></p>



<p>Il tema <strong><em>Quello che non c’è</em></strong> del festival <strong><em>Archivissima 2026</em></strong> offre a Rai Teche l’occasione per mostrare al pubblico una parte del patrimonio audiovisivo Rai a oggi non ancora pienamente disponibile come i telegiornali realizzati in pellicola tra il 1952 e il 1985, e di rinnovare la visione <strong><em>dell’Orlando Furioso</em></strong> televisivo a firma <strong>Luca Ronconi</strong> che diventa riferimento temporale e visivo della scoperta eccezionale da parte dell’Università degli Studi di Torino di un copione originale inedito dell’Orlando Furioso teatrale di <strong>Edoardo Sanguineti</strong>.</p>



<p>I due momenti saranno proposti al pubblico durante “<strong><em>La Notte degli Archivi</em></strong>” del 5 giugno, all’interno della rassegna di materiale di archivio Rai <strong><em>“Archive Alive!”,</em></strong> nello Studio TV8 di via Verdi 14, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria, scrivendo a <strong><a href="mailto:mediateca.torino@rai.it">mediateca.torino@rai.it</a>.</strong></p>



<p>Il primo appuntamento dedicato ai telegiornali è alle ore 18 e sarà introdotto dallo studioso dei media <strong>Peppino Ortoleva</strong> e il secondo, introdotto da <strong>Clara Allasia</strong>, direttrice del Centro interuniversitario Edoardo Sanguineti e da <strong>Anna Peyron</strong>, responsabile del Centro Studi della Fondazione del Teatro Stabile di Torino, sarà dedicato alla lettura di alcuni brani del copione inedito di Sanguineti a cura degli attori <strong>Angelica Beccari, Michelangela Marinelli, Tommaso Rocco Arquilla, Giulio Nicotra</strong> della Scuola del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.</p>



<p>Per <strong><em>Archivissima</em></strong>, due postazioni dell’archivio Rai saranno aperte al pubblico e dedicate alla storia del <strong>Festival di Sanremo</strong> per i suoi 75 anni, con un focus su <strong>Beppe Vessicchio</strong>, e a <strong>David Bowie</strong>, a dieci anni dalla sua scomparsa. La <strong>Mediateca Rai</strong> sarà, inoltre, raccontata dagli studenti del corso di cinema, teatro e tecniche di narrazione cinematografiche dell’Istituto Avogadro di Torino, che ha aderito al contest “<strong><em>La scuola adotta un archivio”</em></strong>.</p>



<p><strong>Studio TV8 ore 18 – Rivoluzione Teche: i telegiornali dalla pellicola al digitale</strong></p>



<p>Attraverso una carrellata di momenti dei telegiornali dal 1952 al 1985, Rai Teche mostra un assaggio del suo <strong>monumentale progetto di digitalizzazione delle pellicole dei servizi TG in corso d’opera</strong>. Sostenuto dal Ministero della Cultura, il progetto si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento internazionale <strong><em>“FIAT/IFTA Excellence in Media Preservation Award 2025</em></strong>”, assegnato dalla International Federation of Television Archives (FIAT/IFTA): un premio riservato ai più innovativi progetti nel campo della conservazione e valorizzazione del patrimonio audiovisivo.</p>



<p>Il progetto ha l’obiettivo di digitalizzare integralmente i servizi dei TG Rai in onda tra il 1952 e il 1985, oggi conservati su pellicola 16mm. Si tratta di un patrimonio unico — circa <strong>320.000 bobine, equivalenti a circa 8.000 ore di trasmesso —</strong> di straordinario valore storico e giornalistico.</p>



<p><strong>Oltre trent’anni di storia del Paese</strong>, dalle prime cronache della ricostruzione postbellica agli anni Ottanta: decenni durante i quali la RAI era l’unico broadcaster nazionale e la televisione pubblica rappresentava dunque l’unica testimone della cronaca della nostra storia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="290" height="439" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-44.png" alt="" class="wp-image-9301" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-44.png 290w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-44-198x300.png 198w" sizes="auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px" /></figure>
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<p class="has-text-align-right"><strong>Studio TV8 ore 19:30 – L’inedito Orlando Furioso di Edoardo Sanguineti</strong></p>



