13 Marzo 2026
Il TG2 compie 50 Anni, gli auguri di RAI Senior

TG2 cinquant’anni di successi
Il prossimo 15 marzo il Tg2 compie 50 anni.

Domenica prossima, dunque, inizieranno i festeggiamenti con la prima della proiezione, al Museo Maxxi di Roma, di un documentario sulla storia del notiziario, nato nel 1976, sotto la direzione di Andrea Barbato.

Tanti i testimonial: da Giovanni Allevi a Renzo Arbore, da Fiorello ad Alberto Angela, il cui padre, Piero Angela, noto divulgatore, fu il primo conduttore del Tg2 serale, colui che spiegò lo spirito dell’altro tg, descrivendone lo stile meno istituzionale e ‘uso di un linguaggio chiaro e semplice.

Della loro esperienza al Tg2 parleranno il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana in passato vicedirettore della seconda testata pubblica e due delle conduttrici più famose: Lilli Gruber e Carmen Lasorella.

Il Direttore Antonio Preziosi, che guida il tg dal 2023, riavvolge il filo dei ricordi: ” Il Tg2 ha precorso i tempi in molti casi: ricordo la diretta-fiume sulla triste vicenda del piccolo Alfredino Rampi, che di fatto fece nascere le allnews. Ma anche le prime rubriche di approfondimento (come Tg2 Dossier, solo in tempi più recenti si sono aggiunte Tg2 Post e Tg2 Italia Europa) e di costume (Costume e Società e Tutto il bello che c’è) e i giornalisti poi prestati ad altre conduzioni di successo, come Alberto Castagna e Michele Cucuzza”.

Per festeggiare il mezzo secolo di vita – aggiunge il Vice Direttore del TG2 Alfonso Samengo– il Tg2 avrà un “logo celebrativo“.

Il generale calo di pubblico che affligge tutto il settore dei media, a causa del moltiplicarsi delle fonti di informazione, non turba più di tanto il direttore Antonio Preziosi: “La prima preoccupazione per chi fa servizio pubblico è la qualità. Meglio arrivare secondi con una notizia vera che primi con una falsa. I numeri, peraltro, ci assistono quando siamo adeguatamente supportati dalla rete, come è successo con le ultime Olimpiadi”.

L’ importante anniversario rappresenta un momento di riflessione su ciò che il Tg2 è stato e su ciò che vuole diventare. Generazioni di giornalisti hanno contribuito a costruire questo patrimonio professionale.

Redattori, inviati, conduttori, tecnici e operatori hanno raccontato ogni giorno la realtà italiana e internazionale.
Il Tg del secondo canale (come si diceva una volta) nasce con la riforma della Rai che introduce una nuova organizzazione delle testate giornalistiche. Fino a quel momento l’informazione televisiva era sostanzialmente unitaria. Con la riforma ogni rete ottiene una propria redazione e una propria linea editoriale. Il suo primo direttore Barbato imposta un telegiornale con un linguaggio diretto e con una forte attenzione alla società civile.
È un momento complesso per il Paese.

L’Italia vive gli anni del terrorismo e delle tensioni politiche. L’informazione televisiva ha un ruolo fondamentale nella formazione dell’opinione pubblica. La missione del Tg2 è chiara fin dai primi anni: raccontare la realtà italiana con rigore giornalistico ma anche con attenzione ai cambiamenti sociali. Storico conduttore del Tg2 in quei primi anni è Mario Pastore, duro e inflessibile con i suoi occhi vivaci dietro lenti spesse da miope. Dopo una lunga esperienza al telegiornale, diventa molti anni più tardi conduttore di diverse trasmissioni da Tribuna Politica a Prima Edizione con Enza Sampò, a Diogene con Antonio Lubrano.

Nel 1976 nasce anche Tg2 Dossier la trasmissione più longeva della Rai dopo la Domenica sportiva. Inchieste e reportage hanno raccontato l’Italia in ogni sua sfumatura.
Sono gli anni di Brando Giordani, Giuseppe Fiori, e Aldo Falivena quest’ultimo ideatore di Ring.

Nel 1978, il 16 marzo Edizione Straordinaria del Tg2: Giancarlo Santalmassi annuncia per primo il tragico rapimento di Aldo Moro.
Il 1978 è anche l’anno dei tre Papi. Si ricorda l’aneddoto riferito a Ugo D’Ascia quando intervistando Giovanni Paolo II, definisce sé stesso “un vaticanista laico”.

Quelli sono gli anni anche di Italo Moretti che tanto si dedica alle complesse realtà del Sudamerica e di Guido Barendson, primo caporedattore della redazione sportiva del Tg2, poi anche vicedirettore, e conduttore de L’altra domenica programma innovativo che univa sport, spettacolo e musica, con Renzo Arbore come mattatore.

