22 Aprile 2026
Rai Documentari racconta la Polizia di Stato, “Fiore all’occhiello della Repubblica”
“Codice K: Angeli della sicurezza”– su RaiPlay daesta sera, e su Rai 3 il 3 maggio alle ore 13:00” un docufilm dedicato alla polizia di Stato e al ruolo strategico svolto da questi uomini di stato in occasioe dei funerali, un anno fa, di Papa Francesco. Entusiasta il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano. Un progetto nato da un’idea di Mario Viola, Domenico Cerbone e Giuseppe Sciacca.

“Ci sono storie che indubbiamente in questo nostro Paese meritano di essere raccontate, e soprattutto riconosciute. Ecco uno straordinario documento televisivo che racconta il dietro le quinte della sicurezza che la Polizia di Stato garantisce ogni giorno alla vita della Repubblica, e che racconta soprattutto la grandezza e il valore della Questura di Roma, una delle questure più importanti e più efficienti d’Europa”.
Stasera, in anteprima su RaiPlay e il 3 maggio alle 13:00 su Rai 3 il documentario “CODICE K angeli della sicurezza“, nato da un’idea di Mario Viola, Domenico Cerbone e Giuseppe Sciacca e prodotto da Rai Documentari in collaborazione con la Polizia di Stato, ad un anno esatto dalla morte di Papa Francesco ci porta a rivivere uno dei momenti più complessi e più delicati affrontati dal nostro Paese, e cioè la gestione della sicurezza in occasione del suo funerale in Piazza San Pietro prima e a Santa Maria Maggiore dopo.

“Questo documentario mostra qualcosa che raramente si vede – ha detto Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari – e cioè la complessità deve affrontare lo Stato. Non è solo un racconto di ordine pubblico, ma la dimostrazione concreta di una capacità organizzativa che mette insieme competenze, tecnologia e senso del dovere. Dietro ogni decisione c’è un lavoro silenzioso, fatto da uomini e donne che operano lontano dai riflettori e che invece meritano di essere riconosciuti.È un racconto che restituisce dignità e valore a chi garantisce ogni giorno la sicurezza di tutti noi”. “CODICE K – angeli della sicurezza”, della durata di 49 minuti, è un viaggio dentro una macchina invisibile che diventa, per una volta, visibile. Un omaggio a chi lavora nell’ombra, ma anche il racconto di un’Italia capace di affrontare con rigore e competenza le sfide più complesse sulla scena internazionale”.

“Codice K” è la sigla in codice che la Sala operativa utilizza per ordinare la chiusura delle strade nei grandi eventi di ordine pubblico, vuole essere un omaggio ai professionisti che operano nell’ombra e che garantiscono la sicurezza collettiva attraverso abnegazione, esperienza e competenza tecnica.
A un anno dalla scomparsa di Papa Francesco -si legge in una nota ufficiale del format- il documentario – curato da Giulietta Venneri e la regia di Fedora Sasso -conduce lo spettatore nel cuore segreto della più imponente macchina di sicurezza mai attivata a Roma: il funerale del Pontefice. “In uno scenario internazionale segnato da conflitti armati e da un clima di massima allerta globale, la città si trasforma in un teatro di operazioni ad altissima complessità, definito come un ‘piano di sicurezza in 3D’ perché capace di intercettare le dimensioni aerea, di superficie e sotterranea”.

Al centro del documentario, la Centrale Operativa Grandi Eventi della Questura di Roma e il lavoro di coordinamento raccontato dal Questore Roberto Massucci e dal Prefetto Lamberto Giannini. Ma i veri protagonisti del docufilm sono tutti gli operatori delle forze di polizia e del sistema sicurezza, parte di un dispositivo interforze che agisce come un unico organismo.
Il questore Roberto Massucci e il prefetto di Roma Lamberto Giannini raccontano l’intreccio di responsabilità, le decisioni strategiche e il comando sul campo. Ma il vero protagonista è il sistema, una straordinaria sala operativa capace di coordinare in tempo reale uomini, mezzi, tecnologia e intelligence. Intorno a questo cuore pulsante si muove un dispositivo interforze senza precedenti, un mosaico di reparti che opera come un unico organismo per garantire la sicurezza di centinaia di migliaia di fedeli e delle delegazioni ufficiali provenienti da tutto il mondo, compresi numerosi capi di Stato e di governo
Un racconto intenso -precisa una nota ufficiale- che mostra, senza retorica, il lavoro silenzioso e straordinario di donne e uomini che ogni giorno, spesso lontani dai riflettori, mettono a rischio se stessi per garantire la sicurezza di tutti e contribuire a mantenere alto il prestigio dell’Italia nel mondo.
La narrazione -precisa l’Agenzia Italia– è arricchita da interventi di massimo rilievo istituzionale che sottolineano l’eccezionalità dell’evento: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente nel cuore della sala operativa, segue personalmente l’evolversi della situazione e il coordinamento del deflusso di oltre mezzo milione di persone. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, offre invece una riflessione sul valore del ‘senso della squadra’ e sulla professionalità delle forze dell’ordine, evidenziando come il successo della complessa operazione abbia conferito lustro all’Italia sulla scena mondiale.