<p>Gli attori della scuola del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale leggeranno alcuni brani del copione originale dell’Orlando Furioso di Edoardo Sanguineti finora ritenuto disperso e attualmente conservato presso il Centro interuniversitario dedicato al poeta genovese. Si tratta di un testo completo che si conclude con la morte di Rodomonte e che permette di avere un’idea precisa dello spettacolo corredato di idee registiche, che Sanguineti aveva ideato prima degli interventi di Luca Ronconi.</p>



<p>Le letture saranno accompagnate dalle immagini dell’Orlando Furioso televisivo di Luca Ronconi, trasmesso nel 1975, con, tra gli altri, <strong>Massimo Foschi, Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Edmonda Aldini, Luigi Diberti, Michele Placido, Paola Gassman, Grazia Maria Spina</strong>.</p>



<p><strong>Rai Teche Archive Alive! compie 10 anni.</strong></p>



<p>Il 2026 è un anno speciale per &#8220;Archive Alive&#8221; perché la rassegna, ideata e organizzata dalla Mediateca Rai “<strong>Dino Villani</strong>”, che apre al pubblico le porte dell’archivio Rai, compie dieci anni. <strong>Un decennio di storie, emozioni e memoria collettiva condivise col pubblico in momenti unici di scoperta e approfondimento, che hanno portato alla luce tesori audiovisivi che raccontano il nostro tempo</strong>, che hanno segnato un&#8217;epoca e fatto la storia della Radio e della Televisione italiana.</p>



<p>Nei 120 appuntamenti organizzati in questi anni, sono state più di <strong>diecimila le persone che ci hanno seguito</strong> in un viaggio attraverso le immagini, i suoni e le voci che hanno documentato il Novecento e i primi anni del nuovo millennio del nostro Paese.</p>
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		<title>Marco Volpati, 46 anni dopo Walter Tobagi è ancora tra noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Volpati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 15:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da quella tragica mattina del 28 maggio 1980 in cui il giornalista Walter Tobagi venica ucciso sono passati 46 anni. RAI Senior lo ricorda così. Le Brigate Rosse, e gli altri gruppi che operavano nell’ambito del terrorismo di sinistra, avevano adottato una prassi strana: colpire...]]></description>
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<p><strong>Da quella tragica mattina del 28 maggio 1980 in cui il giornalista Walter Tobagi venica ucciso sono passati 46 anni. RAI Senior lo ricorda così</strong>.</p>



<p>Le Brigate Rosse, e gli altri gruppi che operavano nell’ambito del terrorismo di sinistra, avevano adottato una prassi strana: colpire soprattutto coloro, e non erano pochi, che rimanevano saldi nel rispetto della legalità e dei principi costituzionali, i cosiddetti “riformisti”. Ciascuno nel proprio ruolo, magistrati, forze dell’ordine, politici, amministratori, giornalisti; alle minacce e agli attentati reagivano senza cadere nella tentazione di contrapporre la repressione alla violenza omicida.</p>



<p>Se ne era accorto proprio <strong>Walter Tobagi </strong>quando si trovò di fronte all’assassinio di <strong>Emilio Alessandrini</strong>, magistrato che non era mai venuto meno al rigore e alla conduzione scrupolosa delle inchieste giudiziarie.</p>



<p>Di fatto chi voleva applicare la Costituzione metteva in crisi l’assunto “rivoluzionario”, fondato sull’idea che solo una totale “dittatura del proletariato” potesse generare una società equa e positiva per la classe operaia. Persone come appunto Alessandrini o il giudice <strong>Guido Galli, o Vittorio Bachelet</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1025" height="768" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42.png" alt="" class="wp-image-9290" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42.png 1025w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42-300x225.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42-768x575.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42-800x600.png 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-42-700x524.png 700w" sizes="auto, (max-width: 1025px) 100vw, 1025px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Walter Tobagi insieme a Eugenio Montale</strong></figcaption></figure>



