Intelligenza artificiale, Gianluigi Greco riconfermato alla guida del Comitato nazionale

19 Giugno 2026

Intelligenza artificiale, Gianluigi Greco riconfermato alla guida del Comitato nazionale

di Pino Nano

Il nuovo organismo fortemente voluto dal Governo, composto da 13 super esperti, aiuterà a definire le strategie di utilizzo dell’AI in Italia nei prossimi due anni

Tre anni dopo il suo primo incarico ufficiale, Giorgia Meloni, riconferma il prof. Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, ai vertici e alla guida del Comitato Nazionale sull’Intelligenza Artificiale.“Un genio, dicono i suoi collaboratori sulle colline di Arcavacata, che non lascia nulla al caso e che ha fatto della ricerca la sua mission esclusiva, dimostrando nei fatti come si possa fare ricerca di altissimo livello anche in Calabria nel chiuso di un laboratorio su cui nessuno dieci anni avrebbe scommesso un solo centesimo”.

Gianluigi Greco, Rettore dell’Università della Calabria, durante l’evento promosso da Lutech ‘Sovranità Digitale per l’Italia – Cybersecurity, IA e Quantum’, al Forum Pa, Roma 10 giugno 2026. ANSA / FEDERICO PERRUOLO (npk)

Gianluigi Greco è professore ordinario di Informatica presso l’Università della Calabria, dove ricopre dal 2018 in poi il ruolo di Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica. Dal 2018 è anche membro del Senato Accademico, organo in cui dal 2020 coordina la Commissione Didattica. Dal 2019 è altresì coordinatore – e sin dal 2016 componente – della Commissione “PRO3” per la definizione e il monitoraggio delle politiche strategiche di Ateneo. In precedenza, dal 2019 al 2022, è stato coordinatore del Corso di Dottorato di Ricerca in Matematica e Informatica e, dal 2017 al 2020, è stato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Centro Linguistico di Ateneo.

2Il mio interesse verso l’Intelligenza Artificiale – racconta- è il risultato di un percorso che intreccia passione personale e un ambiente accademico d’eccezione come l’Università della Calabria. Ho scelto di studiare informatica in un periodo in cui la disciplina non era ancora travolta dal boom mediatico attuale, ma all’UniCal l’informatica rappresentava già una realtà solida e una promessa di modernità possibile. Questa visione pionieristica non è casuale: l’Ateneo vanta una tradizione tecnologica di primo piano, che vide la proclamazione del primo laureato in Ingegneria Informatica d’Italia e, ancor prima già negli anni ’80, la nascita del CRAI (Consorzio per la Ricerca e le Applicazioni Informatiche), un ponte digitale che ha anticipato di un decennio la new economy. Grazie a un corpo docente d’eccellenza formatosi in quel contesto, ho potuto approcciarmi a ricerche d’avanguardia con un rigore analitico raro, esplorando ambiti e tecnologie che oggi sono alla base dell’IA. Questa vicinanza alla ricerca di frontiera è stata la chiave per trasformare il fascino innato per la tecnologia in una solida competenza professionale, che ha avuto modo di svilupparsi in un polo d’innovazione che oggi riesce a primeggiare nelle classifiche nazionali e internazionali”.

Con all’attivo oltre 200 pubblicazioni scientifiche nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, il prof. Greco ha ricevuto i più importanti premi e riconoscimenti scientifici nel settore, tra cui l’AAIA Fellowship (nel 2022, per i contributi alla diffusione dell’intelligenza artificiale a livello internazionale), l’EurAI Fellowship (nel 2020, per le attività di ricerca considerate tra le più rilevanti condotte in Europa), l’IJCAI Distinguished Paper Award (quale migliore lavoro scientifico a livello internazionale dell’anno 2018), il Kurt Gödel Fellowship Award (nel 2014, conferito dalla prestigiosa società austriaca Kurt Gödel Society), il Marco Somalvico Award (nel 2009, quale migliore ricercatore in Italia) e l’IJCAI-JAIR Best Paper Award (nel 2008, per la migliore ricerca degli ultimi 5 anni). È membro del comitato editoriale di numerose riviste di informatica e, in particolare, è Associate Editor della rivista Artificial Intelligence Journal, riferimento internazionale nel settore.

