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	<title>RaiSenior | </title>
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		<title>Paola Sciommeri in Vigilanza RAI &#8220;Eccolo il Piano Industriale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:55:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e...]]></description>
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<p><strong>Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della</strong> <strong>Rai, Paola Sciommeri</strong>.</p>



<p>Una seduta importante, dai toni a tratti anche solenni, a cui <strong>Roberto Sergio</strong> ha portato e consegnato una relazione dettagliatissima sulle cose in programma, sulle cose da fare, sulle cose da avviare, sui tempi di realizzazione. Quella che lui chiama<strong>&#8220;La RAI del futuro&#8221;.</strong> In Commissione per la RAI sono presenti anche la dottoressa <strong>Paola Marchesini, </strong>Direttore dello STAFF della Drezione Generale Corporate, il dr. <strong>Andrea Sallustio,</strong> Direttore Assett Immobiliari e Servizi, e il dr. <strong>Francesco Pultrone</strong>, Direzione Relazioni Istituzionali.</p>



<p>Abbiamo trascritto qui di seguito in maniera integrale anche l&#8217;intervento del <strong>Direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della</strong> <strong>Rai, Paola Sciommeri</strong>, che ha spiegato in Commissione i mille problemi reali che spesso e volentieri le attuali struture RAI presentano, a partire dallo storico <strong>Teatro delle Vttorie</strong>, consapevoli come siamo che ogni opinione personale va rispettata e va raccontata fino in fondo, nello spitrito comune di costruire insieme <strong>il futuro della grande RAI</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><strong>Ora qui di seguito il suo intervento introduttivo. </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="642" height="492" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13.png" alt="" class="wp-image-9515" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13.png 642w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-13-300x230.png 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"></p>



<p>&#8220;<strong><em>Prima di entrare nel merito delle singole operazioni immobiliari ritengo utile richiamare il quadro complessivo nel quale si inseriscono. Il piano riguarda l&#8217;intero parco immobiliare della RAI, pari a circa 750 mila metri quadrati, distribuiti sull&#8217;intero territorio nazionale, che presenta ad oggi alcune evidenti criticità strutturali. La presenza di alcune sedi regionali sovradimensionate rispetto alle effettive esigenze operative, con conseguente utilizzo non efficiente degli spazi.</em></strong></p>



<p>Nell&#8217;area romana è ricorso a numerose locazioni di unità immobiliari di dimensioni contenute distribuite in modo frammentato nell&#8217;area del quartiere Prati, più in generale un&#8217;organizzazione degli ambienti di lavoro concepita, secondo logiche ormai superate e non più adatte ai nuovi modi produttivi e operativi della RAI di oggi. Inoltre l&#8217;età media degli immobili di proprietà è di circa 40 anni e necessita di ingenti interventi di ammodernamento, strutturale e funzionale ormai indifferibili.</p>



<p><strong>Il piano immobiliare si pone quindi obiettivi di ampio respiro e di alto livello strategico, attraverso progetti di riqualificazione, adeguamento normativo, sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e razionalizzazione degli spazi, in coerenza con l&#8217;evoluzione delle esigenze produttive, editoriali e organizzative della RAI.</strong></p>



<p>Le azioni previste comprendono interventi di ridimensionamento, sostituzione o rilascio di immobili non più coerenti con le esigenze operative attuali, all&#8217;interno di una strategia che punta a rendere il patrimonio immobiliare più efficiente, sostenibile e funzionale alla missione del servizio pubblico. In questo contesto si colloca il percorso di valorizzazione e, ove necessario, dismissione di una quota limitata di immobili, pari al 23% del patrimonio di proprietà e circa al 20% del patrimonio immobiliare complessivo. Si tratta di immobili individuati sulla base di criteri oggettivi, quali livello di effettivo utilizzo, l&#8217;adeguatezza funzionale, l&#8217;entità degli investimenti necessari per la loro ristrutturazione e la disponibilità di soluzioni alternative.</p>



<p>La riduzione del capitale investito in asset non core, con la dismissione degli immobili non strategici, sovradimensionati o non più funzionali e di rilascio progressivo delle locazioni, contribuirà ad ottimizzare il profilo di sostenibilità finanziaria del patrimonio immobiliare e ridurne i costi di gestione.</p>



<p><strong>Cito alcuni interventi su Roma.</strong></p>



<p><strong>La sede storica di Via Teulada</strong>, che grazie a un importante intervento di riqualificazione degli spazi avviato già nel 2025, sta finalmente accogliendo in modo organico e funzionale il patrimonio e il personale di tutte le redazioni impegnate nei suoi studi, eliminando i continui spostamenti da e verso le sedi esterne.</p>



<p><strong>La ristrutturazione del Palazzo della Direzione Generale di Via Lemazzini,</strong> che al termine dei lavori iniziati il 4 maggio scorso, ospiterà circa il 30% in più del personale. È una riduzione attesa del 30% dei costi di gestione.</p>



<p><strong>La sede di Via Romagnoli,</strong> che tutti conosciamo come <strong>studi Fabrizio Frizzi</strong>, vedrà nel prossimo anno un incremento delle postazioni di lavoro redazionali, a supporto degli studi televisivi impegnati nelle produzioni più importanti di prima serata e day time.</p>



<p>Non ultimo la realizzazione di due nuovi studi televisivi a <strong>Saxarubra,</strong> di circa 1800 mq complessivi, e che saranno inaugurati in occasione della prossima stagione televisiva con la prima serata di Rai 1, e che hanno consentito tra l&#8217;altro il rilascio dell&#8217;auditorium, con evidenti recuperi di costi di locazione e di gestione.</p>



<p><strong>Relativamente a Milano</strong>, è in via di realizzazione il nuovo polo produttivo denominato Mico Nord, collocato nell&#8217;area di City Life, che con i suoi 54 mila mq di superficie consentirà di superare lo storico frazionamento che da sempre caratterizza il mondo produttivo Rai di Milano, diviso tra Corso Sempione e vecchi studi della fiera prima, e oggi successivamente a partire dal 2007 tra Corso Sempione e l&#8217;insediamento di via Mecenate.</p>



