25 Luglio 2026
Giampaolo Rossi AD RAI, “Mai stati TeleMeloni”
“La RAI non è mai stata TeleMeloni, semmai il contrario, ma a dirlo non sono solo io. Sono i dati ufficiali che confermano questa verità assoluta”.L’intervista rilasciata dall’AD della RAI Giampaolo Rossi al Direttore di “Milano Finanza” Roberto Sommella è oggi una delle interviste più lette e cliccate degli ultimi giorni sulla RAI e in cui Giampaolo Rossi dimostra come sia impossibile definire la RAI che lui dirige “TeleMeloni”.

“Basta analizzare i dati dell’Agcom e i dati dell’Osservatorio di Pavia, che è un organismo indipendente. Se si analizzano i dati dell’informazione dei telegiornali – sottolinea l’AD Rossi a Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza– si scopre una novità molto curiosa. Rispetto agli ultimi governi, addirittura dall’ultimo governo Berlusconi a oggi, la Rai è quella che dà più spazio all’opposizione rispetto agli esecutivi appunto di Berlusconi, Monti, Letta, Gentiloni, Renzi, Gentiloni, Conte 1, Conte 2, Draghi. E la Rai che ha l’equilibrio maggiore nel rapporto tra forze di maggioranza, governo e opposizione negli spazi dei Tg. Quindi TeleMeloni di fatto non esiste. La nostra è sicuramente una Rai che svolge a pieno il ruolo di servizio pubblico”.
La Rai -dice ancora Rossi- “ha una responsabilità diversa, grazie a 1.900 giornalisti e alla rete regionale Tgr, la più grande d’Europa. E con un canone, 90 euro, il più basso d’Europa, produce più ore di tutti gli altri broadcaster. La Rai dobbiamo proteggerla, ci sono troppe persone che non hanno consapevolezza del ruolo che ha questa azienda”.
Poi Rossi parla dei Campionati di Calcio del mondo e dei risultati raggiunti.
“Abbiamo avuto dei grandissimi risultati in termini di raccolta pubblicitaria: abbiamo superato la raccolta pubblicitaria del Qatar nel 2022, pur avendo quasi la metà delle partite rispetto agli scorsi Mondiali e non avendo l’esclusiva. Oltre 50 milioni di raccolta pubblicitaria è un risultato straordinario da parte di Rai Pubblicità e da parte di Rai, ma si lega in modo particolare agli ascolti, che sono stati ascolti che hanno superato tutti i record immaginabili. Si è invertita la tendenza al calo degli ascolti estivi che genericamente ha la televisione lineare in questo periodo. Un grazie sincero a tutta la squadra di Rai Sport: questi risultati sono il frutto di straordinaria professionalità, competenza e passione al servizio del pubblico. E un successo di cui tutta la Rai può essere orgogliosa”.
Ma il vero risultato importante di questo Mondiale –dice Giampaolo Rossi a Milano Finanza-“è stato proprio quello di Rai Play, oltre che di Rai Uno. Il giorno della finale Rai Play ha avuto qualcosa come 1.200.000 device collegati contemporaneamente per vedere la partita. E il doppio di quelli della finale dei mondiali del Qatar. Ormai quasi un 8-10% di pubblico guarda la televisione attraverso Raiplay, che è uno degli over the top più avanzati a livello europeo. Abbiamo il doppio dei titoli della BBC, tanto per fare un esempio… Netflix invece è un discorso diverso. Come tutte queste piattaforme, è una library di contenuti, sostanzialmente audiovisivi. La Rai fa tutto su Raiplay, trasmette in simulcast le dirette di tutti i canali Rai e in più ha tutta la library. E molto più complesso anche tecnologicamente”.
I mondiali di calcio, dunque, secondo Giampaolo Rossi- ma questo lo avevamo già scritto anche noi di RAI Senior qualche giorno fa- non sono solo il grande vero successo della RAI di queste settimane, perché “la cosa più interessante per noi -ripete Rossi a Sommella- è che coloro che hanno 15-24 anni hanno visto la Rai ed essi sono raddoppiati rispetto al passato”.
“Lo sport, cosi come tutti gli eventi, attirano dunque sulla televisione lineare il pubblico che oggi sulla RAI non c’è più. Appunto i giovani. Questa è una televisione che è ormai over 60, ma quando ci sono grandi eventi, come può essere il Festival di Sanremo o il grande sport, ha un ritorno del pubblico giovane che tra l’altro fruisce di questi contenuti anche in second screen sugli altri device”.