Dal 2022 al 2025, il prof. Greco è stato Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, società scientifica di riferimento nel settore, fondata nel 1988 e cui afferiscono oltre 2000 professori e ricercatori di Università e centri di ricerca. In rappresentanza dell’ecosistema italiano della ricerca, dal 2023 coordina la task force sull’IA istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma già nel 2014 era stato Invited Professor all’Università Parigi-Dauphine, e dal 2007 al 2008, Associato di Ricerca presso l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 2024 è, inoltre, membro del Joint Advisory Group on AI, gruppo consultivo italo-canadese sull’Intelligenza Artificiale.

Gianluigi Greco con il Prof. Nicola Leone, suo predecessore ai vertici dell’Unical

È stato membro del Consiglio di Amministrazione nonché responsabile delle attività di trasformazione digitale e trasferimento tecnologico dell’ecosistema Tech4You, finanziato dal MUR per promuovere l’innovazione tecnologica in Calabria e Basilicata. È socio fondatore di due spin-off universitari. È membro del consiglio direttivo del Digital Innovation Hub Calabria, e del comitato tecnico-scientifico del Polo di Innovazione ICT e Terziario Innovativo “Pitagora”. È inoltre Presidente del Centro Studi Internazionali Telesiani, Bruniani e Campanelliani.

Direttore dell’Unità di Ricerca CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica dell’Università della Calabria nel triennio 2018-2021), è stato anche Vicecoordinatore del corso di Dottorato di Ricerca in Matematica e Informatica dell’Università della Calabria, e Coordinatore della Ricerca del Presidio della Qualità di Ateneo dal 2015 al 2017.

Ma non solo questo. Gianluigi Greco, storico Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università della Calabria è inoltre membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale (SIpEIA), anche questo un ruolo di altissimo prestigio scientifico, e membro del comitato editoriale di numerose riviste di informatica ma è soprattutto Associate Editor della rivista Artificial Intelligence Journal.

Insomma, storia per nulla banale o scontata di una “Eccellenza” tutta italiana. Un vero e proprio ambasciatore calabrese della ricerca, un testimone elitario e moderno della tecnologia avanzata che in questi anni è nata sulle colline rendesi e a ridosso del suo Campus, un vero e proprio interprete internazionale ed esclusivo dei grandi misteri che ruotano attorno agli algoritmi, anche lui come Nicola Leone il suo predecessore, allievo del grande George Gottlob, lo studioso austriaco che da Oxford ha scelto di trasferirsi in Calabria per “riprendere le sue ricerche sull’Intelligenza Artificiale da dove era rimasto”. Da un “guru” all’altro, insomma, da una intelligenza speciale al mondo reale, e per giunta in una terra dove nessuno 20 anni fa avrebbe mai immaginato che l’Unical potesse diventare base di partenza delle analisi sul futuro del mondo.

Nei prossimi due anni un gruppo di esperti dovrà aiutare il Governo a decidere come l’Italia userà l’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, nelle imprese, nella sanità, nella scuola, nella ricerca e nella sicurezza, e lui sarà per tutti il solo punto di riferimento istituzionale di questa task force. Non per stilare o sottoscrivere un documento di principio, “ma una bussola per stabilire dove l’IA può migliorare la vita quotidiana e dove, invece, servono limiti, controlli e responsabilità chiare”.

Per la storia dell’Unical è questa una nuova medaglia d’oro, che conferma quanto lavoro sostanziale sia stato realizzato in questi anni sulle colline e tra i cubi di Arcavacata. Evidentemente la scelta di affidare per la seconda volta a Gianluigi Greco questa delega così prestigiosa, e anche così elitaria per l’Accademia, è un ulteriore riconoscimento delle sue altissime competenze in tecnologia avanzata, intelligenza artificiale e digitalizzazione, temi questi assolutamente sempre centrali nella sua visione di ricercatore universitario.