<p><strong>A Torino, presso la sede di via Verdi</strong> è in corso la rifunzionalizzazione di alcuni spazi destinati ad ospitare il nuovo polo tecnologico delle Teche Rai, con un moderno Hub destinato ad accogliere la nuova bibliomediateca aperta al pubblico.</p>



<p><strong>Infine, il Centro di Produzione di Napoli</strong> è inserito in un importante progetto di ristrutturazione e potenziamento, grazie anche al contributo della Regione Campania.</p>



<p>In questo quadro complessivo e articolato che si inserisce la vendita di un pacchetto di 15 immobili, che appunto è pari al 23% del totale della proprietà, tra i quali il Teatro delle Vittorie.</p>



<p><strong>Entro nel merito dell&#8217;argomento di oggi col Teatro delle Vittorie.</strong></p>



<p>Il Teatro delle Vittorie nasce nel 1938 come Gran Cinema Teatro delle Vittorie e è situato a Roma, in via Cod di Lana, in zona Prati della Vittoria. A partire dagli anni 60 il teatro è stato locato dalla Rai e utilizzato per importanti produzioni televisive di prima serata, per poi essere definitivamente acquistato nel 1980. Nel frattempo la struttura è stata progressivamente adattata e convertita in studio televisivo attraverso interventi tecnici e strutturali effettuati in un arco temporale molto esteso, che ne hanno consentito l&#8217;utilizzo nel rispetto degli standard normativi dell&#8217;epoca, ma che oggi configurano un quadro tecnico e funzionale ormai obsoleto e inadeguato.</p>



<p>Per tali ragioni già nel 2017 la dismissione dell&#8217;immobile era entrata a far parte di un più ampio progetto di ampliamento e rivisitazione logistica degli insediamenti produttivi dell&#8217;area romana, con l&#8217;obiettivo di concentrare le attività produttive in tre complessi, Teulada, Nomentano e Saxarubra, favorendo significative sinergie operative e gestionali.</p>



<p>L&#8217;immobile, sopradescritto, è stato successivamente inserito nel pacchetto vendite previsto dal Piano Immobiliare, approvato dal CdA in data 23 novembre 2023 e il 1° agosto 25 l&#8217;intero complesso è stato dichiarato di interesse storico-artistico, particolarmente importante, con decreto del Ministero della Cultura e per tanto sottoposto a vincolo di tutela.</p>



<p>Va sottolineato tuttavia che il vincolo non impedisce di per sé la dismissione dell&#8217;immobile, ma richiede la preventiva autorizzazione alla vendita da parte della competente sovrintendenza, e una volta completata la compravendita l&#8217;obbligo di notifica con la possibilità per lo Stato di esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni alle medesime condizioni pattuite tra i contraenti.</p>



<p>Nonostante il valore storico e simbolico dell&#8217;immobile e il suo utilizzo pluridecennale come studio televisivo per trasmissioni di prima serata, il complesso quadro tecnico, normativo e gestionale che caratterizza la struttura originariamente concepita per altro uso, è collocata peraltro all&#8217;interno di un contesto prettamente residenziale, ha portato l&#8217;azienda a ritenere non più sostenibile un suo pieno utilizzo. Per tali ragioni da tempo il Teatro delle Vittorie viene utilizzato esclusivamente per la registrazione di trasmissioni quotidiane preserali, non essendo più possibile garantire le condizioni minime di affidabilità e sicurezza richieste per le trasmissioni in diretta. Inoltre la sua collocazione logistica all&#8217;interno di un contesto abitativo rendono la sua piena operatività incompatibile con i vincoli acustici e ambientali previsti dalla normativa vigente.</p>



<p>Nel dettaglio, la cabina elettrica realizzata negli anni 80 con linea proveniente da via Teulada è soggetta a frequenti avarie, in quanto dotata di apparecchiature obsolete non più manutenibili, in caso di guasto non sono garantiti i tempi di ripristino. La residuale possibilità di impiego di un impianto elettrogeno esterno di difficile collocazione per i vincoli condominali. L&#8217;impianto di climatizzazione risaliente agli anni 90 con un solo compressore funzionante ha una capacità ridotta del 50%.</p>



<p>Problemi di inquinamento acustico relativo alle apparecchiature in copertura, con continue segnalazioni di contestazioni dei condomini confinanti e limitazione dell&#8217;esercizio entro le ore 20, massimo 22 serali.</p>



<p>Problemi di impermeabilizzazione della copertura con interventi ripetuti che non hanno risolto il problema, la risoluzione del problema richiederebbe un intervento evasivo e complesso e la particolarità delle coperture comporterebbe infatti la realizzazione di importanti opere provisionali affinché gli operatori possano intervenire in sicurezza.</p>



<p>Le valutazioni effettuate hanno evidenziato che un&#8217;eventuale rifunzionalizzazione richiederebbe investimenti estremamente elevati, e stimati in 7 milioni di Euro per il completo rinnovamento degli impianti elettrici, della climatizzazione, delle insonorizzazioni oltre che per ulteriori adeguamenti funzionali e normativi.</p>



<p>Dal punto di vista temporale inoltre l&#8217;intervento richiederebbe -considerati i tempi previsti dalle procedure di gara pubblica- almeno 5 anni con un fermo studio di circa 3 anni, ma soprattutto anche al termine di tali interventi non verrebbero comunque risolte le problematiche dimensionali e funzionali che limitano fortemente l&#8217;uso dello studio, accessi, orari, impatti sulla proprietà confinanti.</p>



<p>Al termine dei lavori infatti si otterrebbe uno spazio sostanzialmente analogo all&#8217;attuale di dimensioni contenute, con percorsi di accesso e di carico-scarico complessi e poco agevoli, possibilità di adattamento scenico ridotte rispetto a strutture più recenti e vincoli acustici. In sostanza il risultato finale confermerebbe gli attuali limiti senza alcun reale incremento in termini di funzionalità e flessibilità produttiva.</p>



<p>Grazie per l&#8217;attenzione&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Roberto Sergio oggi in Commissione Vigilanza RAI</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/06/10/roberto-sergio-oggi-in-commissione-vigilanza-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 11:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e...]]></description>
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<p><strong>Alle 8.15 in punto, Palazzo San Macuto oggi, non un minuto oltre, la Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI Barbara Floridia apre la seduta odierna che ha avuto come protagonisti il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e la direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della</strong> <strong>Rai, Paola Sciommeri</strong>.</p>