La redazione sportiva del TG2 diventa un fiore all’occhiello per tutta la RAI con giornalisti di spessore come Gianfranco De Laurentiis, Giorgio Martino e Bruno Pizzul fino al 1994, quando Domenica Sprint, Dribbling e altre rubriche sportive passano alla nuova testata Raisport.

Dopo la stagione di Barbato, la testata attraversa diverse direzioni che ne consolidano la struttura e l’identità.

Arrivano in sequenza Ugo Zatterin nel 1980, Antonio Ghirelli nel 1987 e Alberto La Volpe nel 1993.
Una delle prime cose che fa Ugo Zatterin è mettere in conduzione nel TG della sera una donna, Piera Rolandi, pioniera del telegiornalismo diventando la “signora del Telegiornale” interrompendo l’egemonia dei mezzibusti maschili e apparendo persino in “morto Troisi, Viva Troisi!” mediometraggio diretto proprio da Massimo Troisi.

Nel 1981 nasce una storica rubrica televisiva: Medicina 33 ideata e condotta da Luciano Onder come spazio quotidiano di approfondimento medico- scientifico. Onder la conduce dal 1981 al 2014, realizzando circa 4000 puntate. La rubrica, ancora in onda, è affidata oggi a Laura Berti.
Negli anni Ottanta e Novanta il Tg2 diventa una presenza stabile nella vita quotidiana degli italiani. L’edizione delle 13 e quella della sera accompagnano il ritmo della giornata informativa.
In quel periodo il telegiornale racconta passaggi cruciali della storia italiana: le trasformazioni politiche della fine della Prima Repubblica, le grandi vicende giudiziarie, i mutamenti dell’economia e della società. Accanto alla cronaca politica cresce l’attenzione per i temi sociali e culturali. È una caratteristica che resterà nel tempo.
Uno degli episodi più ricordati riguarda la notte del 27 giugno 1980, quando il giornalista Nuccio Puleo annuncia in diretta la notizia della caduta dell’aereo Itavia nel Tirreno, quella che diventerà la tragedia della Strage di Ustica.

Gli anni Ottanta sono quelli di Joe Marrazzo, cronista simbolo che firma inchieste e reportage indimenticati e indimenticabili.
Nel 1988 nasce TG2 Motori affidata a Gino Roca poi passata nel 1997 a Maria Leitner che ne è ancora conduttrice e che da un anno ha inaugurato la fortunata serie di “pillole” sulla sicurezza stradale, in collaborazione con il Ministero dell’Interno. Sempre nel 1988 arriva la rubrica Non solo Nero prima trasmissione della Tv Italiana dedicata al tema dell’immigrazione, prodotta dal Tg2 fino al 1994. A condurla una giovane giornalista immigrata, la capoverdiana Maria De Lourdes Jesus.

Le donne in quegli anni sono le grandi protagoniste del TG2: Lilli Gruber il 9 novembre 1989 racconta la caduta del muro di Berlino, Carmen Lasorella diventa la prima giornalista italiana a ricoprire il ruolo di inviata di guerra per la TV, nota per i suoi reportage in Africa, Medio ed Estremo Oriente.

Nel 1992 Lorenza Foschini annuncia la strage di Capaci.
Alberto La Volpe poco tempo più tardi inaugura la rubrica Lezioni di Mafia, immaginata per Giovanni Falcone. Proprio il direttore La Volpe fa vedere in studio una sedia vuota perché avrebbe dovuto esserci proprio Giovanni Falcone.

Una delle innovazioni editoriali più importanti arriva a metà degli anni Novanta con la direzione di Clemente Mimun.
In quel periodo si rafforza l’idea del “giornale-rotocalco”. Il telegiornale non è solo un contenitore di notizie politiche e di cronaca ma anche il racconto delle guerre con inviati come Franco Di Mare, Achille d’Amelia, Bimba De Maria, e Paola Angelici responsabile anche degli Esteri.

Ma è sempre ampio lo spazio di racconto della società, con rubriche integrante del giornale.
La moda ha un nome che è quello di Mariella Milani. Nel 1995 nasce la fortunata rubrica Si Viaggiare, condotta da Silvia Vaccarezza, come naturale evoluzione della precedente rubrica Gulliver con cui condivideva lo stesso format di approfondimento turistico. Nel 1998 debutta un’altra rubrica storica, TG2 EatParade dedicata all’enogastronomia e ideata da Bruno Gambacorta.
Oggi lo spazio informativo affidato a Daniela Colucci ha superato i 27 anni di messa in onda mantenendo un vasto pubblico.