Dalle prime luci dell’alba, quando Roma appare sospesa sotto il volo dei droni, fino alla tumulazione nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il racconto segue un’operazione senza margini di errore. Grande spazio è dedicato al ruolo della tecnologia – videosorveglianza, prevenzione delle minacce cibernetiche e sistemi di monitoraggio in tempo reale – e all’esperienza maturata in passati eventi storici.
“CODICE K angeli della sicurezza” – presentato al cinema Quattro Fontane di Roma – non è solo il racconto di un’operazione di ordine pubblico, ma un omaggio agli uomini e alle donne che lavorano nell’ombra, mossi da un senso assoluto del dovere, dall’abnegazione e dal sacrificio, per garantire la sicurezza collettiva in uno dei momenti più delicati della storia contemporanea. Al cinema “Quattro fontane”, alla presentazione del documentario “Codice K – Angeli della sicurezza”, c’era naturalmente anche il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano, sempre attentissimo ai temi e alle dinamiche sociali della sicurezza nazionale.
In platea, presenti anche il direttore di Rai Vaticano Stefano Ziantoni, una rappresentanza di funzionari e poliziotti della questura di Roma, una delegazione di commissari del 114° corso, oltre al direttore dell’ufficio Comunicazione istituzionale della Polizia di Stato, Domenico Cerbone, al direttore della Scuola superiore di Polizia, Mario Viola, e allo storico regista di RAI Uno Giuseppe Sciacca che ha firmato per la RAI i più grandi eventi istituzionali della storia della Repubblica.
In una nota diffusa alle agenzie di stampa il Prefetto Francesco Tagliente, storico Questore di Roma Capitale- esprime “Un sentito ringraziamento agli ideatori Mario Viola, Domenico Cerbone e Giuseppe Sciacca, alla cura editoriale di Giulietta Venneri e alla regia di Fedora Sasso, per aver saputo raccontare con profondità e rispetto una realtà così complessa e spesso invisibile. Invito a vederlo tutti coloro che si riconoscono in questi valori. E a condividerlo, perché il senso dello Stato si alimenta anche attraverso la conoscenza e la consapevolezza”.

In questo racconto, per me- sottolinea l’alto dirigente di polizia- c’è anche una emozione personale profonda e un sentimento di orgoglio. Riconosco in quelle immagini la visione che, all’epoca del mio incarico alla Questura di Roma, portò a concepire e realizzare il secondo grande progetto di ristrutturazione e informatizzazione della Centrale Operativa: una struttura che introduceva un elemento nuovo e decisivo, il Centro per la gestione della sicurezza dei grandi eventi, pensato per affrontare scenari complessi e straordinari come le esequie del Santo Padre e i grandi eventi giubilari del 2015 e del 2025, che hanno visto Roma al centro della scena internazionale, affiancato alla tradizionale Sala Operativa, anch’essa potenziata e modernizzata.
Due ambienti distinti ma pienamente integrati, Sala Operativa e Centro Grandi Eventi, progettati per lavorare in parallelo, con tecnologie avanzate e capacità di coordinamento interforze, concepiti come una vera e propria infrastruttura di sicurezza proiettata nel futuro: una Centrale Operativa che “viaggia nel tempo”, capace di anticipare le esigenze di una Capitale chiamata a gestire eventi di portata mondiale.
Per il Prefetto Tagliente “Già allora, con uno sguardo rivolto al futuro, si immaginava una struttura in grado di sostenere flussi straordinari di persone, fino a scenari di milioni di presenze, integrando tutte le componenti istituzionali e operative chiamate a concorrere alla sicurezza della città. Una scelta che nasceva dall’esperienza e dalla memoria, ma soprattutto dalla consapevolezza che Roma avrebbe continuato a essere sede di eventi di rilevanza globale. Rivederla oggi protagonista nella gestione di operazioni di tale complessità restituisce il senso pieno di quella visione: un investimento che ha unito tecnologia ed esperienza, e che ancora oggi continua a dimostrare la sua attualità ed efficacia al servizio della sicurezza dei cittadini”.
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