<p>Una seduta importante, dai toni a tratti anche solenni, a cui <strong>Roberto Sergio</strong> ha portato e consegnato una relazione dettagliatissima sulle cose in programma, sulle cose da fare, sulle cose da avviare, sui tempi di realizzazione. Quella che lui chiama<strong> &#8220;La RAI del futuro&#8221;.</strong></p>



<p>In Commissione per la RAI sono presenti anche la dottoressa <strong>Paola Marchesini, </strong>Direttore dello STAFF della Drezione Generale Corporate, il dr. <strong>Andrea Sallustio,</strong> Direttore Assett Immobiliari e Servizi, e il dr. <strong>Francesco Pultrone</strong>, Direzione Relazioni Istituzionali.</p>



<p>Abbiamo trascritto l&#8217;intervento del <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> in maniera integrale perche ognuno si faccia finlmente un&#8217;idea chiara delle cose riferite in Commissione, consapevoli come siamo che ogni opinione personale va rispettata e va raccontata fino in fondo nello spitrito comune di costruire insieme il futuro della RAI. </p>



<p>La cosa forse che più ci ha colpito è stata la conclusione della relazione di Roberto Sergio: &#8220;<strong>Ritengo &#8211;</strong>ha detto testualmente Roberto Sergio alla Commissione-<strong> una scelta responsabile e coerente aver assunto personalmente la responsabilità di portare a compimento un progetto strategico per l&#8217;azienda che era stata approvata all&#8217;unanimità dal Consiglio di amministrazione nel luglio 2022, sotto la presidenza di Marinella Soldi e la guida di Carlo Fuortes e successivamente riconfermato nel gennaio e nell&#8217;aprile del 1923. Dal maggio del 1923, quando ho assunto la carica di amministratore delegato, fino all&#8217;ottobre 2024, termine del mandato e successivamente fino ad oggi sotto il mandato dell&#8217;amministratore delegato Rossi, si è ritenuto doveroso garantire continuità a quel percorso nella convinzione che progetti validi e strategici per il futuro della RAI debbano essere valutati nel merito e non solo a base dell&#8217;alternanza delle stagioni manageriali o dei vertici aziendali</strong>&#8220;. </p>



<p class="has-text-align-center has-medium-font-size"><strong>Ora qui di seguito il suo intervento introduttivo. </strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="677" height="506" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-11.png" alt="" class="wp-image-9504" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-11.png 677w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-11-300x224.png 300w" sizes="(max-width: 677px) 100vw, 677px" /></figure>
</div>


<p>&#8220;Signor Presidente, onorevoli commissari e onorevoli commissari, ringraziando godesta istituzione per l&#8217;opportunità che oggi ci viene concessa. Ci si è consentito una breve riflessione sul ruolo che il management della RAI deve esercitare quotidianamente e che non può essere separato dalla natura stessa dell&#8217;azienda e dalla funzione che essa è chiamata a svolgere nell&#8217;ordinamento democratico del Paese.</p>



<p><strong>La RAI rappresenta infatti una realtà unica nel panorama nazionale ed europeo perché opera contemporaneamente come impresa industriale, istituzione culturale e concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.</strong></p>



<p>Da questa peculiare configurazione derivano responsabilità che travalicano la dimensione puramente aziendale e che impongono un costante equilibrio tra sostenibilità economica, innovazione, qualità editoriale e adempimento della missione pubblica.</p>



<p>A differenza di una società per azioni tradizionale nella quale il management è prevalentemente chiamata a perseguire obiettivi economici e competitivi, nella RAI la funzione manageriale assume una valenza più ampia e articolata.</p>



<p><strong>Essa è chiamata a garantire l&#8217;equilibrio dei conti, l&#8217;efficienza gestionale, assicurando al contempo il rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza, inclusione, promozione culturale e coesione sociale che costituiscono il fondamento stesso del servizio pubblico.</strong></p>



<p>La responsabilità del vertice aziendale si esercita pertanto in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da una profonda trasformazione del sistema dei media, dall&#8217;affermazione di operatori globali dotati di capacità finanziarie senza precedenti, dalla rapida evoluzione tecnologica e dall&#8217;emergere di nuove modalità di produzione, distribuzione e consumo dei contenuti. In questo scenario il compito affidato al management non consiste esclusivamente nell&#8217;amministrazione dell&#8217;esistente, ma nella capacità di accompagnare e governare il cambiamento, preservando al tempo stesso i valori e le finalità che il legislatore ha attribuito al servizio pubblico radio televisivo. Ciò significa assicurare la competitività della Rai nel mercato globale dei contenuti, promuovere la trasformazione digitale, sostenere la produzione culturale nazionale, garantire un&#8217;informazione autorevole e verificata, valorizzare il patrimonio professionale interno e rendere l&#8217;azienda sempre più capace di raggiungere tutte le componenti della società, comprese quelle che il mercato tende naturalmente a trascurare.</p>



<p>All&#8217;interno di questa prospettiva strategica si colloca anche il tema della gestione del patrimonio immobiliare e aziendale. Il patrimonio della Rai costituisce una risorsa di importante valore storico, culturale e industriale, costruita nel corso di oltre 70 anni di attività. <strong>Proprio per questa ragione esso deve essere amministrato secondo criteri di responsabilità, efficienza e visione prospettica, nella consapevolezza che la tutela del patrimonio non coincide necessariamente con la conservazione immutata di ogni singolo bene, ma con la sua capacità di contribuire concretamente agli obiettivi del servizio pubblico.</strong></p>



<p>L&#8217;evoluzione tecnologica e produttiva degli ultimi decenni ha profondamente modificato le esigenze operative dell&#8217;industria audiovisiva. Le modalità di produzione richiedono oggi infrastrutture sempre più flessibili, tecnologicamente avanzate, sostenibili sotto il profilo energetico e pienamente integrate con le piattaforme digitali e con i nuovi modelli di distribuzione dei contenuti. In tale contesto appare doveroso interrogarsi periodicamente sulla funzione strategica dei singoli asset patrimoniali e sulla loro effettiva rispondenza alle esigenze future dell&#8217;azienda.</p>