<p>Tobagi l’aveva capito, ed era cosciente di essere quindi in pericolo, visto che non rinunciava mai a capire, approfondire, studiare i punti di vista degli estremisti che detestavano la democrazia e si proponevano di rovesciarla armi alla mano. I suoi erano resoconti, analisi precise, senza proclami o invettive.</p>



<p>La tentazione di allontanarsi dai temi più scottanti della cronaca, dal terrorismo che in quel 1980 era ogni giorno in prima pagina, gli era venuta come a molti giornalisti esperti di piste rosse e piste nere. Ma la respinse: se il giornalista è colui che approfondisce la realtà e la racconta al pubblico, non può cedere a ricatti. La libertà di stampa è un diritto, ma anche un dovere. Quando l’estremismo politico agisce come la mafia, non si può lasciargli il campo libero.</p>



<p>Non una sfida, un azzardo; solo il far bene il proprio mestiere, come sempre. A 33 anni Tobagi era già un veterano. Aveva lavorato già da ragazzo per periodici sportivi, poi esordito all’<em>Avanti!</em>&nbsp;poi ancora all’<em>Avvenire</em>, al&nbsp;<em>Corriere di Informazione</em>&nbsp;e al&nbsp;<em>Corriere della Sera</em>. Laureato in Storia contemporanea alla Statale, faceva anche l’assistente e pubblicava studi. E poi aveva accettato di essere Presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. Perché era sua convinzione che chi ha successo nel mestiere (e lui era un inviato da prima pagina), non deve per forza essere individualista e concentrato sulla carriera. Così trovava la forza e il tempo per rappresentare i colleghi e difenderne diritti e interessi.</p>



<p>Da quella tragica mattina del 28 maggio sono passati 46 anni. L’ Associazione sempre lo ricorda nella ricorrenza con una visita alla sua tomba, nel cimitero di Cerro Maggiore, e nel pomeriggio in via Salaino, a Milano, dove sei aspiranti brigatisti lo freddarono mentre stava andando a prendere l’auto per raggiungere la redazione.</p>



<p>Per lui e per i suoi familiari commozione, rispetto e omaggio. E a tutti l’invito a leggere i suoi scritti, quelli di lavoro e anche quelli sul mestiere di giornalista. I tempi sono molto cambiati, le tecniche anche. Eppure quel che ha lasciato Walter è non solo uno splendido esempio, ma anche un patrimonio di idee che restano attuali; persino profetiche. (Giornale Metropolitano)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="237" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/image-43.png" alt="" class="wp-image-9298"/></figure>



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		<title>L&#8217;Enciclica di Papa Leone XIV: &#8220;Abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/25/lenciclica-di-papa-leone-xiv-abbiamo-il-dovere-urgente-di-restare-profondamente-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 12:41:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arriva l&#8217;enciclica di Leone XIV. Il messaggio: &#8216;Rimaniamo umani&#8217;. Con Magnifica Humanitas Papa Leone chiede di &#8216;disarmare l&#8217;IA&#8217; e &#8216;promuovere la dignità'&#8221;La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Arriva l&#8217;enciclica di Leone XIV. Il messaggio: &#8216;Rimaniamo umani&#8217;. Con Magnifica Humanitas Papa Leone chiede di &#8216;disarmare l&#8217;IA&#8217; e &#8216;promuovere la dignità'&#8221;La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l&#8217;umanità abitano insieme&#8221;.</strong></p>



<p>È l&#8217;incipit di <strong>Magnifica Humanitas, l&#8217;enciclica di Papa Leone,</strong> oltre 200 pagine, 5 capitoli, per dire che giustizia e fraternità sono possibili. &#8220;Nel tempo dell&#8217;intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani&#8221;. Bisogna &#8220;disarmare l&#8217;IA&#8221;, insiste Leone XIV, per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e conoscitiva.</p>