Ma Rossi dice molto di più.
“Dal 2023 ad oggi abbiamo investito più di 600 milioni di euro in diritti sportivi perché la Rai praticamente copre quasi tutti i grandi eventi. Il prossimo anno avremo l’America’s Cup e gli europei di basket maschile e femminile, il mondiale di ciclismo, il mondiale di basket e abbiamo già acquistato molti diritti di grandi eventi degli anni prossimi, come le Olimpiadi del 2028 e 2032 e gli Europei di calcio. E abbiamo il Tour de France fino al 2032”.
E alla domanda: “Ma Wimbledon tornerà mai sulla Rai?”, Giampaolo Rossi risponde: “ Il tema vero è il mercato dei diritti sportivi, il cui costo per alcune discipline è diventato esagerato. Adesso speriamo di continuare anche con la Coppa Davis, ancora dobbiamo rinnovare i diritti, però siamo fiduciosi”.
Altro tema di grande interesse: “Non dimentichiamoci- spiega Giampaolo Rossi a Milano Finanza– la presenza della RAI sui social. Sui social della Rai abbiamo circa 7 milioni di interazioni, quindi stiamo parlando di Tik Tok, Facebook, YouTube e tutte le altre modalità. È un mercato che sta esplodendo enormemente, si tratta di una raccolta pubblicitaria minoritaria rispetto alla divisione lineare, ma in percentuale sta crescendo tantissimo. Il numero degli inserzionisti sta crescendo. Siamo passati da circa 200 inserzionisti che hanno investito in pubblicità sui Mondiali 2022 a 270-280 aziende…Nel 2025 abbiamo chiuso con un bilancio consolidato per la prima volta dopo 8 anni in attivo con 9,3 milioni e il consolidamento è un risultato straordinario. Che è stato tra l’altro il quarto miglior risultato della Rai negli ultimi 17 anni, ottenuto senza interventi straordinari, che in passato c’erano stati. E la cosa molto interessante è che siamo per la prima volta stati in grado, con questo risultato, di retrocedere il premio di risultato al 100% ai dipendenti. Una grande soddisfazione dell’intera macchina produttiva dell’azienda”.
Alla domanda “Quanto vale il vostro piano immobiliare? Rossi risponde: “Noi abbiamo messo in previsione circa 500 milioni da qui al 2032, 500 milioni con un’ipotesi di ottimizzazione di risorse di circa 10 milioni l’anno una volta entrato a regime. Il piano prevede una serie di dismissioni di tutti quegli immobili che noi consideriamo ormai non più funzionali…La Rai mantiene tutti gli studi di via Teulada, la Dear di via Nomentana e si prepara a inaugurare a settembre, a Saxa Rubra, due grandi studi televisivi super tecnologici da 2.000 metri quadrati. Ea Milano in Fiera stiamo costruendo la nuova sede da 55.000 metri quadrati. A Viale Mazzini
Non poteva naturalmente mancare una domanda sul Caso Ranucci.
“ Sul caso Ranucci –ribadisce Giampaolo Rossi a Roberto Sommella– abbiamo attivato il Comitato etico come strumento previsto per analizzare quello che sta avvenendo, quello che si sta scoprendo anche dai giornali, anche per verificare che i materiali e le inchieste di cui si sta parlando in questi giorni non abbiano avuto impatti sul ruolo di servizio pubblico e sul ruolo che la Rai deve svolgere rispetto al contratto di servizio. Report è un format della Rai, di proprietà della Rai, non è di proprietà di nessun altro e quindi per noi è un patrimonio editoriale da mantenere. Quindi Report va avanti perché è un brand Rai, è sempre esistito e continuerà a esistere anche dopo, a prescindere da chi lo conduce e dagli amministratori delegati”.
E Rai Tre? Secca la risposta di Rossi: “Oggi è una rete molto più specializzata sull’approfondi mento giornalistico e sulla divulgazione culturale. Diciamo che oggi Rai Tre ha una connotazione meno orientata culturalmente. E una rete che può ospitare appunto Report da una parte e Massimo Giletti dall’altra, Marco Damilano e Far West”.
Fin qui l’intervista di Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza all’AD della RAI Giampaolo Rossi. Vedremo nei prossimi giorni eventuali possibili reazioni.
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