Amara Lakhous, il racconto della sua Algeria

22 Luglio 2026

Amara Lakhous, il racconto della sua Algeria

di Mimmo Nunnari

Annunciato come un romanzo dal ritmo travolgente, alla Leonardo Sciascia,   “La fertilità del male”, di Amara Lakhous (edizioni e/o, traduzione dall’arabo di Francesco Leggio, pagine 232), è il racconto corale dell’Algeria   contemporanea, nazione che dopo l’indipendenza ottenuta nel 1962, senza però mai chiudere i conti col colonialismo francese, si è trovata davanti a una sorta di nuova colonizzazione, fatta dagli stessi padri ed eroi della rivoluzione .

Lakhous (nato ad Algeri) ha vissuto per quasi vent’anni in Italia e fa parte del gruppetto di scrittori africani che scrivono i loro libri nella lingua del paese che li ospita, in Francia e in Italia maggiormente. Lakhous ha scritto ben cinque romanzi in italiano, poi, nel 2014, si è trasferito negli Stati Uniti, dove insegna nel Dipartimento di Italianistica all’università di Yale. Per quest’ultimo suo romanzo, ambientato nell’Algeria post coloniale, ha trovato più consono tornare a scrivere nella lingua d’origine. Tuttavia ha conservato molto dello stile narrativo italiano: scrittura semplice e limpida, meccanismo del genere poliziesco per aprire finestre nella realtà sociale e impianto di narrazione che sembra assorbire il passo e la tensione morale dei romanzi d’indagine “alla Sciascia”.

Il romanzo racconta una storia avvincente, in cui si intrecciano storie individuali e grande storia.

Tutto accade il 5 luglio 2018. Un crimine brutale sconvolge il giorno della celebrazione della festa  dell’Indipendenza algerina. Il mujahid Miloud Sabri, viene ritrovato con la gola tagliata e il naso mozzato, nella sua villa di Orano. Nelle indagini, gli indizi si moltiplicano e puntano in direzioni diverse: vendetta legata al traffico d’armi, conti irrisolti, risalenti alla guerra di liberazione, azione terrorista […]. Il colonnello Karim Soltani, esperto di antiterrorismo e intelligence, incaricato di indagare si trova immerso in un intrigo complesso, e c’è un dettaglio che  lo proietta nel passato torbido dell’Algeria. La mutilazione del potentissimo Sabri, sembra spiegare molte cose. E’ la stessa che i membri del Fronte di Liberazione Nazionale usavano per marchiare a vita i traditori.

A poco a poco alcune verità verranno a galla, in un racconto denso di tradimenti personali, consumati all’ombra di un tradimento ben più grande, quello degli ideali rivoluzionari e di un sogno sacrificato sull’altare dell’individualismo e della corruzione. Il romanzo, sebbene parli dell’Algeria contemporanea, contiene una morale che supera i confini algerini e fa sorgere interrogativi universali, sul potere e sui governanti che ovunque nel mondo ottengono il consenso con la propaganda e sulle società che smettendo di fare i conti con le ombre del passato non vedono quelle del presente, e per conseguenza il male diventa “fertile”.