<p><strong>Il Papa punta il dito contro la crescita dell&#8217;industria bellica, la corsa agli armamenti nucleari,</strong> l&#8217;emergere di nuovi attori armati, tra cui gruppi jihadisti, che mirano a perpetuare i conflitti come fonte di potere e di rendita. <strong>Netto, poi, il monito contro l&#8217;uso di armi legate all&#8217;IA perché &#8220;non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile&#8221;</strong>. Anzi la tecnologia &#8220;non sottrae il conflitto alla sua intrinseca disumanità, può soltanto renderlo più rapido e impersonale, abbassando la soglia del ricorso alla violenza e trasformando la difesa in previsione operativa, con le vittime ridotte a dati. Così, ci abitua all&#8217;idea che la violenza sia inevitabile e vada solo ottimizzata&#8221;. Dunque, servono vincoli etici rigorosi, condivisi a livello internazionale, perché &#8220;ogni tecnologia che rende più facile colpire senza vedere il volto dell&#8217;altro abbassa la soglia morale del conflitto&#8221;. </p>



<p>Il Papa sottolinea anche che &#8220;la promozione del bene comune non può mai essere separata dal rispetto del diritto dei popoli ad esistere, a custodire la propria identità e a contribuire con la propria originalità alla famiglia delle nazioni&#8221;. Quindi &#8220;qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione è gravemente immorale e pertanto inaccettabile&#8221;, dice senza giri di parole Leone XIV nell&#8217;enciclica Magnifica Humanitas.Il Papa avverte che con l&#8217;intelligenza artificiale si sta creando una nuova schiavitù, dal lavoro per estrarre le terre rare a quello dei database. E fa un passaggio anche alle schiavitù del passato: &#8220;<strong>Non possiamo negare o minimizzare il ritardo con cui la Chiesa e la società hanno condannato il flagello della schiavitù&#8221; e &#8220;per questo, a nome della Chiesa, domando sinceramente perdono</strong>&#8220;. Con il riferimento invece all&#8217;avvento delle nuove tecnologie, </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="533" height="800" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2.jpeg" alt="" class="wp-image-9282" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2.jpeg 533w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica2-200x300.jpeg 200w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure>
</div>


<p>Leone rileva che &#8220;una parte significativa del funzionamento dell&#8217;economia digitale si regge sul lavoro silenzioso di milioni di esseri umani, impiegati in attività poco visibili ma essenziali: etichettatura dei dati, moderazione dei contenuti &#8211; spesso pessimi -, addestramento dei modelli. In molti casi si tratta di giovani, per lo più donne, che lavorano duramente per compensi minimi. A questa fatica invisibile si aggiunge quella, ancora più brutale &#8211; sottolinea il Pontefice nell&#8217;enciclica -, dell&#8217;estrazione delle risorse necessarie alla produzione dei dispositivi e dei microprocessori su cui poggia l&#8217;IA. </p>



<p>In alcune regioni del mondo, adolescenti e bambini lavorano in condizioni pericolose nella frantumazione dei materiali da cui si ricavano le terre rare. Corpi segnati, mutilati, consumati perché il flusso del calcolo non si interrompa. Inoltre, reti criminali si servono di piattaforme di rete, sistemi di messaggistica, pagamenti anonimi e tecniche di profilazione per reclutare, controllare e spostare vittime di tratta, molte volte minori, trasformando uomini e donne in &#8216;dati&#8217; da tracciare e &#8216;pacchi&#8217; da trasferire entro gli stessi circuiti digitali che sostengono gran parte dell&#8217;economia globale. Questa realtà &#8211; conclude Leone XIV &#8211; interpella profondamente la coscienza morale del nostro tempo&#8221;.</p>



<p><strong>Da Tolkien a Platone, le citazioni nell&#8217;enciclica di Leone</strong></p>