La sfida è fare dell’Italia – si legge in una nota ufficiale- non solo un Paese utilizzatore dell’intelligenza artificiale, ma anche un produttore di conoscenza, competenze e tecnologie. “La Strategia 2026-2028 dovrà quindi tradurre regole e principi in scelte concrete: valorizzare ricerca scientifica e innovazione, rafforzare la formazione e l’attrazione dei talenti, sostenere la competitività delle imprese, accompagnare la modernizzazione della Pubblica amministrazione e garantire la tutela dei diritti in modo trasparente e sicuro”.

In questa prospettiva, il Governo punta a coniugare innovazione e protezione della persona, trasformando la conformità normativa in un vantaggio competitivo per il sistema Paese. L’obiettivo è favorire un’intelligenza artificiale affidabile, sicura e centrata sull’uomo, sostenendone la diffusione nelle piccole e medie imprese e nella Pubblica amministrazione, e rafforzando la formazione a tutti i livelli. È su questo equilibrio che si gioca il posizionamento dell’Italia: innovare con decisione, competere sui mercati globali e sviluppare tecnologie avanzate dentro un quadro di responsabilità democratica, trasparenza e sicurezza.

La cornice normativa

Il quadro di riferimento è già definito. A livello europeo, l’AI Act classifica gli usi dell’intelligenza artificiale in base al rischio, vieta alcune pratiche e impone obblighi più rigorosi per gli impieghi più delicati. La legge nazionale sull’intelligenza artificiale stabilisce invece che la Strategia nazionale per l’IA sia predisposta e aggiornata dalla struttura della Presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, d’intesa con le Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale.

Nel percorso devono essere sentiti anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per gli aspetti industriali e gli incentivi; il Ministero dell’Università e della Ricerca, per formazione superiore e ricerca; e il Ministero della Difesa, per i sistemi di IA utilizzabili anche in chiave duale, cioè con possibili impieghi sia civili sia militari. La Strategia viene poi approvata almeno ogni due anni dal Comitato interministeriale per la transizione digitale.

Il ruolo di Gianluigi Greco

Il Comitato di coordinamento, chiamato a supportare il Sottosegretario di Stato all’innovazione tecnologica Alessio Butti, nell’aggiornamento della Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale 2026-2028, si è insediato il 18 giugno presso il Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è coordinato da Gianluigi Greco, Rettore dell’Università della Calabria. La nomina rappresenta una conferma del ruolo già ricoperto da Greco, che nel 2023 era stato scelto dal Governo come coordinatore del precedente comitato dedicato all’IA.

I componenti e il metodo di lavoro

Cambio di passo nelle scelte del nuovo Comitato: non solo competenze tecniche e accademiche, ma anche profili legati alla produzione normativa, alle politiche industriali, alla ricerca, alla formazione universitaria, alla difesa, alla comunicazione pubblica e al sistema scientifico nazionale. Oltre al coordinatore, Gianluigi Greco, ne fanno parte Rosita DAngiolella, del Dipartimento Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri; Giorgio Maria Tosi Beleffi, indicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Valentina Cardinale, indicata dal Ministero dell’Università e della Ricerca e Barbara Caputo, indicata dal Ministero della Difesa.

Accanto alle figure istituzionali e ministeriali, il Comitato comprende Paolo Benanti, docente della Pontificia Università Gregoriana; Marco Camisani Calzolari, esperto di comunicazione istituzionale e divulgazione; Giuliano Noci, professore del Politecnico di Milano; Edoardo Carlo Raffiotta ed Emilio Tosi, professori presso l’università degli Studi di Milano-Bicocca.

Completano il gruppo Andrea Orlandini, presidente dell’Associazione italiana per l’Intelligenza artificiale; Andrea Lenzi, presidente del Cnr e professore emerito di Endocrinologia dell’università La Sapienza di Roma e Rebecca Montanari, ordinaria dell’università di Bologna.

Gli esperti potranno acquisire contributi da operatori economici, enti territoriali, associazioni di categoria, parti sociali e soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è raccogliere indicazioni da chi già utilizza l’IA nei servizi, nelle imprese, nei territori e nelle amministrazioni. Le attività saranno soggette a obblighi di riservatezza, per consentire un confronto tecnico e istituzionale ordinato. Eccola dunque una pagina di vera eccellenza tutta italiana.