12 Maggio 2026
RAI Senior “Salviamo Firenze e la sua Videoteca”
La videoteca Rai di Firenze ha un record assoluto: è seconda, per quantità di materiali, soltanto a quella della BBC, ma è leader in Europa per la catalogazione multimediale. Ma non tutti conoscono la vera storia della RAI toscana. Ve la raccontiamo alla luce anche delle notizie di queste ore e secondo le quali anche Firenze sarebbe uno degli Asset in vendita, ipotesi duramente contestata dall’Assemblea Generale di RAI Senior conclusasi ieri a Rimini..
Nel 1962 la RAI impiantò a Varlungo la Sede Regionale Toscana, in un’area sulla quale in precedenza c’era il campo di calcio della Rinascita.
I lavori, iniziati nel 1965, furono poi completati nel 1968. Concertato con l’allora direttore di sede della RAI, Ing. Carlo Vigo, il progetto, dalla estrema complessità tecnica, fu elaborato dall’ Arch. Italo Gamberini, in collaborazione con gli Arch. Antonio Bambi, Luciano Peracchio, Sergio Barsotti e Loris Macci.
L’edificio che ne è risultato è uno dei più moderni palazzi che Varlungo può vantare e rappresenta l’opera più significativa della maturità dell’Architetto Italo Gamberini, la cui progettazione gli valse il Premio In/Arch 1969.
Si tratta di un vastissimo complesso che occupa un’area di circa 18.000 metri quadrati tra via Aretina ed il lungarno C. Colombo, in prossimità dello snodo autostradale di Firenze Sud.
Del terreno disponibile è stato coperto solo un nono, mentre la parte restante è stata sistemata a giardino ed a parcheggio.
Il complesso, su quattro piani, si articola in due corpi principali, ortogonali tra loro ed incernierati dal blocco verticale dei collegamenti, e ne fanno parte quattro nuclei destinati rispettivamente agli uffici, agli studi, alle salette di montaggio ed alla centrale elettrica, per un volume complessivo di circa 80.000 metri cubi, dei quali 38.000 interrati.
L’Arch. Gamberini aveva un “pallino per il dettaglio”, come diceva quasi scusandosi, dove univa una sensibilità naturale ad una lunga militanza nell’architettura degli interni.
Nel caso della Rai, per accordare tra loro cavedi, pavimenti flottanti, rivestimenti murari semplici o fonoassorbenti, contro soffitti, illuminazione, segnaletica, si verificavano dovunque situazioni nuove e talvolta imprevedibili; tutte da rendere
armoniche ed omogenee, da disegnare senza perdere di vista, come ripeteva Gamberini, che “siamo nella casa della radio e della televisione” e quindi con particolare attenzione alle “vibrazioni”, al “riflesso della luce”, ai colori.
Una delle scelte meno facili è stata la scelta del colore del rivestimento esterno: l’edificio doveva avere, come diceva il Gamberini, “il colore di Firenze vista dal Piazzale Michelangelo in un giorno di sole, socchiudendo gli occhi”. Furono predisposte oltre trenta campionature e finalmente arrivò il campione giusto: una pietra artificiale, ricomposta con particolari tecniche di lavorazione chiamata Silipol, che sintetizza i tradizionali materiali fiorentini, la piertaforte ed il cotto.
Sempre all’ Arch. Gamberini si deve anche la progettazione dell’arredamento interno e del giardino, oltre alla supervisione artistica su tutti i settori del complesso.
Accanto alla struttura centrale, fa da cerniera tra le varie parti del complesso, si apre l’ingresso, segnalato da una lunga ed essenziale pensilina dalla struttura metallica.
La struttura dell’edificio è interamente in cemento armato, salvo che nella zona dell’atrio principale e degli atri di piano, nei quali al contrario è stata utilizzata una struttura metallica, che ha permesso l’apertura di finestre più ampie, data da una scala autoportante nota in tutti i libri di architettura.
.Metallica è anche la struttura a vista del corpo di fabbrica degli studi, nel quale, per ragioni di insonorizzazione, si è inserita una intercapedine tra le strutture portanti e le murature degli studi e dell’involucro esterno, che dal fuori appare quindi completamente chiuso.