<p>C&#8217;è anche una frase tratta da &#8216;Il signore degli anelli&#8217; di John Ronald Reuel Tolkien nell&#8217;enciclica di Papa Leone XVI. E&#8217; il passo nel quale lo stregone Gandalf dice: &#8220;<strong>Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare</strong>&#8220;. </p>



<p>Tra le citazioni anche quelle dei grandi filosofi: certamente Sant&#8217;Agostino, ma anche San Tommaso e Platone. Gli ultimi Papi sono menzionati tutti, a partire da Leone XIII e la sua &#8216;Rerum Novarum&#8217; che ha ispirato Prevost per questo suo primo importante documento magisteriale. Ma ci sono anche Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.</p>



<p>Ci sono persone che hanno dato una svolta al corso della storia dei loro paesi (<strong>Martin Luther King e Nelson Mandela</strong>) e le donne che hanno cambiato, nei vari settori di competenza, il modo di pensare: <strong>Santa Laura Montoya, Santa Teresa di Calcutta, Dorothy Day, Maria Curie, Maria Montessori, Elisabeth Elliot, Wangari Maathai, Benzir Bhutto. </strong>Non mancano i martiri: <strong>Massimiliano Kolbe, Oscar Romero, Enrique Angelelli, Francois-Xavier Nguyen Van Thuan</strong>. E ancora Papa Leone in Magnifica Humanitas cita anche <strong>Hannah Arendt, Romano Guardini, Viktor Frankl, Giorgio La Pira.</strong> Si trovano infine riferimenti alla Carta delle Nazioni dell&#8217;Onu, ai documenti Concilio Vaticano II, ai quali il Pontefice sta dedicando le catechesi delle udienze generali del mercoledì, e al Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. (Fonte ANSA)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1.jpg" alt="" class="wp-image-9283" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/05/enciclica1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI</figcaption></figure>
</div>


<p>“Ha fatto bene Papa Leone XIV a sottolineare l’importanza di porre l’uomo al centro e non l’algoritmo – <strong>sottolinea Andrea Bulgarelli, giornalista e coordinatore della Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale </strong>– evidenziando nel Capitolo Terzo dell’enciclica Magnifica Humanitas la necessità di porre responsabilità chiare in tutti i passaggi dell’utilizzo dell’Ia perché le procedure sono spesso poco trasparenti. Nel Capitolo Quarto, poi, è fondamentale ribadire la necessità di una informazione veritiera in cui si possano verificare contenuti e fonti. Nel presentare la Carta avevamo evidenziato la necessità di intervenire a livello normativo per definire le giuste regole di uno strumento necessario allo sviluppo della nostra società ma non a definirne gli indirizzi e i contenuti e l’auspicio è che con questa Enciclica inizi un forte dibattito internazionale in tal senso”. </p>



<p><strong>Nei prossimi giorni anche noi daremo spazio ai vari capitoli di questa Enciclica che sembra destinata a segnare in maniera indelebile la storia della Chiesa moderna.</strong></p>



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		<title>Libri. “Storia dell&#8217;Altra Italia&#8221; raccontata da Enzo Ciconte</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/24/libri-storia-dellaltra-italia-raccontata-da-enzo-ciconte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimmo Nunnari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 14:02:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nell’Italia, nazione fin dall’Unita’ mal raccontata dalla storiografia ufficiale, che ha nascosto i vizi d’origine e mostrato sfacciatamente pregiudizi verso il Sud, molti equivoci hanno caratterizzato il corso di una storia costellata di misteri fitti, che sarebbe prima o dopo fondamentale chiarire, per spiegare i...]]></description>
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<p><strong>Nell’Italia, nazione fin dall’Unita’ mal raccontata dalla storiografia ufficiale, che ha nascosto i vizi d’origine e mostrato sfacciatamente pregiudizi verso il Sud, molti equivoci hanno caratterizzato il corso di una storia costellata di misteri fitti, che sarebbe prima o dopo fondamentale chiarire, per spiegare i caratteri oscuri del Paese.</strong> </p>