<p><strong>Il dibattito che riguarda immobili di particolare rilevanza simbolica, come il Teatro delle Vittorie a Romo o Palazzo Labbia a Venezia, merita pertanto di essere affrontato con equilibrio, rigore e senso delle istituzioni.</strong></p>



<p>Il Teatro delle Vittorie rappresenta una delle pagine più importanti della storia della televisione italiana. In esso ci sono svolti programmi, eventi e produzioni che hanno contribuito a formare l&#8217;identità culturale del Paese e la memoria collettiva di intere generazioni.</p>



<p>Il suo valore storico è indiscutibile e costituisce una parte integrante del patrimonio culturale della RAI. Tuttavia il riconoscimento di tale valore non è simile alla necessità di valutare se l&#8217;immobile continua a rappresentare, nelle mutate condizioni tecnologiche e produttive, un&#8217;infrastruttura strategica per il perseguimento degli obiettivi aziendali. <strong>La responsabilità gestionale impone infatti di considerare con attenzione i costi di mantenimento</strong>, gli investimenti necessari all&#8217;adeguamento strutturale e tecnologico, il livello di utilizzo effettivo e la capacità dell&#8217;immobile di rispondere alle esigenze produttive contemporanee.</p>



<p>Analoghe considerazioni possono essere svolte con riferimento a <strong>Palazzo Labia</strong>, straordinario complesso monumentale di Venezia, tra i più prestigiosi esempi del patrimonio storico e artistico nazionale. Il valore culturale dell&#8217;edificio, arricchito dagli affreschi di Giambattista Tiepolo, è universalmente riconosciuto e merita la massima tutela. Anche in questo caso, tuttavia, la questione da affrontare riguarda la funzione che tale bene è stato chiamato a svolgere rispetto alla missione industriale e produttiva dell&#8217;azienda.</p>



<p>La tutela di un bene culturale e la sua valorizzazione possono essere perseguite attraverso molteplici strumenti, non necessariamente coincidenti con il mantenimento della proprietà da parte di una società concessionaria del servizio pubblico radio televisivo. La valorizzazione di specifici asset patrimoniali, laddove coerente con una visione industriale complessiva e accompagnata da adeguate garanzie di tutela culturale, non deve essere interpretata come una dismissione della memoria aziendale, bensì come una scelta finalizzata a rafforzare la capacità della RAI di investire nelle infrastrutture produttive, nelle tecnologie digitali, nella sicurezza delle reti e degli impianti, nell&#8217;innovazione editoriale e nella formazione delle proprie professionalità.</p>



<p><strong>La sfida che si pone oggi dinanzi al servizio pubblico consiste infatti nel trasformare il patrimonio accumulato nel passato in una leva di sviluppo per il futuro.</strong></p>



<p>La modernizzazione della RAI richiede investimenti significativi e continui, richiede la capacità di evolvere verso un modello di <em>digital media company</em> pienamente integrata, in grado di competere in un mercato globale senza rinunciare alla propria identità e alla propria funzione pubblica. In questa polospettiva la corretta amministrazione del patrimonio immobiliare rappresenta non un tema marginale, ma una componente essenziale della responsabilità affidata al management.</p>



<p><strong>L&#8217;obiettivo non è scegliere tra memoria e innovazione, tra tradizione e futuro, l&#8217;obiettivo è garantire che il patrimonio materiale e immateriale, costruito in oltre i 70 anni di storia, continui a produrre valore per i cittadini,</strong> rafforzando la capacità della RAI di adempiere anche nei prossimi decenni alla propria missione culturale, informativa e democratica al servizio della Repubblica&#8221;. </p>