Una delle caratteristiche più riconoscibili del Tg2 è la capacità di raccontare la società italiana attraverso storie e testimonianze.

Questo approccio emerge in programmi di approfondimento di grande successo come TG2 Storie, condotto all’inizio da Maria Concetta Mattei, successivamente da Alessandra Forte e oggi da Adriana Pannitteri: ogni settimana vengono proposti racconti di vita, esperienze personali, vicende che riflettono i cambiamenti del Paese.

Nel 2002 arriva Mauro Mazza e con lui la modernizzazione tecnologica della testata con il progressivo passaggio da un modello analogico a uno digitale integrato.
Il TG2 diventa la prima testata RAI ad avviare questo processo di trasformazione.
Anche Mauro Mazza lancia diverse rubriche iconiche come Mizar, Punto di vista, Tg2 10 minuti. Fanno discutere alcuni suoi editoriali, come quello successivo al Vaffa Day di Beppe Grillo nel 2007: durante il tg delle 13 il direttore mima una pistola puntandola verso lo schermo, chiedendo “cosa accadrebbe se qualcuno premesse il grilletto?” scatenando polemiche per il gesto provocatorio.

Molto dinamica la direzione del TG dal 2009 con Mario Orfeo e altrettanto innovativa la direzione di Marcello Masi dal 2011.
Sono anni in cui il Tg2 attraversa una nuova fase di trasformazione.

L’informazione televisiva deve confrontarsi con un sistema mediatico radicalmente cambiato. Internet e i social network modificano il modo in cui le persone consumano le notizie. La velocità della rete impone nuovi ritmi e nuovi linguaggi.

Prendono forma due rubriche: Tutto il Bello che c’è da una idea della compianta Maria Grazia Capulli e Tg2 Weekend, oggi condotta da Adele Ammendola, con suggerimenti pratici su eventi culturali e borghi da visitare nel finesettimana.

Il 18 febbraio del 2019 va in onda per la prima volta TG2 Post, un talk show ideato dal direttore del TG2 Gennaro Sangiuliano e dal direttore di Rai 2 Carlo Freccero per dotare la rete di una rubrica d’approfondimento, di politica interna ed estera, che chiude l’edizione serale del telegiornale.

Per sei anni TG2 Post è stato condotto da Manuela Moreno, recentemente la conduzione è passata a Monica Giandotti e, nell’edizione del sabato, a Luciano Ghelfi.

Dal 2023 la testata guidata da Antonio Preziosi ha avviato un processo di rinnovamento, non soltanto grafico e tecnologico.
A partire dalla trasmissione del mattino, Tg2 Italia Europa, condotta da Marzia Roncacci, che ha avuto un radicale restyling rispetto al passato, divenendo un “rotocalco del mattino” con approfondimenti e finestre sull’Italia e sul mondo, senza tralasciare spazi dedicati alla cultura, allo spettacolo e al made in Italy.

Nel 2024 presenta un nuovo studio e una nuova sigla.
“La persona al centro dell’informazione. È questa l’idea che ha ispirato il nuovo studio del Tg2“, spiegato il direttore. “Un impegno che nasce dalla nostra storia e guarda al futuro”.

Antonio Preziosi sottolinea il valore simbolico della nuova grafica, che richiama elementi storici della testata.
“La nuova sigla contiene una citazione del passato. Quel “2” che si compone in vari colori ricorda da dove veniamo e ci spinge a rinnovare l’impegno di serietà e credibilità verso il pubblico“.

Il cinquantesimo anniversario del Tg2 arriva in un momento in cui il ruolo del servizio pubblico è oggetto di un dibattito intenso.
La televisione generalista continua a essere una fonte di informazione importante, soprattutto nelle fasce di pubblico meno digitalizzate. Ma deve confrontarsi con una competizione sempre più ampia.
Per questo il Tg2 ha ampliato la propria presenza sulle piattaforme digitali della Rai. I contenuti del telegiornale circolano anche online, con clip e servizi disponibili su RaiPlay e sui canali social.

Cinquant’anni dopo la sua nascita il Tg2 vuol continuare ad essere uno dei volti più riconoscibili dell’informazione Rai.

Il 15 marzo, dunque, non solo una celebrazione, ma un passaggio simbolico tra passato e futuro.
È su questa continuità che il Tg2 costruisce il proprio futuro.
Come ricorda il direttore Antonio Preziosi: “Si tratta di un’occasione unica per riflettere sulle nuove frontiere dell’informazione televisiva, prendendo spunto dall’esperienza e dai ricordi di una testata che da mezzo secolo lavora al servizio dell’informazione nel nostro Paese”.


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