<p>Ci prova (riuscendoci) <strong>Enzo Ciconte &#8211; il più autorevole studioso italiano di mafie &#8211;</strong> a narrare questo strano Paese in “penombra”, con il saggio “<strong>Storia dell’altra Italia</strong>” (Editori Laterza, pagine 328, euro 24), che è quella delle guerre civili post unitarie, dei delitti eccellenti, degli attentati di mafia, delle stragi neofasciste e dei colpi di Stato tentati e per fortuna mancati.</p>



<p>Ma il libro è altro, va oltre il tema affrontato. Ciconte, con un approccio originale, in realtà riscrive la storia italiana, illuminando a giorno quella rimasta nell’ombra, e lo fa con rigore scientifico, mettendo in risalto l’uso sistematico della violenza nell’Italia repubblicana, e anche in quella precedente. Si tratta di episodi che hanno condizionato la vita italiana, senza tuttavia macchiarla irreparabilmente, poiché <strong>la democrazia nata con l’avvento della Repubblica, pur fragile, ha saputo evitare il baratro</strong>. La grande storia si sa che è tessuta da dettagli che sapientemente riuniti dentro una cornice danno l’idea generale del tutto e Ciconte sui dettagli ha lavorato molto, con professionalità e competenza, prendendo giustamente le distanze dalle rappresentazioni e dalle interpretazioni accademiche dei fatti storici; rappresentazioni spesso allineate alla cultura politica dominante. </p>



<p>Così, dalla strage di Portella della Ginestra, a quella della stazione di Bologna, fino agli attentati di Capaci e via D&#8217;Amelio e all’assassinio di Piersanti Mattarella (citiamo solo alcuni episodi), <strong>dal libro emerge il ritratto di un’Italia a &#8216;sovranità limitata&#8217;;</strong> condizionata anche &#8211; in un determinato periodo &#8211; dalla guerra fredda e da una borghesia violenta che hanno trovato l’argine della democrazia. </p>


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<p>La narrazione, è audace ma documentata, com’è nel metodo dell’autore, primo studioso a pubblicare un testo storico sulla ‘ndrangheta: “Ndrangheta’ dall’Unità a oggi” (1992) ; saggio rimasto, ormai a distanza di anni, riferimento fondamentale per chi vuole studiare a fondo il fenomeno. Parte da lontano Ciconte, per raccontare l’Altra Italia; cita “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni con i suoi “bravi”, gentaglia mafiosa ante litteram al servizio di potenti che li utilizzavano per difendere i loro beni e le loro proprietà. Non si può dire che siano nati al Sud o che esistessero solo al Sud certi fenomeni mafiosi. La caratteristica di usare la violenza, al Nord, come al Sud &#8211; dice Ciconte &#8211; sopravvisse nel tempo nei livelli alti della società e del potere. Lo storico fa emergere &#8211; raccontando episodi violenti accaduti nel corso dei secoli &#8211; la tesi che la violenza riguarda un aspetto significativo ancorché oscurato della storia d’Italia; un fenomeno che ha condizionato la storia stessa italiana. Per spiegare la complessità della “questione italiana” l’autore fa riferimento agli insegnamenti di Fernand Braudel (uno dei maggiori esponenti dell’École des Annales), che ha spiegato come la storia di lungo periodo &#8211; letta nei suoi particolari &#8211; è la più adatta a far emergere dall’oscurità legami che altrimenti potrebbero essere valutate in altro modo. Ciconte sulla scia degli insegnamenti di Braudel cuce &#8211; con un file rouge &#8211; uno dopo l’altro gli episodi di violenza accaduti dall’inizio della Repubblica: stragi neofasciste, stragi mafiose, omicidi mafiosi e politici, terrorismo rosso e terrorismo nero. La sua tesi è che il ruolo dei “servizi” italiani e stranieri, è stato centrale e determinante, nel tentativo di condizionare la vita dei Governi e dello Stato e di correggere la storia democratica del Paese. Bisogna leggerlo, questo libro. Si trova di tutto: mani interne e mani straniere che s’intrecciano unendo pericolosamente poteri grigi, neri e criminalità in un unico disegno. Emerge, comunque, dalla penombra &#8211; Ciconte lo sottolinea con forza &#8211; un’Italia che ha resistito e resiste; ma spunta anche un Paese a sovranità limitata, condizionato da servizi deviati, logge massoniche anch’esse deviate e criminalità. L’Altra Italia di Ciconte è quella che finora nessuno aveva raccontato; in fondo è l’Italia &#8211; per dirla con Braudel &#8211; che stava, e forse sta ancora, nella penombra.</p>