<p>Fin qui la relazione introduttiva del <strong>Direttore Generale Roberto Sergio. </strong>Per chi avesse voglia invece di rivedere l&#8217;audizione di oggi questo è il link utile per farlo: <a href="https://webtv.camera.it/evento/31551">https://webtv.camera.it/evento/31551</a></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi audizione di Roberto Sergio in Commissione Vigilanza RAI</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/06/10/oggi-audizione-di-roberto-sergio-in-commissione-vigilanza-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[rai senior]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa mattina, alle ore 8.15, presso l’aula del II piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi svolge l’audizione del direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e della direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della Rai, Paola...]]></description>
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<p><strong>Questa mattina, alle ore 8.15, presso l’aula del II piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi svolge l’audizione del direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, e della direttrice infrastrutture immobiliari e sedi locali della Rai, Paola Sciommeri.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="499" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-1024x499.png" alt="" class="wp-image-9501" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-1024x499.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-300x146.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-768x374.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-1536x748.png 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10-700x341.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-10.png 1756w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Roberto Sergio &#8220;La RAI deve evitare che il patrimonio immobiliare diventi un costo passivo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:11:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolato e puntuale il discorso del Direttore Generale Corporate Roberto Sergio alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-64ec7f59871d32f803955be3cd895f4b"><strong>Articolato e puntuale il discorso del Direttore Generale Corporate Roberto Sergio alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-60638b89c6bd75ec1b9bf701835bfe44">Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’<strong>Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi</strong> e del <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della Rai”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-82faac8bef89f62d2844c7b623ef9bb8">I due si sono divisi i compiti. E se <strong>l’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi</strong> (e di cui vi abbiamo già dato conto) ha preferito volare alto, chiarendo quale è oggi lo stato reale dell’Azienda, e quali saranno gli scenari futuri che le si aprono, al <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> è toccato invece entrare nel cuore del problema, chiarendo dettagli mai raccontati prima sui lavori in corso in diversi cantieri aziendali aperti, e spiegando con la giusta competenza tecnica il perché di certe decisioni spesso così impopolari. Due casi per tutti, lo ricoro, la vendita del Teatro delle Vittorie a Roma e di Palazzo Labia a Venezia.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7ac4e012c50c4b73504203356685c2b9">Ben, l’appuntamento trasmesso in diretta webtv ci da oggi la possibilità di conoscere e di raccontarvi con assoluta precisione, e per temi, le cose che il <strong>Direttore Generale</strong> <strong>Roberto Sergio</strong> ha dichiarato ai parlamentari della Commissione, cosa che per alto ha fatto con una dovizia di particolari, di dettagli e di informazioni tecniche assolutamente inediti e su cui forse è arrivato il momento di riflettere con la giusta serenità di giudizio.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ef17876cc1b7f07550371121984477d3">Ma procediamo per temi e con ordine, rispettando la medesima cronologia dei tempi dettata dallo stesso <strong>Roberto Sergio.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-9427" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-1024x768.jpg 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-300x225.jpg 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-768x576.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-800x600.jpg 800w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio-700x525.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-6ab36997454fc35ee03ab18f7c99fe40"><strong><u>PIANO IMMOBILIARE DELLA RAI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-32fc637be36f6d48f22daaa3017689cd">“Desidero ribadire -esordisce il direttore generale <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; i criteri su cui si basa il Piano immobiliare, approvato dai precedenti Cda nel 2022: la razionalizzazione degli spazi in coerenza con i fabbisogni produttivi e editoriali, il progressivo superamento della frammentazione logistica di luoghi produttivi, la riduzione strutturale dei costi di locazione e gestione, nonché la valorizzazione degli immobili non più funzionali alle esigenze del servizio pubblico.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-93e67fda97dbcb827100f17686f281b2"><strong><u>TEATRO DELLE VITTORIE A ROMA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e6715a8304e8403841bcd8a85ecf0a31">“Il Teatro delle Vittorie -ricorda <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; nasce nel 1938 come sala cinematografica e teatrale inserita all’interno di un condominio in via Col di lana a Prati. Da metà degli anni 60, Rai inizia ad utilizzarlo come studio televisivo, decidendo – nel 1980 – di acquistarlo. Il Teatro &#8211; dichiarato bene di interesse storico‑artistico il 14 agosto 2025 (<strong>primo esempio a Roma di teatro realizzato in cemento armato e per i programmi realizzati dalla rai</strong>) &#8211; presenta una serie di criticità che ne limitano fortemente l’utilizzo operativo come studio televisivo. Le valutazioni tecniche svolte negli anni -sottolinea Roberto Sergio- hanno evidenziato una significativa inadeguatezza sotto il profilo strutturale e impiantistico, con sistemi obsoleti che richiederebbero investimenti rilevanti e tempi di fermo prolungati, senza peraltro poter risolvere completamente le tematiche acustiche e di contesto. Un esempio su tutti: <strong>oggi non è più possibile usare il teatro in orari serali per le trasmissioni in diretta a causa dei forti vincoli su accessi e impatti acustici derivanti dal contesto residenziale limitrofo”</strong>.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f7a2a1bd916c85f000f90bce8fa7ac00">Non arretra di un millimetro il Direttore Generale di fonte alle domande della Commissione Cultura della Camera.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-fafe143597063ce45eab77fbc5f1976c">“Tutto il management aziendale -dice <strong>Roberto Sergio</strong>&#8211; è pienamente consapevole del valore simbolico del Teatro delle Vittorie ma le esigenze produttive contemporanee richiedono spazi diversi per dimensioni, flessibilità, e capacità di adattarsi a format e modelli produttivi radicalmente mutati. Motivazioni, queste, che hanno responsabilmente spinto Rai ad inserire il Teatro tra gli immobili da valorizzare”.&nbsp;</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-203d41d3999f46c0b37fbea199cb029d">Naturalmente <strong>Roberto Sergio</strong>, che conosce la RAI come le sue tasche, e che sa perfettamente bene cosa potrebbe accadere (o non accadere) &nbsp;nei prossimi mesi preferisce anticipare tutti e affrontare di petto quello che sembra essere ormai il tema del giorno: “Riprendendo quanto già detto anche dall’Amministratore Delegato ritengo importante ribadire – anche in questa sede istituzionale – che qualora le istituzioni competenti- dice <strong>Sergio</strong>-intendessero valutare una destinazione pubblica, culturale o museale ispirata alla storia della radio e della televisione italiana – come espresso pubblicamente dal Mic, la Rai potrà – se utile &#8211; mettere a disposizione materiali, scenografie e contenuti delle teche”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ed0d248705ea0eed6c0847943d3ecab1">In conclusione, il Teatro delle Vittorie rappresenta certamente una pagina importante della televisione italiana. <strong>Ma la memoria storica non coincide necessariamente con il mantenimento indefinito della proprietà immobiliare da parte della RAI.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-b2cf941314a856d4ace2563e6670091c">La sua identità culturale -dice Roberto Sergio- può essere preservata anche attraverso: vincoli architettonici; nuove destinazioni culturali; accordi istituzionali; valorizzazione pubblica della memoria televisiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-9431" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1024x576.png 1024w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-300x169.png 300w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-768x432.png 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-1536x865.png 1536w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-2048x1153.png 2048w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-700x394.png 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/image-1-539x303.png 539w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fa35f4285d6bf019cbd4f9ff6ccc1df4"><strong><u>I LAVORI A SAXA RUBRA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-7348a60d57f7477253f4750cc10b072f">A saxa rubra il Piano Immobiliare – dice il <strong>Direttore Generale</strong>&#8211; prevede anche la realizzazione di <strong>due nuovi grandi studi per un totale di 1800mq</strong> per aumentare la capacità di produzione interna, pronti per la stagione autunnale, e altri lavori per nuove costruzioni destinate a ospitare infrastrutture tecniche essenziali e spazi per uffici e redazioni.