2 Maggio 2026
RAI si riconferma modello di pluralismo e di coesione sociale
L’analisi sistematica dei contenuti televisivi, svolta da ricercatori specializzati del consorzio ISIMM Ricerche, e IZI su un campione di 1.851 trasmissioni televisive in onda nel 2025 conferma che Rai, grazie al suo valore istituzionale e di Servizio Pubblico, “assume naturalmente il ruolo di promotore della coesione sociale nel Paese. Tale contributo è riconosciuto in particolare per lo stile adottato, il tono di voce equilibrato e misurato, l’impegno nel creare un clima pacificato e ordinato e la capacità di svolgere una funzione distensiva nei confronti delle tensioni sociali”.
Ma procediamo con ordine.
I tecnici che hanno analizzato le trasmissioni in onda nel corso del 2025 sostengono un principio assoluto, e cioè che “Rai sostiene la parità di genere e la rappresentazione non stereotipata delle donne, oltre a promuovere il pluralismo e la coesione sociale, tramite un’offerta editoriale improntata a equilibrio, correttezza e inclusività“. L’azienda -secondo questa analisi- assicura la presenza di una molteplicità di contenuti, formati e generi televisivi che riflettano in modo ampio e articolato le identità e le componenti della società contemporanea.
L’analisi sistematica dei contenuti televisivi, svolta da ricercatori specializzati del consorzio ISIMM Ricerche, INFOJUICE e IZI evidenzia inoltre la capacità di Rai di offrire un’informazione completa e accurata sui temi e sulle questioni di genere e di garantire una rappresentazione femminile rispettosa, non stereotipata e priva di discriminazioni, contribuendo in modo significativo alla promozione della parità di genere e alla prevenzione e contrasto della violenza contro le donne in ogni sua forma.
Anche la rilevazione sul pubblico, realizzata in collaborazione con Ipsos-Doxa su un campione di 1.573 individui, evidenzia il riconoscimento dell’operato di Rai nel promuovere una rappresentazione corretta della donna, superando discriminazioni e pregiudizi che ne ledono dignità e valore. Si tratta di un percorso portato avanti da tempo con costanza e dedizione, volto a valorizzare la presenza femminile non solo da un punto di vista quantitativo ma anche, e soprattutto, qualitativo.
Anche sul fronte del pluralismo sociale, l’analisi puntuale dei contenuti televisivi evidenzia un’offerta editoriale ampia e diversificata, articolata su numerosi contenuti, formati e temi, affrontati complessivamente in modo completo ed equilibrato.
Secondo gli analisti che firmano questa ricerca “Rai garantisce un’informazione corretta e approfondita grazie alla pluralità di opinioni rappresentate; assicura il confronto tra posizioni differenti; valorizza e promuove le culture dell’accoglienza e del rispetto reciproco; adotta formati e linguaggi capaci di raggiungere il pubblico e di sostenere attivamente il pluralismo sociale; propone stili e modalità narrative che permettono agli spettatori di costruire una propria opinione. Tali evidenze confermano l’affidabilità di Rai nel fornire al pubblico degli strumenti di conoscenza e valutazione, offrendo una rappresentazione aderente alla complessità del Paese”.
Anche dal pubblico emergono valutazioni positive: gli spettatori infatti- sottolineano gli anaisti- “riconoscono a Rai un contributo significativo al pluralismo sociale, con un valore aggiunto rispetto al complesso degli altri editori, riconoscendo nella sua offerta uno spazio di espressione e riconoscimento delle proprie opinioni su temi sociali, culturali e politici”.
Rispetto alla coesione sociale, l’analisi dei contenuti della programmazione tv Rai evidenzia “la capacità dell’Azienda di rappresentare in modo equilibrato la complessità della società, contrastando attivamente discriminazioni e stereotipi legati all’appartenenza a gruppi sociali. Rai promuove lo sviluppo umano, i diritti e le diversità attraverso un approccio inclusivo, capace di attivare nello spettatore processi di empowerment su temi di rilievo per la promozione sociale. Favorisce inoltre il rafforzamento e la crescita della comunità, diffonde la cultura della legalità e utilizza un linguaggio attento anche alla sensibilità dei minori.
Se questi sono dati reali e assoluti, non c’è che da esserne fieri.
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