<p>*<strong>Mimmo Nunnari, già Vice Direttore TGR RAI</strong></p>



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		<title>La Rai per la Giornata della Legalità</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/23/la-rai-per-la-giornata-della-legalita/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 23 May 2026 19:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi 23 maggio una ricca programmazione in tv, radio e sul web Erano le 17.58 del 23 maggio 1992 quando un attentato fece esplodere un tratto dell’autostrada A29, all’altezza di Capaci, uccidendo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta...]]></description>
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<p><strong>Oggi 23 maggio una ricca programmazione in tv, radio e sul web</strong></p>



<p>Erano le 17.58 del 23 maggio 1992 quando un attentato fece esplodere un tratto dell’autostrada A29, all’altezza di Capaci, uccidendo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. A distanza di 34 anni da quel giorno che ha cambiato la storia del nostro Paese, la Rai dedica un’ampia programmazione tv, radio e sul web, alla Giornata della Legalità, per ricordare tutte le vittime della lotta alla mafia. Su tutti i canali Rai, inoltre, il 23 maggio sarà presente una luminosa e, dal 16 maggio è in onda uno spot realizzato da Direzione Creativa.<br>Rai 1 ricorderà la ricorrenza con “Unomattina in famiglia” alle 8.35 di sabato 23 maggio. Alle 10, la consueta diretta da Palermo a cura del Tg1, all’interno della quale è previsto un collegamento con Acerra per seguire l’incontro di Papa Leone XIV con i fedeli delle Terre dei Fuochi. <br>Rai 2 ricorderà Giovanni Falcone trasmettendo in prima serata il film di Marco Bellocchio, “Il traditore”, sul percorso che ha portato il boss Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, a collaborare con la giustizia, segnando una svolta nella lotta alla mafia.<br>Su Rai 3 il ricordo inizia venerdì 22 maggio con &#8220;Agorà&#8221;, in onda alle 8 e con il film “Iddu, l’ultimo padrino”, con Toni Servillo ed Elio Germano, che ricostruisce un periodo della vita di Matteo Messina Denaro (21.20). In seconda serata, alle 23.35 andrà poi in onda il documentario &#8220;I ragazzi delle scorte &#8211; Rocco e Giuseppe, ragazzi d&#8217;altri tempi&#8221;. Sabato 23 maggio si prosegue con il doc “I ragazzi delle scorte. Ricordo tutto”, in onda alle 17, e con “Lo scannacristiani. La cattura di Giovanni Brusca”, in prima visione alle 18. Il doc inizia con la scarcerazione di Giovanni Brusca, il simbolo della stagione delle bombe di Cosa Nostra, e racconta la sua cattura, il suo pentimento e il lavoro della Squadra Catturandi di Palermo, attraverso frammenti investigativi, intercettazioni e testimonianze. Alle 00.35, sempre in prima visione, Rai 3 trasmette il film di Pasquale Scimeca, “Il giudice e il boss”, dedicato al giudice Cesare Terranova e al maresciallo di Polizia Lenin Mancuso.<br>Rai Cultura dedica alla Giornata l’intera programmazione di Rai Storia, a partire da “Il giorno e la Storia”, in onda già alle 00.10 con repliche successive. Il palinsesto della rete, poi, è punteggiato da programmi come “Passato e Presente” dedicato a Giuseppe Fava e Rocco Chinnici (9.15, 14.45, 20.25), mentre alle 9.55 viene riproposta l’inchiesta del 1962 di Gianni Bisiache “Rapporto da Corleone” sulla nascita di Cosa Nostra e, a seguire, “Diario civile” rilegge la storia del giornale “L’Ora”, in prima linea contro la mafia.