Maurizio Crovato, Mezzo secolo di TG2

17 Marzo 2026

Maurizio Crovato, Mezzo secolo di TG2

di Maurizio Crovato

Mamma mia mezzo secolo di TG2. Mi vengono i brividi perché devo alla seconda e nuova testata Rai la mia fortuna giornalistica.

Nel 1976 io e mio gemello Giorgio ci sentimmo protagonisti della storia della nostra città,Venezia, perché partecipanti alla Vogalonga, la storica maratona a remi, 32 chilometri, attorno alla laguna. All’epoca erano appena 400 le barche presenti, ora sono migliaia, ma con tanti turisti.

Era una delle prime manifestazioni ecologiche italiane, molto poco di moda. Il giornalista della Rai, Delfo Utimpergher, con servizio del TG2, rete e tv molto sensibili ai temi ambientali, ci inquadra in primo piano e ci fa diventare dei piccoli divi televisivi. Era il destino. Utimpergher, era uno degli inventori della stessa Vogalonga, assieme a Giuseppe e Toni Rosa Salva, veneziani doc, all’ammiraglio della Marina Militare Carlo Gottardo, all’epoca mitico soprintendente del Museo Storico Navale, e al direttore del Gazzettino, Lauro Bergamo. Figure storiche del ‘900 serenissimo.

Il destino volle che iniziai a fare il giornalista grazie proprio al Gazzettino, perché nel 1978, pubblicammo con l’associazione remiera Settemari, un fortunato libro, tradotto poi in quattro lingue: “Isole abbandonate della laguna”, una vera e propria denuncia, su come era ridotta e abbandonata la storia lagunare. Ricevemmo anche i complimenti del futuro papa, Albino Luciani. Fu l’ultimo visitatore della mostra, perché voleva conoscere la storia di una isoletta in rovina, S.Giorgio in Alga, dove vissero ben tre futuri papi veneziani, a cominciare da San Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia. Luciani ci disse sorridente: “Ragazzi vado al Conclave – perché era appena mancato papa Giovanbattista Montini, ovvero Paolo VI – ma torno subito a San Marco!”. Ma non lo vedemmo più. Il suo fu uno dei più brevi (33 giorni) pontificati della storia vaticana.

Maurizio Crovato inviato in Bosnia

Tornando al Tg2, venni assunto nel 1988 alla Rai del Trentino-Alto Adige, dopo una selezione in lingua straniera, perché parlavo e scrivevo in…francese. Il vincitore di lingua tedesca…lo spedirono invece in Valle D’Aosta. A Roma non conoscevano bene le minoranze linguistiche. Nel 1992, mi trasferiscono a Venezia e anche qui c’entra il TG2. A Trento feci un piccolo scoop locale. Ai tempi delle acque inquinate, Giuseppe Ciarrapico, allora amico fraterno di Giulio Andreotti, allora potente presidente del Consiglio, aveva appena acquistato le prime acque minerali italiane, le storiche fonti Pejo. Così dalla Sicilia al Trentino era diventato il “paron” dell’importante e strategico settore, ovvero il “re delle acque minerali italiane”.

Maurizio Crovato a Sarajevo

Il mio capo-redattore di allora si chiamava Rigoni Stern, nipote di Flaminio Piccoli. Ai tempi della potente Dc, Piccoli era il capo politico dei democristiani di sinistra, invece Andreotti di quelli di destra. Per cui figurava,ho immaginato, uno sgarbo e una invasione territoriale stratosferica. Io per verificare, professionalmente parlando, la notizia chiamo la sede centrale delle Acque Fiuggi, mi risponde direttamente Ciarrapico e mi conferma l’acquisizione. Quella sera Rigoni Stern era assente, per cui il servizio passò inosservato al Tg2. Apriti cielo! La mattina dopo venni insultato e offeso dal capo che mi disse: “venessian dimmi dov’è la notizia?”. Io, modestamente, feci vedere che il Sole24 ore in prima pagina riportava l’evento e citava il Tgr del Trentino, cosa che a parte il turismo dello sci, non succedeva spesso.

Trasferito subito a Venezia, mi ritrovai in un ambiente ideologicamente allineato. E’ storia anche questa.

Mi chiamò il nuovo direttore della Tgr, Piero Vigorelli che puntava molto sulla trasmissione “Cronaca in diretta”, in collaborazione con Rai 2.

Venni distaccato al programma per coprire il nord, ricordi memorabili con le conduzioni di Alda D’Eusanio, David Sassoli e Michele Cucuzza.

Nel 1996 feci domanda (come si diceva in paritetica…) per diventare inviato visto che giravo l’Italia da tre anni. Ma il sindacato Rai sosteneva che io lavoravo per la rete, per cui non facevo il…giornalista.

Quando venne ucciso il mostro di Merano, a Rifiano, io mi trovavo in mezzo alla sparatoria tra Ferdinand Gamper e i carabinieri. Con i primi telefonini, nascosto dietro un albero, feci la diretta per Radio Rai e venni premiato dal direttore Claudio Angelini.

Mi chiama Clemente Minum, allora direttore Tg2: “Mau, non ti fanno inviato gli amici del sindacato? Bene, se vieni a Roma, alla nostra testata, ricevi la nomina in una settimana”. Detto fatto.

Mi sono ritrovato Romano e poi conduttore del Tg2 alle ore 13, inviato e corrispondente di guerra nei posti caldi del mondo: ex Yugoslavia, Irak, Albania.

Secondo voi il TG2 è nel mio cuore? Grazie TG2 e Buon Compleanno.

Maurizio Crovato on Sergio Zavoli