1 Luglio 2026
Angelo Angelastro, dal TG1 al romanzo storico
La ricerca della verità. Quella che tutti inseguiamo e che crediamo debba e si possa annidare in ogni aspetto della vita quotidiana, nelle persone che incontriamo, in quelle di cui ci circondiamo. Cerchiamo, inseguiamo la verità, come se davvero potessimo definire e vivisezionare il senso di realtà. Quando anche ci riusciamo resta il dilemma. Potremo mai essere certi che la versione ascoltata o raccontata, perfino quella che noi stessi riportiamo, sia veramente quella giusta, obiettiva, definitiva?
Un dato forse si può – e dico forse – postulare. La verità è degli ingenui, di coloro cioè che attraversano la loro vita senza basarla su un freddo calcolo di mezzi e fini. Ed è, possiamo dire, il profilo di Morgan Van Dijk, giornalista olandese nonché protagonista del romanzo di Angelo Angelastro “Il doppio arcano” (Passigli editori).
C’è una verità dichiarata. Nel quarto centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio, una commissione di esperti annuncia il ritrovamento dei resti del pittore nel cimitero di Porto Ercole, verità che chiude una lunga e tormentata controversia sulla vera fine dell’artista, in fuga da una condanna a morte. Il mistero rivelato oltre che ufficiale vuole che Caravaggio sia morto sulla spiaggia di Porto Ercole e quindi sepolto nel cimitero della cittadina toscana. Il giornalista tuttavia non crede alla versione raccontata dalla commissione di esperti e punta ad una sua interpretazione dei fatti, a sua volta sostenuta dalle ricerche di altri esperti, di ben altra opinione.
Non intendo svelare la trama del romanzo. Si tratta di un “thriller storico” che intreccia giornalismo investigativo, intrighi istituzionali e ricerca della verità. Conta che l’inchiesta dissente dalla versione ufficiale e che la posizione del giornalista olandese provoca un vero e proprio sisma nei rapporti con il suo giornale, con le istituzioni italiane e perfino nella vita familiare. Una concatenazione di eventi non prevista che disorienta il protagonista del romanzo che non ha mai pensato di diventare un eroe o un Don Chisciotte. Molto semplicemente ha ritenuto giusto opporre le sue parole ad altre parole. E c’è di più.

Morgan Van Dijk, è fondamentalmente un timido, un riservato, abituato a riflettere attentamente prima di compiere qualunque passo. L’accerchiamento che subisce per aver espresso il suo dissenso, l’isolamento nell’ambiente professionale, l’irritazione familiare per essere finito nel mirino, fanno emergere nel protagonista paure, fragilità, ansie.
Nel romanzo di Angelo Angelastro gli avvenimenti che scuotono la vita del giornalista olandese e il tormentato percorso del pittore Caravaggio sembrano viaggiare su binari paralleli. Come se ambedue i protagonisti, in epoche diverse, si siano trovati, senza una scelta precisa, in un temibile vortice di conflitti. Ed è anche l’arte ad accomunarli.
Da una parte c’è un protagonista moderno che lotta con la penna, dall’altra un artista che con il suo pennello sfida i propri persecutori. Ambedue avulsi dal loro tempo e tuttavia con la “pretesa” di esprimersi senza accettare le regole imposte dalla società.
Una strada stretta e tortuosa che nel caso di Morgan finisce per spingerlo a guardare dentro se stesso e fare i conti con una parte nascosta di sé. Sceglierà di lasciare l’Italia e tornare in Olanda. Da quella postazione deciderà di scrivere la sua verità sulla morte di Caravaggio. Ed è in fondo la strada indicata da Leonardo Sciascia.
Secondo il grande scrittore siciliano “se la verità ha per forza di cose molte facce, l’unica forma possibile di verità è quella dell’arte.”
Storia di un grande cronista
Giornalista a 21 anni nella redazione pugliese de l’Unità, Angelo Angelastro ha lavorato in Rai dal 1977, dedicandosi alle cronache della cultura e dello spettacolo. Nel 1994 approda al Tg1, testata per la quale ha svolto le funzioni di inviato in Italia e all’estero, intervistando i grandi protagonisti della musica, della letteratura, del cinema e del teatro. Nominato caporedattore, ha diretto dal 2001 al 2007 la Redazione Società del primo telegiornale italiano. Oltre ad aver curato molti Speciali ha ideato due Rubriche: Tg1 Incontri e Tg1 Persone. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Mondi miei (Bolis, 2013), Il bel tempo di Tripoli (E/O, 2015) e Le ultime tarantate (Congedo, 2022).
Ti potrebbe interessare anche...

Francesco Saverio Vetere, “Quale Libertà di Stampa?”
di Pino Nano"Tutelare la libertà di stampa nel tempo dei social e degli algoritmi. Innovare l’architettura costituzionale e giuridica del Paese, a...

Anche la Polizia di Stato apre un canale ufficiale Whatsapp
di Pino NanoLa polizia di Stato si adegua ai tempi e lo fa in tutti i modi possibili e immaginabili,...

RAI1: “ITALIA A/R” con Vittorio Brumotti e Monica Caradonna
di rai seniorDa domani lunedì 29 giugno alle 11.30 prende il via su Rai 1 “Italia A/R”. Un nuovo appuntamento...