<br>Spazio, poi, a una lunga galleria di ritratti che ricordano quanti hanno pagato con la vita il proprio impegno contro la criminalità organizzata: Francesca Laura Morvillo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Giuseppe Puglisi, Cesare Terranova, Piersanti Mattarella, Boris Giuliano, l’imprenditore Libero Grassi. In prima serata, infine, il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana ricostruisce la vita dell’attivista siciliano Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978, appena trentenne, dalla mafia di Gaetano Badalamenti. In seconda serata, poi, il doc “Se dicessimo la verità” di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano racconta le storie di chi si oppone alla ‘ndrangheta.<br>Su Rai 5 la Giornata viene ricordata alle 21.20 con lo spettacolo teatrale con Sebastiano Somma “Il giorno della civetta”, diretto da Fabrizio Catalano, nipote di Leonardo Sciascia. Un capolavoro del teatro civile che porta in scena la forza della parola contro la mafia.<br>Sul sito di Rai Cultura, inoltre, è disponibile un webdoc (www.raicultura.it/webdoc/legalita/) sul tema della lotta alla mafia.<br>Tante le interviste, gli approfondimenti e i collegamenti previsti da tutte le testate Rai, Tg, Gr, RaiNews.it. Un lungo speciale, a partire dalle 9 del 23 maggio, terrà compagnia agli spettatori di RaiNews24, con la conduzione di Angela Caponnetto, ospiti in studio, collegamenti e un inviato dal Museo Stazione 23 Maggio di Capaci.<br>Grande impegno per la Giornata della Legalità di RaiPlay e RaiPlay Sound. Sulla piattaforma video, nella sezione cinema e fiction, Serie TV e Area Kids, Teen e EDU congiuntamente propongono la collezione: “Vittime di mafia” (www.raiplay.it/collezioni/vittimedimafia), mentre nella sezione Teche saranno disponibili raccolte con le interviste di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone.<br>RaiPlay Sound propone una programmazione con podcast, documentari e materiali d’archivio. Tra i titoli, “23 maggio: la strage di Capaci” di Lirio Abbate, “I ragazzi delle Scorte” e “Francesca Morvillo donna di legge”.<br>Il ricordo delle vittime di mafia sarà anche in radio. In particolare, su Rai Radio1, all’interno della puntata del 22 maggio di Radio anch’io si parlerà della ricorrenza; il programma “Formato Famiglia” ha ospitato la sorella di Antonio Montinaro e il fratello di Rocco Dicillo, mentre “Wannabe il futuro che vorrei” ha raccontato la strage attraverso la testimonianza di Fabrizio Silei e Antonio Vassallo, il primo fotografo che arrivò a Capaci.<br>Il 22 maggio, se ne parla anche a “Il pomeriggio di Radio1”, con Pietro Grasso e Catello Maresca e il 23 alle 8.30 a “Inviato speciale”.<br>Su Rai Radio2 “I Lunatici” dedicherà uno spazio all’anniversario, il 22 maggio dalle 23 alle 2.00. <br>Rai Radio3 manda in onda venerdì 22 maggio alle 20.30 “Autoritratto” di e con Davide Enia, per il ciclo “Il Teatro di Radio3”: un’orazione civile, un processo di autoanalisi personale e condiviso, un confronto con lo Stato, “una serie di domande a Dio in persona”.<br>Le vite intrecciate di Falcone e Borsellino sono al centro di “Viaggio nel tempo, dal passato al futuro”, su Rai Radio Techetè a mezzanotte, alle 8 e alle 16.<br>Infine, la ricorrenza sarà ricordata nella rubrica Almanacco nelle pagine del Televideo: Accadde oggi pag 410, Taccuino pag 411, Giornate pag 413.</p>
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