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-02f6939d09f29e5f6d90e333f5187168"><strong><u>I LAVORI A MAZZINI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9922c50bca9a74db6d729a131e1aaad6"><strong>Roberto Sergio</strong> precisa che a Mazzini sono partiti i lavori di riqualificazione della sede, “e non so neanche dire da quanti decenni, non anni, si parla della necessita di bonifica e ristrutturazione”. L’intervento sottolinea Sergio- “è stato progettato nel rispetto e nella tutela del valore architettonico e simbolico del palazzo, prevedendo l’adozione di standard elevati di sicurezza e sostenibilità, supportati da specifiche certificazioni, per ospitare modelli di lavoro in desk sharing che consentiranno importanti ottimizzazioni di spazi e costi di manutenzione e gestione”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-fd7185ad3d5fdfc8cc7fca34a812e60f"><strong><u>I LAVORI A TEULADA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-1252bbfe092c466f29f1d4811700f79a">In Via Teulada -ricorda il Direttore Generale- “sono già stati realizzati interventi significativi, con il trasferimento di strutture editoriali in uscita da Viale Mazzini, e sono previsti ulteriori interventi per incrementare ulteriormente la capienza. Gli obiettivi sono chiari: si riduce la frammentazione logistica, diminuisce il ricorso a immobili in locazione e si liberano risorse da reinvestire in tecnologia, contenuti e qualità produttiva”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b314b8c9f2266c05f2adeddee76a7281"><strong><u>I LAVORI A MILANO</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-6f2a1792e48cf55a5369a5ab2f7a0ddc">Anche “Milano Rai”, dice Sergio, si è trovata ad affrontare valutazioni analoghe. “La sede di Corso Sempione, progettata negli anni ’40 dallo studio Ponti Fornaroli Soncini per ospitare la Radio, è stata inaugurata nel 1952 e progressivamente adattata alle esigenze della produzione televisiva.Le caratteristiche di questa infrastruttura – concepita per un modello produttivo profondamente diverso da quello attuale – hanno reso nel corso degli anni necessario utilizzare studi esterni presso la Fiera, e dal 2007, alla locazione di oltre 7.500 metri quadrati in Via Mecenate, dove ancora oggi vengono realizzati programmi come ad esempio “È sempre mezzogiorno!” e The Voice nelle varie declinazioni: “Kids, “Senior” e “Generations”. La scelta quindi di avere un nuovo Centro di Produzione a MiCo Nord -chiarisce il <strong>Direttore Generale</strong>&#8211; è pensata per concentrare attività oggi distribuite su più siti e dotare la Rai di un’infrastruttura di nuova generazione.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-a7ad7acdff70dbbbee007e0e1d35115c"><strong><u>I LAVORI A TORINO</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-f91ae9a48e5b57e5be91ea521696bf79">Per Roberto Sergio “A Torino, l’obiettivo è rafforzare in modo strutturale il polo della memoria audiovisiva Rai. <strong>In Via Verdi 14–16 sono in corso lavori di ammodernamento e la realizzazione del nuovo Hub di digitalizzazione delle Teche.</strong>Le azioni in corso renderanno possibile la dismissione di alcuni immobili concentrando funzioni e persone in un perimetro più razionale, coerente con il ruolo industriale e culturale che Torino svolge storicamente per la Rai”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-70a8aef3e0bf97f45b83d45208c1b71f"><strong><u>I LAVORI NELLE SEDI REGIONALI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5ce70d307994d5d32144ba78fa05b66b">“Non mi soffermo sugli interventi, pur rilevanti, in corso su Napoli che si fondano su una stretta collaborazione con le istituzioni locali e contribuiranno a rafforzare ulteriormente la presenza della Rai nel Mezzogiorno, valorizzandone il ruolo culturale e produttivo e assicurando al contempo l’adeguamento della sede sotto il profilo antisismico. Vorrei invece richiamare l’attenzione -dice <strong>Roberto Sergio</strong>-sulle sedi regionali. Anche su questo fronte la linea è chiara: mantenere un presidio capillare sui territori, con un ripensamento degli spazi, così da renderli più funzionali, efficienti e in linea con le esigenze operative contemporanee”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-0c2f6a192efa6363f59ec036f363533c"><strong><u>PALAZZO LABIA A VENEZIA</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-71ddbf78e6071d6c4670ab4b59f86be2">Su Palazzo Labia <strong>Roberto Sergio</strong> vuole essere ancora più preciso, del resto è il tema RAI di interesse molto più corale e generale di tanti altri. “A Venezia Palazzo Labia, immobile di straordinario valore storico e artistico- dice Sergio- <strong>non presenta le caratteristiche necessarie per ospitare in modo efficiente attività operative che richiedono spazi flessibili, infrastrutture tecnologiche avanzate e standard di servizio pienamente adeguati alle esigenze contemporanee.</strong> La scelta che Rai ha fatto è quella di una riorganizzazione della presenza in forme più funzionali e coerenti con i bisogni attuali del servizio pubblico, mentre Palazzo Labia potrà essere preservato e valorizzato nel rispetto della sua identità e delle tutele previste”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-7df8bcc4410deac012459686240f610c"><strong><u>I LAVORI A FIRENZE</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2a687552208b3f9060ec1cf702e0ce15">A Firenze, spiega i Direttore Generale alla Commissione Cultura della Camera- “la valutazione è stata guidata da criteri di proporzione e funzionalità. L’attuale sede risponde a <strong>un modello organizzativo e dimensionale non più coerente con le esigenze operative reali</strong>: gli spazi risultano sovradimensionati, rigidi e tali da generare costi di gestione non giustificati da un utilizzo pieno. In questo quadro, evitando investimenti strutturali rilevanti, si sta cercando, come per Venezia e Genova, una soluzione alternativa più funzionale e sostenibile, in grado di garantire continuità di servizio e piena operatività in un assetto moderno”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-b22ff54c5a3641b155cd9f1fdc81ea09"><strong><u>PERCHE RAI HA SCELTO DI VENDERE?</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-41b34b18d2c946bea1bf0f98c65830e5">La risposta di <strong>Roberto Sergio</strong> è categorica.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c600db65468fabcf18c60c5320909a4a">“<strong>Vendere alcuni immobili non strategici della RAI è una scelta legittima — e in alcuni casi necessaria — se inserita dentro una visione industriale moderna del servizio pubblico</strong>. Il punto centrale -chiarisce Sergio-non è “vendere patrimonio”, ma <strong>distinguere tra patrimonio strategico e patrimonio che non risponde più alle esigenze produttive</strong>, tecnologiche ed economiche di una moderna media company. Nel caso di immobili storici come il <strong>Teatro delle Vittorie</strong>, il tema non può essere affrontato in termini emotivi o simbolici soltanto. Occorre chiedersi: quanto viene realmente utilizzato;<strong>quanto costa mantenerlo efficiente;quanto incidono manutenzione, sicurezza e deguamenti tecnologici; se risponde ancora agli standard produttivi contemporanei;se quelle risorse potrebbero generare maggiore valore pubblico altrove.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e3a4696bb51cee5f8186207706d321d8"><strong>Roberto Sergio</strong> va ancora oltre: “Oggi il servizio pubblico non si misura più soltanto nella conservazione fisica di strutture storiche, ma nella capacità di produrre contenuti competitivi, innovativi e accessibili su tutte le piattaforme. Se un immobile:è sottoutilizzato,richiede investimenti enormi,non è più centrale nella filiera produttiva,oppure può essere valorizzato economicamente,<strong>allora la sua dismissione può diventare uno strumento di rafforzamento industriale dell’azienda.</strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-00d7d5a4b82f651359205dc70bc785ef">L’argomento più forte, invece per il <strong>Direttore Generale della RAI</strong>&#8211; è un altro, e precisa che le risorse liberate dalla valorizzazione immobiliare saranno reinvestite in:</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-107a515a9aa5679b9d3fb4dbb6b40bcc">tecnologie digitali;nuovi centri produttivi;innovazione editoriale;piattaforme streaming;intelligenza artificiale;cybersecurity;formazione professionale;sostenibilità energetica;produzioni originali;modernizzazione degli studi”.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-28d30313d471df75fb39f8812f52d533"><strong>In altre parole: meno immobilizzazione patrimoniale, più investimento industriale.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="767" height="1024" src="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-767x1024.jpg" alt="" class="wp-image-9428" srcset="https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-767x1024.jpg 767w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-225x300.jpg 225w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-768x1025.jpg 768w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-600x800.jpg 600w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot-700x934.jpg 700w, https://raisenior.it/wp-content/uploads/2026/06/Roberto_Sergio_a_Sanremo_headshot.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px" /></figure>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-3eb9ecf11bd8b7cd624d106723be819e"><strong><u>LE CONCLUSIONI</u></strong></p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-456e1904d380b825e524dab8c887f72c">Una grande azienda pubblica come la nostra- ripete Roberto Sergio- “ha il dovere di <strong>evitare che il patrimonio immobiliare diventi un costo passivo</strong> che sottrae risorse alla missione futura. In questo senso, <strong>un piano immobiliare serio non serve “a fare cassa” in modo emergenziale</strong>, ma a finanziare la trasformazione della RAI verso una vera Digital Media Company europea, più moderna, efficiente e competitiva.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-a7ff2dff6d34203beea1692faf978699"><strong>La scelta, quindi, non è tra “storia” e “modernità”. La vera sfida -conclude il Direttore Generale della RAI- è</strong> <strong>usare in modo responsabile il patrimonio accumulato nel passato per garantire forza, indipendenza e capacità produttiva al servizio pubblico del futuro&#8221;.</strong> </p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-2d9d3d9baee973b5cef143e3c253517d">Il messaggio è chiaro.Se la RAI deve restare al passo con i tempi, allora deve guardare al futuro e guardare al futuro alla fine comporterà anche dei sacrifici da fare, che a volte come nel nostro caso sono più di carattere personale che non invece aziendale, e quindi reale. Chi vivrà vedrà.</p>



