Teatro delle Vittorie, Gamaleri scrive a Giampaolo Rossi

27 Aprile 2026

Teatro delle Vittorie, Gamaleri scrive a Giampaolo Rossi

di redazione rai senior

RAI vende alcuni dei suoi palazzi storici.Qui di seguito la lettera integrale che tramite RAI Senior il prof. Gianpiero Gamaleri scrive all’AD RAI Giampaolo Rossi.

Su questo tema così attuale, dell’ipotesi di vendita di 15 asset della RAI per tutta Italia, interviene oggi con l’autorevolezza che gli deriva dalla sua storia accademica il prof.Gianpiero Gamaleri tuttora una voce molto autorevole nell’ambito dei dirigenti seniores Rai (essendo stato eletto anche recentemente nella loro Associazione) dopo essere stato dirigente dell’azienda per quasi trent’anni e consigliere di amministrazione sotto la presidenza di Roberto Zaccaria.

Oggi l’illustre massmediologo guarda con un occhio particolarmente attento e preoccupato al piano immobiliare scritto tre anni fa dal Consiglio di amministrazione dell’azienda e rilanciato da quello attuale e che tra i 15 asset da mettere in vendita contempla anche lo storico Teatro delle Vittorie.

Ecco la lettera del professore Gamaleri a Giampaolo Rossi:

Non c’è il gioco solo il Teatro delle Vittorie in questa lista ma altri immobili in tutta Italia che costituiscono non solo un grande patrimonio economico ma anche pezzi della nostra storia e della nostra cultura. Pensiamo a Palazzo Labia, costruito nel XVII secolo e sede regionale della RAI per il Veneto con il salone adornato con gli splendidi affreschi di Giambattista Tiepolo, alla sede di via Verdi a Torino dove è nata la radio ai tempi di Marconi, al centro di produzione di Corso Sempione a Milano, pietra miliare nella storia della televisione italiana, e ovviamente allo stesso Teatro delle Vittorie per la cui salvezza si è mobilitata già una sottoscrizione con 7000 firme, a cominciare da quelle di Arbore e Fiorello.

E’ ovvio che di fronte a un’operazione di questa portata il pensiero va subito al rischio di un depauperamento grave del nostro patrimonio culturale e non solo immobiliare, con la probabile discesa in campo di consistenti investitori stranieri

Certo l’operazione ha una sua seria giustificazione perché il mondo è cambiato e cambierà sempre più. Basti pensare allo Smart Working più che mai necessario in un’azienda altamente tecnologica come la RAI.

Ma quello di cui Bisognerebbe essere sicuri sin d’ora è che non si faccia di tutte le erbe un fascio.

Occorre dare indicazioni precise e vincolanti agli Advisors perché prendano in considerazione ogni aspetto della originalità dei singoli cespiti che vengono messi in gioco, distinguendo ad esempio tra vendita e locazione. Anche per liberare un vecchio appartamento divenuto troppo grande non si può equiparare la lavatrice alla collana di perle. E non si può neppure trascurare che la RAI proprio perché Servizio Pubblico è non solo nella disponibilità dell’azionista pubblico, ma anche e soprattutto nel cuore di tutti gli italiani che da buoni padri e madri di famiglia sanno bene che al cambio di stagione alcuni vestiti devono essere dismessi ma non dimenticano di mantenere i capi di valore sia economico che affettivo.

Non si può invocare il ruolo della RAI come public company di  servizio pubblico e poi trattarla con un soggetto privato in una operazione di questa portata e delicatezza.

E’ un’operazione che deve essere pensata e realizzata nel quadro complessivo delle istituzioni culturali del paese, come le università, i centri di studio e di ricerca sia nazionali che territoriali. Ma soprattutto promuovendo un’iniziativa di trasparenza presso quell’opinione pubblica che costituisce il vero  punto  di riferimento dell’offerta Rai.

 Bloccare tutto questo progetto reso necessario dal passare del tempo?

Sicuramente no perché bisogna prendere atto del “passaggio di civiltà” che stiamo vivendo. Ma come diceva don Antonio Ferrer nei Promessi Sposi: “ Adelante Pedro con juicio”.

MA CHE E’ GIANPIERO GAMALERI,

Commendatore al merito della Repubblica, è ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi già presso le Università La Sapienza di Roma e Roma3, e attualmente visiting professor alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma. E’ stato consigliere di amministrazione della Rai, della Triennale di Milano e del Centro Televisivo Vaticano. Giornalista professionista, ha curato anche “La fumata bianca della pace. La voce di dodici papi contro la guerra” (Pagine, Roma 2023) e con Fabrizio Noli il libro “Papa Francesco giornalista” (Elledici, Torino 2018).  Altri suoi lavori: “La nuova galassia McLuhan. Vivere l’implosione del pianeta”, (Armando, Roma 2013), “Le mail di Obama. I nuovi linguaggi per finanziare una campagna elettorale e vincere le elezioni”, (Armando, Roma 2010), “Universo pubblicità. Dal prodotto al brand” (Edizioni Kappa, Roma 2008), “Lo scenario dei media. Radio, televisione, tecnologie avanzate”, (Edizioni Kappa, Roma 2006).