Gli interni dell’edificio riflettono puntualmente il senso dell’esterno costituendone una continuazione, cosi’ come anche l’arredamento interno che è stato interamente studiato ed elegantemente risolto fin nei minimi particolari dallo stesso Gamberini.
Gli arredi sono realizzati in metallo per gli uffici, in noce per gli ambienti direzionali e di rappresentanza. Le poltrone, i divani, le sedie sono stati eseguiti su modelli appositamente studiati e ripetuti per tutti gli ambienti, con la sola variazione dei materiali di copertura a seconda delle destinazioni, vuoi in pelle, vuoi in alcantara.

Fra gli ambienti di particolare interesse gli studi:
Lo studio A, il maggiore che attualmente ospita la scenografia del TGR, di circa 260 mq , adatto per le riprese radiotelevisive;
Lo studio C radiofonico di cui si parlerà ampiamente a parte, data la sua particolare storia;
Lo studio D radiofonico adatto per le trasmissioni di prosa, per la musica e per gli studi della drammatica e ad oggi utilizzato anche per i collegamenti radiofonici con i programmi RF nazionali;
Gli studi RS (Registrazione e Studio) destinati principalmente alla ripresa radiofonica di conversazioni, al montaggio di programmi registrati, alla messa in onda in diretta delle edizioni del Gazzettino Toscano.
I vari piani dell’edificio si articolano come segue:
-Il primo piano è riservato alla Redazione
-Il secondo alla Produzione di sede e agli uffici amministrativi di Rai Canone
-Il terzo agli uffici di Rai Way, società infrastrutturale del gruppo Rai
-Il quarto è destinato agli uffici di rappresentanza e amministrativi della Direzione di Sede e agli uffici della Gestione Immobile.
-Il quarto piano, ospita, altresì ,il Centro di Consultazione “Teca aperta”.

La Direzione Rai Teche nasce nel 1996 come Direzione di servizio con l’obiettivo di recuperare e catalogare il patrimonio audiovisivo della Rai: le tecnologie disponibili hanno permesso di realizzare un catalogo multimediale con cui dal 1999 viene archiviato il materiale trasmesso e il materiale storico.
La videoteca Rai è seconda, per quantità di materiali, soltanto a quella della BBC, ma è leader in Europa per la catalogazione multimediale.
La sede di Firenze è stata una delle prime in Italia ad inaugurare, il 7 luglio 2005, il Centro di “Teca Aperta”, che permettere di consultare gratuitamente il catalogo multimediale della RAI, nel quale sono comprese le schede testuali di tutte le teche aziendali, e che consente ai richiedenti (quali Enti, Istituzioni, Associazioni, Scuole, ricercatori, studiosi, ma anche privati cittadini) la visione di oltre 300mila ore di TV; 350mila di radio, 15mila di telegiornali regionali, 35mila fotografie, 80mila copioni e 2500 manifesti d’epoca. UN immenso patrimonio audiovisivo, testimone di cento anni di storia.
I consultatori sono seguiti, con qualificata assistenza, da personale appositamente formato.
Nel corpo centrale dell’edificio in una porzione del quinto piano è ubicato il bar, prospiciente alla grande terrazza, che fa da copertura al quarto piano, da cui si gode una visione a 360 gradi di tutta la città, dei suoi colli e dell’Arno.
Infine, al sesto piano, una sala della capienza di cento posti circa è destinata alla mensa aziendale, vetrata su tre lati e che sembra dall’esterno un enorme cristallo sovrastante la terrazza, mentre all’interno si modula secondo un andamento piramidale.
Annoveriamo infine, un ampio Auditorium adatto alle proiezioni e ai convegni, con una capienza di 50 posti a sedere, nella parte interrata dell’edificio.
Infine, è nato, presso la sede RAI di Firenze, una “Archivio Nazionale dei Cartacei” ovvero dei copioni e non solo, che potrà essere consultato dal pubblico per le ricerche su questo fondamentale mezzo di comunicazione, che è stato troppo a lungo trascurato a favore della televisione, ma che oggi sta di nuovo tornando in auge presso i pubblici più diversi. La scelta di Firenze come sede di questo archivio, oltre che per la sua posizione centrale nel territorio nazionale, deriva anche dall’ aver rivestito, Radio Firenze, nella sua storia, il ruolo di sede leader della radiofonia nazionale. (Prima Parte- Segue)
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