<p class="has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-9ac00cf961d1ea846fe5a532228b76c6"></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giampaolo Rossi &#8220;Ecco la Rai in cui credo&#8221;</title>
		<link>https://raisenior.it/news/2026/05/30/giampaolo-rossi-ecco-la-rai-in-cui-credo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Nano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 05:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio calajò]]></category>
		<category><![CDATA[audizione rossi alla camera]]></category>
		<category><![CDATA[giampaolo rossi]]></category>
		<category><![CDATA[news-homepage]]></category>
		<category><![CDATA[piano industriale rai]]></category>
		<category><![CDATA[pino nano]]></category>
		<category><![CDATA[roberto sergio]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano...]]></description>
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<p><strong>Giovedì 28 maggio alle ore 13.30, la Commissione Cultura della Camera ha registrato l’audizione dell’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale Roberto Sergio sui temi relativi al “valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della Rai”.</strong></p>



<p>L’appuntamento trasmesso in diretta webtv ci da oggi la possibilità di conoscere e di raccontarvi con assoluta precisione, e per temi, le cose che l&#8217;AD della RAI ha dichiarato ai parlamentari della Commissione, cosa che per altro ha fatto da protagonista, con una verve e una padronanza mediatica invidiabili, e soprattutto con una narrazione che credo abbia fortemente condizionato in positivo le attese e i possibili pregiudizi originari all’interno della stessa Commissione. </p>



<p>Ma procediamo per temi e con ordine, rispettando la cronologia dettata dallo stesso <strong>Giampaolo Rossi.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL PIANO IMMOBILIARE </u></strong></p>



<p>Questa convocazione -dice <strong>Giampaolo Rossi</strong>&#8211; mi consente d’illustrare a voi lo sfidante e da decenni atteso Piano Immobiliare che la Rai sta realizzando e attraverso il quale stiamo costruendo l’azienda del futuro; <strong>dietro la concretezza dei cantieri e la materialità degli immobili si delinea la capacità della Rai di rinnovarsi, senza smarrire la propria identità, </strong>di modernizzare le proprie infrastrutture, senza indebolire la propria missione, di stare nella trasformazione del mercato e della società, senza rinunciare al proprio ruolo culturale, economico e creativo nella Nazione.</p>



<p><strong>Giampaolo Rossi</strong> disegna al Presidente della Commissione Cultura e ai parlamentari presenti una panoramica ampia e di sistema sul piano immobiliare e sulle scelte strategiche che lo hanno ispirato, ma anticipa subito e precisa che sarà dopo di lui il <strong>Direttore Generale Roberto Sergio</strong> a descrivere i “dettagli più tecnici, lo stato di avanzamento del piano e le macro-caratteristiche dei vari cespiti Rai”.</p>



<p><strong>Il Piano Immobiliare -sottolinea Giampaolo Rossi- </strong>non va letto come un capitolo “a parte”, né come un dossier meramente patrimoniale. “Esso costituisce un pilastro del Piano Industriale e, dunque, uno degli strumenti attraverso cui la Rai sta ultimando la sua storica transizione verso una Digital Media Company, capace di produrre e distribuire contenuti in modo integrato, efficiente e competitivo, secondo standard europei e con una responsabilità collettiva di rigore e serietà”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>PIANO INDUSTRIALE</u></strong></p>



<p>Il nostro -sottolinea il numero-uno della RAI- è un <strong>Piano Industriale ambizioso, sfidante e di rottura rispetto al passato, senza precedenti</strong>, come ritenuto dagli addetti ai lavori. Un piano che accompagna e sostiene il completamento della trasformazione digitale dell’azienda e lo fa con un <strong>prospetto di investimenti “tecnologici” incrementali 2024-2026 di oltre 100 milioni</strong>.</p>



<p>Rossi è un fiume in piena: “Stiamo trasformando la Rai da broadcaster tradizionale, semplice emittente di contenuti lineari, ad <strong>ecosistema mediale e narrativo</strong>, capace di intercettare target diversi, in ogni momento e su ogni dispositivo, e di mantenere, grazie ad agilità, autonomia e competitività, un posizionamento centrale nello scenario di mercato, oggi, come ben sapete, dominato dai nuovi colossi e player globali.</p>



<p>Rossi usa un termine del tutto nuovo rispetto al passato per definire la Rai che verrà: “<strong>Una multipiattaforma che integra lineare, digitale e servizi on demand. </strong>L’obiettivo -precisa-è quello di preparare il terreno per una rivoluzione strutturale che interessi in modo sistemico i modelli editoriali, l’organizzazione, le modalità, gli spazi e le sedi di lavoro, le infrastrutture tecnologiche, nonché la sostenibilità economico-finanziaria e ambientale. Un nuovo modo, insomma, di pensare il Servizio Pubblico, “un nuovo paradigma”.</p>



<p>Il piano industriale -dice ancora Rossi- ha anche accelerato la spinta tecnologica, con <strong>la digitalizzazione di Rai Sport,</strong> <strong>l’estensione del DAB</strong> (74% copertura, obiettivo 85%), <strong>nonché investimenti in automazione e studi più efficienti</strong>. Ma c’è ancora molto altro. È stata inoltre avviata -dice Rossi- l’installazione di ledwall e floorled (già in 8 studi) con riduzione dei costi operativi, e di 2000 proiettori LED, con benefici anche sui consumi energetici.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL PIANO DI “DISMISSIONI”</u></strong></p>



<p>Desidero chiarire subito -sottolinea Rossi- — “con la massima nettezza, perché su questo punto si è alimentata confusione spesso strumentale nell’ultimo periodo — che <strong>non siamo di fronte a un “piano di dismissioni”, ma a un piano immobiliare organico, prospettico, di medio-lungo periodo</strong>, finalizzato a riordinare e sviluppare il patrimonio Rai attraverso un insieme coerente di azioni: ristrutturare, rifunzionalizzare, costruire, valorizzare e, solo ove strettamente necessario, dismettere.</p>



<p>Cosa significa tutto questo? Rossi non usa nessuna mediazione e dice con assoluta chiarezza che l<strong>a dismissione, </strong>quando prevista, non è il fine<strong>: “E’ uno degli strumenti, e viene utilizzata in modo selettivo, dentro una logica industriale larga e complessiva,</strong> come ben confermato dal nostro <strong>ultimo bilancio 2025</strong>, da pochi giorni approvato in Cda. Un bilancio -sottolinea testualmente ancora l’AD- “che ci ha visti tornare a <strong>un utile netto consolidato positivo (9,3 milioni)</strong>, risultato straordinario, dopo otto anni di sostanziale pareggio, il quarto migliore degli ultimi diciotto anni, conseguito in un contesto particolarmente sfidante e, in aggiunta, senza il ricorso a leve straordinarie, come è spesso accaduto in passato. È il segno concreto di un’Azienda che ha ritrovato solidità, disciplina e gestione rigorosa, tanto da poter riconoscere, e ne sono davvero orgoglioso, per la prima volta il 100% del premio di risultato ai dipendenti”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>IL NUOVO PROGETTO IMMOBILIARE</u></strong></p>



<p>Anche qui Giampaolo Rossi non ha nessuna incertezza. Il progetto immobiliare<strong> della </strong>Rai -dichiara<strong>-è il risultato di una stratificazione lunga decenni e, soprattutto, attesa da decenni.</strong> “Costruito per rispondere, nel tempo, a esigenze produttive, tecnologiche e organizzative profondamente mutate rispetto al passato. Parliamo di un portafoglio esteso sull’intero territorio nazionale — sedi direzionali, sedi regionali, grandi centri di produzione televisiva e radiofonica — pari a <strong>circa 750 mila metri quadrati lordi, con un’età media di più o meno 40 anni</strong>. In molti casi, dunque, si tratta di spazi obsoleti, concepiti per un modello di utilizzo ormai superato, che nel corso degli anni è stato gestito spesso per necessità contingenti, senza un disegno unitario e lungimirante in grado di garantire sostenibilità, efficienza e prospettiva nel lungo periodo”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>PERCHE’ QUESTA DECISIONE DI CAMBIARE ?</u></strong></p>



<p>Perché era la cosa più razionale da fare, secondo Rossi, che in Commissione Cultura ripete fino alla nausea il suo mantra: “<strong>Mantenere integralmente l’assetto attuale avrebbe comportato, nel futuro a venire, ingenti investimenti per ammodernamenti strutturali e impiantistici, adeguamenti normativi, sicurezza ed efficienza energetica, con un impatto finanziario crescente e difficilmente compatibile con il contesto economico e con le priorità industriali dell’Azienda. Sarebbe stato il modo forse più rapido e meno “impopolare” ma di certo il più dannoso: avremmo assorbito risorse senza generare valore</strong>, comprimendo ciò che costituisce il cuore della missione Rai”.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><u>LA MISSION DELLA RAI</u> CHE VERRA&#8217;</strong></p>



<p>Rossi usa questi termini: “<strong>la produzione editoriale, i programmi, l’innovazione tecnologica, la trasformazione digitale, il rafforzamento dell’offerta di Servizio Pubblico”.</strong> Un rischio che non possiamo permetterci, perché un Servizio Pubblico non ha il diritto di disperdere risorse in inefficienze strutturali, quando quelle risorse sono necessarie per garantire qualità, pluralismo, innovazione e accessibilità ai cittadini. È su queste basi che <strong>nel 2022 è stato approvato il Piano Immobiliare, a valle di una ricognizione approfondita svolta nel 2021</strong>, che ha consentito di distinguere gli immobili strategici — da preservare e rifunzionalizzare — da quelli non più funzionali alle esigenze operative e produttive della Rai odierna.</p>



<p>(<strong><em>Parte Prima, Segue</em></strong>)</p>
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